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sabato 14 febbraio 2015

La Gramola, Turbigo

CHIUSO

La Gramola vuole essere uno dei pochi ristoranti "eleganti" e di buon livello culinario della zona, grazie a un arredamento moderno e curato e una cucina di qualità e ben presentata.
Per i miei gusti, i menù si concentrano un po' troppo sul pesce, anche a causa del fatto che è difficile, in questa zona, definire una cucina "del territorio" e contemporaneamente "di classe". Come detto, tutti i piatti sono ben presentati e offrono anche qualche trovata golosa e originale, come l'utilizzo di liquirizia, menta o acciughe.
Il servizio è gentile e professionale; pane e grissini fatti in casa, anche se ritengo, come sempre, che il coperto (3 Euro) sarebbe da evitare. Una buona varietà di vini, con prezzi nella media. Antipasti e primi intorno ai 15 Euro, secondi sui 20. Menzione particolare anche per i dessert, buoni e originali. E' quindi facile superare i 100 Euro per due persone.
Situato sulla provinciale, in zona non particolarmente amena, il ristorante offre un piccolo percheggio sul retro e qualche posto auto davanti.
Rendere il menù un po' più "tipico" e meno dipendente da astici, rombi e vongole aggiungerebbe "personalità" a questo ristorante, innalzandolo con più decisione dal resto del panorama circostante.
Consigliato per una serata rilassante.

sabato 24 gennaio 2015

Cascina Bullona, Pontevecchio di Magenta

L'agriturismo Bullona si trova nelle campagne del Parco del Ticino, a metà strada tra la frazione di Pontevecchio e il centro LIPU La Fagiana e si raggiunge facilmente seguendo i cartelli e l'unica strada, fino ad arrivare all'ampio parcheggio di fronte alla cascina; nelle sere meno affollate è comunque possibile parcheggiare all'interno, a pochi metri dall'ingresso del ristorante e dall'edificio con le camere. La sala del locale è piccola e accogliente, soprattutto d'inverno con un bel camino sempre acceso; i menù sono fissi e variano ogni poche settimane, proponendo classica cucina lombarda con qualche concessione ai tocchi di fantasia, come la spolverata di cioccolato sul risotto. Il menù da 30 Euro, con due primi e due secondi, è consigliato solo ai mangioni. Dagli abbondanti antipasti al dolce, tutti i piatti sono ben preparati e il servizio è gentile e rapido (almeno durante la nostra visita, quando la sala era semivuota). E' fortemente consigliato prenotare in anticipo, onde evitare di cogliere impreparata la cucina nelle sere meno gettonate.
Un posto consigliato, dove sentire ancora un po' di calore campagnolo, accompagnato da cibo di qualità. Caffè gentilmente offerti e vino "della casa" (le bottiglie sono esposte all'ingresso) a 8 Euro la bottiglia. (A questo proposito, al ristorante c'è solo un personaggio più fastidioso del bambino urlante: il sedicente intenditore di vini che esamina per ore liste di vini chilometriche, fa richieste strampalate ai proprietari e quando gli viene servito il vino, al momento fatidico di agitarlo nel bicchiere per meglio sprigionarne i profumi, lo centrifuga come se lo stesse preparando per un'analisi di CSI Miami: per fortuna alla Bullona queste cose non accadono, ed è per questo che ci piace).
Unico lato negativo è che il ricordo della buona cucina rimarrà attaccato un po' anche ai vostri abiti, visto che l'aerazione del locale (l'abbiamo provato solo d'inverno) evidentemente non è il massimo.

giovedì 1 gennaio 2015

Liguria autunno 2014

Come ogni anno mi appunto i ristoranti e i locali vari che abbiamo provato durante la nostra permanenza in riviera.
A Loano siamo finalmente andati a U Piccin, nel borgo Castello, dove abbiamo potuto finalmente provare, con gran soddisfazione, la pasta fatta in casa. Le viette del borgo, specialmente la sera, forniscono una cornice da cartolina; il locale è piccolo ma non minuscolo, elegante ma non formale, e il servizio alquanto cordiale. Prezzi non popolari ma tutto sommato nella media; ovviamente l'auto va lasciata poco distante. Torneremo.
Per quanto riguarda i locali più piccoli, a Loano ha aperto sul lungomare la gelateria Rivareno, che propone gusti originali e golosi (cioccolato e sale!), finalmente qualcosa di diverso dagli altri millemila gelatai intenti a contendersi la clientela più "tradizionalista". Sempre sul lungomare, l'Olivier's Pub serve gli aperitivi (i soliti cocktail, o vino) al tavolo corredati da un piccolo tagliere di salumi e altri stuzzichini; buono e indicato per osservare la clientela degli habitué (come peraltro in quasi tutti gli altri bar del lungomare). A Pietra, in Via Garibaldi (in piazza, in verità) c'è invece Le Café Des Artistes, un bar molto carino, con libri, fotoritratti e altri ammennicoli alle pareti, che invita al relax e a gustarsi qualcosa in più di un semplice caffè.
Sempre a Pietra, torniamo sempre volentieri alla Pizzeria Mamma Mia, un locale senza pretese in Piazza Martiri della Libertà che però sforza belle pizzone spesse servite su un tagliere. Abbiamo cercato di stare il più possibile alla larga dal bar "figo" che ha aperto dall'altra parte della piazza e spara la sua musica truzza oltre che sugli splendidi clienti anche sui malcapitati passanti. Abbiamo invece finalmente provato l'Osteria Loco, a pochi passi dal Mamma Mia, un locale minuscolo (con tavolini anche all'esterno, ovviamente) con un po' di sapore greco-marinaro e una buona cucina casalinga di mare. Torneremo, sperando nel bel tempo per mangiare fuori, perché non consiglierei l'interno se più di un paio di tavoli fossero occupati. Tutti questi, naturalmente, si raggiungono a piedi, lasciando ad esempio l'auto sul lungomare.
Siamo tornati ovviamente anche alla gastronomia Al Buon Boccone, a Loano a fianco della gelateria menzionata prima: porzioni abbondanti, buona qualità, gestione famigliare e prezzi modici! Sempre a Loano, finiamo relativamente spesso in via Boragine all'Ostaia Marchesi (anche se non abbiamo mai provato gli "assaggi brasiliani" pubblicizzati all'ingresso), perché offre pizze buone e originali in un panorama non particolarmente felice sotto questo punto di vista, oltre a piatti di buona cucina, in un locale "giusto".
Altra destinazione per noi "classica" a Loano è il tex-mex The Ranch, sull'Aurelia, in realtà in territorio di Pietra, in zona Santa Corona. Finalmente tra l'altro abbiamo osservato un "addolcimento" della rigida politica di sistemazione dei clienti ai tavoli e per la prima volta abbiamo potuto evitare uno dei minuscoli tavoli da due.
A proposito di pizze, abbiamo invece scoperto, in "zona poeti" a Loano, Santino, una pizzeria ricavata in un piccolo spazio sotto il livello della carreggiata, con un dehors (se così possiamo definirlo, vista la posizione non felice) di fortuna e il resto del locale decorato a tema giamaicano (va beh, a parte i 45 giri di Caterina Caselli alle pareti). Al forno, l'eponimo Santino, che oltre a impastare, farcire e cuocere, intrattiene i clienti e propaganda le specialità della casa; tovagliette di carta e "coperto" ridotto ai minimi termini seguono il tema "folcloristico" del locale, che, per farla breve, offre quella che finora c'è sembrata la miglior pizza di Loano. Servizio cordiale ma alla buona: lo scontrino non s'è visto. 29 Euro in due, pizze e birre. Non oso immaginare in che razza di bolgia si possa trasformare il locale di Santino in estate.
Esattamente agli antipodi di Santino c'è il solito superlativo (per location e cucina) Doc di Borgio su cui non mi dilungherò ulteriormente: sempre super, da rimanere al tavolo (in veranda!) tutto il giorno.
Su "livelli Doc" si è rivelato il ristorante San Giorgio di Cervo, nelle viette del borgo antico in cima alla collina, con una vista che promette di essere fantastica per i fortunati che pranzano sul balcone, anche se l'elegante locale all'interno non è da meno. Anche qui pescato fresco, buoni vini e servizio (quasi) in guanti bianchi. Quelli del San Giorgio ci vanno però un po' pesanti coi prezzi: 200 Euro tondi tondi in due; da provare, ma non proprio da tornarci tutti i giorni.
Un'altra scoperta, non al livello dei due precedenti, ma pur sempre di tutto rispetto, è stata il Ristorante Beigisela a Finale, in via Colombo, esito della nostra ricerca di un ristorantino elegante in centro. Anche qui si arriva a piedi; il locale non è grande ma spazioso, arredato in stile moderno senza essere troppo freddo, e durante la nostra visita novembrina tutto il servizio era gestito da una sola persona. 
Per concludere, in tema di Finale, abbiamo iniziato a esplorare le pizzerie sul lungomare, concentrandoci sulle adiacenti Betulla e I Sapori. Entrambe buone, la prima situata in un locale più carino, la seconda che scegliamo per la pizza alla crescenza.







domenica 28 dicembre 2014

Mexicali, Milano

In Via Valtellina, dall'altra parte del semaforo rispetto all'Alcatraz, ci sono un ristorante giapponese, una pizzeria "neapolitan" e questa specie di tex-mex, nel quale siamo andati a cercare ristoro una sera d'inverno. Arredato con vetro e metallo, su due piani, il locale offre tavoli per coppie e piccole compagnie; al momento del nostro arrivo, come consueto di buon'ora, il bancone del bar offriva anche il solito allestimento da aperitivo, che non abbiamo però esaminato. Complice anche il locale semivuoto, il servizio è stato cortese e rapido, superando anche la difficile prova della "seconda birra", cioè quel frequentissimo caso per cui si viene serviti rapidissimamente della prima bevanda (che solitamente ci si sgargarozza quasi completamente ancor prima che arrivi il cibo), mentre alla fatidica richiesta di "mi porti un'altra birra, piccola, grazie" tutti i camerieri spariscono inspiegabilmente e la birra arriva solo a pasto finito; come dicevo, qui invece ho potuto annaffiare opportunamente il mio burrito con la seconda birra "Mexicali", prodotta, come recita li menù, "in collaborazione con un famoso birrificio di Milano", o qualcosa del genere.
Burrito (non straunto come in molti posti) a 9 Euro, nachos senza infamia nè lode a 4,50 e, sorpresa delle sorprese, un guacamole fatto come si deve, alla non modica cifra di 6 Euro (un Euro per ogni nacho che lo accompagnava, se ben ricordo). La grande soddisfazione per il guacamole è però "macchiata" da due fatti inspiegabili: uno, l'utilizzo di pomodorini tagliati a metà all'interno del guacamole stesso (invece di pezzi irregolari di pomodoro - sembra una stupidaggine ma quelle mezze sfere rosse lì in mezzo stonavano proprio); e il secondo l'evidente -almeno per me- diversa natura del guacamole da 6 Euro e di quello che accompagnava i burrito: mentre il primo era evidentemente fatto in casa e al momento, il secondo m'è parso "del tubetto". Un mistero degno di una puntata di Voyager.
Aggiungi un Euro e cinquanta per il caffè di qua, un altro Euro e cinquanta per un evitabilissimo coperto di là, e si fa presto a superare i 50 Euro in due.
Parcheggio impossibile a prova di Milanese Imbruttito.

venerdì 26 dicembre 2014

Grill Inn Store, Pogliano

All'interno di uno dei capannoni affacciati sulla Statale del Sempione, proprio a fianco dell'Amozzarella visitato tempo fa, c'è questo ristorante-pizzeria (con birreria inclusa), parte della "catena" Grill In. A dir la verità, la dicitura "ristorante" potrebbe creare aspettative eccessive, e va intesa "all'americana" per indicare la presenza in menù di qualcosa in più delle pizze e hamburger che in realtà mi sembrano il piatto forte del locale; poi ovviamente ognuno è libero di farsi una frittura di pesce o un risotto o i tonnarelli cacio e pepe dove gli pare. Il locale è molto grande, e lo spazio disponibile è stato diviso in diverse "sale" dove ad esempio isolare le pizzate scolastiche più numerose o i clienti della birreria adiacente; c'è vasta scelta di dimensioni di tavoli e le distanze tra di essi sono "umane", anche se data la grandezza del posto, è inevitabile un certo fracasso nei momenti di maggiore affluenza; sotto questo aspetto, la musica trasmessa nel locale non aiuta.
Mi ha fatto sorridere la particolare declinazione del "wait to be seated" ormai usualmente utilizzato anche qua da noi: quello che dovrebbe consistere nell'essere accompagnati al proprio tavolo si è ridotto a camerieri che, dopo avervi indirizzati per alcuni passi, si sbracciano per indicarvi, perentoriamente, il tavolo a voi assegnato. Nel nostro caso, i camerieri sono stati tutti gentilissimi, tranne quello che pareva essere una sorta di caposala, sempre col broncio.
Abbiamo preso due hamburger, sui 10 Euro ciascuno, serviti con patatine fritte ma senza salse. Buoni e digeriti senza colpo ferire. Caffè a 2 Euro, coperto (del tutto ingiustificato - tra l'altro le sedie, anche se carine, sono piuttosto bassucce) anch'esso a 2 Euro. Le pizze che transitavano nei nostri paraggi erano sottili, leggermente bislunghe per servirle sui taglieri.
Nonostante il gemello Birra Inn sia adiacente e apparentemente comunicante, non ho notato alcuna particolare offerta di birre, ma magari ero distratto.
Parcheggio non semplice dopo le 20.30.
Classico esempio di ristorazione all'americana come sempre più se ne vedono dalle nostre parti, fatti per attirare famigliole a frotte; pur essendo nel mezzo di un territorio urbanizzatissimo, i posti come questo (carini, puliti, ordinati, organizzati, ma tutto sommato anonimi, spuntati come funghi in qualche zona industriale) mi risultano sempre un po' troppo in the middle of nowhere e francamente non riesco a trovarli attraenti a sufficienza per mettersi in auto per più di dieci minuti per raggiungerli.

giovedì 18 dicembre 2014

Rossopomodoro, Malpensa

E' certo che fare la "recensione" di una catena di pizzerie in un aeroporto potrebbe sembrare un abisso dal quale è difficile riemergere. Però la cosa un poco di senso ce l'ha, visto che nella zona non abbondano le pizzerie buone, spaziose e luminose come Rossopomodoro; all'interno del Terminal 1 (ovviamente prima dei controlli di sicurezza), nella rinnovata food court al piano rialzato, è possibile godersi il passaggio dei viaggiatori armati di trolley e valigie e le pizze alla napoletana del gustoso menù, che include anche altri piatti e varie "insalatone". Visto un Rossopomodoro, visti tutti, ovviamente. Il cibo è buono e ci sono anche alcune pizze inconsuete o con ingredienti DOP; il servizio è stato cortese e celere, speriamo anche grazie al fatto che il personale deve aver a che fare con una clientela internazionale; l'arredamento è ridotto, visto che il "locale" si trova fondamentalmente in un open space, ma tutto quanto è ordinato e "rustico" il giusto. Evidentemente Rossopomodoro ha deciso di investire sui luoghi di passaggio, visto che ad esempio ha aperto anche alla Stazione Centrale di Milano.
I prezzi non sono proletari: 2 Euro il coperto, pizze intorno ai 10 Euro, sostanziose ma leggere.
Ovviamente il problema più grosso del recarsi a Malpensa è il parcheggio: nei sosta breve al livello delle partenze, mettere in conto 5 Euro per poter mangiare senza fretta.

Edit 30/7/2015: dopo un paio di ulteriori esperienze, abbiamo messo un croce sopra a questo Rossopomodoro. E' praticamente impossibile scoprire l'orario di chiusura, che da qualche parte sul sito sembrerebbe essere le 23, ma abbiamo trovato chiuso alle 22, che mi pare ridicolo per una pizzeria in generale e soprattutto per una in un aeroporto. Recentemente, poi, dopo aver chiesto un calzone senza formaggio (assicurandosi persino di dirlo al pizzaiolo), questo veniva portato comunque col formaggio (errore corretto al volo) ma soprattutto veniva fatta pagare una delirante maggiorazione di 1 Euro per "aggiunta prosciutto". Ci va poco a far contenti i clienti, ma a Rossopomodoro non riescono nemmeno a far quel poco. Adieu.

domenica 14 dicembre 2014

Biancolatte, Milano

Abbiamo provato il brunch del Biancolatte domenica scorsa. Il locale si trova a poca distanza da Piazza Repubblica, con tutte le complicazioni di parcheggio relative. Come vuole il nome, tutto è dipinto di bianco, incluso il piccolo negozio di oggettistica che occupa le due vetrine sulla strada; all'interno, due sale coi tavoli, predisposti principalmente per famigliole o piccoli gruppi, in quanto i tavolini da due sono gomito a gomito uno con l'altro. Arrivando entro le 12 si riesce ad evitare l'ondata di passeggini che da lì a poco riempirà il locale. La proposta del brunch è particolarmente sui generis visto che si può ordinare uno degli ossimorici "piatti brunch" (a 15 Euro), non c'è buffet, non c'è refill delle bevande (ma quello, in Italia, rimarrà un sogno) e il brunch bisogna comporselo autonomamente, aggiungendo a parte una parca dose di caffè americano, spremute ed eventualmente qualche dolce, il che fa inevitabilmente lievitare il conto finale.
Il locale è carino, il servizio gentile e abbastanza sollecito, e il cibo è stato tutto buono.
Una piccola tazza di caffè americano costa 2,50 Euro, una spremuta d'arancia 4,50, una fetta di (buona) torta al cioccolato 6,50. Totale in due, 61,50 Euro. Benvenuti al brunch di Milano.

sabato 6 dicembre 2014

Joia, Milano

Personalmente, nutro molti pregiudizi contro la sedicente alta cucina a base di cremine e spumine da pagare a peso d'oro, e un ristorante che propone menù intitolati "Zenith", o piatti come "Sotto una coltre colorata" solitamente non si guadagnerebbe molta fiducia, però la curiosità per la cucina vegetariana del Joia ha avuto il sopravvento, e ne è valsa la pena!
In via Panfilo Castaldi, in zona Porta Venezia, se si arriva in auto vanno messi in conto anche gli Euro per parcheggiare in qualche silos nei paraggi, soldi che comunque saranno marginali rispetto al conto del ristorante.
Oltre alla proposta alla carta, ci sono alcuni menù "guidati", tra i quali abbiamo scelto "La scoperta" (75 euro) e "L'enfasi della natura" (85), rispettivamente di 6 e 8 portate, se ben ricordo. Spesso si abusa del termine "viaggio" per decrivere un pasto, ma in questo caso trovo che la definizione sia alquanto azzeccata. Si può dare un'occhiata alle ricette pubblicate sul sito del ristorante (nella sezione "alta cucina naturale") per cercare di farsi un'idea della esorbitante, affascinante, divertente varietà di sapori racchiusa in ognuno dei piatti proposti, vere e proprie creazioni artistiche che però, a differenza di certi esercizi d'alta cucina fini a sè stessi, non sacrificano -anzi- la "sostanza" e la bontà. I sapori sono originali e spesso sorprendenti senza essere esotici ma nemmeno troppo "ruspanti"; il servizio ovviamente è d'altissimo livello, con descrizione dei menù e dei piatti, piatti e posate cambiati dopo ogni portata, e vino ovviamente superlativo anche per i profani come noi (un non meglio identificato ma buonissimo Franciacorta come "aperitivo", ad esempio, che ha accompagnato il pasto, sostituito poi da un bicchiere di altrettanto azzeccato champagne).
Oltre ai menù e alle bevande, fanno lievitare il prezzo anche i caffè (sui 6 Euro), per i quali c'è un apposito mini-menù, unico punto del pasto meno che straordinario.
Le due chiacchiere di circostanza con lo chef che passa tra i tavoli concludono la visita. Senza andare oltre a un paio di bicchieri di vino, siamo sui 100 Euro a persona: ovviamente non il posto da frequentare tutti i giorni (anche se esiste un menù a prezzo minore, pensato per i pranzi di lavoro), ma uno dei pochi casi in cui il piacere provato ad ogni piatto non fa sembrare spropositati prezzi del genere.

venerdì 21 novembre 2014

Gyros Akropolis, Inveruno

Benvenuto il take away "fast food greco - carni alla griglia - specialità greche" a Inveruno, su via Marconi, la parallela alla provinciale che porta a Cuggiono. Questo take away è in realtà un localino abbastanza spazioso con sei o sette tavoli per consumare in loco, imbiancato di fresco nei consueti colori bianco e blu. Ai fornelli, personale grecoperdavvero coadiuvato dall'unico semi-parlante italiano alla cassa. I piatti, disponibili da asporto o con consegna a domicilio, sono il classico e vario assortimento di carni e insalate greche, dalle diverse pita all'halloumi, allo tzatziki, suvlaki, mussaka e anche qualche dolce. I piatti, a 10 Euro, sono porzioni abbondanti che sfamano comodamente due persone. Assortimento di birre e bevande di provenienza ellenica.
Prezzi onesti, decisamente consigliato!

martedì 4 novembre 2014

Trentino estate 2014

Con l'inizio di un piovoso Novembre, arriva infine il momento di un ricordo di questa piovosissima estate 2014 e del mese passato nel Tesino, in Trentino.

Iniziamo proprio dal Tesino: Castello, Pieve e Cinte.
L'albergo con ristorante-pizzeria Cima D'Asta si trova a Pieve all'ingresso del piccolo e carino borgo. Purtroppo ci è toccata un'attesa infinita e un servizio inesistente per ottenere infine due pizze senza infamia nè lode. Piccolo dehors anonimo per nulla panoramico e a rischio affollamento. Buon parcheggio proprio di fronte. Dimenticabile.

A Castello, in piazza, c'è la pizzeria-trattoria Crosara, le cui pizze, pur buone, ci hanno sempre lasciato assetatissimi. Buoni i dolci, gentile e rapido il servizio. Bel localino-stube, sempre tranquillo a Luglio. Non abbiamo provato la cucina. Parcheggio di fronte o a poca distanza.

Abbiamo purtroppo approfittato una volta sola del bar trattoria Tastavin, poco fuori da Castello sulla strada per il passo Brocon. Nonostante la bandiera austriaca che sventola all'ingresso e i tavolacci all'esterno che fanno un po' biker, all'interno c'è un accogliente locale dove, facendo attenzione a scansare le serate a base di pesce che a quanto pare vanno per la maggiore in zona, ci si può gustare dei buoni spatzle, gnocchi e altri buoni piatti montanari. Prezzi proletari, servizio gentile e comodo parcheggio. Consigliato.

In un'area che ci è parsa non propriamente votata al turismo estivo, il mio personalissimo premio "Una vita per il turismo" va al ristorante dell'albergo Alpina di Castello Tesino dove, nonostante un promettente "Bikers Welcome" affisso all'ingresso (voglio dire: lo sanno che potrebbe passare qualcuno di lì per caso ed entrare) siamo stati accolti col calore che di solito viene riservato al pistolero senza nome che entra nel saloon malfamato al suono degli speroni e posa la sua Colt sul bancone. Rimangono indelebilmente impresse nella memoria le patate al forno di contorno che erano finite "perché non mi aspettavooo...." dice la signora riferendosi all'inaspettata folla di turisti (noi due), e lo strudel "now you see it now you don't" che prima viene proposto a quelli del tavolo a fianco (che non lo prendono) e poi sparisce dalla lista che immediatamente dopo viene elencata a noi. Una cena talmente delirante da suscitare ilarità. Parcheggio difficoltoso.

Non lontano dall'altopiano del Tesino c'è il Rifugio Monte Lefre, bella e isolata località in cima al monte, raggiungibile con una stretta ma comoda stradina, dove mangiar buoni piatti tipici e, con un clima meno monsonico di quello della scorsa estate, farsi anche qualche bella escursione a piedi o una semplice passeggiata. All'interno, piccole salette modello stube e all'esterno un dehors spartano ma accogliente. Si vendono cartine dei sentieri, mieli, marmellate e altre bontà. Consigliato.

Fuori zona, abbiamo ritentato la Speckstube di Centa San Nicolò che tante soddisfazioni ci aveva dato l'anno scorso, alla quale però il cambio di gestione non ha giovato granché, vista la sterzata verso menù più eterogenei ed "esotici" che mal si adattano alla vocazione "ruspante" della location. La varietà dell'offerta non è sempre un lato positivo.

Siamo tornati anche alla Vecchia Fontana di Levico Terme, dove abbiamo mangiato "onestamente" come al solito, graziati anche dal clima non troppo caldo.

Un'escursione al Primiero ci ha portato al Ristorante L'Antica Rosa di Fiera, in posizione centralissima. Una piccola saletta, abbastanza angusta e calda, e prezzi non proprio popolari (14 Euro) per un "Piatto Tipico" di proporzioni dietetiche. Il rapporto qualità-quantità-prezzo è purtroppo deludente.

Appena fuori dalla galleria che da Canal San Bovo porta al Primiero, nella poco ridente località Busarel, si trova il ristorante Al Bus, che nonostante le premesse non entusiasmanti della location ci ha riservato una gradita sorpresa con le sue interpretazioni appetitose dei piatti tipici (risotto mele e limone!) e le salette accoglienti. Servizio cordiale e prezzi onesti fanno passare in secondo piano il fatto che il Busarel non è proprio il miglior posto dove farsi quattro passi dopo cena.


Per concludere, i capoluoghi. A Bolzano, complice la temperatura "da pianura" ci siamo rilassati sui tavolini all'aperto della Paulaner Stuben in Via Portici, sbranando golosi piatti di uova e speck. Strappa un sorriso anche qui l'attenzione al turista, con un cameriere freddo come un ghiacciolo e il camion della spazzatura che si fa largo a fatica tra i tavoli all'aperto all'ora di cena per raccogliere il suo carico.

A Trento, abbiamo trovato riparo dalla pioggia Al Volt, bottega storica trentina, dove abbiamo mangiato, strettini ma soddisfatti, tortel di patate e salumi in abbondanza, e abbiamo fatto anche due chiacchiere coi gestori. Prezzi giusti, viste le dosi e la qualità.