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sabato 2 aprile 2022

Liguria 2021

Solito tardo riassunto delle peregrinazioni nel Ponente ligure dell'inverno passato.


Cominciando con le pizze:

Abbiamo ormai eletto Il Basilico di Loano a miglior pizza della zona e destinazione sicura. Curiosamente, la filiale di Finale Ligure non ci ha convinti altrettanto.

Sempre a Loano, la pizza napoletana di Anema e Core si conferma buona, anche se il locale è penalizzato dalla location.

Buone pizze anche a Toirano al Toulà, poco fuori dal borgo medievale. Siamo invece rimasti meno che entusiasti dalla nostra seconda visita a Le Anfore di Albenga, e anche la margherita a 7,50 del Clapsy di Alassio (coperto a 2,50) è sempre meno attraente.


Tra i locali più informali:

Sempre invariato il The Ranch "burgers - steaks - tex mex" a Pietra Ligure alle porte di Loano.

Ad Albenga si beve buona birra e si sta bene alla Bottega del 44.

A Finalborgo, abbiamo provato Burgum Finarii (in piazza San Biagio, all'ingresso del borgo) e Sensu (all'interno), entrambi piccolini e calorosi, con una marcia in più da Sensu grazie ai cocktail e piatti originali. Mentre i primi due locali puntano sull'atmosfera "ruspante", la caffetteria Sbuccia è più tranquilla e punta a una clientela forse un po' più esigente.

A Borgio abbiamo finalmente provato Lo Stecco, che non avrà grandi pretese ma gode di una location invidiabile sulla spiaggia (a parte il parcheggio impossibile - meglio lasciare l'auto alla stazione e attraversare l'Aurelia a piedi) e offre buoni piatti e birre. Altro luogo da cartolina se l'è accaparrato La rosa dei venti in cima alla frazione Chiesa di Verezzi: pizze, piatti, cocktail e panorama imperdibile. Per arrivarci si cammina qualche minuto tra i caruggi, cosa che fortunatamente scoraggia le famigliole più molente ma che purtroppo costituisce una barriera insormontabile per i portatori d'handicap.

Si va sempre a colpo sicuro a pranzo al Buon Boccone a Loano, anche se è sempre più difficile accaparrarsi un tavolo.

Per quanto riguarda i locali più carini, abbiamo provato il bar Julivert a Pietra Ligure, dove si sta bene, anche se il servizio è ancora un po' approssimativo. La Latteria 2.0 a Borgio si conferma un posto carino per la colazione.


Passando a ristoranti e ristorantini degni di nota:

Sempre molto bene Sciuscià e sciurbì a Toirano, nel borgo medievale, un piccolo e accogliente bar con gli eccellenti piatti tris a pranzo nei tavoli in piazzetta.

A Finalborgo ci siamo trovati bene Da Gillo in piazza del tribunale, dove si mangia cucina tipica, si beve bene e il servizio è cordiale.

Siamo rimasti estremamente perplessi dalla visita al Cappero di Verezzi a causa del menù che ci è sembrato più caro degli stessi piatti presi singolarmente. Al di là di questo strano fenomeno, la cucina non ci è sembrata all'altezza dei prezzi e della location.

Meno che entusiasmante la visita a La Plancha alla marina di Loano.

Ha forse qualche pretesa di troppo il Panama di Alassio ("beach club, restaurant & sushi"), ma ci si sta bene, nonostante alcuni prezzi un po' troppo milanesi.

Si sta sempre bene nel piccolo Ceci e grano di Spotorno.

Un po' demodè l'atmosfera della Conchiglia di Arma di Taggia, dove, a scanso di equivoci, si fa comunque cucina e servizio di qualità. Prezzi alti e l'amaro in bocca lasciato dal fatto che a nessuno dei commensali è stato controllato il green pass.


Venendo infine alla "fascia alta":

Manca sempre, a mio modesto parere, un briciolo di cura in più alla Vigna di Alassio per essere un ristorante al top (il volume della musica? certi piatti? le famigliole con bambini?), ma la location rimane invidiabile e la cucina sempre apprezzabile.

Abbiamo finalmente trovato un tavolo libero Ai quattro canti a Finalborgo, ristorante piccolo piccolo dove si mangiano piatti semplici interpretati con qualità e un pizzico di fantasia. Effettivamente, vale la pena.

Si conferma sempre al top ed elegante La voglia matta a Voltri.

Novembre non è forse il periodo migliore per fare l'accoppiata di Castelbianco con Scola e Da Gin. Entrambi andranno riprovati con più calma e, più importante, con aspettative un po' meno stratosferiche di quelle generate dalla lettura delle guide gastronomiche. Qui si fa cucina di alto livello, ma in entrambi i casi m'è sembrato che si poteva fare di più..

La ratera, Milano

Via Ratti non è propriamente Milano "downtown", anzi con un po' di fantasia vi potrete sentire quasi in campagna. L'atmosfera è quella delle trattorie ma la cucina è fatta con cura e propone sia piatti tradizionali che qualche rivisitazione, senza esagerare con gli esotismi. Si beve bene grazie ai consigli del personale su birre e vini, e si spende tutto sommato il giusto.

Il personale è molto cordiale e ci ha fatti sentire a nostro agio. La sala (o per meglio dire "cortile interno") può risultare un po' affollata, e parcheggiare nelle vicinanze non è impresa facile. Però si sta proprio bene e i prezzi sono nella media, anzi appaiono quasi economici viste le esagerazioni che dobbiamo spesso sorbirci anche da cucine con meno qualità di quella della Ratera.

One vision, Cuggiono

[CHIUSO]


Una piccola birreria nel centro del paese, non distante dal parcheggio dell'ufficio postale. Birre di produzione propria e non, con qualche piatto caldo e freddo (aperitivi con stuzzichini vari, pulled pork, a volte pinsa o altre proposte estemporanee), con un servizio amichevole e accogliente e prezzi onesti.

Il locale beneficerebbe di un tocco più personale e "caldo" nell'arredamento, che oggi è un po' asettico, anche a causa delle dimensioni ridotte del locale.

Comunque un'aggiunta benvenuta al povero panorama della zona.

domenica 9 gennaio 2022

Yun Quick, centro commerciale di Arese

Date le grandi dimensioni, il centro commerciale "Il Centro" (complimenti all'ufficio marketing per la fantasia) di Arese adotta il modello "food court" per raggruppare molti dei ristoranti presenti.

Il giorno prefestivo 5 gennaio viene rigorosamente santificato dalla consueta orda di famigliole che alle 19.30 prendono gia' d'assalto i locali piu' banali tra quelli presenti: code e grande affollamento da McDonald's e KFC, che non pretendevo certo che due anni di pandemia avessero cambiato le bovine abitudini alimentari dell'italiano medio, ma almeno il concetto di evitare gli assembramenti speravo avesse fatto un po' piu' presa. 

Ci siamo quindi rivolti al locale meno affollato - deserto, a dir la verita' - e che fornisse servizio al tavolo. Yun Quick e' il classico cinese quindi non ci sono sorprese ne' dal punto culinario ne' da quello del servizio, sollecito e cortese. Piatti sui 6-7 euro. Distanziamento carente, ma ce ne siamo andati prima che riempisse anche questo.

giovedì 23 dicembre 2021

Il Mercato Centrale, Milano

Il brand del Mercato Centrale ha aperto tempo fa al piano terra della Stazione Centrale di Milano, e nonostante gli spazi non siano generosi questa interpretazione del concetto di food court sembra funzionare. Vi si trovano diverse "botteghe", ognuna con la sua specialità, un paio di bar, una birreria, e un ristorante con servizio al tavolo al piano superiore. Noi abbiamo assaggiato i ravioli cinesi, molto buoni, ma gran parte dell'offerta culinaria è nostrana.

Ci si procura il cibo e poi si va alla ricerca di un tavolo; fortunatamente è stata approntata anche una veranda verso via Sammartini in modo da recuperare ulteriore spazio. Le scale mobili per raggiungere il piano superiore sono un po' nascoste, e questo probabilmente lo rende un più tranquillo del piano terra, che nei momenti clou potrebbe diventare un po' caotico.

Il personale è quasi tutto giovane e cortese. Ci sono varie postazioni per gettare piatti e stoviglie, ma c'è comunque una costante circolazione di inservienti che ripuliscono i tavoli.

Essendo Milano, i prezzi non sono popolari. Il design industrial può piacere o non piacere ma è comunque una variazione benvenuta rispetto al deprimente standard delle mense e centri commerciali nostrani.

domenica 7 novembre 2021

Cicin & Barlichin, Casale Monferrato

In centro a Casale, un po' defilata rispetto alle vie piu' frequentate, c'e' questa "trattoria bistrot" che senza darsi tante arie offre principalmente cucina piemontese interpretata con cura e un po' di fantasia, con risultati sempre piu' che buoni. Non mancano saltuarie incursioni "esotiche" (abbiamo provato anche spaghettoni alle vongole), a offrire un po' di varieta'. E' un buon indirizzo anche per la pausa pranzo, visti i prezzi accessibili. L'ambiente e' informale ma ben curato. Servizio gentile e sollecito. Parcheggio difficoltoso.

Ritorni dalla Liguria

Da quando il rientro in "padania" dalla Liguria rischia di tramutarsi in un'odissea a causa dell'ennesimo cantiere autostradale, a volte ci fermiamo a meta' strada per rilassarci un po' a tavola.

Ad Acqui Terme abbiamo provato Da nonna Gina, poco distante dalla Bollente, dove si mangia piemontese, con qualche piccola rivisitazione, sui tavolini abbarbicati sulla via pedonale o nelle salette interne. Il servizio e' premuroso (fin troppo!), si mangia e beve bene e si spende il giusto.

A Ovada, alle porte del centro storico, siamo stati all'Antica farinata dove oltre al piatto della casa si mangiano pizze normali o al tegamino. Nelle piccole salette dell'antico edificio si sta comunque comodi. Porzione di farinata a 5 euro. Servizio non rapidissimo, in quanto il locale e' molto gettonato.

domenica 31 ottobre 2021

Al caminetto, Cameri

Evviva evviva per un locale che risolleva il panorama spesso depresso e deprimente della ristorazione "ovestmilanese". Nella non particolarmente ridente Cameri il 25 di agosto approdiamo al Caminetto per ritrovarci unici clienti a pranzo e gustarci in santa pace cannelloni della casa e paniscia, due di quei piatti apparentemente "poveri" e con meno pretese delle varie "delizie" gourmet che ormai ci vengono propinate dietro ogni angolo ma che quando fatti bene ti riaccendono nel cuore l'amore per la cucina italiana.

La calura estiva e i distanziamenti covid hanno fatto allestire al Caminetto un piccolo dehors, al quale consiglio comunque di preferire le salette interne. Si parcheggia con qualche difficoltà nelle vie limitrofe, che, complice forse la desolazione agostana, necessiterebbero di una bella rivisitazione a base di marciapiedi, alberi e ammodernamenti in generale.

Però ci appuntiamo con piacere il Caminetto come una delle migliori cucine della zona e un posto dove fare due chiacchiere cordiali col personale. Torneremo!

Bar ristorante Cascata del Toce, Formazza

Un posto dove appiccicarci un bel cuore per ricordarsi della bella esperienza a base di canederli, ravioli e polenta. La cascata del Toce è un luogo affascinante, e la sua valle offre varie occasioni per escursioni e passeggiate. 

A pochi metri dalla cascata, il ristorante omonimo offre sì alcune grandi sale per tavolate e banchetti, ma anche alcune salette più tranquille dove godersi la calda atmosfera del luogo a base di cucina montanara. Il posto e il servizio ovviamente non fanno per chi va di fretta. Si paga il giusto (canederli a 10 euro, polenta a 12), soprattutto pensando ai prezzi ormai stratosferici che ci tocca vedere appena si scende un po' verso le città. C'è un sacco di spazio per posteggiare, anche se col brutto tempo il parcheggio sterrato potrebbe diventare... complicato.

Hurrà!

Ristorante della commenda, Morimondo

[edit 2023: chiuso] 

Questa nuova versione del Ristorante della commenda conferma la regola per cui pizzeria e ristorante mal si coniugano, culinariamente ma soprattutto per quanto riguarda l'atmosfera complessiva. La pizza infatti non manca di attrarre famigliole e compagnuole varie col relativo corredo di marmocchi scalpitanti, passeggini invadenti, mamme starnazzanti e babbi fumanti, che interferiscono col mio modo di intendere una serata in cui uno vorrebbe gustarsi l'osso buco con una bella bottiglia di rosso. Perché ovviamente il problema non sono i marmocchi in sè, ma il pretendere di far convivere due modi opposti di intendere il pasto, uno dei quali (per fare un esempio) giustifica il pagamento di 2 euro di coperto o di 18 euro per un (abbondante) tagliere di salumi e uno no.

Detto ciò, chiariamo che alla Commenda si mangia bene, anche se il servizio m'è sembrato un po' confusionario. Il consiglio caloroso è quello di scegliere: o la pizza o la cotoletta a 20 euro.

Si parcheggia nell'ampio cortile del ristorante stesso, a pochi metri, purtroppo, dai tavoli all'aperto.