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venerdì 26 dicembre 2025

Piccolo lago, Verbania

A fine agosto abbiamo finalmente provato, con gran soddisfazione, il Piccolo lago di Verbania, affacciato appunto sul piccolo lago di Mergozzo.

Si parcheggia sull'altro lato della strada e si fa attenzione a non farsi stirare per raggiungere l'ingresso del ristorante. Superato questo piccolo inconveniente, ci si può però accomodare in uno dei tavoli dai quali gustarsi il panorama e il menù. (Ci sono anche alcuni tavoli fronte cucina, per qualche tipo di "esperienza" venduta a parte).

I menù e la carta permettono di divertirsi con varie trovate gourmet (la "carbonara au koque") che abbinano sostanza e forma con gran successo.


I tavoli sono spaziosi, ben distanziati e apparecchiati, come si addice a un ristorante di lusso. Si viaggia ovviamente sopra i 20 euro per ogni piatto, ma si paga il panorama, il servizio, e la ricercatezza delle ricette.
Ideale per un pasto rilassante ed elegante. Promosso con piena soddisfazione.


sabato 15 febbraio 2025

Piatto d'oro, Furato Inveruno

Pochi posti dicono "ristorante vecchio stampo" come il Piatto d'oro di Furato. Il fatto è che di questi tempi "vecchio stampo" è il miglior complimento che si possa fare a un ristorante: tempi di pretenziosi ristoranti stellati, di rivisitazioni, di reinvenzioni, di sterili equilibrismi culinari pagati a prezzo d'oro, di camerieri impreparati o invadenti, di piatti con venti ingredienti declamati a tutto il tavolo...

Ecco, di questi tempi, al Piatto d'oro si trova cucina lombarda fatta come si deve e qualche sorpresa inaspettata (il coccodrillo!), si trova un servizio celere, professionale, attento e cordiale, si trovano tavoli ben distanziati, e si trovano prezzi più che onesti. Entrando, si trova il bar sulla destra e la grande sala sulla sinistra, e ce n'è un'altra sotto.

Non si trovano sale arredate come se fossero il ponte di comando di Star Trek, non si trovano tavoli di cristallo, non si trovano scomode sedie di design. Insomma, c'è tutto quello che serve per fare un buon ristorante. Lunga vita al Piatto d'oro!


sabato 4 maggio 2024

Osteria del balabiott, Milano

Con l'attuale grande inflazione di ristoranti "autentici milanesi", ogni volta si varca la soglia con timore e sospetto. Fortunatamente, al Balabiott di via Dezza Piazza Vesuvio ci si siede ai tavoli sotto la protezione di Fo-Gaber-Jannacci e si mangia e beve bene, nonostante le salette possano diventare un po' affollate. C'è un soppalco dove sarete un po' più distanti dagli sguardi della cameriera ma potrete stare più tranquilli. A proposito della trinità menzionata prima, finalmente (?) i ristoranti milanesi possono competere coi maradona-pulicinella-totò-troisi-daniele affissi alle pareti di quelli napoletani: ponzoni-pozzetto-boldi-teocoli-vanoni-rame sono infine canonizzati, immortalati e affissi anche loro.

Sul menù non c'è molto da dire, c'è tutto quello che ci si aspetta, incluso un servizio veramente "milanese": serio ma non algido, cordiale alla bisogna ma mai caciarone, disponibile ma non ruffiano. Arrivati a metà aprile, abbiamo afferrato una delle ultime casöle e persino una fetta di panettone. Il locale non vuole fare il finto-osteria-di-una-volta, ed è un bene. Coperto a 3 euro e primi sui 19.

domenica 10 marzo 2024

Brunch allo Sheraton Diana Majestic, Milano

Per 60 euro (alcolici esclusi) ci si può rimpinzare col brunch a buffet del Diana Majestic, albergo di lusso a due passi da Porta Venezia, classica location milanese che nasconde il proprio giardino dietro la facciata esposta al soffocante traffico cittadino.

All'interno, appunto, affacciati sul giardino interno, si assapora un po' di lusso e un abbondante assortimento di colazione-pranzo a buffet, incluse due postazioni con servizio per omelette e pietanze varie. 

Non si sfugge nemmeno qui alle famigliole con poppanti e mocciosi assortiti, ma fortunatamente l'atmosfera "luxury" esige un livello di buone maniere sufficiente a limitare i danni. Tutto molto buono, servizio sollecito anche se in alcuni casi un po' inesperto. Peccato che il brunch venga servito dalle 12.30 e non prima.

sabato 9 dicembre 2023

Milan l'è on gran Milan, Milan cont el cör an man, ecc. ecc.

La Trattoria Sole compie l'opera benemerita non solo di nobilitare un piccolo tratto dell'altrimenti deprimente via Vavassori Peroni (siamo dietro al Politecnico), ma anche di accoglierci in quello che sembra un appartamento d'altri tempi, con le sue credenze e il pavimento d'antan, dove la privacy dei tavoli è garantita dalla scelta elegante di usare dei separé, come purtroppo non si vede fare quasi più. Abbiamo mangiato cotolette ma anche tagliolini, tutto ben fatto e servito con cordiale professionalità. I prezzi sono forse un po' altini (cotoletta a 24 euro), ma si sta tanto bene. Promosso, evviva!

Alla Peppa di Piazza Minniti, invece si mangiano bombette pugliesi (cioè, per i profani, uber-polpette "potenziate" con svariati ripieni e accompagnamenti), e lo si può fare in un dehors sulla strada abbellito da qualche pianta e da un ambiente luminoso che fa dimenticare il traffico all'esterno. Trovandoci in una zona cool di Milano, non si va per il sottile per quanto riguarda i prezzi (3 euro di coperto per quello che vorrebbe essere un posto alla buona), nonostante oltretutto un servizio un po' sbadato. Una bombetta di qua, una bombetta di là, fanno 222 euro in sei, che insomma non essendoci nemmeno ingozzati sono un po' tantini.

L'Antica Osteria Cavallini di via Mauro Macchi è invece uno di quei posti dove si va a mangiare le capesante se paga la ditta, e quindi non si fa troppo caso ai prezzi. La sala/dehors è ampia e luminosa e circondata dal verde delle piante del cortile. Il servizio (e l'atmosfera in generale) è un po' all'antica - inteso come un complimento: ogni tanto fa piacere mangiare senza doversi preoccupare della smemoratezza di qualche giovanotto improvvisato cameriere. Menù per tutti i gusti del cuménda di turno.

Passando in periferia, il Ristorante Erba Brusca sul Naviglio Pavese vuole fare cucina con cura e qualità in un ambiente raccolto (forse fin troppo) anche grazie a un ameno giardinetto. Non si sfugge comunque alla calura estiva, e si posteggia un po' alla rinfusa milanese-style nonostante ci si trovi fuori città. Le scelte del menù sono tutte originali e ben fatte, forse in alcuni casi un po' pretenziose. Servizio professionale e discreto. I prezzi, tutto sommato, non sono alti.

La periferia milanese riserva anche sorprese come la Trattoria Casa Mia a Bruzzano, in fondo alla via privata Alberico Da Barbiano, uno di quei posti work in progress che a Milano paiono non estinguersi mai, congelati all'epoca del ragazzo della via Gluck, dove il cemento continua a mangiarsi gli antichi prati. "Casa Mia" tiene fede al suo nome in quanto sembra che tutti gli avventori siano parenti o amici dei proprietari e, nonostante l'accoglienza e il servizio siano stati professionali, si rimane un po' con circospetti come il pistolero straniero che è entrato nel saloon sbagliato. Si mangiano cotolette e altre specialità di generica "cucina fatta in casa" da trattoria, tu con le striminzite verdure grigliate di contorno e il vicino che si ingozza di fritto misto. Il locale cavernoso è congelato nel tempo in qualche anno agli inizi degli '80, con una serie di ammennicoli e quadri degni di Teomondo Scrofalo: a quanto pare la clientela degli habitué è numerosa e affamata, mentre il forestiero se ne esce perplesso e disorientato com'era entrato.

domenica 2 luglio 2023

Villa Pizzini, Mottarone, Stresa

Bisogna farsi un po' di strada per conquistare il silenzio e il panorama sul Lago Maggiore del giardino di Villa Pizzini, ma il viaggio è ricompensato oltre che dalla location soprattutto dalla cucina, "di montagna" ma sorprendente senza voler essere troppo esotica. Alla sera fa freschino ed è utilizzabile solo la piccola sala interna (una ventina di coperti), mentre i tavoli all'aperto promettono dei bellissimi pranzi con vista. La villa ha anche tre camere che invitano a evitare i tornanti di un eventuale ritorno notturno.

I prezzi ovviamente salgono (5€ di coperto, ricarichi pesantucci sui vini) ma si sa che non si paga solo il cibo. Alcune piccole gaffe fanno ancora sorridere: il "Magatello cotto al rosa, salsa alla monferrina" è, fondamentalmente, vitello tonnato, e ci ricorda il pesce veloce del Baltico di Paolo Conte. La pronuncia "topinàmbur" tradisce una preparazione culinaria più a tavolino che sul campo. Il ceviche pronunciato cevìce tradisce invece semplice ignoranza linguistica: essendo una preparazione sudamericana non può che pronunciarsi sevìce. Bicchierino di sambuca offerto dalla casa, ma calice di champagne ("iniziamo con un bicchiere di bollicine?) a 16 euro. La lista dei vini è chilometrica e servita su un iPad, che non ne facilita granché la lettura.

In ogni caso, evviva per Villa Pizzini e per le fresche sere del Mottarone.

sabato 11 febbraio 2023

Osteria del gallo, Arluno

Evviva evviva per l'Osteria del gallo in Piazza Del Popolo ad Arluno, dove si mangia e beve bene, si spende il giusto (non poco, ma il giusto) e il servizio è professionale e cordiale in egual misura. Non c'è molto da dire più di quanto abbia detto la recensione che mi ha fatto scoprire questo ristorante: "le salette con le volte con i mattoni a vista restituite all’originaria bellezza grazie a una ristrutturazione realizzata in modo magistrale, i tavoli ben distanziati e apparecchiati in modo curato".

Noi abbiamo mangiato un ossobuco che si scioglieva in bocca e, tra l'altro, dei panciotti (ravioli) con totani e polpo, e un filetto al fieno molto invitante. Per una volta, un locale che passa dal mare alla terra senza combinare pasticci. Hurrà anche per i dolci.

C'è qualche posto auto nelle immediate vicinanze.

lunedì 15 agosto 2022

Sarà bello il mare, ma d'estate il lago ancor di più

Tre segnalazioni lacustri.

Di ritorno da una passeggiata in cerca di frescura al Campo dei fiori di Varese siamo incappati nel ristorante pizzeria Al lago di Gavirate, dove abbiamo mangiato pizze buone senza essere "gourmet" ma soprattutto abbiamo apprezzato il servizio più rapido che mi sia mai capitato di vedere in una pizzeria affollata (necessario anche per digerire il coperto a 2,50€). La location non è particolarmente amena (una palazzina riconvertita a ristorante) ma perlomeno c'è un parcheggio riservato proprio davanti al locale.

In centro a Stresa si fa cucina di qualità (e non si paga il coperto) alla Trattoria La botte, con prezzi non economici ma nemmeno stratosferici come purtroppo spesso capita di vedere nel milanese o nelle località turistiche. 16 euro per il carpaccio di polpo, delicato ma saporito, e 16 euro anche per i primi. Dessert sui 9 euro. Servizio gentile, sala non molto spaziosa, qualche tavolino sulla via nella bella stagione. Consigliato.

Ad Arona, invece, per rinfrancarsi dopo la salita alla rocca, ci si accomoda in cima al bar Ristoro corte della rocchetta, dove noi ci siamo limitati all'acqua e menta ma si fanno anche aperitivi con taglieri vari, sicuramente una destinazione da tenere a mente.

domenica 31 ottobre 2021

Al caminetto, Cameri

Evviva evviva per un locale che risolleva il panorama spesso depresso e deprimente della ristorazione "ovestmilanese". Nella non particolarmente ridente Cameri il 25 di agosto approdiamo al Caminetto per ritrovarci unici clienti a pranzo e gustarci in santa pace cannelloni della casa e paniscia, due di quei piatti apparentemente "poveri" e con meno pretese delle varie "delizie" gourmet che ormai ci vengono propinate dietro ogni angolo ma che quando fatti bene ti riaccendono nel cuore l'amore per la cucina italiana.

La calura estiva e i distanziamenti covid hanno fatto allestire al Caminetto un piccolo dehors, al quale consiglio comunque di preferire le salette interne. Si parcheggia con qualche difficoltà nelle vie limitrofe, che, complice forse la desolazione agostana, necessiterebbero di una bella rivisitazione a base di marciapiedi, alberi e ammodernamenti in generale.

Però ci appuntiamo con piacere il Caminetto come una delle migliori cucine della zona e un posto dove fare due chiacchiere cordiali col personale. Torneremo!

giovedì 1 ottobre 2020

Due a Gabiano (Monferrato)

Capita ogni tanto di capitare in quei posti che ti riappacificano col Bel Paese e l'italian way of life che tanto affascina gli stranieri. E quindi l'occasione vale una segnalazione fuori zona.
 
Uno di questi posti è il cafè bistrot La Chance a Gabiano, dove sorseggiare un bicchiere di buon vino affacciati sulle colline monferrine e dove neppure il reggaeton romantico sottoposto forzosamente ai clienti dalle casse dell'hi-fi (per fortuna a volume tollerabile) riesce a disturbare la pace circostante. Ah i piaceri semplici della vita, ah il buon vino, ah la piacevole conversazione, eccetera. Evviva il Monferrato.
 
L'aperitivo al cafè bistrot si è reso necessario a causa del nostro arrivo anticipato alla vera meta della serata, il ristorante 3 Orologi, presso il castello di Gabiano, attrazione turistica di suo, meta di famigliole e non solo per visitarne il famoso (?) labirinto.
Ai 3 Orologi ci si dedica con profitto a spennare turisti nordeuropei che probabilmente se la ridono sotto i baffi pensando a come sono fessi questi italiani che per soli 40 euro ti servono menù di piatti tipici preparati a regola d'arte e ti servono bottiglie di grandi vini a prezzi che al di là delle Alpi ti garantirebbero un bicchiere o due di qualche stramba etichetta.
Uno di quei posti da cui esci non solo strasoddisfatto enograstronomicamente parlando, ma anche pensando che potremmo effettivamente campare tutti quanti semplicemente preparando da mangiare ai tedeschi e mostrando le colline agli olandesi prima di alcolizzarli a botte di malvasia.

domenica 28 luglio 2019

Ilario Vinciguerra Restaurant, Gallarate

Questo è uno degli "intoccabili" della cucina italiana, e quindi si varca la soglia della bella villa incastrata tra le vie di Gallarate con aspettative molto alte.
Chiariamo subito che cucina, servizio e location, ovviamente, sono tutti di alto livello, dai panzerotti di aperitivo, alle mozzarelline, alla calamarata, alla zuppa di pesce, e che la serata esige il dress code delle grandi occasioni. Alcuni piatti sono presentati con virtuosismi quasi circensi, come il "Profumo", tartare di gamberi racchiusa in una palla di plastica da agitare per mescolare il condimento e adagiata su un minuscolo gin tonic d'accompagnamento, o il "Crash" di dolci che vi verrà lanciato sul tavolo, o la misteriosa scatola fumante che abbiamo osservato su altri tavoli. Fortunatamente, oltre alla coreografia c'è anche tanta sostanza.
Detto ciò, alcuni piccoli particolari "di contorno" andrebbero corretti se si vuole continuare a giustificare i 100 e più euro che va a spendere chi non si accontenta di spiluccare: la tenda nera all'ingresso è di classe ma va tenuta impeccabilmente pulita; la musica dance sparata a tutto volume dal dehors rimane inspiegabile visto che questo è rimasto deserto tutto il tempo; la terrazza andrebbe protetta dal rumore della strada adiacente con qualche albero o alta siepe; e soprattutto, trovo delirante permettere ai clienti di fumare: ognuno è libero di buttare i propri soldi come gli pare, ad esempio assaggiando vini da 60 euro a bottiglia con la sigaretta in mano, ma visto che i tavoli in "terrazza" sono a poca distanza uno dall'altro, per il benessere di chi vuole gustarsi il cibo come si deve il fumo andrebbe semplicemente vietato.

domenica 30 giugno 2019

Antico Verbano, Meina

E' un peccato che la statale del Sempione corra così a ridosso dell'acqua in molti tratti sul Lago Maggiore, perché i ristoranti e hotel come l'Antico Verbano trarrebbero grande beneficio da una passeggiata sul lago o anche solo dal poter offrire ai clienti la possibilità di raggiungere il locale senza rischiare di essere investiti.
In una delle serate più afose dell'anno abbiamo cercato refrigerio nel dehors dell'Antico Vergano, dal quale si gode una bella e rilassante vista su Ranco e la rocca di Angera. Purtroppo il tempo è stato inclemente, senza un filo di brezza, cosa che ha un po' rovinato la serata.
Si mangia bene all'Antico Verbano, con un menù degustazione a 42 Euro e piatti sui 16-20. Attingendo a disparati ambiti del repertorio culinario del bel paese, si passa dalla burrata al polipo al calamaro ("alla carbonara"!), con una certa predilezione per i sapori di mare. Tavoli ben distanziati e apparecchiati, tutti i piatti ben presentati e una buona carta dei vini con però solo un paio di scelte al bicchiere. Il panorama si paga con 3,5 Euro di coperto.
All'Antico Verbano manca giusto un pizzico di "direzione" per riuscire a fornire un'esperienza "di lusso": i balconi dell'albergo che si affacciano sul ristorante, il servizio un po' eterogeneo (una ragazza che gestiva ottimamente in inglese i clienti stranieri, una signora un po' più sbrigativa e distratta), e come detto il problema parcheggio.
Detto ciò, se ci sono meno di 30 gradi, è una destinazione da appuntarsi.

sabato 18 maggio 2019

Taverna della Trisa, Milano

Evviva la cucina trentina, evviva i canederli, evviva i prosciutti, evviva le birre e i vini della Taverna della Trisa in via Ferrucci, a due passi da Viale Sempione e poco distante dall'Arco della Pace. Una bella scoperta, nascosta come molte in un angolo di Milano poco attraente, un piccolo ristorante, elegante il giusto, dove rifugiarsi nei sapori rassicuranti e genuini della mai abbastanza lodata cucina regionale italiana.
Servizio professionale e rapido e prezzi onesti (niente coperto!) per un menù non chilometrico che copre tutti i temi principali di questa cucina, dagli affettati alle zuppe al pesce di lago ai formaggi. Si chiude in un abbraccio di dolcezza con sacher e strudel.
Primi piatti sugli 8-9 Euro, dolci sui 4-5. Convenzione col parcheggio a ore situato nella stessa via pochi metri più indietro.
Da segnarsi in agenda, nella categoria "vai sul sicuro".

domenica 24 marzo 2019

Antica Trattoria del Gallo, Gaggiano

[edit 2023] Si mangia sempre bene, ma i prezzi sono aumentati (e a volte, francamente, sono eccessivi).

In realtà non ci troviamo downtown ma bensì nella ridente frazione di Vigano Certosino, pochi chilometri più in campagna rispetto al capoluogo, tranquilli e distanti dalle trafficate statali che portano migliaia di pendolari da e verso Milano.
A marzo ci accoglie un dehors ancora inutilizzabile ma che promette bene per la bella stagione, e qualche posto auto che potrebbe risultare strettino in caso di comitive numerose.
All'interno si viene accolti con professionalità e un sorriso, che non guasta mai, e ci si accomoda in una saletta rustica ma arredata con buon occhio che prepara la mente alla cucina, tipica lombarda preparata con attenzione alla qualità: cotechino e lenticchie, vitello tonnato, insalata russa, riso giallo al salto, tutti nobilitati da una preparazione perfetta. Il pollo ala diavola, "signature dish" del locale, fa temere piccantezze che invece non ci sono, ed è un (mezzo) pollo fritto anch'esso eseguito alla perfezione.
Evviva anche i dolci, cannoncini alla crema deliziosi e crema catalana fatta come si deve, per citarne un paio.
Gli esperti di vino veri e sedicenti possono sbizzarrirsi con un bel librone dal quale scegliere, tra l'altro, anche qualche mezza bottiglia.
Si sta bene e si paga il giusto (niente coperto!): evviva la cucina lombarda fatta come si deve!

sabato 22 settembre 2018

Opificio 313, Novara

Miracolo a Novara. L'Opificio Cucina e Bottega recupera un ex spazio industriale e serve buon cibo, bella atmosfera e ottimo servizio. I diversi spazi del locale offrono un negozio dove acquistare cibi di qualità, un bistrot e un ristorante propriamente detto dove scoprire il sorprendente Pane e Salame, le originali paste e i dolci semplici ma mai banali. Il tutto condito da un servizio sorridente e cordiale e personale con cui fare due chiacchiere alla cassa, un vero e proprio miracolo in quest'epoca di ristoratori seriosi quando non musoni.
Si paga il giusto per una cucina di qualità che vuole intrattenere e soddisfare il cliente senza strafare, che fa digerire persino i 3 Euro di coperto. Finalmente un posto dove si mangia bene senza darsi troppe arie, un posto moderno senza essere per forza hipster, amichevole senza essere caciarone. Evviva l'Opificio!
Si posteggia di fronte al supermercato sull'altro lato della strada.

venerdì 21 settembre 2018

Osteria Santa Maria, Abbiategrasso

In un'area gastronomicamente disastrata come l'ovest milanese fa piacere andare in Vicolo (non Via!) Santa Maria 4 ad Abbiategrasso per una serata di buona cucina e chiacchiere in una delle salette del ristorante omonimo. Si mangia bene, senza follie moderne e con qualche piatto tradizionale, e si può bere bene anche grazie ai gentili consigli del personale. Nel giovedì sera di agosto che abbiamo scelto il ristorante sembrava frequentato più che altro da habituè, di quelli che danno del tu al personale e ti fanno sentire un pochino in imbarazzo. Le sale sono calde e accoglienti, il servizio è professionale e l'atmosfera è quella del ristorante di lusso che però non vuole darsi troppe arie, molto bene! Data la qualità, i prezzi sono più che accessibili, e viene voglia di tornare. Evviva!

sabato 10 febbraio 2018

Molo 56, Pietra Ligure

Lo abbiamo snobbato per anni perché alla sera è sempre molto affollato e la dicitura "pizzeria" (con forno elettrico) ci scoraggiava. Abbiamo finalmente provato a pranzo questo piccolo ristorante al termine del lungomare di Pietra e siamo rimasti gradevolmente sorpresi! I prezzi non sono abbordabili per la classica pausa pranzo, ma le trofie con carciofi e calamaretti spillo a 20 Euro sono deliziose e arrivano in una bella porzione abbondante. Tutto quanto è stato perfetto: il cappon magro (accompagnato da tre gamberi freschissimi), il millefoglie di rombo, le capesante. Trascinati dalla bontà dei piatti, non abbiamo potuto esimerci dai dolci, anch'essi molto buoni, tortino alle amarene e cioccolato, e zabaglione al porto.
Il locale ha una quarantina di coperti, ben arredato, ed è molto luminoso grazie alle vetrate che fanno da pareti. Parcheggio a pagamento a pochi metri. Servizio professionale e discreto.
Si spendono sui 45-50 Euro a testa per un pranzo da re antipasto-primo-dolce, senza vino.

domenica 20 agosto 2017

Il Portale, Verbania Pallanza

Ieri sera l'evento di street food (una volta si chiamavano sagre, boh) garantiva la completa pedonalizzazione del lungolago di Pallanza ma anche grandi difficoltà di parcheggio e la cacofonia generata dai vari stand internazionali che competevano a suon di salsa, revival, discodance e chi più ne ha più ne metta.
La cacofonia, fortunatamente a distanza di sicurezza, a tratti ha raggiunto apici esilaranti creando remix e mash-up involontari, e ha allietato la nostra serata nel dehors del Portale, dove, mentre la folla faceva il pieno di hamburger e churrasco, il personale al completo era al nostro servizio a riempir bicchieri, portare stuzzichini e cambiare posate senza soluzione di continuità, tipo Downton Abbey.
Al Portale non solo si possono ordinare piatti da re, ma vengono serviti pre-antipasti da applausi (i macaroon e i "baci di dama" salati) e una "piccola pasticceria" insieme al caffè che da sola vale come secondo dessert.
Abbiamo goduto dell'interpretazione della casa del vitello tonnato, degli gnocchi di patate viola, di un perfetto filetto di fassone e dei ravioli di camembert di bufala. Per chiudere, zabaione al ratafià e il "caffelatte", una specie di cugino del tiramisù.
Si finisce sui 100 Euro a testa, avendo fatto attenzione a districarsi nella lista dei vini per scansare i baroli da 500 Euro a bottiglia e gli champagne da 700.
Tutto perfetto dall'inizio alla fine (non siamo neanche entrati all'interno, però!) e applausi a scena aperta.

sabato 10 giugno 2017

Ristorante della commenda, Morimondo

[Edit 2023: chiuso]
[Edit 2021: purtroppo il ristorante ha cambiato gestione e approccio alla cucina]
 
Morimondo è un minuscolo borgo aggrappato alla sua abbazia e assediato da schiere di anonime villette. Da visitarsi rigorosamente solo fuori stagione o almeno evitando il fine settimana, è possibile godersi la vista della e dalla abbazia (sempre cercando di dimenticarsi le villette) e farsi un aperitivo nella piazzetta a pochi passi di distanza.
Poche vie più in là c'è il Ristorante della commenda, altra via di fuga dall'anonimia delle vie circostanti, col suo vialetto d'ingresso che vi porta al locale, ricavato da quelli che un tempo erano i portici di una casa di signori di campagna, forse ricovero per cavalli o magari piccole stalle.
In questo elegante ristorante ci si rilassa e si mangia da re, scegliendo alla carta o tra alcuni menù a degustazione. Qui il Sud Italia è salito al Nord ma senza il fare spaccone di certi menù fondamentalisti. Qui ci sono i gamberi, la burrata, la bottarga, ma anche il gorgonzola, il lardo e il risotto, tutto unito e rivisitato con grande naturalezza e risultati da 10 in pagella.
Su tutto, in una serie di dessert già superlativa ("Tiramisud"), svetta il Pane Burro E Zucchero: per chi come me faceva merenda con la fetta di pane, una generosa spalmata di burro e un'altrettanto generosa spolverata di zucchero, la tentazione è irresistibile. Questa rivisitazione è da applauso, da lacrime agli occhi, da ovazione, da... ordinare due dessert perchè il primo che avevi scelto non era il Pane Burro E Zucchero.
Entusiasmo alle stelle per il Pane Burro E Zucchero.

domenica 18 dicembre 2016

Crotto Valtellina, Malnate

No, non è in Valtellina. Malnate è alle porte di Varese, a pochi chilometri dal confine svizzero. Il "crotto" è l'antro naturale che, a giudicare dalla vecchia foto sul menù, ospitava tavolate all'aperto e che oggi rimane alle spalle del moderno ristorante. Il menù invece non tradisce il nome ed è un trionfo di pizzoccheri, salumi, sciatt, formaggi, tzigoiner, padelade e chi più ne ha più ne metta, Si mangia bene e si è serviti bene in un bel ristorante che propone una cucina "rustica" che non ha bisogno di essere nobilitata ma che certo gode del locale ben arredato e della tavola ben presentata. Le porzioni, come si conviene per questa cucina, sono più che soddisfacenti, incluso un benemerito bis di pizzoccheri. 
Naturalmente il mondo non è perfetto e quindi tutto questo ben di dio lo si paga non poco. Pur con vini dai ricarichi non esagerati, si finisce facilmente sopra i 100 Euro a testa, coi primi sui 15 Euro e i secondi ampiamente sopra i 20. Buoni anche i dolci (sugli 8 Euro). Peccato per il coperto (ben 3,5 Euro), che continua ad essere un'antipatica (in quanto inutile) abitudine di molti ristoratori.
Si parcheggia a fianco del locale imboccando con fiducia la stradina in salita che porta al livello superiore del parcheggio.