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venerdì 26 dicembre 2025

Al pum rus, Sozzago

Bisogna andare a cercarlo, il Pum rus di Sozzago, e in molti l'hanno fatto come noi per il brunch domenicale. Coppiette, famigliole e gruppi di amici si possono ritrovare nella sala astutamente ricavata in una parte del capannone che ospita l'azienda (agricola) in questione.

Si sta bene e si mangia bene, anche se l'impressione è che il servizio debba ancora ingranare al meglio, e il ristorante sia ancora visto solo come un'accessorio allo spaccio alimentare, principale ragione d'essere della cooperativa. Vanno molto bene comunque entrambe le cose, e siamo certi che l'azienda continuerà ad avere successo. Siamo usciti con un conto di 67 euro in due.

Manca solo un po' di attenzione all'esterno dell'edificio: qualche alberello e una mano di bianco nobiliterebbero il parcheggio e il capannone.

Posteria village, Bernate Ticino

Se magna romano al laghetto (ex cava) di Bernate Ticino, dove con la bella stagione ci si può rilassare nel verde a suon di gricia, cacio e pepe, cicoria e compagnia bella, il tutto in porzioni generose servite spesso direttamente nel padellino. Il servizio è cordiale senza strafare.
Il parcheggio è in terra battuta e nel dehors c'è la ghiaia: le signore coi tacchi alti sono pregate di stare a casa.
Il locale è molto alla buona, i prezzi non sono proprio economici (13 euro la pasta), ma ormai ci siamo abituati.

Pizze varie

Due pizze a Turbigo e una a Legnano.

A Turbigo, Al Scurbat ("L'opificio dei sapori") si trova sulla statale e cerca di nobilitare la non ridente location con qualche tavolo esterno nella bella stagione, e una sala moderna e luminosa. Pizze senza infamia né lode, servizio cordiale e una sala che rischia di diventare molto rumorosa. Ci siamo andati a cena prestissimo ed eravamo gli unici clienti oltre a un gruppo di avventori aficionados al bancone.

Sul fronte pizze fa meglio Danny's, in Via Roma in centro, anche se le salette sono piccole e se ci sono bambini diventano caotiche. Ambiente alla buona, prezzi nella media e personale cordiale.

Si dà molte arie l'Altrabotte a Legnano ("Ristorante e pizza") e quindi chi come noi si è fermato solo per una pizza non rimarrà particolarmente impressionato. Prezzi nella media ma il coperto a 3 euro dice tutto.


domenica 14 settembre 2025

The bridge, Pontevecchio di Magenta

A metà agosto al The bridge (che si chiama così solo in virtù del fatto di trovarsi a Pontevecchio, ma non effettivamente in vicinanza del ponte) la sala interna non si usa perché l'aria condizionata non c'è (o non è stata accesa), e quindi si va nel cortiletto retrostante, "dehors" alquanto spartano, avendo cura di stare lontano dalla brace che lavora incessantemente. Noi non siamo fan della carnazza quindi ci siamo presi una buona, onesta pizza. Il servizio è cordiale, l'atmosfera molto (fin troppo) alla buona. Da riprovare in inverno per capire se la sala interna riesce a nobilitare l'atmosfera da "circolino" dei posti all'esterno. Si parcheggia in strada.

domenica 10 marzo 2024

Beard BQ low and slow, Cuggiono

Ha aperto da qualche mese in piazza a Cuggiono locale a conduzione famigliare il cui nome gioca con l'imponente barba dello chef e la passione per la carne alla griglia. La modesta vetrina sulla piazza non fa presagire le sale spaziose all'interno. Ci si rifocilla con hamburger -ovviamente- nachos e birrazze in un'atmosfera 100% a stelle e strisce, portata dalla grande passione dei proprietari per gli USA.

Si posteggia in piazza o nelle vicinanze, ci si rilassa e si sta bene. Un'apertura benvenuta in un panorama altrimenti non proprio attraente.

domenica 14 gennaio 2024

Five guys, Milano

Per un tuffo negli anni '80 dei paninari e di Jerry Calà, dirigetevi da Five guys, fast food a base di burger, patatine e milkshake, titoli e copertine di riviste e giornali alle pareti, salsine varie con cui ingozzarsi appollaiati su trespoli. L'unica ragione per cui sono finito in questo tempio del junk food carissimo (burger, patatine, Nastro azzurro fanno 24 euro) è che quello di Corso Buenos Aires è a due passi dal teatro Elfo Puccini. Indicato se volete buttare un po' di soldi in una serata trash.

domenica 10 dicembre 2023

Ai laghi

A Mergozzo, nella piazzetta affacciata sul lago, si trova il ristorante La Fugascina, locale con qualche pretesa di alta cucina e un bel dehors che purtroppo dà sulla strada, aperta al passaggio delle auto a senso unico alternato. Questo purtroppo penalizza un po' la location, che altrimenti sarebbe eccezionale. Gli altri ristoranti più in là sul lungolago ringraziano. Purtroppo si fa anche fatica a parcheggiare, pur lasciando l'auto ben lontano dal centro. Alla Fugascina gli habitué la fanno da padrone (e posteggiano dove gli pare), e quando ne arriva uno il servizio tende a dimenticarsi dei comuni mortali. Si mangia comunque bene, con porzioni non proprio abbondanti ma prezzi tutto sommato decenti. Si finisce sui 60 euro a testa, coperto purtroppo a 4 euro.

Considerazioni non dissimili valgono per la Terrazza Paradiso ai piedi del San Carlone di Arona, dove una location fantastica affacciata sul lago e una buona scelta di pizze non vengono valorizzate opportunamente da un servizio all'altezza. Sarà che le aspettative influiscono molto sull'esperienza finale, ma certi locali dovrebbero decidersi: o fate la pizzeria alla buona, e allora uno sorvola sui camerieri sbadati e distratti, oppure fate il ristorante "pettinato" e allora ci vuole una cura del cliente come si deve, e un menù più attento alla qualità che alle anonime sfilate di tataki-branzino-filetto. Non si paga neanche poco, e si lascia l'auto sotto la statua nel parcheggio a pagamento 24/24, accidenti al Comune di Arona.

Meno pretenzioso ma sicuramente più soddisfacente è la "vineria & bistrot" Al Buscion nel centro di Stresa, dove se avete fortuna potete accomodarvi a farvi una buona birra o un buon vino. Lasciate stare il menù e rivolgetevi alle proposte del giorno: noi abbiamo trovato gnocchi di farina di castagne (10 euro), polenta (12), e cinghiale. Buoni anche i dolci. Il locale purtroppo è piccolino (se il tempo è clemente, ci sono anche tavolini all'esterno), e se si incappa in una famigliola from hell come è capitato a noi, non c'è scampo per nessuno. Non si paga il coperto, urrà!

sabato 9 dicembre 2023

Milan l'è on gran Milan, Milan cont el cör an man, ecc. ecc.

La Trattoria Sole compie l'opera benemerita non solo di nobilitare un piccolo tratto dell'altrimenti deprimente via Vavassori Peroni (siamo dietro al Politecnico), ma anche di accoglierci in quello che sembra un appartamento d'altri tempi, con le sue credenze e il pavimento d'antan, dove la privacy dei tavoli è garantita dalla scelta elegante di usare dei separé, come purtroppo non si vede fare quasi più. Abbiamo mangiato cotolette ma anche tagliolini, tutto ben fatto e servito con cordiale professionalità. I prezzi sono forse un po' altini (cotoletta a 24 euro), ma si sta tanto bene. Promosso, evviva!

Alla Peppa di Piazza Minniti, invece si mangiano bombette pugliesi (cioè, per i profani, uber-polpette "potenziate" con svariati ripieni e accompagnamenti), e lo si può fare in un dehors sulla strada abbellito da qualche pianta e da un ambiente luminoso che fa dimenticare il traffico all'esterno. Trovandoci in una zona cool di Milano, non si va per il sottile per quanto riguarda i prezzi (3 euro di coperto per quello che vorrebbe essere un posto alla buona), nonostante oltretutto un servizio un po' sbadato. Una bombetta di qua, una bombetta di là, fanno 222 euro in sei, che insomma non essendoci nemmeno ingozzati sono un po' tantini.

L'Antica Osteria Cavallini di via Mauro Macchi è invece uno di quei posti dove si va a mangiare le capesante se paga la ditta, e quindi non si fa troppo caso ai prezzi. La sala/dehors è ampia e luminosa e circondata dal verde delle piante del cortile. Il servizio (e l'atmosfera in generale) è un po' all'antica - inteso come un complimento: ogni tanto fa piacere mangiare senza doversi preoccupare della smemoratezza di qualche giovanotto improvvisato cameriere. Menù per tutti i gusti del cuménda di turno.

Passando in periferia, il Ristorante Erba Brusca sul Naviglio Pavese vuole fare cucina con cura e qualità in un ambiente raccolto (forse fin troppo) anche grazie a un ameno giardinetto. Non si sfugge comunque alla calura estiva, e si posteggia un po' alla rinfusa milanese-style nonostante ci si trovi fuori città. Le scelte del menù sono tutte originali e ben fatte, forse in alcuni casi un po' pretenziose. Servizio professionale e discreto. I prezzi, tutto sommato, non sono alti.

La periferia milanese riserva anche sorprese come la Trattoria Casa Mia a Bruzzano, in fondo alla via privata Alberico Da Barbiano, uno di quei posti work in progress che a Milano paiono non estinguersi mai, congelati all'epoca del ragazzo della via Gluck, dove il cemento continua a mangiarsi gli antichi prati. "Casa Mia" tiene fede al suo nome in quanto sembra che tutti gli avventori siano parenti o amici dei proprietari e, nonostante l'accoglienza e il servizio siano stati professionali, si rimane un po' con circospetti come il pistolero straniero che è entrato nel saloon sbagliato. Si mangiano cotolette e altre specialità di generica "cucina fatta in casa" da trattoria, tu con le striminzite verdure grigliate di contorno e il vicino che si ingozza di fritto misto. Il locale cavernoso è congelato nel tempo in qualche anno agli inizi degli '80, con una serie di ammennicoli e quadri degni di Teomondo Scrofalo: a quanto pare la clientela degli habitué è numerosa e affamata, mentre il forestiero se ne esce perplesso e disorientato com'era entrato.

Ovest milanese

A Castano Primo ha riaperto con nuova gestione il Gamba de legn bistrot, dove si cerca di portare ingredienti e preparazioni di qualità in una zona altrimenti un po' depressa. Il locale si trova a un non ameno incrocio stradale, col vantaggio però di avere vari posti per parcheggiare l'auto a pochi metri di distanza. Il bistrot è ben arredato e sembra che stia ingranando bene. Il menù è curato e fortunatamente non chilometrico pur soddisfando tutti i gusti (anche se personalmente non impazzisco per i menù che cercano di conciliare polpo e cinghiale). Si beve bene, anche al bicchiere. I prezzi non sono certo proletari, ma ormai questo è l'andazzo. Promosso, gli manca ancora un piccolo passo per raggiungere l'eccellenza, torneremo!

A Magenta, l'Old band "food & drink" offre principalmente pizze ma anche carne alla griglia e cocktail. Una bella iniziativa di recupero di uno spazio a pochi passi dalla piazza. Buone le pizze col bordo alto, anche se i prezzi astronomici (che ormai si trovano ovunque) iniziano a farsi sentire: margherita a 7 euro, pizze speciali a 14, buone come detto ma un po' piccole. Il locale è arredato con semplicità e calore; i tavoli sono ben distanziati ma ciò non evita purtroppo che l'ambiente si faccia facilmente un po' troppo rumoroso. Lodevole l'iniziativa di trasmettere buona musica rilassante in sottofondo, peccato che questa venga sovrastata dal chiacchiericcio della clientela: a questo punto, tanto vale tenerla spenta: ne guadagnerebbero le orecchie di tutti. Parcheggio complicato nelle vie circostanti.

Tecnicamente, il Doppio malto è a Magenta, in pratica si trova al posto dell'ex Toc, ora chiuso, affacciato sulla rotonda della "Via Novara", in compagnia del McDonald's. Il locale propone una formula stracollaudata da innumerevoli birrerie/pizzerie/bracerie della zona, in modo da accontentare tutti, grandi e piccini. Questo da un lato garantisce che in caso di indecisione nella scelta del locale dove passare la serata si possa venire qui a colpo sicuro, dall'altro la clientenal eterogenea crea un'atmosfera stramba nella quale coesistono biker di passaggio con moleste famigliole di bambini scorrazzanti. Il locale è è accessibile tramite una demenziale minuscola corsia d'ingresso che porta al parcheggio senza un filo d'ombra dal quale si esce attraverso un altro ineffabile varco verso il degrado circostante. Ci si chiude dentro il locale e si beve per dimenticare la wasteland tutt'intorno.

domenica 2 luglio 2023

Due a Milano

In via Cornalia(*) c'è il ristorante libanese Fairouz, dove ci si può sbizzarrire coi piatti del Levant, che si tratti di carne o delle sequenze di meze che prediligo. Il personale è cordiale e celere, il locale è pulito, luminoso e ben arredato. Ideale per un pasto rilassante e quattro chiacchiere. La zona Gioia, Garibaldi, Centrale e Repubblica è in gran fermento, cioè ci sono ancora un sacco di cantieri, e quindi è sconsigliato avventurarcisi in auto. Continuano comunque ad esserci auto posteggiate ovunque che non abbelliscono di certo queste vie e i loro innumerevoli ristoranti.
(*) Edit 2025: abbiamo provato anche il Fairouz di Via Buonarroti, specializzato in menù vegetariani e vegani. C'è anche un dehors sulla via, non particolarmente affascinante ma questo è quello che passa il convento Milano. Si sta strettini.

L'Anlot e Oltre, invece, in via Raffaello Sanzio, si specializza in "tradizione tortonese" offrendo appunto un menù "componibile" di agnolotti, oltre a vari altri piatti (faceva un gran caldo ma abbiamo fatto il tris di polenta!) e una scelta di etichette di Timorasso, il vino dei colli Tortonesi, che sarà simpatico provare e confrontare. Barbera a fiumi per chi vuole il rosso. Il locale è carino ma noi siamo stati nel piccolo dehors sul marciapiede, tipica offerta della ristorazione alla milanese. Un locale che propone qualità senza voler strafare, e che per questo ci piace. Molto bene!

domenica 5 marzo 2023

Ristorante Bar Sport, Cisano sul Neva

Nonostante sempre più spesso capiti di ritrovarsi in locali moderni e un po' pretenziosi nascosti dietro nomi come "circolo del popolo" o "trattoria dopolavoro", in Liguria è ancora possibile -soprattutto nell'entroterra- trovare piccole macchine del tempo nascoste in un borgo come quello di Cisano sul Neva col suo Ristorante Bar Sport. Seppure la fama della buona cucina si sia ormai diffusa e la clientela ampliata di conseguenza, per il resto entrando al Bar Sport si torna indietro nel tempo in una vera "trattoria di una volta" dove è la sostanza della cucina a farla da padrona, e non l'arredamento della sala. Il breve menù è garanzia di cucina pensata e curata, ligure d'entroterra (quindi principalmente di terra), con le sue minestre, le sue paste, con poche concessioni al pesce o al massimo alle seppie in umido. Qualità, calore umano senza troppe smancerie, gran soddisfazione e prezzi sorprendentemente economici (ma come!? solo 62 euro in tre?) soprattutto grazie all'aver mantenuto su livelli onesti le voci su cui il 90% dei ristoranti ricarica pesantemente e ingiustificatamente (coperto a 1,5€, antipasti a 6, mezzo litro di vino della casa a 3,5, cima alla genovese a 6).

Parcheggio non troppo agevole ma tutto sommato non difficile se fuori stagione. Che gli dei della ristorazione mantengano in buona salute i proprietari del Ristorante Bar Sport di Cisano sul Neva.

sabato 11 febbraio 2023

Fabbrica di Pedavena, Busto Arsizio

Grande birreria e steak house (con pizza) dove si fa anche musica dal vivo, uno di quei posti pronti ad accogliere folle affamate negli orari di punta e sperduti visitatori come noi in strani orari di serate infrasettimanali. A dire il vero, questi hamburgerifici iniziano a sembrare un po' tutti uguali, accomunati dall'organizzazione militaresca della sala, dai menù infarciti di birre artigianali, dall'arredamento industrial, dagli slogan sbarazzini.

Noi come al solito arriviamo presto trovando il locale completamente vuoto (a parte il gruppo che stava finendo il soundcheck) e non abbiamo potuto non patire il consueto "aspettate un attimo" della cameriera che deve consultare il padrone per trovarci un tavolo invece del "sedetevi dove volete" che -beata illusione- mi aspetto ogni volta. Ovviamente, dopo aver finito i nostri hamburger e birrazze il locale era ancora semivuoto.

A parte questo, il servizio è stato gentile e sollecito, il menù ne ha per tutti i gusti e il locale è carino. I prezzi non sono economici (coperto a 2 euro). C'è un buon parcheggio proprio davanti. C'è una terrazza al primo piano.

domenica 23 ottobre 2022

La posteria italiana, Boffalora sopra Ticino

Osteria laziale, pinseria romana, fuori posto come potrebbe esserlo la casöla a Trastevere, ci si immerge nell'atmosfera e nella cucina romana e laziale a due passi dal naviglio. Ovviamente deve piacervi il genere -culinario e di accoglienza- e dovete prepararvi a porzioni più che abbondanti. Eravamo con amici e non abbiamo visto il conto finale, ma i prezzi, a settembre, sembravano tutto sommato onesti.

Il locale, non molto grande, è un po' buio ma comunque caldo e ben arredato, con cucina parzialmente a vista e bancone da bar ("dal caffè alla brace" recita il biglietto da visita). C'è ovviamente un certo rischio di incappare in tavolate un po' burine ma d'altronde non credo che nessuno pensi a un locale del genere per una seratina romantica.

Il parcheggio è a due passi dal naviglio e a cinque minuti dal locale, ma è ben nascosto per renderlo irraggiungibile dai forestieri: guardate su google maps.

Hi Folks!, Vittuone

Ennesimo capannone nell'ennesima zona industriale dove ti fanno gli hamburger e i nachos e tutte quelle robe lì, l'Hi Folks! sembra distinguersi dalla concorrenza per l'effettiva attenzione all'offerta delle birre e per la generale gradevolezza di cibo e locale. L'abbiamo provato in una sera infrasettimanale in cui era semideserto, e il servizio ci è sembrato ok, buona musica in sottofondo al volume giusto, barista musone dietro il bancone, a servire un vecchio col giubbotto della Harley. Pur essendo un capannone, l'arredamento non è male, e fuori c'è pure un dehors. Ovviamente si posteggia nelle strade della zona industriale.

Si fa musica dal vivo e lo spazio c'è (essendo un capannone, l'ho già detto?), non resta che provarlo.

lunedì 15 agosto 2022

Sarà bello il mare, ma d'estate il lago ancor di più

Tre segnalazioni lacustri.

Di ritorno da una passeggiata in cerca di frescura al Campo dei fiori di Varese siamo incappati nel ristorante pizzeria Al lago di Gavirate, dove abbiamo mangiato pizze buone senza essere "gourmet" ma soprattutto abbiamo apprezzato il servizio più rapido che mi sia mai capitato di vedere in una pizzeria affollata (necessario anche per digerire il coperto a 2,50€). La location non è particolarmente amena (una palazzina riconvertita a ristorante) ma perlomeno c'è un parcheggio riservato proprio davanti al locale.

In centro a Stresa si fa cucina di qualità (e non si paga il coperto) alla Trattoria La botte, con prezzi non economici ma nemmeno stratosferici come purtroppo spesso capita di vedere nel milanese o nelle località turistiche. 16 euro per il carpaccio di polpo, delicato ma saporito, e 16 euro anche per i primi. Dessert sui 9 euro. Servizio gentile, sala non molto spaziosa, qualche tavolino sulla via nella bella stagione. Consigliato.

Ad Arona, invece, per rinfrancarsi dopo la salita alla rocca, ci si accomoda in cima al bar Ristoro corte della rocchetta, dove noi ci siamo limitati all'acqua e menta ma si fanno anche aperitivi con taglieri vari, sicuramente una destinazione da tenere a mente.

sabato 11 giugno 2022

L'angolo di... vino, Castellazzo Bormida


Capita a volte di essere fortunati. Quando in viaggio verso la riviera ligure google ti preannuncia code apocalittiche e ti vedi costretto a cercare ristoro nella wasteland alessandrina, può capitare di incappare in questo localino dal nome non originalissimo dove si serve un generoso apericena a 15 euro che comprende un buffet colmo degli antipasti di cui i piemontesi sono (erano?) maestri e un piatto di agnolotti.

Sorpresa, felicità, gratitudine e pancia piena rinfrancano il viaggiatore che puo' quindi affrontare il resto dell'epica traversata in pace col mondo intero, compresi i cantieri tra Ovada e Masone.

Roadhouse, Trezzano sul naviglio

Quando hai fame e sei in auto nell'orrida periferia milanese e invece di tentare la sorte in qualche locale basandoti su deliranti recensioni google decidi di minimizzare il rischio e ti dirigi al Roadhouse di Trezzano, sperando che ti garantisca almeno un parcheggio agevole.

In una sera infrasettimanale di aprile la clientela è sparuta e varia, e si minimizza anche il rischio di finire adiacenti alla classica tavolata di bambini e mamme urlanti. Con un po' di sforzo si trova anche qualcosa di appetibile nel menù (il rosti!) e con un po' di fortuna ad accudirvi ci sarà un cameriere intellettualmente normodotato.

Insomma, se uno va al Roadhouse sa cosa aspettarsi, non c'è molto da recensire.

Rossopomodoro, Milano

Quando hai fame ma non hai voglia di esplorare le migliaia di locali che ci sono in zona, e ti rifugi nel Rossopomodoro di Via Molino delle armi. In queste catene si va per non avere sorprese, e infatti non ne abbiamo avute: una buona pizza, prezzi tutto sommato decenti (nel senso di pizze sugli 11 euro) e, di martedì' sera, pochi clienti. Assortimento di dessert meridionali ipercalorici. Coperto a 2 euro.

sabato 2 aprile 2022

La ratera, Milano

Via Ratti non è propriamente Milano "downtown", anzi con un po' di fantasia vi potrete sentire quasi in campagna. L'atmosfera è quella delle trattorie ma la cucina è fatta con cura e propone sia piatti tradizionali che qualche rivisitazione, senza esagerare con gli esotismi. Si beve bene grazie ai consigli del personale su birre e vini, e si spende tutto sommato il giusto.

Il personale è molto cordiale e ci ha fatti sentire a nostro agio. La sala (o per meglio dire "cortile interno") può risultare un po' affollata, e parcheggiare nelle vicinanze non è impresa facile. Però si sta proprio bene e i prezzi sono nella media, anzi appaiono quasi economici viste le esagerazioni che dobbiamo spesso sorbirci anche da cucine con meno qualità di quella della Ratera.

One vision, Cuggiono

Una piccola birreria nel centro del paese, non distante dal parcheggio dell'ufficio postale. Birre di produzione propria e non, con qualche piatto caldo e freddo (aperitivi con stuzzichini vari, pulled pork, a volte pinsa o altre proposte estemporanee), con un servizio amichevole e accogliente e prezzi onesti.

Il locale beneficerebbe di un tocco più personale e "caldo" nell'arredamento, che oggi è un po' asettico, anche a causa delle dimensioni ridotte del locale.

Comunque un'aggiunta benvenuta al povero panorama della zona.