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sabato 27 agosto 2022

Birrificio di Legnano The Factory - Inveruno

Un paio di passaggi estivi nella seconda location del Birrificio di Legnano, nella zona industriale di Inveruno, probabilmente non hanno offerto il meglio di questo locale: arrivati verso le 22.30 era strapieno e ci siamo dovuti appollaiare su un trespolo nel dehors per berci una birra cercando di mantenere le distanze dai bambini scorrazzanti, mentre alla seconda visita, verso le 19.30 col locale ancora vuoto ma evidentemente tutto prenotato siamo finiti a farci divorare dalle zanzare in un tavolino defilato, sempre all'esterno. Classico esempio di uno di quei locali dove, per dirla con Yogi Berra, "non ci va più nessuno perché è troppo affollato" - quindi insomma se vi piacciono le serate un po' caciarone in compagnia e non vi tange il fatto di posteggiare di sera in un'orrenda zona industriale, il BdL a Inveruno è un indirizzo da tener presente - prenotazione consigliata.

Circa il vitto, ormai in giro ci sono più birrifici che chiese e per quanto mi riguarda l'inflazionatissimo mercato delle birre sedicenti artigianali è una disgrazia di dimensioni epocali, quindi non mi dilungo a riguardo. C'è chi gli piacciono le birre con gli aromi fruttati e chi no. Il resto del cibo è quello che ci si aspetta da questo tipo di locale, quindi anche qui c'è poco da commentare e lasciamo i commenti sull'impiattamento degli onion ring o sulla consistenza del cornicione della pizza alle frotte di esperti culinari che affollano i social media di ogni ordine e grado.

sabato 2 aprile 2022

One vision, Cuggiono

Una piccola birreria nel centro del paese, non distante dal parcheggio dell'ufficio postale. Birre di produzione propria e non, con qualche piatto caldo e freddo (aperitivi con stuzzichini vari, pulled pork, a volte pinsa o altre proposte estemporanee), con un servizio amichevole e accogliente e prezzi onesti.

Il locale beneficerebbe di un tocco più personale e "caldo" nell'arredamento, che oggi è un po' asettico, anche a causa delle dimensioni ridotte del locale.

Comunque un'aggiunta benvenuta al povero panorama della zona.

domenica 2 febbraio 2020

Shout, Vittuone

Non essendo esattamente il nostro target preferito - birreria-ristorante-hamburgeria nel bel mezzo di un'orrenda zona industriale, con musica dal vivo rigorosamente a base di tribute band - abbiamo infine visitato lo Shout a quattro anni dall'apertura un martedì sera in cui era deserto e sui maxischermi si proiettava il wrestling (quindi, serata perfetta sotto tutti gli aspetti).
Gli hamburger ci sono sembrati buoni, come la scelta delle birre. Il menù verte principalmente su carne, taglieri e birre, a quanto ricordo. Il servizio è stato gentile.
Il locale ha anche una "arena" in cui assistere ai concerti e una zona all'esterno che nonostante l'area non amena sembra promettente per la bella stagione.
Il locale, a quanto pare, è molto pet-friendly. I prezzi non sono proprio popolari. Coperto a 2 euro.

venerdì 10 agosto 2018

Interrompiamo brevemente le trasmissioni per un annuncio


Prima di tutto, quando penso a una birra non penso a D eufoniche a casaccio. Secondo e più importante, quando bevo una birra voglio che sappia di birra e non di arancia, pompelmo (di nessun colore) o litchi. Altrimenti compravo una Fanta.

domenica 9 ottobre 2016

Lord Nelson Pub, Somma Lombardo

Pub-birreria all'italiana vecchio stile, il Lord Nelson se ne sta al piano terra di un brutto palazzone, con qualche posto auto proprio di fronte, comodo se non per le auto che sfrecciano sulla statale incuranti della zona urbana e di chi fa manovra per parcheggiare.
C'è una sala col bancone e un'altra con tavolini protetti da separé che garantiscono tranquillità quasi assoluta, a parte appunto la musica che esce dagli altorparlanti a volume moderato ma di qualità pessima: non capirò mai come si faccia a mettere orrenda musica pop in una birreria dove tutto è arredato sul rustico-biker. Qualunque cosa più morbida dei Lynyrd Skynyrd dovrebbe essere vietata.
Comunque, era venerdì sera e il servizio è stato gentile e tutto sommato rapido, e gli hamburger decisamente buoni. Ce n'è una buona scelta, come per le birre, e anche il resto del menù sembra buono (oddio, gli anelli di cipolle erano decisamente del sacchetto). Gli hamburger vanno sui 12 Euro, la birra media sui 5. Non male.

lunedì 22 agosto 2016

Il giardino della birra, Milano

Che si fa se il volo arriva a Linate alle 10 di una sera d'agosto? Si può andare al Giardino della Birra all'Ortica, dove la cucina è aperta fino a mezzanotte.
L'idea sarebbe quella del biergarten alla tedesca, che però si riduce a un cortiletto, non proprio ameno, e a una sala interna. Il menù offre molte scelte in tema, con incursioni più casalinghe come lo gnocco fritto. E ovviamente ci sono birre a profusione. Si va sul sicuro al Giardino della Birra, e tutto sommato i prezzi sono onesti.
Forse proprio grazie al fatto di essere uno dei non molti locali dove si può mangiare bene ad agosto e a tarda sera, nonostante la location non proprio centrale, la clientela è variegata e spesso include studenti e turisti stranieri. Il servizio è sempre stato gentile e tutto sommato rapido.
Nel "giardino" non si sfugge alla TV accesa in mute, alla musica indecifrabile trasmessa dalle casse (che però non disturba la possibilità di fare due chiacchiere) e alle tavolate con famigliole starnazzanti, dalle quali è più facile ripararsi rimanendo all'interno.

domenica 31 maggio 2015

La Frottola, Vigevano

Non distante dalla Piazza Ducale, epicentro della "vita" notturna e non di Vigevano, c'è l'Osteria La Frottola, che appartiene a quella categoria di birrerie con cucina dalla cupa ambientazione medievale (ascia bipenne e tutto quanto), i tavoli massicci per piccoli gruppi di amici o coppiette, e l'illuminazione carente. Oltre all'immancabile scelta chilometrica di "cervogie", anche il menù della cucina si sbizzarrisce in pagine e pagine di carne alla griglia ma non solo: panini, primi piatti e dolci in abbondanza. Le proposte della carne fanno ben sperare, dal capriolo al cinghiale a ogni sorta di taglio, fino agli hamburger molto ben fatti che abbiamo provato noi.
Parcheggiare nelle vicinanze richiede più di uno sforzo, soprattutto se non si arriva presto; il locale pare abbastanza capiente e il servizio è gentile e veloce il giusto; prezzi nella media.
Indicato sia per la serata a birra e salsicce che per la cena più sostanziosa. Consigliato.

venerdì 26 dicembre 2014

Grill Inn Store, Pogliano

All'interno di uno dei capannoni affacciati sulla Statale del Sempione, proprio a fianco dell'Amozzarella visitato tempo fa, c'è questo ristorante-pizzeria (con birreria inclusa), parte della "catena" Grill In. A dir la verità, la dicitura "ristorante" potrebbe creare aspettative eccessive, e va intesa "all'americana" per indicare la presenza in menù di qualcosa in più delle pizze e hamburger che in realtà mi sembrano il piatto forte del locale; poi ovviamente ognuno è libero di farsi una frittura di pesce o un risotto o i tonnarelli cacio e pepe dove gli pare. Il locale è molto grande, e lo spazio disponibile è stato diviso in diverse "sale" dove ad esempio isolare le pizzate scolastiche più numerose o i clienti della birreria adiacente; c'è vasta scelta di dimensioni di tavoli e le distanze tra di essi sono "umane", anche se data la grandezza del posto, è inevitabile un certo fracasso nei momenti di maggiore affluenza; sotto questo aspetto, la musica trasmessa nel locale non aiuta.
Mi ha fatto sorridere la particolare declinazione del "wait to be seated" ormai usualmente utilizzato anche qua da noi: quello che dovrebbe consistere nell'essere accompagnati al proprio tavolo si è ridotto a camerieri che, dopo avervi indirizzati per alcuni passi, si sbracciano per indicarvi, perentoriamente, il tavolo a voi assegnato. Nel nostro caso, i camerieri sono stati tutti gentilissimi, tranne quello che pareva essere una sorta di caposala, sempre col broncio.
Abbiamo preso due hamburger, sui 10 Euro ciascuno, serviti con patatine fritte ma senza salse. Buoni e digeriti senza colpo ferire. Caffè a 2 Euro, coperto (del tutto ingiustificato - tra l'altro le sedie, anche se carine, sono piuttosto bassucce) anch'esso a 2 Euro. Le pizze che transitavano nei nostri paraggi erano sottili, leggermente bislunghe per servirle sui taglieri.
Nonostante il gemello Birra Inn sia adiacente e apparentemente comunicante, non ho notato alcuna particolare offerta di birre, ma magari ero distratto.
Parcheggio non semplice dopo le 20.30.
Classico esempio di ristorazione all'americana come sempre più se ne vedono dalle nostre parti, fatti per attirare famigliole a frotte; pur essendo nel mezzo di un territorio urbanizzatissimo, i posti come questo (carini, puliti, ordinati, organizzati, ma tutto sommato anonimi, spuntati come funghi in qualche zona industriale) mi risultano sempre un po' troppo in the middle of nowhere e francamente non riesco a trovarli attraenti a sufficienza per mettersi in auto per più di dieci minuti per raggiungerli.

domenica 29 settembre 2013

The kitchen, Casorezzo

Attenzione, attenzione! la notizia potrebbe avere del clamoroso: pare sia stato avvistato a Casorezzo un pub ristorante carino dove si mangia e beve bene e non si spende nemmeno troppo. Il locale si definisce un "beer restaurant" e nonostante l'abbondante utilizzo di etichette straabusate come "km 0" e "birra artigianale" pare effettivamente proponga piatti e birre di qualità. Il Kitchen si trova in paese, all'angolo di uno di quei tristi semafori impolverati della periferia milanese senza un centimetro di marciapiede e ancor meno spazi per parcheggiare, ma vale la pena visitarlo. E' ampio e accogliente, nonostante l'arredamento sia tutto basato sui colori scuri; la cucina, cosa rara vista la gran quantità di locali che pensano basti scrivere "birra artigianale" sull'insegna per pensare di cavarsela servendo solo salsicce annegate nel ketchup, è originale e di qualità: noi abbiamo assaggiato i "gnocchi vudu" (abbinati ovviamente all'omonima birra), una cotolettazza ben fatta, i nachos (hurrà! - anche se non erano "da manuale") e la cheese cake (doppio hurrà!). Quarantatrè euro con birre e caffè, senza coperto (triplo hurrà). Servizio cordiale. Tessera punti per vincere magliette e cappellini (quadruplo hurrà). Parcheggio difficoltoso; clientela di paese che vi squadra da capo a piedi (era un martedì sera di inizio settembre); rischio famigliole con bambini (ormai sono dappertutto... proverò coi locali di lap dance).
Unico punto negativo: per favore, togliete dal menù la birra "Superanale": l'umorismo pecoreccio ci può anche stare, ma dover pensare a quel punto lì mentre sto scegliendo cosa bere, no: è proprio troppo.

sabato 31 agosto 2013

3 Salti Village, Turbigo

Località Tre Salti a Turbigo è probabilmente nota solo agli autoctoni; per chi non è di casa, la soluzione migliore è rimanere fuori dal paese e dirigersi verso il ponte sul Ticino: sulla destra apparirà il cartello che indica questo locale. I tre salti sono quelli che fa il ramo del naviglio a fianco del quale si trova questo ristorante-pizzeria-griglieria-birreria, tranquillamente situato al termine della via e dotato di un grande spiazzo dove parcheggiare l'auto. Il locale ha appena aperto (o meglio, cambiato gestione) e offre un'ampia sala interna, diversi tavoli in "veranda" e altri ulteriormente fuori. Spazio ce n'è in abbondanza, quindi, e il menù è quello tipico della birreria a base di hamburger e carne alla griglia. (La pizza ha/avrà il forno a legna). L'abbiamo visitato il 20 Agosto e come purtroppo prevedibile sia la clientela che il servizio erano ridotti ai minimi termini. I prezzi non sono particolarmente popolari e bisognerà lavorare un po' sia sul servizio che sulla presentazione dei piatti per giustificare la spesa (un hamburger solo soletto sul suo taglierino non è proprio entusiasmante). Un piccolo aneddoto: a quanto dice il titolare (e unico cameriere della serata), la sua banca gli ha consigliato di non mettere il PoS di Bancomat e Carte di Credito, e quindi noi siamo stati costretti a riprendere l'auto, andare a Turbigo a prelevare e tornare indietro per pagare. Non è tanto il fatto che il locale non avesse il PoS, quanto che sia stata la banca a sconsigliarne l'utilizzo: mi pare demenziale. Il giudizio rimane sospeso in attesa di vedere in che modo la gestione intenderà attirare i clienti d'estate (la location e la dicitura "Village" suggeriscono orde di ragazzini urlanti al suono delle canzoni dei One Direction, ma speriamo in bene) e d'inverno (quando invece sarà necessaria una cucina sufficientemente interessante da giustificare la visita a questa località un po' "remota". Noi tutto sommato non ci siamo trovati male e lo riproveremo.

mercoledì 6 febbraio 2013

Celtic house, Magenta

Questo "Irish pub & restaurant" (noto anche come "Guinness House"!) si trova nella non amena periferia di Magenta, tra un capannone e l'altro, dietro all'Obi, vicino all'Iper; ci si arriva ovviamente in auto, lo spazio fuori non manca, e ci si può accomodare nell'ampio locale, che è il classico "pub di massa" all'italiana, cioè una cosa che non ha nulla a che vedere coi piccoli pub originali anglosassoni ma che ad essi si ispira concentrando l'attenzione sull'offerta di birre e appendendo o disegnando alle pareti tutto ciò che possa seppur vagamente sapere di "celtico". Come detto, il locale è ampio, anche se nei fine settimana si trasforma probabilmente in una bolgia, considerando anche che spesso le serate sono allietate (?) dalla cover band di turno (che adesso si chiamano tutte "tribute band"). Consueti tavolacci da pub, servizio cordiale e rapido. A vantarsi di quanto gli ingredienti sono genuini e dei piatti cucinati al momento ci pensa abbondantemente il menù, come a presentare l'assortimento di birre con tanto di birra del mese. La cucina è eclettica a dir poco: carne alla brace e vini rossi, tex-mex, pizza, hamburger, insomma di tutto un po'. Sia il calzone che l'hamburger con senape al miele erano molto buoni. Due birrazze, un caffè e un irish coffee portano il totale a 35 Euro. In mancanza di cover band, la musica era fortunatamente tenuta a basso volume, in modo da essere ascoltabile senza disturbare la conversazione.  Adatto sia per fare due chiacchiere tra amici, che per una serata più intima con la morosa in un angolo della sala, o per i bambini o per una tavolata più numerosa, vista la dimensione del locale.

domenica 16 dicembre 2012

Wallaby, Magenta

Sono tornato al Wallaby una sera di fine luglio 2022 e l'impressione non è stata delle migliori. Abbiamo mangiato nel cortiletto sul retro, che purtroppo non ha nulla di accogliente. Sarà che i gusti del giorno d'oggi esigono aromi fruttati dappertutto, ma non è stato semplice trovare una birra che sapesse di birra e non di Fanta. Gli hamburger sono stati deludenti (ci ha fatto sorridere quello da 250g: uno si aspetta un bell'hamburger alto e succoso, e invece si trova due hamburger sottili uno sopra l'altro). 83 euro in tre (quattro birre, tre panini e una coca) lascia un po' l'amaro in bocca.

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Il pub Wallaby si trova a poca distanza dall'ospedale di Magenta. Offre qualche posto auto di fronte all'ingresso ma in caso di affollamento non dovrebbe essere difficile trovare parcheggio nei paraggi, magari facendo due passi per usufruire dei posti davanti all'ospedale, per non disturbare i malcapitati abitanti delle vie adiacenti. Avendo visitato il locale per la prima volta in una serata d'inverno, non ne sarei sicurissimo ma mi pare che ci sia anche un dehors.
Il Wallaby si propone come "pub australiano" con tanto di bandiera sull'insegna ma francamente devo confessare di non aver respirato una gran aria "down under", nonostante i murales e gli addobbi a tema. Detto ciò, si tratta comunque di un buon pub con una buona offerta di birre, un hamburgerone come si deve e il classico repertorio da panini da birreria, sì, quelli col "brié" che la fa da padrone. Non so se mi sono sfuggite, ma a parte i nomi dei panini, non ho visto molte proposte culinarie "australiane". Sul bancone c'erano un po' di stuzzichini a mo' di aperitivo.
C'era la TV che trasmetteva silenziosamente calcio e la radio con gli U2. Ovviamente il locale era semivuoto quindi il servizio è stato sollecito e gentile. Ci sono tre salette non molto ampie e se il locale è pieno sono certo che si tramuti in una bolgia, visto che i tavoli sono abbastanza ravvicinati, ma insomma mi sembra chiaro che non si va al pub per farsi una cenetta a lume di candela. Naturalmente va a gusti e ci sarà chi preferisce i grossi ristoranti-birrerie-pub-pizzeria-irlandese-texmex-equantaghnè che vanno di moda oggi, ma questi sicuramente non trasmettono quel calore umano che invece hanno i piccoli pub come il Wallaby, dove quando entri vieni attentamente esaminato da un paio di habitué che chiacchierano col barista appoggiati al bancone con la loro birra in mano.

PS: mi stavo per dimenticare un piccolo dettaglio un po' antipatico: svuotando il portafoglio, il giorno dopo, mi sono accorto che lo scontrino era da 10 Euro invece di 30.

martedì 15 maggio 2012

Circolo S.Eugenio, Tornavento

[Aggiornamento 2022]: nel corso degli anni il circolo è diventato gettonatissimo, e ultimamente ha iniziato a prendere prenotazioni, il che ha reso ancora più difficile aggiudicarsi un tavolo all'ultimo minuto. Purtroppo per prenotare bisogna telefonare e avere tanta pazienza. Il menù non è mai cambiato. All'interno, l'insulsa musicaccia trasmessa mal si abbina a taglieri e birrazze. Ormai un classico caso di posto dove non ci va più nessuno perché è troppo affollato.

Questo bar-ristorante di Tornavento (frazione di Lonate Pozzolo) vale una visita anche solo per farsi un aperitivo in questa fantastica piazzetta affacciata sulla valle del Ticino, dove lo sguardo può spaziare finalmente per chilometri, con tanti alberi e poco più all'orizzonte.
Il Circolo, che francamente non ricordo nemmeno se abbia un nome "ufficioso" diverso da quello un po' demodè presente sullo scontrino, è l'unico locale sulla Piazza Parravicino, e si raggiunge attraverso una cinquantina di metri di via pedonale dopo aver lasciato l'eventuale auto alle porte del piccolo centro di Tornavento.
L'interno è quello classico di un bar, lungo e stretto con alcuni tavoli, mentre all'esterno è possibile mangiare sui tavolini di plastica all'ombra degli alberi. A pranzo il menù prevede una buona scelta di primi e secondi e qualche variazione "teutonica" come lo stinco o una scelta di birre artigianali. Per la cena, non saprei. Ovviamente non aspettatevi nulla più di un gentile servizio "da bar", ma non ci siamo mai trovati male. In estate, preparatevi a fare un po' di coda prima di poter trovare un tavolo libero all'esterno.
I prezzi non sono proprio popolari (6,5 Euro per una cotoletta) ma almeno non si paga il coperto e le porzioni sono oneste. E comunque, qui si viene per la location, non certo per la nouvelle cuisine.
Un posto da preservare e sostenere anche solo per fare un dispetto ai pazzi che vorrebbero radere al suolo Tornavento per far posto a una pista di Malpensa.