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sabato 24 agosto 2024

El brellin, Milano

Oggi in Vicolo dei lavandai non si lava più, e sull'Alzaia del Naviglio Grande si pescano solo più i turisti disposti a pagare tre euro e cinquanta di coperto per farsi un risotto da venti euro in uno degli angoli più conosciuti di Milano. Il caldo implacabile della serata del 23 luglio non ha aiutato a godersi questo ristorante, che seppure rientrando perfettamente nella categoria delle trappole per turisti riesce a fornire cucina milanese di alta qualità, servizio professionale e una location comunque di classe.

Da riprovare in autunno.

La pescheria, Bareggio

Mi sarà sempre incomprensibile la ragione dell'inossidabile reputazione di posti come La pescheria "da Claudio e Giuliano", specialmente come quella di Bareggio. Trentun luglio, serata afosa, un capannone della zona industriale, il cimitero da una parte e il depuratore dall'altra, parcheggio selvaggio in strada, gente che aspetta fuori dalla porta, folla di gente assiepata davanti al bancone appena entrati, frastuono tremendo ovunque. A peggiorare la situazione, il servizio semi-fai da te: ci si siede, si compila un foglio con le ordinazioni e lo si porta in cassa insieme al nome del proprio tavolo; si verrà poi chiamati quando i piatti sono pronti per andarseli a prendere. Il padrone risparmia - forse - sul personale, ma il risultato è che la serata è allietata senza interruzione dal deejay-cuoco che dagli altoparlanti chiama i nomi dei tavoli a tutto volume: "pesce porcooo" "pesce pallaaaa" eccetera eccetera tutta la sera. Anche le bevande bisogna andarsele a prendere. Le sale del locale sono arredate secondo lo stile accozzaglia marinara, fortunatamente senza sconfinare nel kitsch più molesto.

Lascio i giudizi sul cibo agli esperti di pesce: a giudicare dall'affollamento, dev'essere tutto buonissimo. Non abbiamo mangiato male, ma io non ho trovato nulla di speciale. Spaghetti alle vongole a 13 euro, tutti gli altri primi più cari. Vino del supermercato a 18 euro. Si pagano 2 euro di coperto, inspiegabili visto che il ristorante non offre né coperto né servizio. Addio.

Finale e altro


Durante un'escursione estiva in Liguria abbiamo scoperto con piacere che Finalborgo rimane tra le mete meno affollate, probabilmente a causa del fatto che seppure non lontana dal mare risulta difficilmente raggiungibile a piedi per le truppe ciabattate dei bagnanti stagionali, che non possono utilizzare l'auto se non col gravissimo rischio di perdere irreparabilmente il parcheggio faticosamente conquistato.

Siamo quindi tornati con piacere Da Gillo in piazza del tribunale, anche se la sorpresa migliore è stata il Quarto di bue poco distante, "brasserie" e posto da carnazza: personale cortese, rapido e poliglotta. In una delle viette del centro, il bistrot Tabù "Your swing soul" (come recita lo scontrino) offre taglieri, stuzzichini, bruschette, qualche piatto e una bella scelta di cocktail classici e originali: grande successo per quanto mi riguarda per "Un'ottima annata".

Alla ricerca di soluzioni originali per l'aperitivo-cena, abbiamo provato il ristorante Il boschetto a Villanova d'Albenga, location per matrimoni e cerimonie varie che nelle serate "normali" offre piatti e taglieri abbinati a cocktail o bevande a prezzi ridotti. Se ci si vuole saziare, si spende comunque come al ristorante, ma la location è carina. Buono anche il servizio. Si trova fuori paese, vicino all'ippodromo.

sabato 4 maggio 2024

Osteria del balabiott, Milano

Con l'attuale grande inflazione di ristoranti "autentici milanesi", ogni volta si varca la soglia con timore e sospetto. Fortunatamente, al Balabiott di via Dezza Piazza Vesuvio ci si siede ai tavoli sotto la protezione di Fo-Gaber-Jannacci e si mangia e beve bene, nonostante le salette possano diventare un po' affollate. C'è un soppalco dove sarete un po' più distanti dagli sguardi della cameriera ma potrete stare più tranquilli. A proposito della trinità menzionata prima, finalmente (?) i ristoranti milanesi possono competere coi maradona-pulicinella-totò-troisi-daniele affissi alle pareti di quelli napoletani: ponzoni-pozzetto-boldi-teocoli-vanoni-rame sono infine canonizzati, immortalati e affissi anche loro.

Sul menù non c'è molto da dire, c'è tutto quello che ci si aspetta, incluso un servizio veramente "milanese": serio ma non algido, cordiale alla bisogna ma mai caciarone, disponibile ma non ruffiano. Arrivati a metà aprile, abbiamo afferrato una delle ultime casöle e persino una fetta di panettone. Il locale non vuole fare il finto-osteria-di-una-volta, ed è un bene. Coperto a 3 euro e primi sui 19.

Trattoria Bertamè, Milano

Suggestiva location in via Lomonaco per questa trattoria annunciata dalla grande insegna dell'adiacente officina carrozzeria Bertamè. Un dehors che non sembra tale, alcune salette arredate in tema automobilistico e una toilette tappezzata di messaggini rendono simpatica la permanenza, anche grazie all'aver relegato le tavolate lontano dai tavoli più piccoli, dove poter chiacchierare in santa pace.

Abbastanza inaspettatamente, la cucina è ben curata e il menù, seppure un po' eclettico, propone piatti in generale ben preparati. Un po' scialbo il baccalà mantecato, ma molto buone le pappardelle e la millefoglie di melanzane. Servizio non certo da quattro stelle, ma celere e non invadente. I prezzi sono "milanesi" e per i primi si viaggia intorno ai 20 euro.

Bella scoperta.


sabato 23 marzo 2024

A'Marechiaro, Novara

Rapida bocciatura per questa pizzeria - "food" in via Rosselli in cui siamo incappati un sabato a pranzo. In vena di avventure, abbiamo tralasciato le pizze e provato gli gnocchi "come una volta" e "Novara", tutto sommato buoni ma forse non all'altezza dei 15 euro di prezzo. Sicuramente non all'altezza il servizio, alquanto lento e "improvvisato" (attesa per il bere, attesa per il cibo, caffé senza zucchero, attesa per il menù dei dolci... e quindi niente dolce). Bella la possibilità di utilizzare il dehors sulla piazzetta. Completa però l'esperienza negativa il fatto che il locale fosse assediato da un esercito di passeggini.

Quattro a Milano

Cominciamo dal Gallura, ristorante con specialità sarde in zona De Angeli con sito e pagina facebook trascurati da anni. Oltre ai classici della cucina sarda c'è molto pesce, senza però nulla che risulti sopra il livello di una trattoria qualunque, che sia l'astice o la bottarga sotto varie forme. Nulla, insomma, che a fine pasto invogli ad assaggiare le seadas. Inoltre purtroppo il servizio è approssimativo e gelido. I prezzi sono ovviamente alti, ma a Milano quando si parla di pesce si vede ben di peggio. Parcheggio impossibile.

Ci si sposta in Toscana con l'osteria La Carbonaia (zona Sant'Ambrogio) dove si va per la carne, i funghi, i salumi. Si mangia e, sapendo scegliere, si beve bene. Il servizio è cordiale e ruspante, l'atmosfera è informale e calorosa, l'arredamento un po' demodé. Peccato solo per gli spazi ristrettissimi, con tavoli infilati in angoli impensati (dietro la porta d'ingresso!) e commensali bloccati in posti angusti. Indicato per compagnie affiatate e buoni conversatori.

Al Soulgreen in Piazzale Principessa Clotilde [edit 2026: ora qui è chiuso], invece, ci si ritrova nella Milano più "in" e vegetariana, e si ordina con l'ipad. Il locale è spazioso, moderno e ben curato. L'atmosfera è un mix newyork-giungla-dubai tutto sommato rilassante. Il servizio è sollecito e cordiale, anche se appunto facilitato dal self-service via tablet. Non ci si aspetti alta cucina o interpretazioni particolarmente fedeli di hummus e babaganoush, ma non sembra nemmeno esserci il rischio di incappare in esperienze negative. Insomma, un posto da tenere a mente per andare sul sicuro.

A poca distanza da Soulgreen, giusto a fianco di Eataly, abbiamo provato a pranzo la pizzeria "Casa Sorbillo Vol. 3" dove abbiamo mangiato una buona pizza in un locale affollatissimo e con un servizio che ci è parso molto lento. 

domenica 10 marzo 2024

Ratanà, Milano

All'ombra dei grattacieli di piazza Gae Aulenti, il Ratanà occupa una sopravvissuta villa d'epoca e offre cucina lombarda "modernizzata" a una numerosa clientela che viene ahimè stipata nel locale a turni prestabiliti "con gentile richiesta di lasciare il tavolo libero entro le ore x". In perfetto stile milanese sono anche i prezzi, che volano alti (4 euro il coperto, per esempio) ma sarebbero anche appropriati alla qualità del cibo, oggettivamente buona, visto il resto del panorama cittadino.

L'esperienza nel complesso però ci lascia freddi, proprio per l'eccessivo affollamento del locale (un lunedì sera di inizio marzo!), l'antipatica richiesta della prenotazione a scaglioni fissi, e il servizio non sempre destissimo.

Classico posto "dove non ci va più nessuno perché è troppo affollato".

Brunch allo Sheraton Diana Majestic, Milano

[edit: chiuso] 

Per 60 euro (alcolici esclusi) ci si può rimpinzare col brunch a buffet del Diana Majestic, albergo di lusso a due passi da Porta Venezia, classica location milanese che nasconde il proprio giardino dietro la facciata esposta al soffocante traffico cittadino.

All'interno, appunto, affacciati sul giardino interno, si assapora un po' di lusso e un abbondante assortimento di colazione-pranzo a buffet, incluse due postazioni con servizio per omelette e pietanze varie. 

Non si sfugge nemmeno qui alle famigliole con poppanti e mocciosi assortiti, ma fortunatamente l'atmosfera "luxury" esige un livello di buone maniere sufficiente a limitare i danni. Tutto molto buono, servizio sollecito anche se in alcuni casi un po' inesperto. Peccato che il brunch venga servito dalle 12.30 e non prima.

Beard BQ low and slow, Cuggiono

Ha aperto da qualche mese in piazza a Cuggiono locale a conduzione famigliare il cui nome gioca con l'imponente barba dello chef e la passione per la carne alla griglia. La modesta vetrina sulla piazza non fa presagire le sale spaziose all'interno. Ci si rifocilla con hamburger -ovviamente- nachos e birrazze in un'atmosfera 100% a stelle e strisce, portata dalla grande passione dei proprietari per gli USA.

Si posteggia in piazza o nelle vicinanze, ci si rilassa e si sta bene. Un'apertura benvenuta in un panorama altrimenti non proprio attraente.