Siamo clienti dell'Osteria della ripa da molti anni, e continua ad essere uno dei nostri locali preferiti in zona.
Nella nostra ultima visita, però, ho notato qualche piccolo passo indietro. Pur continuando a offire piatti di qualità, il menù si è allungato e, oserei dire, banalizzato. La ténpura (sic) di gamberi, il risotto ai carciofi, tutto buono, per carità, ma niente di sorprendente. Il filetto cottura "media" è arrivato con la crosta nera di "gremato", segno che in cucina si fa meno attenzione di una volta. Il servizio è sbrigativo e un po' intrusivo: quando inizieremo a spiegare a questi giovani camerieri che non si interrompono in continuazione i commensali che stanno facendo conversazione? Purtroppo questo è un andazzo diffusissimo. In molti casi i camerieri sono stati istruiti a declamare la descrizione dei piatti, un rito antipaticissimo che zittisce i commensali e fa perdere il filo del discorso: quattro persone che hanno preso quattro piatti diversi si devono sorbire una litania interminabile. E poi, cavolo, quello che abbiamo ordinato l'abbiamo appena letto sul menù! All'Osteria della Ripa, invece, le interruzioni arrivano dall'evidente necessità di ottimizzare i tempi di cucina e di servizio, e chi se ne importa se bisogna interrompere la conversazione a tavola trecento volte: "la volete l'acqua?" "gasata o naturale?" " frigo o ambiente?" "lo volete un antipastino?" "bollicine?" "prosecco o franciacorta?" "porto prima l'antipasto della signora o il primo del signore?" "la focaccina l'abbiamo fatta noi", e poi non ti dicono una parola di consiglio sul vino.
Insomma, l'Osteria della Ripa rimane uno dei ristoranti migliori in zona, complice anche ovviamente la bella posizione sul Naviglio, ma sta diventando un tipo di locale diverso da quello che era alcuni anni fa. Il menù ampliato attirerà sicuramente più famigliole e tavolate di pensionati di bocca buona, e gli incassi probabilmente ne guadagneranno. Peccato, perché di ristoranti di classe in questa zona ce ne sono proprio pochi.



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