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domenica 10 dicembre 2017

Liguria 2017

Per la ricognizione culinaria di quest'anno abbiamo provato un po' di posti nuovi.  Iniziamo con le belle scoperte.

Il ristorante Nove ad Alassio quest'anno è finito su tutte le guide gastronomiche e un venerdì di metà novembre noi ce lo siamo gustati completamente indisturbati, unici clienti a pranzo.
Raggiungere Villa Della Pergola (il ristorante offre il parcheggio riservato) richiede qualche piccola acrobazia automobilistica, anche se, a partire dal grande pannello giù in piazza, le indicazioni stradali sono molto chiare. In ogni caso ne vale la pena, perché si raggiunge un'oasi di quiete con vista mare lontano dai caruggi dello shopping alassini.
Con 90 Euro a testa si può godere di un menù di sette portate, a partire dal "sasso" di carciofi, una più intrigante dell'altra e basate su ingredienti di stagione. Servizio stellare e location al top sotto tutti gli aspetti, sia all'interno che nel dehors che sarebbe stato sicuramente sfruttabile fino a pochi giorni prima. Si mangia, e si paga, da re.

Non gode della posizione del Nove La Spurcaciunn-a di Savona (anzi! quel tratto di lungomare è particolarmente deprimente), ma una volta attraversata la soglia del Mare Hotel ci si può ritagliare un angolo di esotismo grazie alle grandi vetrate sul giardino che vi separa dalla spiaggia.
Il servizio è professionale e cordiale, e la qualità del cibo fa passare in secondo piano qualche particolare un po' demodè dell'arredamento. Ci si può buttare sul pescato del giorno o concentrarsi -come faremo sicuramente di nuovo in futuro!- sul ciuppin, la zuppa di pesce da applausi e lacrime di commozione. Per chi vuole strafare e proseguire, anche il resto del menù è all'altezza, con proposte di dessert come le Sensazioni Di Gelato, che abbina tre gelati ad altrettanti superalcolici e garantisce la soddisfazione a fine pasto. Anche qui il parcheggio è riservato, e stando attenti ai vini ma sbizzarrendosi col resto si finisce sui 170 Euro in due. Viva il ciuppin!

Siamo finalmente riusciti a trovare aperto a novembre il Babette di Albenga, e ne è valsa la pena. Qui si fa "cucina innovativa ligure e mediterranea" praticamente sulla spiaggia, di fronte all'isola Gallinara. Anche qui, l'arrivo non è dei più promettenti, con quell'aria da walking dead di certe coste liguri d'inverno (si parcheggia per strada), ma una volta entrati si dimentica tutto e un pranzo sul dehors al tepore del sole autunnale è impareggiabile. I piatti sono "innovativi" senza esagerare e abbracciano tutta quanta la cucina ligure di mare, con -evviva!- porzioni abbondanti che non lasceranno scontento nessuno. Con 60 Euro a testa si mangia e si beve tanto e bene.

Una bella vista la offre anche il Rivamare di Borgio Verezzi, sulla Via Aurelia affacciato sulla spiaggia (anche se noi, non avendo prenotato, siamo finiti nella meno affollata saletta posteriore). Qui il servizio e la cucina si fanno più informali, senza nulla togliere alla qualità dei piatti, che oltre al menù offriranno anche proposte giornaliere. Antipasti sui 14 Euro, primi sui 16, e niente coperto. Torneremo sicuramente, lontano dai weekend e dalle feste comandate. Con un po' di preparazione, a ottobre ci si può sicuramente gustare anche un bel tramonto autunnale. Il Rivamare offre anche alcune camere.

Fuori zona, ci siamo fermati a pranzo da Lucio "a Casetta" a Imperia, anche qui unici avventori a pranzo a metà novembre. Non si può non prendere il cappon magro o lasciarsi guidare dalle proposte della pesca del giorno. La "casetta" è accogliente ed elegante, anche se dà l'impressione che i tavoli siano un po' troppo vicini per garantire tranquillità in caso di sala piena. Primi sui 24 Euro, secondi sui 28. Si posteggia facilmente e si possono fare due passi sul lungomare, anche se la zona è abbastanza fuori mano.

Tornando ai locali più "rustici", non abbiamo mancato di fare visita alle nostre pizze preferite, la alta e morbida di Oh! Mammamia di Pietra Ligure, la soffice della Betulla a Finale Ligure, quella napoletana di Anima e Core e quella ai carciofi di Santino, entrambi a Loano. Tra Loano e Pietra il nostro porto sicuro è il The Ranch e coi suoi hamburger. Ad Alassio si va abbastanza sul sicuro al Clapsy.
Nuova scoperta positiva in fatto di pizze, sulla spiaggia a Laigueglia la pizzeria Mentelocale, dove se ne possono provare molte originali, accompagnate da buona birra.

Dimenticabile, invece, la pizza di Lo Spuntino in Piazza Palestro a Loano.
Le pizze sono buone anche a Il Gusto a Pietra Ligure, che ha tappezzato la zona con la sua proposta di pizze senza glutine (che però fa pagare maggiorate). Il locale si trova al piano terra di un bel palazzo d'epoca, e a fianco c'è un piccolo parcheggio. Complici le pizze sugli 8-9 Euro e anche 2 Euro di coperto evitabilissimi, si finisce a spendere non poco.
Tipica location per le pizzate estive è la pizzeria La Grotta sul lungomare a Finale, ma a fine ottobre dice ben poco.

Abbiamo provato l'Osteria da Oride a Pietra, piccola trattoria frequentata apparentemente principalmente da habituè, piatti rustici, ammennicoli vari appesi un po' ovunque, servizio "casalingo" (casalingo di quelle mamme che ti fanno sparire il piatto da sotto il naso anche se non avevi ancora finito perché c'è da fare in fretta) ma tutto sommato cordiale. Si può trovare qualche piatto sfizioso, ma le porzioni non sono generose e i 70 Euro in due del conto finale suonano un po' esagerati.

Ultime due menzioni per il ristorante Da Sofia che abbiamo scelto a caso di passaggio a Ventimiglia, piccolo locale dove si servono fritti di mare, vongole e assortimenti di taglieri vari a una clientela altrettanto ruspante, e all'ineffabile Fuoco & Fiamme di Borgio Verezzi, dove in un tentativo di atmosfera medieval-cavalleresca ("i viziosi dolci del sovrano" è la pagina dei dessert sul menù) si servono pizze, hamburger e "cervogie" a una disparata clientela di famigliole, gruppetti di adolescenti e tavolate di amici. La musica medieval-elettronico-metal sparata a tutto volume, le sedie scompagnate e le spugnature "audaci" (per usare un eufemismo) su pareti e soffitto completano l'effetto straniante. Indefinibile.

martedì 26 settembre 2017

Rubacuori, Milano

Ammaliati da una recensione sulla guida, abbiamo provato il ristorante dell'hotel Chateau Monfort a Milano per concederci un pranzo domenicale di lusso. Come spesso accade quando le aspettative sono molto alte, si esce meno pimpanti di come si era entrati. Niente da dire, ovviamente, sugli ambienti e il servizio, tutto degno del 5 stelle che ospita il ristorante, ma la sensazione è quella di non essere capitati nel momento giusto: pochi clienti, personale ridotto all'osso e piatti purtroppo meno che indimenticabili. Oltre ai calici e gli arredi, del ristorante di lusso rimangono anche i prezzi, col "Pacchero" a 20 Euro, ma soprattutto (e purtroppo) col salmone affumicato ("affumicato da noi personalmente" secondo il cameriere, "del supermercato" secondo me) a 25 Euro.
In generale, comunque, per concedersi un po' di lusso questo è un indirizzo da tenere a mente - forse alla sera? o forse non al 3 settembre, quando a Milano è ancora agosto e quindi non si lavora ancora "sul serio"?.

sabato 23 settembre 2017

Da Mimmo, Sacconago, Busto Arsizio

Edit 2023: tutto confermato, grande affollamento nel fine settimana, si sta gomito a gomito col vicino, servizio caloroso ma al momento del conto chissà perché c'è uno col muso che non ci saluta nemmeno. Boh.

Pizzeria-ristorante ubernapoletana nella non ridente Sacconago, Da Mimmo è meta rinomata per la buona pizza, e a ragione, vista l'estrema difficoltà di trovare una pizza napoletana in zona. L'elenco delle pizze è chilometrico, e il menù include anche varie proposte di cucina e dei golosissimi dolci. Non un centimetro delle pareti e del soffitto del locale non è addobbato dalle consuete icone partenopee: Totò, Peppino, Pulcinella, Maradona, in ogni foggia e forma. Le due sale sono ampie, e il doppio forno è la misura necessaria a gestire le grandi affluenze del fine settimana, quando probabilmente le vie circostanti saranno invase dalle auto dei clienti, visto che di parcheggi non se n'è visti. Ticket accettati.
Sicuramente una delle poche pizze "doc" della zona. Consigliato nelle serate infrasettimanali.

giovedì 31 agosto 2017

La rotonda, Marcallo

E' un duro lavoro ma qualcuno deve pur farlo: censire le pizzerie più nascoste della zona, compresa Via delle comunità europee (!!) a Marcallo, dove al pian terreno di una palazzina c'è la pizzeria La Rotonda, per la felicità degli abitanti delle villette limitrofe che saranno ormai abituati alle auto dei clienti posteggiate sulla soglia.
La Rotonda offre un piccolo "dehors" (un gazebo sul vialetto d'ingresso della palazzina) , aggressivamente attrezzato di zampironi e armamentario antizanzare, oltre alla sala interna con apparentemente una dozzina di tavoli. Era un martedì sera ed eravamo gli unici clienti a dividerci le attenzioni del pizzaiolo con alcune pizze d'asporto in uscita, eppure il servizio non è stato dei più rapidi. Pazienza, perché intanto eravamo usciti per rilassarci un po'. Le pizze non ci hanno entusiasmato. La specialità della casa è il "Sole e Luna", un ibrido mezza pizza e mezzo calzone a fantasia del pizzaiolo, che da sola comunque non vale il ritorno. Ci sarebbe anche una pizza ripiena agli spinaci che però va prenotata e costa un bel po' quindi non si capisce bene a che tipo di cliente è rivolta.
Servizio molto gentile e cordiale.

domenica 20 agosto 2017

Il Portale, Verbania Pallanza

Ieri sera l'evento di street food (una volta si chiamavano sagre, boh) garantiva la completa pedonalizzazione del lungolago di Pallanza ma anche grandi difficoltà di parcheggio e la cacofonia generata dai vari stand internazionali che competevano a suon di salsa, revival, discodance e chi più ne ha più ne metta.
La cacofonia, fortunatamente a distanza di sicurezza, a tratti ha raggiunto apici esilaranti creando remix e mash-up involontari, e ha allietato la nostra serata nel dehors del Portale, dove, mentre la folla faceva il pieno di hamburger e churrasco, il personale al completo era al nostro servizio a riempir bicchieri, portare stuzzichini e cambiare posate senza soluzione di continuità, tipo Downton Abbey.
Al Portale non solo si possono ordinare piatti da re, ma vengono serviti pre-antipasti da applausi (i macaroon e i "baci di dama" salati) e una "piccola pasticceria" insieme al caffè che da sola vale come secondo dessert.
Abbiamo goduto dell'interpretazione della casa del vitello tonnato, degli gnocchi di patate viola, di un perfetto filetto di fassone e dei ravioli di camembert di bufala. Per chiudere, zabaione al ratafià e il "caffelatte", una specie di cugino del tiramisù.
Si finisce sui 100 Euro a testa, avendo fatto attenzione a districarsi nella lista dei vini per scansare i baroli da 500 Euro a bottiglia e gli champagne da 700.
Tutto perfetto dall'inizio alla fine (non siamo neanche entrati all'interno, però!) e applausi a scena aperta.

Il pomodorino, Milano

Si scorrono le foto delle recensioni per trovare una pizza napoletana (?), di quelle con la crosta alta e morbida, e destreggiandosi tra le chiusure ferragostane finiamo al Pomodorino, sul Naviglio Pavese a pochi metri dalla Darsena di Milano. Il personale del Pomodorino è napoletano DOC. Oltre all'idioma incomprensibile ai nordisti con cui conversa il personale, la napoletanità è certificata dall'effige di Maradona Esultante, tipica divinità partenopea che protegge questo esercizio commerciale, in luogo degli altrettanto consueti San Gennaro e Totò.
Comunque, la pizza è buona davvero, idem il calzone fritto, il "cuopp di zi' filippo" è un antipasto di fritture golosissimo, e anche il resto del menù è invitante. Il locale non è molto grande, e ci sono giusto un paio di tavolini di fortuna all'aperto. 
Bisogna sorbirsi 2 Euro di coperto ma d'altronde siamo a Milano e non siamo mica lì a guardare l'euro, anche perché comunque c'è da pagare il parcheggio se sei venuto in auto.

giovedì 3 agosto 2017

Santo Stefano 3, Ossona

La grande caccia estiva è aperta. Dobbiamo eleggere la nostra nuova pizzeria preferita. La Santo Stefano 3 a Ossona, sulla provinciale, purtroppo non ha molto di originale da offrirci: ok le pizze sono normali, il forno a legna, il locale è bello grande, il servizio è gentile, ma non c'è niente che obblighi al ritorno. L'infelice location costringe a parcheggi e attraversamenti spericolati. Dolci industriali, ticket accettati, bagni puliti. Menù con pesce, fritto misto, pasta alle vongole, bisteccone, insomma la consueta poliedrica rassegna dei "ristoranti generalisti" della provincia italiana.

sabato 29 luglio 2017

Ciccio Matto, Arluno

La pizzeria-ristorante, aperta da circa un anno, si trova al posto di quello che una volta era il ristorante "al casello di Arluno": ora il casello è stato spostato e Ciccio Matto rimane a fianco dell'autostrada, tra i capannoni e con un grande parcheggio davanti che quindi attira una clientela di camionisti coi loro TIR.
Si mangiano fritti misti, spaghetti allo scoglio, grigliate di carne, e ovviamente pizze. C'è una grande sala, con la TV che regna sovrana, e una più piccola. Non si può certo definire un posto elegante, ma è ordinato, pulito, e il servizio è sorridente e cordiale (hanno subito notato che l'aria condizionata era un po' alta e l'hanno abbassata). Le pizze sono buone, abbastanza nella norma. Buona anche la birra alla spina. Peccato per i 2 Euro di coperto, che per le pizze si potevano evitare; mentre chi ordinava dalla cucina riceveva una grande focaccia di antipasto. Nessun problema ad accettare i miei buoni pasto (purtroppo molti locali fanno storie, soprattutto la sera).
Un posto alla buona.

sabato 22 luglio 2017

La casa della pizza, Robecco

La miglior pizza della zona, non c'è gara. Purtroppo però stiamo parlando di un piccolo locale per l'asporto, dotato di un piccolo bancone dove eventualmente appollaiarsi per gustare la pizza, coi bordi alti e morbidi, dalla pasta apparentemente leggermente insipida che invece vi servirà ad apprezzare meglio gli altri ingredienti.
Fermarsi qui a mangiare significa adattarsi a piatti e posate di plastica, self service dal frigo delle bibite, via vai di clienti e fattorini per l'asporto, praticamente incessante dalle 19.30 in poi.
Di parcheggio vicino non ce n'è - anche se molti clienti interpretano a modo loro la pista ciclabile - e bisogna arrangiarsi nelle altre vie del paese.
Qualcuno si affretti a finanziare il proprietario e fargli aprire una pizzeria "vera", perché la qualità di questa pizza sbaraglia la concorrenza della zona a mani basse.

Bar Trattoria 395, Milano

Via delle forze armate 395, Baggio, Milano. A pochi metri dalla più famosa Trattoria Alla Grande, i lavoratori fanno la pausa pranzo al 395, dove si trova posto più facilmente perché ci sono 150 coperti, ci sono dei generosi menù fissi a 11 Euro e si mangia bene, senza troppe pretese.
Il servizio è rapido, per permettere di gestire l'incessante flusso di clienti. Il locale può essere un po' rumoroso, ma tutto sommato si sta bene. I piatti cambiano sempre e si nota lo sforzo di servire cibo di stagione e di qualità (vedere il sito e la pagina Facebook), cosa che certamente decreta il successo di questo locale rispetto a tanti altri pranzifici per milanesi imbruttiti.
Unica nota dolente è l'ovvia difficoltà nel trovare parcheggio nella povera Baggio già strangolata dalle auto: armatevi di Google Maps e fate due passi.