Categorie

abbiategrasso (3) acqui (2) albairate (3) angera (4) aperitivo (2) arese (1) arluno (3) arona (7) ascona (1) asmonte (1) assago (1) baggio (2) bar (1) bareggio (2) basiglio (1) bellinzago (1) bernate (2) bestazzo (1) birra (14) boffalora (3) bollate (2) bonarda (118) brinzio (1) brugherio (1) brunch (8) buonricordo (1) buscate (2) busto arsizio (4) cameri (1) camogli (1) cardano (1) carne (8) carpenzago (1) casale monferrato (1) case nuove (1) casorezzo (2) cassina nuova (1) castano (4) castellanza (1) castellazzo bormida (1) castellazzo di bollate (1) castelletto di cuggiono (4) castelletto ticino (1) casterno (1) cavaria con premezzo (1) celiachia (1) cerano (1) ceriale (1) cerro maggiore (2) champagne (40) cinese (9) cisano (1) cisliano (1) como (1) corbetta (7) cornate (1) corsico (3) cuggiono (9) dulzago (1) farinata (1) formazza (1) furato (1) gabiano (1) gaggiano (1) gallarate (5) galliate (2) gavirate (1) gelato (2) giapponese (1) greco (2) hamburger (6) Hors catégorie (1) indiano (2) intra (3) inveruno (5) kaputt (3) laveno mombello (2) legnano (4) lesa (2) levante (1) libano (3) Liguria (30) live (2) lonate pozzolo (6) maddalena (1) magenta (20) malnate (1) malpensa (1) malvaglio (1) marcallo (1) Masone (1) meina (1) melzo (1) mergozzo (1) mesero (1) mex (17) milano (76) milanofiori (1) modena (1) morimondo (2) mxp (1) novara (9) oleggio castello (1) orta (3) ossona (5) ovada (1) pallanza (1) panperduto (1) pero (1) perù (1) pesce (30) piemonte (6) pietra ligure (1) pizza (112) pogliano (3) ponente (25) pontenuovo (1) pontevecchio (3) pregnana milanese (1) ranco (1) rescaldina (1) rho (1) riazzolo (1) robecchetto (4) robecco (6) romano (2) rozzano (2) sacconago (1) sardegna (1) sesto calende (3) settimo milanese (1) siria (1) somma lombardo (5) sozzago (1) stresa (9) sushi (4) svizzera (1) thai (1) tornaco (1) tornavento (6) trecate (1) trentino (2) trezzano (3) turbigo (5) valeggio sul mincio (1) varese (2) vegetariano (2) verbania (5) vietnam (1) vigano (1) vigevano (1) vittuone (4) wannabe (148)
Visualizzazione post con etichetta mex. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mex. Mostra tutti i post

sabato 5 ottobre 2024

Mezca, Milano

La ricerca di un buon ristorante messicano ci porta in zona Arco della pace per la solita visita infrasettimanale alle 19.30, che ci garantisce il locale deserto e una relativa tranquillità. Il Mezca si adegua allo stile "cool" milanese fatto di pareti nere e arredamento moderno, e infila qua e là qualche particolare per ricordarci che siamo qui per ingozzarci di nachos. La musica ci mette un po' a sintonizzarsi su qualcosa di caraibico adatto al menù, ma rimarrà il dubbio se in caso di maggiore affluenza saremmo rimasti sull'orrenda dance che ci aveva accolto all'apertura.

Si mangia bene. La carne era ben cotta e saporita, i nachos ben conditi, e i margarita non lesinavano in tequila. Il servizio è stato rapido e cordiale - ricordiamo però che erano le 20 di un martedì sera.

I prezzi, come ormai quasi ovunque a Milano, sono stratosferici, coi margarita a 12 euro, i mini churros a 7, e le fajitas a 28: per carità, tanta carne, però...

Comunque torneremo, perché siamo stati bene.

domenica 1 aprile 2018

Etnici a Milano

La Parrilla è un "mexican restaurant & meat specialties" su Corso Sempione che promette musica ed eventi per famigliole e tamarri d'ogni età, e accoglie i clienti con l'overload cromatico tipico dei ristoranti messicani "ripuliti" di casa nostra, che in questo caso comprende anche il personale. Si mangia bene, anche se le fajitas erano decisamente troppo salate. Tutto quanto sembra fatto in casa, incluse le tortillas rimaste un po' crude.  Porzioni abbondanti. Otto euro per i nachos, sedici per l'enchilada. Da riprovare. Parcheggio ovviamente impossibile.
L'ineffabile Indian Restaurant Taste of India di Via Panfilo Castaldi 42 è stata una scoperta per via di voucher che altrimenti difficilmente avrebbe attirato la nostra attenzione. Il locale e il servizio sono estremamente alla buona, e la presenza di commensali di origine indiana dovrebbe garantire sulla qualità del cibo. Non si rimane certo a bocca aperta per le invenzioni dello chef, ma si va sul sicuro con l'usuale vasta scelta di piatti e di risi e naan per accompagnarli. Ci si sazia con meno di 30 Euro a testa e si gode delle spericolate traduzioni in italiano e inglese presenti nel menù. Via Castaldi è piena di ristoranti di ogni tipo e ovviamente parcheggiare è impossibile.
Eravamo stati al ristorante libanese Trattoria Accademia (in Via Accademia, 53) anni fa e il mio ricordo era migliore. Il locale è sempre lo stesso, arredato senza pretese e con vecchie foto del Libano alle pareti. Il cibo, pur essendoci limitati alle sole mezze (taboulè, hummus, moutabbal, ecc.), mi è sembrato senza infamia nè lode. Però quando uno è in crisi d'astinenza di hummus, bisogna provvedere. Il servizio è gentile e la zona un po' fuori mano permette di trovare parcheggio nelle vicinanze.

sabato 23 dicembre 2017

Calavera, Milano

Non ci siamo ancora. Il centro commerciale CityLife ha aperto da poco ed è comprensibile che i locali dell'area ristorazione stiano ancora aggiustando il tiro. Il Calavera è un sedicente "fresh mex", luminoso e accogliente, che non indugia sul tema funebre ma anzi limita il "mood" messicano solo a una serie di simpatici poster di film vintage di luchadores.
Non ci hanno entusiasmati nè l'enorme burrito (in parte tiepido, in parte freddo, 10 Euro) nè i tacos, e non si capisce perché pagare 1 Euro di coperto quando il coperto non c'è.
Il servizio è giovane e sollecito e ci sarà tempo per aggiustare le cose.

sabato 26 marzo 2016

Liguria 2015

Ormai al quinto anno di soggiorno autunnale sulla riviera di ponente le "scoperte" si riducono di numero e ci si affida sempre di più ai locali provati negli anni precedenti.

Tra gli immancabili, nella categoria "ruspanti" ci sono sempre: la pizzeria Mamma Mia in Piazza Martiri della Libertà a Pietra, col suo ambiente rustico, il servizio gentile e la pizza al tagliere alta e morbida; il Buon Boccone a Loano, gastronomia per ghiottoni con tavoli all'aperto protetti dal vento; la pizzeria La Betulla a Finale, che quest'ultimo anno però ci ha lasciato un ricordo un po' troppo persistente sotto forma di odore di cucina e ci ha spinti verso l'adiacente I Sapori, che propone una buona pizza allo stracchino ma purtroppo non è risultata meno "profumata"; il tex-mex The Ranch tra Pietra e Loano, nel quale spesso risulta insiegabilmente difficile farsi assegnare un tavolo comodo anche quando il locale è vuoto; il Café des artistes a Pietra, il bar più carino della zona, dove sparlare dei passanti crogiolandosi al sole con un buon cappuccino.

Tra le novità: abbiamo provato la pizzeria La Lanterna ad Alassio, pizza non male e un locale troppo angusto ma praticamente sulla spiaggia; delusione per i prezzi salatissimi del ristorante-pizzeria Da Max sul lungomare di Pietra; panini ben fatti al bar La Playa a Borgio Verezzi, direttamente sul mare, a dire il vero l'unico punto di ristoro all'orizzonte dopo una passeggiata un po' impegnativa.

Salendo di livello, siamo tornati al ristorante Bei Gisela in Via Colombo a Finale dove con 30 Euro a testa si mangia e beve bene in un ambiente tranquillo e curato.
La sedicente "antica osteria" La Sosta a Laigueglia quest'anno ci ha invece convinti meno che in passato, con un menù a prezzo fisso da 20 Euro che però lasciava molto a desiderare per ingredienti (pesto anonimo) e porzioni (fritto misto sparuto); giornata no anche per il Ristorante Antica Osteria Saracena Del Bergallo (sic) dove menù, servizio e prezzi (92 Euro in due) non sono stati all'altezza della location e del panorama: piatti mancanti, servizio distratto, polpo, coniglio e ravioli tutti purtroppo abbastanza anonimi.

La new entry è l'Osteria Colla Micheri, nella frazione omonima di Andora, sopra Laigueglia, ottima scusa per una piccola gita con passeggiata a Capo Mele, offre un menù fisso a 25 Euro; 

Si fa grande cucina al ristorante La Voglia Matta nelle viuzze di Voltri, dove i prezzi lievitano di conseguenza ma si mantengono sui 50 Euro a testa; nelle vie del centro storico di Borgio abbiamo mangiato, tra l'altro, un cappon magro da applausi Da Casetta, con le sue due sale caratteristiche (sui 30-40 euro a testa); per concludere, è immancabile la visita al Doc di Borgio: gustarsi la tranquillità del sole di Novembre sul dehors della bella villa tra i profumi di mentuccia e di agrumi assaporando quel pesce che si scioglie in bocca non ha prezzo.


domenica 10 gennaio 2016

Tourlé, Ossona

A Ossona, sulla provinciale, è impossibile non notare il Tourlé, ristorante "grill" pizzeria con accenni di tex-mex (nachos, fajitas e hamburger). Alla sera, se non si arriva sul presto, un certo brivido è garantito dal dover attraversare la strada dopo aver parcheggiato; il locale è enorme, luminoso e affollato.
La privacy dei clienti è garantita dal rumore di fondo delle decine di tavolate e dalla TV che trasmette le obbligatorie canzoni insulse di MTV o le partite di calcio.
Il servizio si è rivelato estremamente efficiente nonostante la grande affluenza, e ha persino superato brillantemente la prova "della seconda birra", quella dove normalmente il cameriere scompare dopo che gli avete ordinato la seconda birra e vi lascia con la lingua felpata a guardare la pizza che si raffredda.
Abbiamo ordinato un piatto di nachos (del sacchetto, ma non male; 5 Euro) e due margherite (5 Euro) servite su tagliere, che seppur buone ci hanno un po' sorpreso per le dimensioni ridotte e la forma bislunga.
A quanto pare il piatto forte del locale è il giropizza (12 Euro con una bevanda e il caffè inclusi, tutto sommato onesto; 17 Euro con la birrazza da un litro), oltre all'organizzazione di feste ed "eventi" (al nostro arrivo all'ingresso s'erano appena conclusi i festeggiamenti per un battesimo, a giudicare dall'allestimento).
Non abbiamo provato altro, ma la velocità del servizio ci ha convinti a tornare prossimamente per provare qualcuno i suddetti piatti "grill"/"tex-mex". Vista la folla, eviteremo i fine settimana, e anche i martedì, quando i bambini mangiano gratis ed è quindi prevedibile un'invasione di famigliole urlanti; se non sbaglio il mercoledì c'è un'offerta sugli hamburger.
Coperto a 1,50, che credo venga abbuonato a chi fa il giropizza.

giovedì 23 aprile 2015

Milano caput mundi

Due rapide segnalazioni di posti per così dire "etnici" visitati recentemente.
Il primo è il ristorante cinese Wangjiao all'inizio di Via Padova, a due passi da Piazzale Loreto. La zona pullula di locali delle più svariate etnie, dove la fanno da padrone il Sud America e l'Estremo Oriente. A fianco del Wangjiao c'è un piccolo locale di latinos dove a quanto pare si fanno solo piatti a base di pollo, e appena dopo un altro cinese. Il Wangjiao (che sul bigliettino presenta anche la scritta "The Corner Milano Uno" e altri due indirizzi sul retro) attira l'attenzione per 1) la mancanza degli involtini primavera in menù, 2) la predominanza di cinesi tra gli avventori e 3) lo stile del locale che oserei definire "industrial" in quanto in pratica tutto l'arredamento consiste in un muretto di forati di cemento che divide la sala in due. Ci sono tavolini per tutti i gusti, dalla coppia ai piccoli gruppi, e il solito menù chilometrico che fortunatamente, oltre ai soliti pollo alle mandorle e compagnia, offre anche la possibilità di fare scoperte interessanti. Abbiamo mangiato bene e a sazietà, per il solito prezzo economico anche se non proprio stracciato. Personale gentile, piatti serviti alla rinfusa e un'atmosfera ruspante poco adatta alle due schizzinosone che ci sono sedute poco distante da noi: se vi dà fastidio sedervi vicino a dei cinesi allora forse è meglio se ve ne state a casa. Si sono dimenticati di farci lo scontrino. Consigliato.
E' stata una mezza delusione la visita al Grand Canyon, classico locale tex-mex su Viale Certosa a poca distanza dal Cimitero Maggiore. Arrivato evidentemente un po' in anticipo (le 19) sull'orario di punta, mi sono accomodato sui divanetti esterni senza che nessuno si preoccupasse della mia presenza; arrivato l'amico che stavo aspettando, abbiamo recuperato il cameriere (cuoco? padrone?) e siamo riusciti a farci servire una Corona e un piatto di fajitas per due dal salatissimo prezzo di 20 Euro, considerate le dimensioni della porzione, che definirei senza esitazioni "singola". Oltre ai divanetti, ci sono un paio di tavoli all'esterno sul non ridente Viale Certosa, mentre il "grosso" del locale è formato dall'interno e, evidentemente, dal giardino sul retro che però non abbiamo visionato. Va bene che era mercoledì sera in una zona non propriamente frequentatissima, ma l'accoglienza è stata particolarmente fredda. Credo che prima o poi lo riproverò, prestando attenzione ai prezzi: 5 Euro tondi tondi per la bottiglietta di Corona.

giovedì 1 gennaio 2015

Liguria autunno 2014

Come ogni anno mi appunto i ristoranti e i locali vari che abbiamo provato durante la nostra permanenza in riviera.
A Loano siamo finalmente andati a U Piccin, nel borgo Castello, dove abbiamo potuto finalmente provare, con gran soddisfazione, la pasta fatta in casa. Le viette del borgo, specialmente la sera, forniscono una cornice da cartolina; il locale è piccolo ma non minuscolo, elegante ma non formale, e il servizio alquanto cordiale. Prezzi non popolari ma tutto sommato nella media; ovviamente l'auto va lasciata poco distante. Torneremo.
Per quanto riguarda i locali più piccoli, a Loano ha aperto sul lungomare la gelateria Rivareno, che propone gusti originali e golosi (cioccolato e sale!), finalmente qualcosa di diverso dagli altri millemila gelatai intenti a contendersi la clientela più "tradizionalista". Sempre sul lungomare, l'Olivier's Pub serve gli aperitivi (i soliti cocktail, o vino) al tavolo corredati da un piccolo tagliere di salumi e altri stuzzichini; buono e indicato per osservare la clientela degli habitué (come peraltro in quasi tutti gli altri bar del lungomare). A Pietra, in Via Garibaldi (in piazza, in verità) c'è invece Le Café Des Artistes, un bar molto carino, con libri, fotoritratti e altri ammennicoli alle pareti, che invita al relax e a gustarsi qualcosa in più di un semplice caffè.
Sempre a Pietra, torniamo sempre volentieri alla Pizzeria Mamma Mia, un locale senza pretese in Piazza Martiri della Libertà che però sforza belle pizzone spesse servite su un tagliere. Abbiamo cercato di stare il più possibile alla larga dal bar "figo" che ha aperto dall'altra parte della piazza e spara la sua musica truzza oltre che sugli splendidi clienti anche sui malcapitati passanti. Abbiamo invece finalmente provato l'Osteria Loco, a pochi passi dal Mamma Mia, un locale minuscolo (con tavolini anche all'esterno, ovviamente) con un po' di sapore greco-marinaro e una buona cucina casalinga di mare. Torneremo, sperando nel bel tempo per mangiare fuori, perché non consiglierei l'interno se più di un paio di tavoli fossero occupati. Tutti questi, naturalmente, si raggiungono a piedi, lasciando ad esempio l'auto sul lungomare.
Siamo tornati ovviamente anche alla gastronomia Al Buon Boccone, a Loano a fianco della gelateria menzionata prima: porzioni abbondanti, buona qualità, gestione famigliare e prezzi modici! Sempre a Loano, finiamo relativamente spesso in via Boragine all'Ostaia Marchesi (anche se non abbiamo mai provato gli "assaggi brasiliani" pubblicizzati all'ingresso), perché offre pizze buone e originali in un panorama non particolarmente felice sotto questo punto di vista, oltre a piatti di buona cucina, in un locale "giusto".
Altra destinazione per noi "classica" a Loano è il tex-mex The Ranch, sull'Aurelia, in realtà in territorio di Pietra, in zona Santa Corona. Finalmente tra l'altro abbiamo osservato un "addolcimento" della rigida politica di sistemazione dei clienti ai tavoli e per la prima volta abbiamo potuto evitare uno dei minuscoli tavoli da due.
A proposito di pizze, abbiamo invece scoperto, in "zona poeti" a Loano, Santino, una pizzeria ricavata in un piccolo spazio sotto il livello della carreggiata, con un dehors (se così possiamo definirlo, vista la posizione non felice) di fortuna e il resto del locale decorato a tema giamaicano (va beh, a parte i 45 giri di Caterina Caselli alle pareti). Al forno, l'eponimo Santino, che oltre a impastare, farcire e cuocere, intrattiene i clienti e propaganda le specialità della casa; tovagliette di carta e "coperto" ridotto ai minimi termini seguono il tema "folcloristico" del locale, che, per farla breve, offre quella che finora c'è sembrata la miglior pizza di Loano. Servizio cordiale ma alla buona: lo scontrino non s'è visto. 29 Euro in due, pizze e birre. Non oso immaginare in che razza di bolgia si possa trasformare il locale di Santino in estate.
Esattamente agli antipodi di Santino c'è il solito superlativo (per location e cucina) Doc di Borgio su cui non mi dilungherò ulteriormente: sempre super, da rimanere al tavolo (in veranda!) tutto il giorno.
Su "livelli Doc" si è rivelato il ristorante San Giorgio di Cervo, nelle viette del borgo antico in cima alla collina, con una vista che promette di essere fantastica per i fortunati che pranzano sul balcone, anche se l'elegante locale all'interno non è da meno. Anche qui pescato fresco, buoni vini e servizio (quasi) in guanti bianchi. Quelli del San Giorgio ci vanno però un po' pesanti coi prezzi: 200 Euro tondi tondi in due; da provare, ma non proprio da tornarci tutti i giorni.
Un'altra scoperta, non al livello dei due precedenti, ma pur sempre di tutto rispetto, è stata il Ristorante Beigisela a Finale, in via Colombo, esito della nostra ricerca di un ristorantino elegante in centro. Anche qui si arriva a piedi; il locale non è grande ma spazioso, arredato in stile moderno senza essere troppo freddo, e durante la nostra visita novembrina tutto il servizio era gestito da una sola persona. 
Per concludere, in tema di Finale, abbiamo iniziato a esplorare le pizzerie sul lungomare, concentrandoci sulle adiacenti Betulla e I Sapori. Entrambe buone, la prima situata in un locale più carino, la seconda che scegliamo per la pizza alla crescenza.







domenica 28 dicembre 2014

Mexicali, Milano

In Via Valtellina, dall'altra parte del semaforo rispetto all'Alcatraz, ci sono un ristorante giapponese, una pizzeria "neapolitan" e questa specie di tex-mex, nel quale siamo andati a cercare ristoro una sera d'inverno. Arredato con vetro e metallo, su due piani, il locale offre tavoli per coppie e piccole compagnie; al momento del nostro arrivo, come consueto di buon'ora, il bancone del bar offriva anche il solito allestimento da aperitivo, che non abbiamo però esaminato. Complice anche il locale semivuoto, il servizio è stato cortese e rapido, superando anche la difficile prova della "seconda birra", cioè quel frequentissimo caso per cui si viene serviti rapidissimamente della prima bevanda (che solitamente ci si sgargarozza quasi completamente ancor prima che arrivi il cibo), mentre alla fatidica richiesta di "mi porti un'altra birra, piccola, grazie" tutti i camerieri spariscono inspiegabilmente e la birra arriva solo a pasto finito; come dicevo, qui invece ho potuto annaffiare opportunamente il mio burrito con la seconda birra "Mexicali", prodotta, come recita li menù, "in collaborazione con un famoso birrificio di Milano", o qualcosa del genere.
Burrito (non straunto come in molti posti) a 9 Euro, nachos senza infamia nè lode a 4,50 e, sorpresa delle sorprese, un guacamole fatto come si deve, alla non modica cifra di 6 Euro (un Euro per ogni nacho che lo accompagnava, se ben ricordo). La grande soddisfazione per il guacamole è però "macchiata" da due fatti inspiegabili: uno, l'utilizzo di pomodorini tagliati a metà all'interno del guacamole stesso (invece di pezzi irregolari di pomodoro - sembra una stupidaggine ma quelle mezze sfere rosse lì in mezzo stonavano proprio); e il secondo l'evidente -almeno per me- diversa natura del guacamole da 6 Euro e di quello che accompagnava i burrito: mentre il primo era evidentemente fatto in casa e al momento, il secondo m'è parso "del tubetto". Un mistero degno di una puntata di Voyager.
Aggiungi un Euro e cinquanta per il caffè di qua, un altro Euro e cinquanta per un evitabilissimo coperto di là, e si fa presto a superare i 50 Euro in due.
Parcheggio impossibile a prova di Milanese Imbruttito.

domenica 17 agosto 2014

Quando la fame fa brutti scherzi

Si sa che la ricerca di un posto dove mangiare, ad Agosto, a Milano, può essere difficoltosa. Recentemente siamo caduti preda di due posti che non si sono rivelati all'altezza delle aspettative.
All'Old Wild West Express che si trova all'interno del Centro Commerciale Fiordaliso c'eravamo già stati, ma il richiamo dei nachos ha fatto sì che ci ricascassimo. Purtroppo, come nel 99% dei sedicenti "tex-mex", i suddetti nachos (in questo caso in variante "nachos machos" allo modica cifra di 7,50 Euro) non sono altro che le "patatine" del sacchetto (tipo le rodeo, tanto per capirsi), quindi qualcosa di molto lontano dall'originale. Oltre al solito allestimento di hamburger, fajitas e tacos, il menù propone anche delle insalatone non male. Essendo in due siamo finiti in un tavolino in una zona di passaggio degli sfreccianti camerieri, non il massimo del confort. La location, come immaginabile, è la baraonda tipica dei centri commerciali, e questo si sapeva; del "tex-mex" non c'è nemmeno più l'illusione, quindi, addio.
Metti invece una sera sui Navigli che minaccia temporale, e scarti la prima pizzeria che incontri, semivuota, ma entri nella seconda, la Fabbrica, sull'alzaia del Naviglio Grande al 70. Ti accoglie il frastuono dei clienti che chiacchierano, o più precisamente cercano di parlarsi alzando sempre di più la voce per superare il volume delle altre voci. Come recita il sito, "un ristorante senza fronzoli e sfarzi" dove sedersi gomito a gomito con gli altri avventori e godersi il rimbombo del soffitto altissimo. Pizza al tonno a 7,50 Euro, pizza tartufona (con una sventagliata di olio al tartufo) a ben 9,50; senza infamia né lode. Siamo fuggiti appena finito.

domenica 22 giugno 2014

Liguria 2013

Quando si dice "fuori tempo massimo": ormai sono passati 7-8 mesi dalla nostra ormai consueta permanenza autunnal-invernale in Liguria, e ho ancora qui tutti gli scontrini e biglietti da visita degli innumerevoli locali dove abbiamo ingurgitato le calorie che abbiamo poi senza successo cercato di bruciare in altrettanto innumerevoli camminate.
Siccome tra poco si parte per le ferie (montagna d'estate, mare d'inverno), vediamo se sfogliando il mazzo di foglietti esce qualcosa ancora degno di nota dopo tutto questo tempo. In ordine rigorosamente sparso, iniziamo col ricordo della serata "street food" di Alassio, dove per la modica cifra di 5 Euro ci si poteva accaparrare un piccolo scartoccino di fritto misto o altre specialità del luogo; idea simpatica, quella di passeggiare spiluccando per le viuzze o sulla spiaggia, ma esecuzione un po' troppo "VIP" per i nostri gusti (a volersi saziare con 5 Euro a scartoccino c'è da andare in bancarotta), dalla quale siamo quindi fuggiti a gambe levate.
La fuga ci ha quindi portato, fortunosamente e fortunatamente, all'Antica Osteria La Sosta di Laigueglia, dove per la modicissima cifra di 18 Euro a persona abbiamo mangiato bene, abbondantemente e tranquillamente in un bel ristorante rustico in un caruggio, senza vista mare ma con tanto calore. Esattamente l'opposto della folla e del servizio in guanti bianchi di Alassio, tanto per capirci. "Cucina tipica ligure" promossa a pieni voti, per quanto mi riguarda.

Ritornando più terra terra, il The Ranch di Pietra Ligure (in realtà sull'Aurelia all'ingresso di Loano) è una piccola steak house / tex mex col consueto assortimento di burritos, fajitas, tortillas, eccetera, senza infamia nè lode che offre anche un piattone-sfida che solo in pochi sono riusciti a terminare, ricevendo in premio la consumazione gratuita e l'onore di avere la propria foto affissa alle pareti. Solo per veri mangioni. Unico neo è la gestione un po' stramba dei posti a sedere, che relega le coppie negli angusti tavolini da due anche se il resto della sala è vuota. Prezzi non proprio economici, ma vista la carenza di offerta tex-mex in zona, si fa questo e altro per un piatto di nachos. Il locale offre anche una tessera a punti per i clienti affezionati. Facile parcheggio.

Abbiamo continuato con soddisfazione a servirci dalla pizzeria Mamma Mia (o come cavolo si chiama) nella piazzetta di Pietra Ligure; pizza alta, poca attesa e servizio alla buona.

Dietro segnalazione di un sedicente esperto della zona, abbiamo anche provato il Piccolo Bar di Calice Ligure, che fa della farinata -effettivamente molto buona- il suo cavallo di battaglia. Forse uno di quei posti che si è fatto una fama un po' sproporzionata rispetto all'effettivo valore della proposta gastronomica, ma che offre comunque un certo fascino di autentica rusticità, complice anche la tranquilla piazzetta su cui si affaccia. Prezzi non proprio popolari.

Non abbiamo potuto esimerci, come al solito, da un paio di visite al Doc di Borgio Verezzi, garanzia di classe, qualità e tante chiacchiere con lo chef. Un'occasione per rimanere aggiornati anche sulle benemerite iniziative collaterali gastronomico-culturali organizzate nel giardino adiacente, piccola oasi nella non più ridente Borgio. Si mangia pesce fresco, semplice e ben fatto, senza tanti fronzoli ma con tanta professionalità. Super come al solito

Un locale che invece forse si presta a qualche aspettativa di troppo è l'Arcafood di Loano, che fa bella mostra del logo Eataly e offre anche un negozio di alimentari di qualità per chi volesse farsi ingolosire e fosse disposto a farsi alleggerire non poco il portafoglio. L'errore che abbiamo compiuto è stato quello di scegliere, tra le tante proposte appetitose del menù, la pizza: il risultato è stata una lunga attesa e una pizza normale per un locale che invece vorrebbe offrire qualcosa di speciale. Lo riproveremo in futuro, scegliendo meglio. Si trova appena dopo il caruggio, verso la stazione, al piano terra di uno di quei brutti palazzi dell'edilizia ligure anni '60-'70 che hanno imbruttito tanti bei lungomare.

L'Ostaia Marchesi - Assaggi Brasiliani in via Boragine a Loano già dal nome lascia presagire un menù eclettico che svariona appunto dalla pizza al fritto misto ai piatti "esotici" in un locale comuque carino e tranquillo. Senza infamia nè lode.
A pochi passi di distanza, il nuovo Dai Munti au Mà, di cui ho un ricordo positivo ma molto annebbiato. Se non ricordo male ha sostituito una spaghetteria di poca fortuna.

Durante le nostre visite invernali, la location della Brasserie La Plancha non è francamente delle più attraenti, praticamente sotto la ferrovia, direttamente sulla strada e di fronte alla nuova marina di Loano, che vista la stagione è praticamente deserta. A dispetto delle scarse premesse (e anche di un servizio che non mi ha particolarmente affascinato), si mangia una cucina ligure buona e ben presentata.

Per quanto riguarda le pizzerie, il Castello di Pietra Ligure offre un'ampia sala abbastanza anonima e senza finestre, evidentemente più consigliabile a grandi gruppi che alle coppie in cerca di tranquillità, e offre un buon assortimento di pizze. La Betulla a Finale è un bel locale sul lungo mare, luminoso e ben arredato; La Marinella sul lungomare di Loano, tra la marina e il Kursaal, è un'altra onesta alternativa, col vantaggio di una rilassante vista direttamente sul mare. Il Portichetto, nei caruggi di Loano, è angusto ma tutto sommato accogliente, soprattutto se il tempo permette di sedersi nei pochi tavolini approntati all'esterno.

Segnalazioni particolari per: il Capanno sopra Ranzi, dove farsi un piatto di pesce non certo da alta cucina ma più che onesto con una bella vista sul mare; l'Osteria Sacripante, sul lungomare di Loano, proprio di fronte al palazzo Kursaal, dove concedersi una salutare pausa a base di cucina tradizionale e genuina, rivisitata il giusto per aggiungere quel pizzico di sorpresa e golosità che rende il pasto migliore.

Una veloce menzione per quanto riguarda i bar di Loano e zone limitrofe, che abbiamo provato estensivamente, pur ovviamente non potendo garantire esaustività: dopo innumerevoli prove, il bar L'Orologio, davanti ai bagni Florida, è risultato il più conveniente e allo stesso tempo uno di quelli che offre il servizio migliore.

Ultima, rapidissima, segnalazione per la pessima esperienza alla pizzeria Rino Mare, che si pubblicizza come locale per celiaci ma che offre pizze senza glutine solo su prenotazione, da effettuarsi entro le 18 (alle 18.10 ci hanno rimbalzati), e con sovrapprezzo. Comportamento pessimo, visto che entrambe le richieste (prenotazione e sovrapprezzo) sono del tutto ingiustificate. Croce sopra.

Cosa mi ricordo del Bagatto di Loano o del Bergallo di Verezzi? Ben poco. Me li appunto qui per ritornarci al prossimo giro.

sabato 22 marzo 2014

Peyote Cafe, Magenta

Io mi ricordo, mi ricordo una volta di aver mangiato un piatto di nachos che non erano patatine del sacchetto, con del guacamole vero e del formaggio vero e dei fagioli come si deve. Quindi sono sicuro che esiste, solo che non si trova più. L'ennesima puntata della ricerca ci porta al Peyote Cafe, nella ridente zona industriale di Magenta, verso Robecchetto. Gli onion rings sono "magnum", e i nachos supreme sono un piattone non certo sopraffino ma sicuramente abbondante. I burritos sono una "rielaborazione" dell'originale, dove il guacamole, a dire della cameriera, è mischiato insieme al resto del ripieno, dove fanno la parte del leone delle inaspettate zucchine. C'è una buona offerta di birre e i prezzi sono tutto sommato onesti: 6,90 per il piattone di nachos e 6,50 per il burrito, 5 per le birre, niente coperto. Il locale ha due piani e uno spazio per tavoli all'esterno. Periodicamente ci sono serate musicali. L'arredamento cerca di essere più "tex mex" possibile, e anche se non c'entrano molto, gli LP incorniciati alle pareti sono un'idea simpatica. Il servizio è stato gentile e sollecito. Come al solito l'abbiamo provato in prima serata per evitare l'affollamento. Non certo il posto dove trovare l'autentica esperienza "tex mex", ma comunque un buon locale per una serata con gli amici.

mercoledì 26 febbraio 2014

Piedra del sol, Milano

[Update 2024: molti dei vecchi condomini sono stati sostituiti da nuovi palazzi, e la zona si sta dubaizzando come molte altre di Milano. Ora il margarita si paga 8,50 e le fajitas 17 euro, per il resto continua a valere quanto sotto.]
La Piedra si trova in un angolo superstite di "vecchia Milano", all'ombra dei grattacieli vuoti di Porta Nuova e assediato dalle auto e da orrendi condomini. In un paio di vie si affollano un gran numero di ristoranti, trattorie, pizzerie, dal sardo al giapponese, fino appunto al "messicano" della Piedra, tutti presi d'assalto a pranzo dalle orde di impiegati della zona. La Piedra del sol ha un paio di sale, una più raccolta e l'altra più grande, e offre il consueto assortimento di nachos, tortillas e hamburger dei "messicani" di casa nostra, oltre a cocktail e aperitivi vari. L'atmosfera delle sale è "tropicale" quanto basta, e l'ingresso, col bancone del bar, ha un pizzico di sapore di pub, anche se lo spazio in realtà è ristretto. I piatti sono ben fatti e le porzioni sono più che oneste. I prezzi, come al solito, non sono economici e non si fatica a spendere 30 Euro o più in due persone. Il servizio è gentile e solitamente rapido.
Tutto sommato, un buon "messicano", un po' penalizzato da una zona che alla sera non invoglia certo alle passeggiate.
Parcheggio, se vi piacciono le sfide, mission: impossible.

domenica 9 febbraio 2014

La Hacienda, Rho

Prosegue infruttuosa la ricerca di un ristorante "messicano vero", dove poter mangiare nachos, tortillas, enchiladas come si deve. La Hacienda di Rho, sulla carta (cioè, sul menù) ha tutto il necessario, persino qualche sopa, ma purtroppo il risultato -almeno nella nostra breve visita di ieri sera- è più vicino alla Lombardia che ai tropici. Il ristorante si trova in una via corta e stretta e trovare parcheggio potrebbe essere un problema; noi eravamo affamati e, avendo letto sul sito che l'orario di apertura è alle 18.00, siamo arrivati alle 18.45: il personale della cucina non c'era ancora (arriva dopo le 19) e i due signori presenti stavano finendo di preparare i tavoli; abbiamo atteso per alcuni istanti un "prego accomodatevi lo stesso e prendete un aperitivo nel frattempo" che non è arrivato, e abbiamo quindi chiesto se potevamo comunque sederci e farci una birra: permesso accordato. Il mojito era ben fatto, ma i nachos erano un blocco unico col formaggio prima fuso e poi rappreso, e sovrastati da un guacamole che fatico a definire tale, trattandosi di una crema verde dal gusto peraltro acidulo in maniera sospetta. Il piatto unico della casa e l'enchilada sono senza infamia nè lode, anche se danneggiati dal guacamole di cui sopra e accompagnati dal carne trita con un aspetto un po' troppo "del barattolo". Piccola porzione ma molto buono il soufflè al cioccolato di dessert.
Il menù, infarcito di errori e punteggiatura sballata, strappa un sorriso. Vista la nostra visita "anticipata" (siamo usciti alle 20.15), abbiamo fortunatamente evitato la bolgia che probabilmente si crea quando tutte le tavolate stipate nella sala si riempiono (sabato sera, tutti i posti erano prenotati). A parte quest'ultimo aspetto, il locale è carino e ha quel pochino di atmosfera caribe senza cadere nel pacchiano. Mi ha fatto sorridere che al nostro arrivo la radio del locale stesse trasmettendo i lamenti di qualche cantante italiano stilenegramaro (per me tutti i cantanti italiani di oggi mi sembrano i Negramaro), prontamente zittito e sostituito da una compilation di salsa e reggaeton che non sarà proprio messicana al 100% ma è di sicuro un passo avanti.
Tre birre, un mojito, due piatti, due dolci e due caffè fanno 69 Euro, non proprio un prezzo proletario. Peccato si siano dimenticati di farci lo scontrino, non ho il dettaglio dei prezzi.

giovedì 12 settembre 2013

Joe Pena's, Milano

Il "restaurante cantina y bar" Joe Pena's si trova in Via Savona, una di quelle zone di Milano che si fa fatica a spiegarsi come mai abbiano attratto così tanti locali di successo; voglio dire: capisco il fascino di farsi un aperitivo all'Arco della Pace o una passeggiata sui navigli, ma i posti come Via Savona, strangolati dal via vai di auto e dal parcheggio impossibile, fatico a capirli, anche se indubbiamente contribuiscono anche loro ad alimentare un certo tipo di "fascino milanese", quello, in questo caso, fatto di figli di papà che giocano a fare gli hipster finti poveri e di donne in tacchi a spillo che giocano a fare le finte ricche. Oltre alla possibilità di osservare l'interessante fauna locale (se siete amanti del genere, un plus da non scordare, visto che il conto alla fine sarà abbastanza salato), il Joe Pena's offre cucina "messicana" (tra virgolette perché, come tutte le cucine esotiche, ne rappresenta una versione "ripulita") in un ambiente dalle luci soffuse tutto sommato intimo nonostante i tavoli piuttosto ravvicinati, con un servizio cordiale e preciso e una buona qualità dei cibi. Le porzioni di Nachos, burritos, fajitas e tutto il repertorio del caso vi sfameranno a dovere, anche se a prezzi carucci: burrito a 16 Euro, fajitas a 18, eccetera. Peccato anche per i 3 Euro di coperto. Come già detto, parcheggio impossibile se non, ovviamente, a pagamento in uno dei park custoditi della zona. A parte il conto salato (in due, con un cocktail per iniziare, abbiamo toccato i 75 Euro!), rimane uno dei migliori "messicani" di Milano.

domenica 7 luglio 2013

Indian Soul Café, Basiglio

L'Indian Soul è un locale ad ambientazione tex-mex che da anni prospera grazie alla clientela proveniente dai vicini uffici di Milano 3. Si trova sulla via principale della "vecchia" Basiglio, quasi invisibile sulla destra proveniendo dalla piazza; è possibile parcheggiare praticamente di fronte; ci sono alcuni tavoli nel dehors, protetti da una siepe dalla strada comunque poco trafficata. Data la zona, la clientela avrà mediamente una certa puzza sotto il naso e anche il servizio, peraltro ben funzionante, non è certo basato su cordialità e calore umano, a meno che ovviamente siate tra gli habitué. E' comunque una buona destinazione per farsi una buona porzione di tortillas o nachos ("nacios" sullo scontrino), anche se a prezzi non certo popolari: tortillas a 13 euro, nachos a 5/6; niente coperto. Se il locale è affollato, rischia di diventare rumoroso, visto che i tavoli sono piuttosto ravvicinati. Tutto sommato consigliato, vista la carenza di locali del genere nella zona.

mercoledì 6 febbraio 2013

Celtic house, Magenta

Questo "Irish pub & restaurant" (noto anche come "Guinness House"!) si trova nella non amena periferia di Magenta, tra un capannone e l'altro, dietro all'Obi, vicino all'Iper; ci si arriva ovviamente in auto, lo spazio fuori non manca, e ci si può accomodare nell'ampio locale, che è il classico "pub di massa" all'italiana, cioè una cosa che non ha nulla a che vedere coi piccoli pub originali anglosassoni ma che ad essi si ispira concentrando l'attenzione sull'offerta di birre e appendendo o disegnando alle pareti tutto ciò che possa seppur vagamente sapere di "celtico". Come detto, il locale è ampio, anche se nei fine settimana si trasforma probabilmente in una bolgia, considerando anche che spesso le serate sono allietate (?) dalla cover band di turno (che adesso si chiamano tutte "tribute band"). Consueti tavolacci da pub, servizio cordiale e rapido. A vantarsi di quanto gli ingredienti sono genuini e dei piatti cucinati al momento ci pensa abbondantemente il menù, come a presentare l'assortimento di birre con tanto di birra del mese. La cucina è eclettica a dir poco: carne alla brace e vini rossi, tex-mex, pizza, hamburger, insomma di tutto un po'. Sia il calzone che l'hamburger con senape al miele erano molto buoni. Due birrazze, un caffè e un irish coffee portano il totale a 35 Euro. In mancanza di cover band, la musica era fortunatamente tenuta a basso volume, in modo da essere ascoltabile senza disturbare la conversazione.  Adatto sia per fare due chiacchiere tra amici, che per una serata più intima con la morosa in un angolo della sala, o per i bambini o per una tavolata più numerosa, vista la dimensione del locale.

domenica 2 dicembre 2012

Altre due cosette a Milano

Nella nostra interminabile ricerca di un buon piatto di nachos andiamo a finire relativamente spesso al Dixieland di Piazzale Aquileia o a quello di Corso Sempione, dove i nachos non saranno eccezionali, ma almeno ci sono. Andando solitamente nei locali suddetti nei giorni infrasettimanali o ad orari inconsueti per i ritmi milanesi (tipo essere rimbalzati all'ingresso alle 19 perché il locale apre alle 19.30), possiamo solitamente goderne gli ampi spazi senza alcun disturbo. La cucina è "tex-mex", e qualunque cosa possa voler significare tale dicitura il menù cerca di spiegarvelo con dovizia di particolari. Onion rings, hamburger, piatti di carne, birrazze, insomma tutto il solito repertorio. A confondere le acque del tema "tex-mex" ci pensano l'arredamento, con un'accozzaglia di quadri e foto il cui unico filo conduttore sembra essere quello di rappresentare qualcosa di vagamente attinente agli USA, e la musica di sottofondo: uno sogna di essere a El Paso a gustarsi i suoi nachos mentre una banda di mariachi suona Cielito Lindo, e invece si becca una compilation di soft rock USA anni '80 o peggio ancora qualche tamarrata moderna. Il servizio in Piazzale Aquileia è gelido ai limiti del musone, quello in Corso Sempione sembra un po' meglio. Due euro il coperto, maxi hamburger dai 12 Euro in su. Parcheggio non facile. Non c'entra nulla, ma l'ultima volta che ci siamo stati è partita la stessa canzone di questa scena e sono anche entrati una serie di tipi loschi. "Onion rings". "Best of the state, as far as I'm concerned".
L'altra segnalazione è per Globe, il "restaurant & lounge bar" sopra la Coin di Piazza Cinque Giornate. Nonostante l'atmosfera e i prezzi siano simili a quella del ristorante della Rinascente (anch'esso panoramico, sopra il centro commerciale), qui c'è più sostanza e qualità, con le pagnottelle che abbiamo provato noi (in pratica, degli hamburger fatti con ingredienti buoni e accostamenti originali), i primi invitanti che abbiamo visto passare, e i dessert originali e serviti elegantemente come la mia insalata di arance. Il posto è comprensibilmente molto affollato in pausa pranzo, visti anche i prezzi relativamente economici rispetto alla qualità del cibo e al resto del panorama milanese. Pagnottelle a 9,70 Euro, dessert a 6-7 Euro, niente coperto, servizio più che professionale. Per chi si avventura in zona in auto, il parcheggio della Coin è appena dentro alla Zona C. Al piano -1 della Coin c'è anche Eataly Eat's e il suo bar/ristorantino, purtroppo assolutamente sacrificato in uno spazio angusto; nel negozio ovviamente c'è da lasciarci un capitale.