Categorie

abbiategrasso (3) acqui (2) albairate (3) angera (4) aperitivo (3) appiano gentile (1) arese (1) arluno (3) arona (7) ascona (1) asmonte (1) assago (1) baggio (2) bar (1) bareggio (2) basiglio (1) bellinzago (1) bernate (2) bestazzo (1) birra (14) boffalora (3) bollate (2) bonarda (120) brinzio (1) brugherio (1) brunch (8) buonricordo (1) buscate (2) busto arsizio (4) cameri (1) camogli (1) cardano (1) carne (8) carpenzago (1) casale monferrato (1) case nuove (1) casorezzo (2) cassina nuova (1) castano (5) castellanza (1) castellazzo bormida (1) castellazzo di bollate (1) castelletto di cuggiono (5) castelletto ticino (1) casterno (1) cavaria con premezzo (1) celiachia (1) cerano (1) ceriale (1) cerro maggiore (2) champagne (40) cinese (9) cisano (1) cisliano (1) como (2) corbetta (7) cornate (1) corsico (3) cuggiono (10) dulzago (1) farinata (2) formazza (1) furato (1) gabiano (1) gaggiano (1) gallarate (5) galliate (2) gavirate (1) gelato (2) giapponese (1) greco (2) hamburger (6) Hors catégorie (1) indiano (2) intra (3) inveruno (5) kaputt (3) laveno mombello (2) legnano (4) lesa (2) levante (1) libano (4) Liguria (31) live (2) lonate pozzolo (6) luino (1) maddalena (1) magenta (22) malnate (1) malpensa (2) malvaglio (1) marcallo (1) Masone (1) meina (1) melzo (1) mergozzo (2) mesero (1) messicano (1) mex (17) milano (79) milanofiori (1) modena (1) morimondo (2) mxp (1) novara (9) oleggio castello (1) orta (3) ossona (5) ovada (1) pallanza (1) panperduto (1) pero (1) perù (1) pesce (30) piemonte (6) pietra ligure (1) pizza (115) pogliano (3) ponente (26) pontenuovo (2) pontevecchio (3) pregnana milanese (1) ranco (1) rescaldina (1) rho (1) riazzolo (1) robecchetto (4) robecco (6) romano (1) rozzano (2) sacconago (1) sardegna (1) sesto calende (4) settimo milanese (1) siria (1) somma lombardo (5) sozzago (1) stresa (10) sushi (4) svizzera (1) thai (1) tornaco (1) tornavento (6) trecate (1) trentino (2) trezzano (4) turbigo (5) valeggio sul mincio (1) varese (2) vegetariano (2) verbania (5) vietnam (1) vigano (1) vigevano (1) vittuone (4) wannabe (156)

sabato 25 luglio 2015

Corte Visconti, Somma Lombardo

Siamo tornati dopo molto tempo alla Corte Visconti, ristorante d'alta qualità situato in una bella vietta del non ameno centro di Somma Lombardo, location che costringe a fantasiosi espedienti per trovare un parcheggio. Il locale ha due sale accoglienti e "calde", oltre a un piccolo dehors che purtroppo questa volta non abbiamo potuto goderci, a causa di un acquazzone.
Abbiamo mangiato e bevuto come al solito molto bene: "milanesine" di salmone per antipasto (piatto sostanzioso di mini-"cotolette"), shabu-shabu di filetto (preparazione giapponese rivisitata "all'italiana", con gran risultato) e club sandwich di maialino (buono e bello) come piatto principale. Buonissimo anche il dessert, mela caramellata. Pane e grissini fatti in casa (con dei gustosi bocconcini al curry), caffè servito con piccola pasticceria molto buona.. Il menù propone una selezione di interpretazioni interessanti e anche alcuni piatti di pesce. La preparazione, gli ingredienti e la presentazione sono curati, i prezzi nella media dei ristoranti di questo tipo, sui 13 Euro gli antipasti, intorno ai 20 i primi e i secondi.
Unico lato un po' deludente della serata è il conto, non tanto per l'entità (120 Euro in due, preventivati) ma per la mancanza di dettaglio: dopo aver "mancato" un paio di richieste dalla carta dei vini ("eh questo non ce l'ho") abbiamo scelto uno dei quattro vini dal prezzo ignoto propostici, e analogamente per i dolci abbiamo seguito le indicazioni a voce confidando che in effetti si trattasse delle "dolci tentazioni" in menù a 10 Euro; risultato: una ricevuta che segna solo due generici "menù degustazione" per la cifra sospettosamente "tonda" di 120 Euro totali. Sarà pure che chi visita ristoranti di questo tipo "non sta a guardare all'Euro", ma un po' più di precisione sarebbe apprezzata, per professionalità e correttezza.
Complimenti come al solito allo chef e un incoraggiamento al resto della gestione per fare ancora di meglio.

domenica 12 luglio 2015

Vacanze in Liguria

Raccolta degli scontrini raccolti in tre settimane di ferie a Camogli (e dintorni).

Iniziamo con una carrellata dei locali più informali, come bar e gastronomie: fatta una puntata a Genova per l'Acquario, abbiamo provato uno dei locali presenti nella zona del porto antico: il Fastfood, che si propone come una sorta di hamburgeria di qualità, non ci ha impressionati granché: servizio non "fast" pur col locale vuoto e panini non memorabili; prezzi onesti.
A Camogli, la gastronomia Sciuscià e Sciorbì in Via 20 Settembre prepara cestini per la spiaggia e vari piatti appetitosi. Il Bar Auriga sul lungomare accompagna i propri cocktail con abbondanti piatti di antipastini: consigliato per l'aperitivo (8 Euro). Ci siamo trovati bene anche al Cavalli Wine Bar, sempre sul lungomare, dove si può bere qualcosa come aperitivo ma anche gustarsi dei buonissimi dessert. L'unica esperienza che classificherei come "pessima" l'abbiamo avuta al bar La Cage Aux Folles, dove, dopo esserci bevuti un pessimo caffè servito da un barman col muso lungo fino a terra, si è svolta la seguente surreale "conversazione":
io: "quant'è?"
barman, guardando dall'altra parte: "due".
io metto i due euro sul bancone.
il barman non mi guarda
io: "buonasera".
il barman non risponde e non mi fa lo scontrino.
io esco.
Nella frazione Ruta di Camogli, invece, detta legge Da Nicco, costantemente preso d'assalto per colazioni, aperitivi e cene. Si mangia bene, i prezzi sono onesti, i camerieri gentili. Si possono anche comprare marmellate, vini, creme, salse e quant'altro. Proveniendo da Camogli si trova sulla destra appena prima della galleria per Santa Margherita, a fianco delle ambulanze dei volontari del soccorso.

Per quanto riguarda i ristoranti, a Camogli ci siamo concentrati sul lungomare e abbiamo provato:
La spaghetteria Il Portico dove, come ci si può aspettare, si possono mangiare buone pastasciutte ma anche antipasti di mare ben fatti. Il locale è piccolino e ci sono alcuni tavolini per due all'aperto. Primi a 8-9 Euro, coperto al prezzo ragionevole di 1,5 Euro, bottiglia di Corona a 3 Euro. Onesti.
Dalla parte opposta al Portico c'è La Piazzetta, un ristorante con qualche pretesa in più e una bella terrazza da cui gustarsi il tramonto dietro "l'isola" di Camogli. Buoni ma carucci gli antipasti (polpo grigliato e acciughe, 12 Euro cadauno), un po' deludenti le lasagne al pesto (consistenza della pasta un po' "del supermercato"), ben fatta la crema catalana. Il coperto sale a 2 Euro, totale 60 Euro in due più il vino.
A metà strada tra i due, il Bar Ristorante Pizzeria La Primula, dove abbiamo solo provato la pizza, che si conferma non essere il piatto forte della zona. Abbiamo visto transitare piatti di pesce sugli altri tavoli. Pizze a 8 Euro, coperto a 3 (e qui iniziamo a esagerare).
Poco distante, l'Osteria delle Pance si affaccia direttamente sulla spiaggia dove con amici abbiamo provato, tra l'altro, fritto misto e spaghetti allo scoglio dall'aria invitante e una pizzata non male. Coperto a 2 Euro e servizio rapido e gentile ("infatti il cameriere non è italiano" ha commentato qualcuno, riferendosi alla non proprio calorosa accoglienza riservataci altrove). Piatti sui 12-15 Euro.
Nella frazione San Rocco, che sovrasta Camogli, ci sono due ristoranti, uno dei quali è La cucina di Nonna Nina, dove ci siamo mangiati una buona ricciola nel piccolo dehors sul retro, oltre ai buoni antipasti. Ci siamo trovati bene ma i prezzi ovviamente lievitano rispetto agli standard delle "pizzerie", col pesce a 20 Euro a persona e gli antipasti sui 10 Euro, per un totale sui 90 Euro in due compreso del vino. Unico appunto è il menù scritto a mano e in dialetto, di difficile lettura per un italiano, figuriamoci per gli stranieri, che tra l'altro erano l'80% della clientela presente. Consigliato.
Allontanandosi da Camogli verso Santa Margherita, un paio di chilometri dopo la galleria c'è il Ristorante San Lorenzo (dalla frazione San Lorenzo Della Costa) dove ci siamo recati con grandi aspettative per una zuppa di pesce che ci era stata reclamizzata come imperdibile ma che si è rivelata alquanto scarsa, seppur buona. Il locale ha un dehors carino ma purtroppo affacciato su parcheggio e statale, e una sala, carina, al primo piano. Scontrino "forfait" con "2x 30 Euro Menù fisso" e tanti saluti. Non ci ha impressionato.
Scendendo a Santa Margherita ("Santa" per gli habitué) ogni ristorante è una potenziale trappola per turisti e ovviamente bisogna stare estremamente all'erta. Siamo finiti nell'unica pizzeria del lungomare (in realtà anche qui affacciati sull'Aurelia) non presa d'assalto, la Palma. Coperto a 3 Euro, pizza romana a 8, birra media a 6, caffè a 3. Adieu, Santa.

Coscienti di fare una follia che ci sarebbe costata carissima, ci mettiamo i vestiti della festa e prenotiamo in piazzetta a Portofino, al Chuflay (pron. "ciuflài"). Di ristoranti di classe dai prezzi stratosferici qualcuno ne ho visto, ma tutti, per una ragione o per l'altra, giustificavano la spesa: qui, no. All'interno suona un pianista; il dehors è diviso in due: una parte davanti al ristorante e una in un piccolo serraglio in mezzo alla piazzetta. Il servizio è apparentemente d'alta classe, ma al personale manca quel pizzico di portamento e attenzione al cliente che giustifica certi prezzi (coperto a 6 Euro). La clientela è composta principalmente da miliardari russi accompagnati da ventenni in minigonna o altre coppie altrettanto malamente assortite e cariche di borse di Fendi e Brunello Cucinelli. Mi vergogno a scrivere il conto totale, e mi limito a sottolineare l'orata da 114 Euro presentataci su un vassoio gigante e poi tramutatasi, dopo la pulizia, in due minuscole strisce di filettini ciascuno accompagnati da un altrettanto minuscolo piattino di anonime verdurine. Ricarichi deliranti sui vini e un conto finale di proporzioni fantozziane che, ripeto, non ho nemmeno il coraggio di scrivere. La dimostrazione che "prepararsi al peggio" a volte non è sufficiente.

Per rimettersi il cuore in pace con la Liguria e il mondo della ristorazione in generale, prenotiamo quindi alla Brinca di Ne, in Val Graveglia, fuori Lavagna. Qui la cucina (di terra, come si addice alla vera cucina ligure) è di alta qualità, i prezzi sono onesti e le porzioni sono abbondanti. Gran soddisfazione come al solito per l'antipasto misto (11 Euro - hurrà per la frisciulla al pesto!) e per i primi (ravioli cu tuccu, gnocchetti di farina di castagne, taglierini fatti a mano... tutti intorno alle stesse cifre). Unico lato negativo della serata, i bambini urlanti del tavolo a fianco. Un cartello all'ingresso di questa oasi di buona cucina avvisa che i cani non sono più accettati nel locale dopo qualche non meglio identificato grave incidente; la cordialità del signor Circella alla cassa mi ha fatto desistere dal richiedergli una politica analoga anche per i bambini maleducati. Andate alla Brinca fuori stagione e riappacificatevi con la cucina ligure.

Al portico, Pero

Brevissima segnalazione per questo bar-ristorante-pizzeria provato qualche settimana fa in pausa pranzo su suggerimento di colleghi che lavorano in zona Fiera-Expo. E' stata una piacevolissima sorpresa in quanto sia i piatti che le pizze si sono rivelati molto buoni e preparati con cura (il biglietto da visita recita "cucina italiana con prodotti di altissima qualità") e il servizio gentile e cordiale. Menù fisso a pranzo, alla carta a cena, aperitivi dalle 17. Il suddetto biglietto recita anche "a due passi dalla Fiera Rho-Pero ...vicinissimi all'Expo", che è veritiero se non lo si vuole prendere alla lettera, semplicemente perché "a due passi" dalla Fiera non c'è nulla, e nemmeno a quattro, e in sostanza dall'Expo o dalla Fiera a piedi non si va da nessuna parte. Il Portico è comunque in effetti vicinissimo alla zona Fiera, sulla statale del Sempione (attenzione perché il navigatore potrebbe portarvi alla Via Sommariva sbagliata: dirigetevi piuttosto verso via Cesare Battisti e prendete la traversa del sempione successiva verso milano); piano terra di un anonimo, assolato palazzo col suo assolato "parcheggio" davanti e il suo panorama padano di cantieri e i lotti di terreno inutilizzati intorno.
Un indirizzo da tenere a mente, un'oasi di cucina semplice e ben fatta in una zona depressa e deprimente.

Le Golf Wok Sushi, Novara

Non c'è molto da dire sul Le Golf, in quanto ricalca in tutto e per tutto il modello di all-you-can-eat a buffet italo-orientale di grandi dimensioni come ne stanno spuntando sempre di più. Situato in una non amena zona della periferia di Novara, sopra a un McDonald's e a fianco del palasport, il locale come detto è molto grande e offre tavoli, sufficientemente distanziati, per tutti i gusti: coppiette, famigliole, famiglione, compagnie di amici, tutti pronti a dare l'assalto ai buffet dove abbondano i fritti più dei classici piatti "da cinese", o il consueto banco di gamberi, spiedini e spiedoni da farsi grigliare al momento. C'è la fontana di cioccolato, un banco con formaggi e salumi, un banco col sushi e chissà cos'altro che sto dimenticando. Il problema maggiore è la masnada di sciure sgomitanti intorno ai banconi, che rendono difficoltoso al cliente novellino individuare i piatti più meritevoli di attenzione. Il menù-tovaglietta raccomanda, giustamente, di non sprecare il cibo.
Il locale è pulito e ordinato e il servizio (per portare le bevande e rimuovere i piatti svuotati) è impeccabile come al solito nei locali gestiti da cinesi. Buffet a 19 Euro, birra media a 4 Euro, più i caffè che ci sono stati offerti.

domenica 7 giugno 2015

Il ritrovo dei golosi, Tornavento

Edit 2019: il ristorante sembra finalmente essersi assestato con una nuova gestione e ora si chiama Della Villa.

Vecchia gestione 2015:
Un secondo ristorante si affaccia ora su Piazza Parravicino a Tornavento. Il target è ben diverso da quello del tradizionale Circolo preesistente, e per ora quest'ultimo non ha niente da temere: lo scorso 2 Giugno c'era una lunga coda per entrare, mentre i "nuovi arrivati" non riempivano ancora tutti i tavoli. Il Ritrovo Dei Golosi vuole proporre cucina più ricercata e presentata in maniera "elegante", offrendo diversi piatti di pesce in un menù composto da 4-5 scelte ognuno per antipasti, primi, secondi. Purtroppo la nostra prima visita non è stata delle migliori.
Cominciamo dai lati positivi:
La location è splendida. Sedersi all'aperto con la vista sulla valle del Ticino è un'occasione da non farsi scappare.
I "cefalopodi" dell'antipasto erano pochi ma buoni.
C'è un buon gelataio adiacente.
Fine.
La lista delle cose andate storte purtroppo è ben più lunga.
Pur avendo prenotato, ci abbiamo messo un'ora e mezza per mangiare un antipasto e un primo. I due camerieri correvano come matti ma l'impressione è che il collo di bottiglia fosse in cucina. All'uscita, abbiamo sentito il "caposala" giustificarsi con la cassiera borbottando qualcosa circa il fatto che fossero arrivate "30 persone tutte assieme"... Credo che se uno apre un ristorante e basa il suo business plan sul non avere la sala piena il 2 Giugno, beh... lo vedo male.
Per un ristorante di certe pretese come questo, almeno un foglietto con l'elenco dei vini uno se lo aspetterebbe, e invece: "il vino lo volete in bottiglia o al calice?"; "al calice. cosa avete?"; "abbiamo la marca xyz del Friuli, è buono, c'è bianco e rosso". Prezzo: ignoto.
Ma il punto più dolente di tutta l'esperienza sono i prezzi. Tre Euro tre di coperto per un tavolino traballante, un servizio volenteroso ma nulla più, un ritardo biblico e due cestini di pane, seppur buono. Sedici (16) scandalosi, ingiustificatissimi Euro per il minuscolo antipasto "tiepido di carciofi e cefalopodi" che consisteva in non più di tre seppioline e un carciofino a fette: buono, per carità, ma un ristorante come si deve un piatto del genere te lo offre come amuse bouche prima di iniziare. Dodici (12) Euro per una "calamarata pecorino e macedonia" senza infamia né lode, e quattordici (14) per le "mafaldine al ragù di quaglia, asparagi e asiago", dove si è raggiunto il vertice del ridicolo, in quanto le mafaldine sono state sostituite da dei radiatori, perché "con le mafaldine abbiamo avuto un problema" e poi "i radiatori si sposano meglio con l'asiago", formaggio che però non c'era! Un litro di naturale a 2,50.
Altro aspetto negativo è che, pur avendo a disposizione una piazza, il Ritrovo Dei Golosi riesce a farvi finire gomito a gomito col tavolo a fianco, di cui potrete ascoltare tutte le chiacchiere per ingannare l'attesa dei piatti.
Gesto di buona volontà alla cassa, dove i due calici di vino dal prezzo ignoto ci sono stati abbuonati, ma dove abbiamo dovuto sorbirci l'affermazione che "le mafaldine sono quasi uguali ai radiatori".
Prenotato per le 20 e scontrino fatto alle 21.41, fuggiti a gambe levate appena finiti i primi, ovviamente senza dolce né caffè.
Archiviamo sotto "serata storta" e ci vediamo l'anno prossimo; cucina e servizio da una parte e prezzi dall'altra devono tornare sullo stesso pianeta: o i primi diventano stellari, o i secondi tornano sulla terra.

Update: il 5 Settembre, festa del paese, il ristorante aveva il dehors chiuso e in due ore non abbiamo visto entrare un solo cliente.

Update: il 7 Maggio 2016, il ristorante era "chiuso per ferie" senza indicazione della data di riapertura.

Update: a inizio Giugno 2016, il locale era chiuso, alla ricerca di nuova gestione.

Update: a Maggio 2017, il locale ha riaperto.

Update: estate 2018, sembra aver nuovamente cambiato gestione.

martedì 2 giugno 2015

Ristorante Pizzeria Thomas e Stefano 2, Maddalena di Somma Lombardo

Maddalena è una piccola frazione di Somma Lombardo, affacciata sulla valle del Ticino, fatta di tre vie e situata a distanza di sicurezza dalla strada trafficata che dal capoluogo va a Malpensa. E' difficile passarci per caso, perché in pratica la strada finisce lì, e a quanto pare anche i ciclisti e i passeggiatori della domenica preferiscono rimanere sull'alzaia del Villoresi, che inizia poco più a monte.
Sprezzanti del pericolo, abbiamo deciso di provare l'unica (apparentemente) pizzeria del paese, situata ovviamente in piazza, di fronte all'unico bar. La sede numero 2 dell'impero targato "Thomas e Stefano" ha due ampie sale, di cui una chiaramente ricavata da quello che un tempo era probabilmente il dehors del circolino del paese. Domenica sera, giornata di elezioni, ci siamo accomodati in quest'ultima, insieme agli unici altri avventori, intenti a commentare la situazione politica sommese, e a Jim Carrey in televisione. Soffitto spiovente altissimo di travi scure, perlinato, poster e quadri sconclusionati alle pareti, tende rosse cangianti e una parete bianca enigmaticamente addobbata da cuori rossi pitturati a mano con la pennellessa, insomma la quintessenza della pizzeria arredata con poche pretese. Tutto il contrario di un locale di classe, ma proprio per questo più "umano".
C'è un'ampia scelta di pizze, tra cui alcune anche originali, oltre ad alcuni piatti elencati nel menù che altro non è che il classico pieghevole delle pizzerie d'asporto, genere artistico a sè col suo miscuglio di colori, caratteri e annunci da "Il martedì offerta a 5 Euro" a "Cenone di Capodanno".
Le due pizze, non male ma un po' unte, ci hanno fatto portato in dote un sonno più agitato del solito; con due birre e i caffè fanno 28 Euro.
In definitiva, una pizza onesta per chi vuole fuggire dal traffico e dai posti affollati.

domenica 31 maggio 2015

Le Fief al Castello Dal Pozzo, Oleggio Castello

Edit 2024: siamo tornati recentemente e nonostante il servizio e l'atmosfera continuino ad essere di lusso, qualcosa non funziona piu' alla perfezione nell'accoglienza, nel servizio e in alcuni particolari un po' spiacevoli, come ad esempio il vino, dove in mancanza della bottiglia da noi scelta ce n'e' stata servita (e fatta pagare) un'altra piu' cara e terribilmente fredda.

Il Castello Dal Pozzo è un'inaspettata magione di proporzioni principesche e quasi inglesi che domina il piccolo borgo di Oleggio Castello, appena alle spalle di Arona, ospitando un albergo e un ristorante entrambi all'insegna del lusso.
A fine Aprile abbiamo visitato il ristorante, che purtroppo si trova in un edificio diverso da quello del castello propriamente detto, e quindi non abbiamo potuto fare la passeggiata nel magnifico parco che si vede nelle foto e che avevamo già pregustato.
Il ristorante Le Fief offre ovviamente un servizio di classe e sul sito richiede esplicitamente agli ospiti un abbigliamento elegante per non farvi pensare nemmeno per un attimo di non essere a Downton Abbey. Dal menù abbiamo scelto l'uovo à la mode di Ottone I (giusto per dire l'andazzo nei nomi delle portate), il tortino di riso al barolo, fettuccine fatte in casa, crema di patate porri e polipo, il boccone del principe (filetto di fassone), il tutto a prezzi tutto sommato "normali" per una location del genere e annaffiato con un Brunello da 55 Euro. Hurrà per il coperto a 0 Euro.
Si parcheggia al coperto nel garage di fronte all'ingresso del locale, dopo qualche giravolta dovuta ai sensi unici della zona (alla prenotazione il personale si è premurato di darci le indicazioni opportune).
Un menù di "rielaborazioni" fatte senza esagerare, che però ovviamente finiscono per comporre una lista di scelte un po' eterogenee.
A volerci dar dentro, si finisce facilmente sui 100 Euro a testa. Consigliato sicuramente nelle belle giornate primaverili per godersi anche la terrazza. Da conoscere meglio il castello!

La Frottola, Vigevano

Non distante dalla Piazza Ducale, epicentro della "vita" notturna e non di Vigevano, c'è l'Osteria La Frottola, che appartiene a quella categoria di birrerie con cucina dalla cupa ambientazione medievale (ascia bipenne e tutto quanto), i tavoli massicci per piccoli gruppi di amici o coppiette, e l'illuminazione carente. Oltre all'immancabile scelta chilometrica di "cervogie", anche il menù della cucina si sbizzarrisce in pagine e pagine di carne alla griglia ma non solo: panini, primi piatti e dolci in abbondanza. Le proposte della carne fanno ben sperare, dal capriolo al cinghiale a ogni sorta di taglio, fino agli hamburger molto ben fatti che abbiamo provato noi.
Parcheggiare nelle vicinanze richiede più di uno sforzo, soprattutto se non si arriva presto; il locale pare abbastanza capiente e il servizio è gentile e veloce il giusto; prezzi nella media.
Indicato sia per la serata a birra e salsicce che per la cena più sostanziosa. Consigliato.

domenica 17 maggio 2015

Angoli di Milano

Recentemente mi sono trovato in due "angoli" di Milano in cui non è facile capitare per caso.
L'Osteria dei Vecchi Sapori si trova al 3 di Via Carmagnola, in una di quelle "isole" (l'Isola, appunto) create a Milano dai binari, in questo caso quelli della Stazione Garibaldi. L'ambiente non è esattamente quello che ci si potrebbe aspettare da un'osteria, dicitura oggi alquanto abusata, bensì un locale dall'arredamento moderno ma comunque caldo, un'ampia sala in grado di ospitare sia coppie che tavolate di amici. Nel menù c'è un po' di tutto, dai taglieri al tartufo all'angus ai tonnarelli cacio e pepe, senza però sforare nell'esotico o nel fuori luogo (niente pesce, una volta tanto!). C'è anche un'onesta scelta di buoni vini, e buoni dolci. Prezzi nella media e buon servizio. Parcheggio prevedibilmente non facile.
Al 92 di Via Gallarate c'è invece il "locale storico d'Italia" (come recita il biglietto da visita) La Pobbia. Il grosso del traffico fluisce sul parallelo Viale Certosa e sul cavalcavia del Ghisallo a pochi metri. Ovviamente la zona non è tra le più amene, ma una volta entrati si viene accolti da personale in (metaforici) guanti bianchi che vi accompagnerà attraverso l'ampio ed elegante locale fino al piccolo giardino sul retro, dove una manciata di tavolini sul praticello ritaglieranno per voi un angolo di relax di lusso. Con tanto di menù in dialetto milanese, ci si può sbizzarrire col risotto al salto o l'uovo in cereghin o i mondeghili, tanto per citarne alcuni. C'è tutto quanto ci si aspetta da un ristorante di lusso, compresi i prezzi; ma anche qualche iniziativa "extra" come il gradito menù take away "schiscetta", o l'angolo riservato alle immancabili birre "artigianali". Da approfondire.

giovedì 23 aprile 2015

Milano caput mundi

Due rapide segnalazioni di posti per così dire "etnici" visitati recentemente.
Il primo è il ristorante cinese Wangjiao all'inizio di Via Padova, a due passi da Piazzale Loreto. La zona pullula di locali delle più svariate etnie, dove la fanno da padrone il Sud America e l'Estremo Oriente. A fianco del Wangjiao c'è un piccolo locale di latinos dove a quanto pare si fanno solo piatti a base di pollo, e appena dopo un altro cinese. Il Wangjiao (che sul bigliettino presenta anche la scritta "The Corner Milano Uno" e altri due indirizzi sul retro) attira l'attenzione per 1) la mancanza degli involtini primavera in menù, 2) la predominanza di cinesi tra gli avventori e 3) lo stile del locale che oserei definire "industrial" in quanto in pratica tutto l'arredamento consiste in un muretto di forati di cemento che divide la sala in due. Ci sono tavolini per tutti i gusti, dalla coppia ai piccoli gruppi, e il solito menù chilometrico che fortunatamente, oltre ai soliti pollo alle mandorle e compagnia, offre anche la possibilità di fare scoperte interessanti. Abbiamo mangiato bene e a sazietà, per il solito prezzo economico anche se non proprio stracciato. Personale gentile, piatti serviti alla rinfusa e un'atmosfera ruspante poco adatta alle due schizzinosone che ci sono sedute poco distante da noi: se vi dà fastidio sedervi vicino a dei cinesi allora forse è meglio se ve ne state a casa. Si sono dimenticati di farci lo scontrino. Consigliato.
E' stata una mezza delusione la visita al Grand Canyon, classico locale tex-mex su Viale Certosa a poca distanza dal Cimitero Maggiore. Arrivato evidentemente un po' in anticipo (le 19) sull'orario di punta, mi sono accomodato sui divanetti esterni senza che nessuno si preoccupasse della mia presenza; arrivato l'amico che stavo aspettando, abbiamo recuperato il cameriere (cuoco? padrone?) e siamo riusciti a farci servire una Corona e un piatto di fajitas per due dal salatissimo prezzo di 20 Euro, considerate le dimensioni della porzione, che definirei senza esitazioni "singola". Oltre ai divanetti, ci sono un paio di tavoli all'esterno sul non ridente Viale Certosa, mentre il "grosso" del locale è formato dall'interno e, evidentemente, dal giardino sul retro che però non abbiamo visionato. Va bene che era mercoledì sera in una zona non propriamente frequentatissima, ma l'accoglienza è stata particolarmente fredda. Credo che prima o poi lo riproverò, prestando attenzione ai prezzi: 5 Euro tondi tondi per la bottiglietta di Corona.