Mangiare fuori casa a ovest di Milano, senza grosse pretese. Posti grezzi ma a volte anche di lusso.
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venerdì 26 dicembre 2025
Piccolo lago, Verbania
sabato 15 febbraio 2025
Piatto d'oro, Furato Inveruno
Pochi posti dicono "ristorante vecchio stampo" come il Piatto d'oro di Furato. Il fatto è che di questi tempi "vecchio stampo" è il miglior complimento che si possa fare a un ristorante: tempi di pretenziosi ristoranti stellati, di rivisitazioni, di reinvenzioni, di sterili equilibrismi culinari pagati a prezzo d'oro, di camerieri impreparati o invadenti, di piatti con venti ingredienti declamati a tutto il tavolo...
Ecco, di questi tempi, al Piatto d'oro si trova cucina lombarda fatta come si deve e qualche sorpresa inaspettata (il coccodrillo!), si trova un servizio celere, professionale, attento e cordiale, si trovano tavoli ben distanziati, e si trovano prezzi più che onesti. Entrando, si trova il bar sulla destra e la grande sala sulla sinistra, e ce n'è un'altra sotto.
Non si trovano sale arredate come se fossero il ponte di comando di Star Trek, non si trovano tavoli di cristallo, non si trovano scomode sedie di design. Insomma, c'è tutto quello che serve per fare un buon ristorante. Lunga vita al Piatto d'oro!
sabato 4 maggio 2024
Osteria del balabiott, Milano
Con l'attuale grande inflazione di ristoranti "autentici milanesi", ogni volta si varca la soglia con timore e sospetto. Fortunatamente, al Balabiott di via Dezza Piazza Vesuvio ci si siede ai tavoli sotto la protezione di Fo-Gaber-Jannacci e si mangia e beve bene, nonostante le salette possano diventare un po' affollate. C'è un soppalco dove sarete un po' più distanti dagli sguardi della cameriera ma potrete stare più tranquilli. A proposito della trinità menzionata prima, finalmente (?) i ristoranti milanesi possono competere coi maradona-pulicinella-totò-troisi-daniele affissi alle pareti di quelli napoletani: ponzoni-pozzetto-boldi-teocoli-vanoni-rame sono infine canonizzati, immortalati e affissi anche loro.
Sul menù non c'è molto da dire, c'è tutto quello che ci si aspetta, incluso un servizio veramente "milanese": serio ma non algido, cordiale alla bisogna ma mai caciarone, disponibile ma non ruffiano. Arrivati a metà aprile, abbiamo afferrato una delle ultime casöle e persino una fetta di panettone. Il locale non vuole fare il finto-osteria-di-una-volta, ed è un bene. Coperto a 3 euro e primi sui 19.
domenica 10 marzo 2024
Brunch allo Sheraton Diana Majestic, Milano
Per 60 euro (alcolici esclusi) ci si può rimpinzare col brunch a buffet del Diana Majestic, albergo di lusso a due passi da Porta Venezia, classica location milanese che nasconde il proprio giardino dietro la facciata esposta al soffocante traffico cittadino.
All'interno, appunto, affacciati sul giardino interno, si assapora un po' di lusso e un abbondante assortimento di colazione-pranzo a buffet, incluse due postazioni con servizio per omelette e pietanze varie.
Non si sfugge nemmeno qui alle famigliole con poppanti e mocciosi assortiti, ma fortunatamente l'atmosfera "luxury" esige un livello di buone maniere sufficiente a limitare i danni. Tutto molto buono, servizio sollecito anche se in alcuni casi un po' inesperto. Peccato che il brunch venga servito dalle 12.30 e non prima.
sabato 9 dicembre 2023
Milan l'è on gran Milan, Milan cont el cör an man, ecc. ecc.
La Trattoria Sole compie l'opera benemerita non solo di nobilitare un piccolo tratto dell'altrimenti deprimente via Vavassori Peroni (siamo dietro al Politecnico), ma anche di accoglierci in quello che sembra un appartamento d'altri tempi, con le sue credenze e il pavimento d'antan, dove la privacy dei tavoli è garantita dalla scelta elegante di usare dei separé, come purtroppo non si vede fare quasi più. Abbiamo mangiato cotolette ma anche tagliolini, tutto ben fatto e servito con cordiale professionalità. I prezzi sono forse un po' altini (cotoletta a 24 euro), ma si sta tanto bene. Promosso, evviva!
Alla Peppa di Piazza Minniti, invece si mangiano bombette pugliesi (cioè, per i profani, uber-polpette "potenziate" con svariati ripieni e accompagnamenti), e lo si può fare in un dehors sulla strada abbellito da qualche pianta e da un ambiente luminoso che fa dimenticare il traffico all'esterno. Trovandoci in una zona cool di Milano, non si va per il sottile per quanto riguarda i prezzi (3 euro di coperto per quello che vorrebbe essere un posto alla buona), nonostante oltretutto un servizio un po' sbadato. Una bombetta di qua, una bombetta di là, fanno 222 euro in sei, che insomma non essendoci nemmeno ingozzati sono un po' tantini.
L'Antica Osteria Cavallini di via Mauro Macchi è invece uno di quei posti dove si va a mangiare le capesante se paga la ditta, e quindi non si fa troppo caso ai prezzi. La sala/dehors è ampia e luminosa e circondata dal verde delle piante del cortile. Il servizio (e l'atmosfera in generale) è un po' all'antica - inteso come un complimento: ogni tanto fa piacere mangiare senza doversi preoccupare della smemoratezza di qualche giovanotto improvvisato cameriere. Menù per tutti i gusti del cuménda di turno.
Passando in periferia, il Ristorante Erba Brusca sul Naviglio Pavese vuole fare cucina con cura e qualità in un ambiente raccolto (forse fin troppo) anche grazie a un ameno giardinetto. Non si sfugge comunque alla calura estiva, e si posteggia un po' alla rinfusa milanese-style nonostante ci si trovi fuori città. Le scelte del menù sono tutte originali e ben fatte, forse in alcuni casi un po' pretenziose. Servizio professionale e discreto. I prezzi, tutto sommato, non sono alti.
La periferia milanese riserva anche sorprese come la Trattoria Casa Mia a Bruzzano, in fondo alla via privata Alberico Da Barbiano, uno di quei posti work in progress che a Milano paiono non estinguersi mai, congelati all'epoca del ragazzo della via Gluck, dove il cemento continua a mangiarsi gli antichi prati. "Casa Mia" tiene fede al suo nome in quanto sembra che tutti gli avventori siano parenti o amici dei proprietari e, nonostante l'accoglienza e il servizio siano stati professionali, si rimane un po' con circospetti come il pistolero straniero che è entrato nel saloon sbagliato. Si mangiano cotolette e altre specialità di generica "cucina fatta in casa" da trattoria, tu con le striminzite verdure grigliate di contorno e il vicino che si ingozza di fritto misto. Il locale cavernoso è congelato nel tempo in qualche anno agli inizi degli '80, con una serie di ammennicoli e quadri degni di Teomondo Scrofalo: a quanto pare la clientela degli habitué è numerosa e affamata, mentre il forestiero se ne esce perplesso e disorientato com'era entrato.
domenica 2 luglio 2023
Villa Pizzini, Mottarone, Stresa
Bisogna farsi un po' di strada per conquistare il silenzio e il panorama sul Lago Maggiore del giardino di Villa Pizzini, ma il viaggio è ricompensato oltre che dalla location soprattutto dalla cucina, "di montagna" ma sorprendente senza voler essere troppo esotica. Alla sera fa freschino ed è utilizzabile solo la piccola sala interna (una ventina di coperti), mentre i tavoli all'aperto promettono dei bellissimi pranzi con vista. La villa ha anche tre camere che invitano a evitare i tornanti di un eventuale ritorno notturno.
I prezzi ovviamente salgono (5€ di coperto, ricarichi pesantucci sui vini) ma si sa che non si paga solo il cibo. Alcune piccole gaffe fanno ancora sorridere: il "Magatello cotto al rosa, salsa alla monferrina" è, fondamentalmente, vitello tonnato, e ci ricorda il pesce veloce del Baltico di Paolo Conte. La pronuncia "topinàmbur" tradisce una preparazione culinaria più a tavolino che sul campo. Il ceviche pronunciato cevìce tradisce invece semplice ignoranza linguistica: essendo una preparazione sudamericana non può che pronunciarsi sevìce. Bicchierino di sambuca offerto dalla casa, ma calice di champagne ("iniziamo con un bicchiere di bollicine?) a 16 euro. La lista dei vini è chilometrica e servita su un iPad, che non ne facilita granché la lettura.
In ogni caso, evviva per Villa Pizzini e per le fresche sere del Mottarone.
sabato 11 febbraio 2023
Osteria del gallo, Arluno
Evviva evviva per l'Osteria del gallo in Piazza Del Popolo ad Arluno, dove si mangia e beve bene, si spende il giusto (non poco, ma il giusto) e il servizio è professionale e cordiale in egual misura. Non c'è molto da dire più di quanto abbia detto la recensione che mi ha fatto scoprire questo ristorante: "le salette con le volte con i mattoni a vista restituite all’originaria bellezza grazie a una ristrutturazione realizzata in modo magistrale, i tavoli ben distanziati e apparecchiati in modo curato".
Noi abbiamo mangiato un ossobuco che si scioglieva in bocca e, tra l'altro, dei panciotti (ravioli) con totani e polpo, e un filetto al fieno molto invitante. Per una volta, un locale che passa dal mare alla terra senza combinare pasticci. Hurrà anche per i dolci.
C'è qualche posto auto nelle immediate vicinanze.
lunedì 15 agosto 2022
Sarà bello il mare, ma d'estate il lago ancor di più
Di ritorno da una passeggiata in cerca di frescura al Campo dei fiori di Varese siamo incappati nel ristorante pizzeria Al lago di Gavirate, dove abbiamo mangiato pizze buone senza essere "gourmet" ma soprattutto abbiamo apprezzato il servizio più rapido che mi sia mai capitato di vedere in una pizzeria affollata (necessario anche per digerire il coperto a 2,50€). La location non è particolarmente amena (una palazzina riconvertita a ristorante) ma perlomeno c'è un parcheggio riservato proprio davanti al locale.
In centro a Stresa si fa cucina di qualità (e non si paga il coperto) alla Trattoria La botte, con prezzi non economici ma nemmeno stratosferici come purtroppo spesso capita di vedere nel milanese o nelle località turistiche. 16 euro per il carpaccio di polpo, delicato ma saporito, e 16 euro anche per i primi. Dessert sui 9 euro. Servizio gentile, sala non molto spaziosa, qualche tavolino sulla via nella bella stagione. Consigliato.
Ad Arona, invece, per rinfrancarsi dopo la salita alla rocca, ci si accomoda in cima al bar Ristoro corte della rocchetta, dove noi ci siamo limitati all'acqua e menta ma si fanno anche aperitivi con taglieri vari, sicuramente una destinazione da tenere a mente.
domenica 31 ottobre 2021
Al caminetto, Cameri
La calura estiva e i distanziamenti covid hanno fatto allestire al Caminetto un piccolo dehors, al quale consiglio comunque di preferire le salette interne. Si parcheggia con qualche difficoltà nelle vie limitrofe, che, complice forse la desolazione agostana, necessiterebbero di una bella rivisitazione a base di marciapiedi, alberi e ammodernamenti in generale.
Però ci appuntiamo con piacere il Caminetto come una delle migliori cucine della zona e un posto dove fare due chiacchiere cordiali col personale. Torneremo!
giovedì 1 ottobre 2020
Due a Gabiano (Monferrato)
Uno di questi posti è il cafè bistrot La Chance a Gabiano, dove sorseggiare un bicchiere di buon vino affacciati sulle colline monferrine e dove neppure il reggaeton romantico sottoposto forzosamente ai clienti dalle casse dell'hi-fi (per fortuna a volume tollerabile) riesce a disturbare la pace circostante. Ah i piaceri semplici della vita, ah il buon vino, ah la piacevole conversazione, eccetera. Evviva il Monferrato.domenica 28 luglio 2019
Ilario Vinciguerra Restaurant, Gallarate
domenica 30 giugno 2019
Antico Verbano, Meina
sabato 18 maggio 2019
Taverna della Trisa, Milano
domenica 24 marzo 2019
Antica Trattoria del Gallo, Gaggiano
All'interno si viene accolti con professionalità e un sorriso, che non guasta mai, e ci si accomoda in una saletta rustica ma arredata con buon occhio che prepara la mente alla cucina, tipica lombarda preparata con attenzione alla qualità: cotechino e lenticchie, vitello tonnato, insalata russa, riso giallo al salto, tutti nobilitati da una preparazione perfetta. Il pollo ala diavola, "signature dish" del locale, fa temere piccantezze che invece non ci sono, ed è un (mezzo) pollo fritto anch'esso eseguito alla perfezione.sabato 22 settembre 2018
Opificio 313, Novara
venerdì 21 settembre 2018
Osteria Santa Maria, Abbiategrasso
sabato 10 febbraio 2018
Molo 56, Pietra Ligure
domenica 20 agosto 2017
Il Portale, Verbania Pallanza
Al Portale non solo si possono ordinare piatti da re, ma vengono serviti pre-antipasti da applausi (i macaroon e i "baci di dama" salati) e una "piccola pasticceria" insieme al caffè che da sola vale come secondo dessert.
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