A metà agosto al The bridge (che si chiama così solo in virtù del fatto di trovarsi a Pontevecchio, ma non effettivamente in vicinanza del ponte) la sala interna non si usa perché l'aria condizionata non c'è (o non è stata accesa), e quindi si va nel cortiletto retrostante, "dehors" alquanto spartano, avendo cura di stare lontano dalla brace che lavora incessantemente. Noi non siamo fan della carnazza quindi ci siamo presi una buona, onesta pizza. Il servizio è cordiale, l'atmosfera molto (fin troppo) alla buona. Da riprovare in inverno per capire se la sala interna riesce a nobilitare l'atmosfera da "circolino" dei posti all'esterno. Si parcheggia in strada.
Mangiare fuori casa a ovest di Milano, senza grosse pretese. Posti grezzi ma a volte anche di lusso.
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domenica 14 settembre 2025
domenica 8 marzo 2015
L'osteria - Pontevecchio di Magenta
Arrivando da Magenta, sulla sinistra appena attraversato il ponte sul Naviglio Grande c'è l'Osteria, con la sua bandiera e il campanello al quale bisogna suonare, perché la porta è chiusa "per tenere fuori i marocchini" o qualcosa del genere. L'ambiente all'interno è caldo e accogliente, con due piccole sale, una adornata da un grande camino che lascia immaginare gli antichi lussi della residenza. Il patron (unica presenza in sala) vi presenterà a voce le scelte disponibili nel menù del periodo, e solitamente cercherà di assegnarvi il vino di sua scelta da un paio di mensole a vista; tutta la spiegazione è condivisa con gli altri clienti, visto che le sale sono minuscole e a meno di sussurrare non c'è granché possibilità di privacy.
Messa così, sembrerebbero solo aspetti negativi, mentre in realtà la serata si è rivelata rilassante e la cucina più che buona. I cannoli (che io avrei definito vol-au-vent) con la cipolla caramellata e il gelato alla pera hanno fatto da gustoso antipasto, che abbiamo fatto seguire da un risotto al "gorgonzola di capra" che metto tra virgolette in quanto ignoro se si tratti di una dicitura ortodossa o meno, e che comunque è stato efficacemente descritto come "non proprio gorgonzola, non proprio formaggio di capra". Non abbiamo provato i secondi (dove, come per i primi, c'era anche una scelta di pesce - una sola, per fortuna, evidentemente per soddisfare i freak che vanno a Magenta per mangiare gli scampi). Per dessert, panna cotta (senza colla di pesce - me lo ricordo perché ci è stato ripetuto cinque volte) e una super porzione di tarte tatin. Caffè e bottiglia di sambuca sul tavolo, che è uno di quei piccoli gesti di calore e, come dire, "fiducia" verso il cliente, che toglie a tutti l'imbarazzo di dare un prezzo a un bicchierino di ammazzacaffè. Se ben ricordo, c'erano tre-quattro scelte per tutte le portate, cosa che mi sembra più che sufficiente e indicazione di cucina "vera" (come anche il ripetuto racconto della triste sorte toccata al terzo dei dessert pianificati per la serata, che purtroppo non è riuscito bene e quindi non è in menù eccetera...).
Tutto sommato, una destinazione da provare di tanto in tanto, soprattutto, a mio parere, nelle fredde e umide sere dell'inverno lombardo, per un assaggio di "territorio" e di cucina ben fatta ma senza troppi fronzoli. Unica nota davvero un po' stonata, a mio parere, è la completa mancanza di un menù su cui poter almeno adocchiare i prezzi: la regolare ricevuta fiscale a fine serata elenca semplicemente "2 menù a 90 Euro totale bevande incluse" (tradotto: 45 Euro a testa); non proprio prezzi proletari (per antipasto, primo, dolce e una bottiglia di vino) e soprattutto nessun dettaglio. Ma noi siamo bauscia e mica stiamo lì a sindacare sui prezzi: custa quel ch'el custa!
sabato 24 gennaio 2015
Cascina Bullona, Pontevecchio di Magenta
L'agriturismo Bullona si trova nelle campagne del Parco del Ticino, a metà strada tra la frazione di Pontevecchio e il centro LIPU La Fagiana e si raggiunge facilmente seguendo i cartelli e l'unica strada, fino ad arrivare all'ampio parcheggio di fronte alla cascina; nelle sere meno affollate è comunque possibile parcheggiare all'interno, a pochi metri dall'ingresso del ristorante e dall'edificio con le camere. La sala del locale è piccola e accogliente, soprattutto d'inverno con un bel camino sempre acceso; i menù sono fissi e variano ogni poche settimane, proponendo classica cucina lombarda con qualche concessione ai tocchi di fantasia, come la spolverata di cioccolato sul risotto. Il menù da 30 Euro, con due primi e due secondi, è consigliato solo ai mangioni. Dagli abbondanti antipasti al dolce, tutti i piatti sono ben preparati e il servizio è gentile e rapido (almeno durante la nostra visita, quando la sala era semivuota). E' fortemente consigliato prenotare in anticipo, onde evitare di cogliere impreparata la cucina nelle sere meno gettonate.
Un posto consigliato, dove sentire ancora un po' di calore campagnolo, accompagnato da cibo di qualità. Caffè gentilmente offerti e vino "della casa" (le bottiglie sono esposte all'ingresso) a 8 Euro la bottiglia. (A questo proposito, al ristorante c'è solo un personaggio più fastidioso del bambino urlante: il sedicente intenditore di vini che esamina per ore liste di vini chilometriche, fa richieste strampalate ai proprietari e quando gli viene servito il vino, al momento fatidico di agitarlo nel bicchiere per meglio sprigionarne i profumi, lo centrifuga come se lo stesse preparando per un'analisi di CSI Miami: per fortuna alla Bullona queste cose non accadono, ed è per questo che ci piace).
Unico lato negativo è che il ricordo della buona cucina rimarrà attaccato un po' anche ai vostri abiti, visto che l'aerazione del locale (l'abbiamo provato solo d'inverno) evidentemente non è il massimo.
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