Categorie

abbiategrasso (3) acqui (2) albairate (3) angera (4) aperitivo (2) arese (1) arluno (3) arona (7) ascona (1) asmonte (1) assago (1) baggio (2) bar (1) bareggio (2) basiglio (1) bellinzago (1) bernate (2) bestazzo (1) birra (14) boffalora (3) bollate (2) bonarda (118) brinzio (1) brugherio (1) brunch (8) buonricordo (1) buscate (2) busto arsizio (4) cameri (1) camogli (1) cardano (1) carne (8) carpenzago (1) casale monferrato (1) case nuove (1) casorezzo (2) cassina nuova (1) castano (4) castellanza (1) castellazzo bormida (1) castellazzo di bollate (1) castelletto di cuggiono (4) castelletto ticino (1) casterno (1) cavaria con premezzo (1) celiachia (1) cerano (1) ceriale (1) cerro maggiore (2) champagne (40) cinese (9) cisano (1) cisliano (1) como (1) corbetta (7) cornate (1) corsico (3) cuggiono (9) dulzago (1) farinata (1) formazza (1) furato (1) gabiano (1) gaggiano (1) gallarate (5) galliate (2) gavirate (1) gelato (2) giapponese (1) greco (2) hamburger (6) Hors catégorie (1) indiano (2) intra (3) inveruno (5) kaputt (3) laveno mombello (2) legnano (4) lesa (2) levante (1) libano (3) Liguria (30) live (2) lonate pozzolo (6) maddalena (1) magenta (20) malnate (1) malpensa (1) malvaglio (1) marcallo (1) Masone (1) meina (1) melzo (1) mergozzo (1) mesero (1) mex (17) milano (76) milanofiori (1) modena (1) morimondo (2) mxp (1) novara (9) oleggio castello (1) orta (3) ossona (5) ovada (1) pallanza (1) panperduto (1) pero (1) perù (1) pesce (30) piemonte (6) pietra ligure (1) pizza (112) pogliano (3) ponente (25) pontenuovo (1) pontevecchio (3) pregnana milanese (1) ranco (1) rescaldina (1) rho (1) riazzolo (1) robecchetto (4) robecco (6) romano (2) rozzano (2) sacconago (1) sardegna (1) sesto calende (3) settimo milanese (1) siria (1) somma lombardo (5) sozzago (1) stresa (9) sushi (4) svizzera (1) thai (1) tornaco (1) tornavento (6) trecate (1) trentino (2) trezzano (3) turbigo (5) valeggio sul mincio (1) varese (2) vegetariano (2) verbania (5) vietnam (1) vigano (1) vigevano (1) vittuone (4) wannabe (148)
Visualizzazione post con etichetta pesce. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pesce. Mostra tutti i post

domenica 28 settembre 2025

Albergo ristorante Sole, Sesto Calende

Un bell'edificio sul lungofiume di Sesto Calende, il Sole offre sale calde e rustiche, come gran parte del cibo e del vino presente in menù. C'è anche un cortiletto interno. Si va dal pesce di lago al cinghiale, dal gnocco fritto ai risotti. Dolci fatti in casa, servizio gentile e sollecito, atmosfera famigliare degli hotel di una volta, prezzi nella norma. 

C'è un parcheggio gratuito all'altro capo del lungofiume.

sabato 22 marzo 2025

Merenpesca, Inveruno

Il Merenpesca ricalca la formula di altri locali della zona, pescherie tramutate in ristoranti dove si sceglie al bancone il piatto desiderato e poi si viene chiamati a ritirarlo quando pronto. Il ristoratore così risparmia sul servizio, e gli esperti di pesce possono dare sfoggio delle loro doti di individuazione della triglia più fresca o del mollusco più esotico.

L'esperimento fortunatamente qui è meno caotico che in altri casi, il locale è luminoso e tutto sommato tranquillo, nonostante il rischio di rimanere bloccati al bancone dietro uno dei suddetti esperti impegnato a verificare il pedigree di ogni singolo sgombro.

C'è un buon parcheggio all'ingresso. All'entrata si viene accolti da un inconfondibile "profumo" di mare che fortunatamente non ci si porta a casa attaccato ai vestiti.

sabato 24 agosto 2024

La pescheria, Bareggio

Mi sarà sempre incomprensibile la ragione dell'inossidabile reputazione di posti come La pescheria "da Claudio e Giuliano", specialmente come quella di Bareggio. Trentun luglio, serata afosa, un capannone della zona industriale, il cimitero da una parte e il depuratore dall'altra, parcheggio selvaggio in strada, gente che aspetta fuori dalla porta, folla di gente assiepata davanti al bancone appena entrati, frastuono tremendo ovunque. A peggiorare la situazione, il servizio semi-fai da te: ci si siede, si compila un foglio con le ordinazioni e lo si porta in cassa insieme al nome del proprio tavolo; si verrà poi chiamati quando i piatti sono pronti per andarseli a prendere. Il padrone risparmia - forse - sul personale, ma il risultato è che la serata è allietata senza interruzione dal deejay-cuoco che dagli altoparlanti chiama i nomi dei tavoli a tutto volume: "pesce porcooo" "pesce pallaaaa" eccetera eccetera tutta la sera. Anche le bevande bisogna andarsele a prendere. Le sale del locale sono arredate secondo lo stile accozzaglia marinara, fortunatamente senza sconfinare nel kitsch più molesto.

Lascio i giudizi sul cibo agli esperti di pesce: a giudicare dall'affollamento, dev'essere tutto buonissimo. Non abbiamo mangiato male, ma io non ho trovato nulla di speciale. Spaghetti alle vongole a 13 euro, tutti gli altri primi più cari. Vino del supermercato a 18 euro. Si pagano 2 euro di coperto, inspiegabili visto che il ristorante non offre né coperto né servizio. Addio.

domenica 2 febbraio 2020

Liguria 2019

Riassunto annuale delle nostre visite gastronomiche fuori stagione nel savonese.

Consigliati:
Iniziamo da Spotorno, dove abbiamo trovato due mete di valore: L'osteria ceci e grano, dove si fanno farinate e pizze al tegamino, ci si siede strettini nel dehors e ci si gusta senza fretta le specialità della casa, e il ristorante Al cambio, dove in un locale più classico si mangia "cucina (quasi) tipica" con qualche pretesa in più (anche nel prezzo) ma un servizio sempre caloroso.

Anche al Vascello fantasma a Laigueglia si fa cucina di qualità in un ambiente formale ma purtroppo quasi anonimo, nonostante la bella posizione a due passi dalla spiaggia. L'unica sala, quadrata e coi tavoli disposti in maniera altrettanto geometrica, non suggerisce calore o intimità.

Siamo tornati dopo qualche anno da U piccin in borgo castello a Loano, dove la pasta fatta in casa è sempre eccellente e l'ambiente raccolto del locale e del piccolo borgo regalano sempre una serata di calore e relax.

In una serata di pioggia diretti verso Sanremo ci siamo fermati al ristorante La cucina di Santo Stefano al Mare, dove si mangia e beve tipico, ci si rilassa scrutando gli arredi un po' demodé e in una giornata consona si può mangiare nel dehors osservando il passeggio della via.

A Finale, la piccola sala del ristorante Il sogno offre pesce fresco e cucina di qualità nel centro storico. I prezzi salgono un po' ma ne vale la pena. Il servizio c'è parso un po' enigmatico, con una cameriera estremamente professionale mentre il resto dello staff sembrava un po' distratto.

Nella zona del porto di Savona, rinnovata in tempi recenti, ci siamo trovati bene all'Osteria delle mancine, dove si va sul sicuro con la pasta, le acciughe e i dolci fatti in casa senza spendere un capitale.

Alla Locosteria di Pietra manca quel pizzico di formalità in più per fare un salto di qualità, ma nella minuscola saletta nel centro storico il servizio è cordiale e rapido e si mangia bene a prezzi tutto sommato contenuti.

Il ristorante Grani di pepe alle porte di Ortovero è stata una piacevole sorpresa, sia per il cibo che per l'ambiente, curato, professionale e rilassante. Hip hip urrà per il motto del locale: "cucina semplice".

Le pizze:
A Loano, vicino alla piazza del comune, ha aperto Workshop, un locale moderno arredato in maniera originale dove si scelgono gli impasti delle pizze "in pala alla romana". Buono e tutto sommato non caro. Sul lungomare, siamo tornati dopo molto tempo Da Carletto, che pur sotto l'insegna ristorante sembra puntare soprattutto sulle pizze, senza infamia né lode. Non ci ha particolarmente impressionati la braceria ristopizzeria La sagra del viaggiante (aka "bar del parco"), anche se ci siamo limitati alle pizze, e il locale ha sicuramente delle potenzialità. Siamo rimasti tutto sommato delusi dalle pizze della Locanda del marinaio alla marina, dove forse i piatti forti sono altri (i fritti?). Dopo la chiusura di Santino, si contendono la palma della pizza migliore di Loano Anema e core e Il basilico, con quest'ultimo in vantaggio, anche grazie alla location (il lungomare e un bel locale luminoso, rispetto a un brutto palazzone in una via buia per A&C).

Ad Alassio si va tutto sommato sul sicuro al Clapsy sul lungomare, perennemente minacciato dalle mareggiate.

Nel centro storico di Albenga, due buone pizze da Fra Diavolo (una mini-catena, arredata in maniera originale, dove si fanno anche abbondanti "stuzzichini" pre-pizza) e da Le anfore (locale più ruspante e vecchio stile).

Il resto:
Continua a non entusiasmarci particolarmente l'aperitivo del Vittorino a Loano, al quale preferiamo quello dell'Olivier's pub. L'affluenza media, però, dice il contrario.

In tema di bar, giovani hipster, cinquantenni splendidi e famigliole di satana si incontrano felicemente alla Latteria 2.0 di Borgio per fare colazione in un bell'ambiente luminoso e accogliente.

Sta perdendo un po' di appeal uno dei nostri rifugi preferiti, il The Ranch tra Pietra e Loano, ma rimane pur sempre una meta sicura coi suoi hamburger e le birrazze.

Segnalazione finale solo per dire peste e corna della pessima esperienza in trasferta a Nizza dove siamo incappati nella Cambuse, vera e propria trappola per turisti con un servizio pessimo, lento e maleducato, e un cibo deprimente.

domenica 28 luglio 2019

Lago food & co., Como

Qui su Lake Como può persino capitare di imbattersi in un ristorante turistico dove i camerieri parlano varie lingue straniere e accolgono i clienti con gentilezza invece della consueta svogliatezza made in Italy. Sul Lungolario Trieste abbiamo visitato insieme ad amici bimbomuniti questo bel locale, che ha anche qualche tavolo all'esterno (purtroppo su una strada inspiegabilmente non pedonalizzata), dove abbiamo potuto assaggiare delle buone pizze e intuire qualche piatto (pesce, risotti) all'apparenza di buona fattura. Tutto sommato si mangia e si beve a prezzi decenti (pizze sui 6-7 Euro, anche se per il risotto si finisce sui 18), considerata la location iper-turistica. Promossi.

sabato 12 gennaio 2019

Caffè Rubini, Romano di Lombardia

Una segnalazione al volo ma applausi scroscianti per il Caffè Rubini, dove si mangia da re, si beve bene, ti trattano bene, si paga il giusto e ti fanno persino un bello sconto.
Cucina prevalentemente di pesce, fritto di paranza, polenta e baccalà, generose porzioni di pasta.
Il locale è caldo e accogliente e si trova nel bel centro storico di Romano. Il servizio, cordiale e sollecito, non è proprio da cinque stelle ma vista la clientela ruspante non è certo il caso di avere i camerieri in guanti bianchi.
Evviva!

domenica 12 agosto 2018

Madreperla, Magenta

Devo confessare di avere dei pregiudizi contro il Madreperla. Ho pregiudizi verso chi sullo scontrino scrive "Madreperla" ristorante & pizza. Madreperla con le virgolette in che senso? Ho dei pregiudizi dovuti alla mia visita precedente dove il ristorante era preso d'assalto da una bolgia di clienti e io sono sempre sospettoso dei locali che si fanno fulmineamente una fama in grado di attirare folle di avventori.
Però bisogna dire che la pizza del Madreperla è buona.
Bisogna dire che se non c'è folla il servizio è molto buono e professionale, e che il locale è stato suddiviso in varie sezioni, ci sono i tavoli col separé, e sul soffitto ci sono pannelli fonoassorbenti, il tutto evidentemente a contrastare il frastuono che altrimenti si creerebbe in una pizzeria di queste dimensioni.
Oltre alle pizze la fa da padrona la cucina di mare, che come sappiamo ha i suoi estimatori sempre ansiosi di trovare il posto coi gamberi di Mazara Del Vallo più freschi del circondario.
Visto l'andazzo generale, non si spende nemmeno troppo, con una pizza allo spada che va a 10 Euro. Peccato per il coperto a 2,5 euro. Alla sera vengono accettati i buoni pasto al massimo fino alla metà dell'importo totale del conto, boh.

domenica 3 giugno 2018

Ristorante Rapanello, Lesa

Sembra facile trovare un tavolo libero senza aver prenotato una domenica a pranzo a inizio Maggio sul Lago Maggiore, ma non lo è. Siamo finiti appollaiati su un tavolo-trespolo del Rapanello, dove abbiamo potuto ammirare sia il lago che le acrobazie dei camerieri intenti ad attraversare la strada coi loro piatti, incuranti del traffico e del sottopassaggio vicino.
Si mangia praticamente sull'acqua, in un dehors a dir la verità non particolarmente affascinante ma pur sempre gradito. Si mangia bene, principalmente a base di pesce, con zuppe e griglie e crudi, peccato appunto essere praticamente sulla strada, visto che nelle vicinanze ci sono posti più attraenti. Tre Euro il coperto, secondi di pesce buoni e abbondanti ma pur sempre a 20 Euro.

domenica 10 dicembre 2017

Liguria 2017

Per la ricognizione culinaria di quest'anno abbiamo provato un po' di posti nuovi.  Iniziamo con le belle scoperte.

Il ristorante Nove ad Alassio quest'anno è finito su tutte le guide gastronomiche e un venerdì di metà novembre noi ce lo siamo gustati completamente indisturbati, unici clienti a pranzo.
Raggiungere Villa Della Pergola (il ristorante offre il parcheggio riservato) richiede qualche piccola acrobazia automobilistica, anche se, a partire dal grande pannello giù in piazza, le indicazioni stradali sono molto chiare. In ogni caso ne vale la pena, perché si raggiunge un'oasi di quiete con vista mare lontano dai caruggi dello shopping alassini.
Con 90 Euro a testa si può godere di un menù di sette portate, a partire dal "sasso" di carciofi, una più intrigante dell'altra e basate su ingredienti di stagione. Servizio stellare e location al top sotto tutti gli aspetti, sia all'interno che nel dehors che sarebbe stato sicuramente sfruttabile fino a pochi giorni prima. Si mangia, e si paga, da re.

Non gode della posizione del Nove La Spurcaciunn-a di Savona (anzi! quel tratto di lungomare è particolarmente deprimente), ma una volta attraversata la soglia del Mare Hotel ci si può ritagliare un angolo di esotismo grazie alle grandi vetrate sul giardino che vi separa dalla spiaggia.
Il servizio è professionale e cordiale, e la qualità del cibo fa passare in secondo piano qualche particolare un po' demodè dell'arredamento. Ci si può buttare sul pescato del giorno o concentrarsi -come faremo sicuramente di nuovo in futuro!- sul ciuppin, la zuppa di pesce da applausi e lacrime di commozione. Per chi vuole strafare e proseguire, anche il resto del menù è all'altezza, con proposte di dessert come le Sensazioni Di Gelato, che abbina tre gelati ad altrettanti superalcolici e garantisce la soddisfazione a fine pasto. Anche qui il parcheggio è riservato, e stando attenti ai vini ma sbizzarrendosi col resto si finisce sui 170 Euro in due. Viva il ciuppin!

Siamo finalmente riusciti a trovare aperto a novembre il Babette di Albenga, e ne è valsa la pena. Qui si fa "cucina innovativa ligure e mediterranea" praticamente sulla spiaggia, di fronte all'isola Gallinara. Anche qui, l'arrivo non è dei più promettenti, con quell'aria da walking dead di certe coste liguri d'inverno (si parcheggia per strada), ma una volta entrati si dimentica tutto e un pranzo sul dehors al tepore del sole autunnale è impareggiabile. I piatti sono "innovativi" senza esagerare e abbracciano tutta quanta la cucina ligure di mare, con -evviva!- porzioni abbondanti che non lasceranno scontento nessuno. Con 60 Euro a testa si mangia e si beve tanto e bene.

Una bella vista la offre anche il Rivamare di Borgio Verezzi, sulla Via Aurelia affacciato sulla spiaggia (anche se noi, non avendo prenotato, siamo finiti nella meno affollata saletta posteriore). Qui il servizio e la cucina si fanno più informali, senza nulla togliere alla qualità dei piatti, che oltre al menù offriranno anche proposte giornaliere. Antipasti sui 14 Euro, primi sui 16, e niente coperto. Torneremo sicuramente, lontano dai weekend e dalle feste comandate. Con un po' di preparazione, a ottobre ci si può sicuramente gustare anche un bel tramonto autunnale. Il Rivamare offre anche alcune camere.

Fuori zona, ci siamo fermati a pranzo da Lucio "a Casetta" a Imperia, anche qui unici avventori a pranzo a metà novembre. Non si può non prendere il cappon magro o lasciarsi guidare dalle proposte della pesca del giorno. La "casetta" è accogliente ed elegante, anche se dà l'impressione che i tavoli siano un po' troppo vicini per garantire tranquillità in caso di sala piena. Primi sui 24 Euro, secondi sui 28. Si posteggia facilmente e si possono fare due passi sul lungomare, anche se la zona è abbastanza fuori mano.

Tornando ai locali più "rustici", non abbiamo mancato di fare visita alle nostre pizze preferite, la alta e morbida di Oh! Mammamia di Pietra Ligure, la soffice della Betulla a Finale Ligure, quella napoletana di Anima e Core e quella ai carciofi di Santino, entrambi a Loano. Tra Loano e Pietra il nostro porto sicuro è il The Ranch e coi suoi hamburger. Ad Alassio si va abbastanza sul sicuro al Clapsy.
Nuova scoperta positiva in fatto di pizze, sulla spiaggia a Laigueglia la pizzeria Mentelocale, dove se ne possono provare molte originali, accompagnate da buona birra.

Dimenticabile, invece, la pizza di Lo Spuntino in Piazza Palestro a Loano.
Le pizze sono buone anche a Il Gusto a Pietra Ligure, che ha tappezzato la zona con la sua proposta di pizze senza glutine (che però fa pagare maggiorate). Il locale si trova al piano terra di un bel palazzo d'epoca, e a fianco c'è un piccolo parcheggio. Complici le pizze sugli 8-9 Euro e anche 2 Euro di coperto evitabilissimi, si finisce a spendere non poco.
Tipica location per le pizzate estive è la pizzeria La Grotta sul lungomare a Finale, ma a fine ottobre dice ben poco.

Abbiamo provato l'Osteria da Oride a Pietra, piccola trattoria frequentata apparentemente principalmente da habituè, piatti rustici, ammennicoli vari appesi un po' ovunque, servizio "casalingo" (casalingo di quelle mamme che ti fanno sparire il piatto da sotto il naso anche se non avevi ancora finito perché c'è da fare in fretta) ma tutto sommato cordiale. Si può trovare qualche piatto sfizioso, ma le porzioni non sono generose e i 70 Euro in due del conto finale suonano un po' esagerati.

Ultime due menzioni per il ristorante Da Sofia che abbiamo scelto a caso di passaggio a Ventimiglia, piccolo locale dove si servono fritti di mare, vongole e assortimenti di taglieri vari a una clientela altrettanto ruspante, e all'ineffabile Fuoco & Fiamme di Borgio Verezzi, dove in un tentativo di atmosfera medieval-cavalleresca ("i viziosi dolci del sovrano" è la pagina dei dessert sul menù) si servono pizze, hamburger e "cervogie" a una disparata clientela di famigliole, gruppetti di adolescenti e tavolate di amici. La musica medieval-elettronico-metal sparata a tutto volume, le sedie scompagnate e le spugnature "audaci" (per usare un eufemismo) su pareti e soffitto completano l'effetto straniante. Indefinibile.

sabato 10 giugno 2017

Ristorante della commenda, Morimondo

[Edit 2023: chiuso]
[Edit 2021: purtroppo il ristorante ha cambiato gestione e approccio alla cucina]
 
Morimondo è un minuscolo borgo aggrappato alla sua abbazia e assediato da schiere di anonime villette. Da visitarsi rigorosamente solo fuori stagione o almeno evitando il fine settimana, è possibile godersi la vista della e dalla abbazia (sempre cercando di dimenticarsi le villette) e farsi un aperitivo nella piazzetta a pochi passi di distanza.
Poche vie più in là c'è il Ristorante della commenda, altra via di fuga dall'anonimia delle vie circostanti, col suo vialetto d'ingresso che vi porta al locale, ricavato da quelli che un tempo erano i portici di una casa di signori di campagna, forse ricovero per cavalli o magari piccole stalle.
In questo elegante ristorante ci si rilassa e si mangia da re, scegliendo alla carta o tra alcuni menù a degustazione. Qui il Sud Italia è salito al Nord ma senza il fare spaccone di certi menù fondamentalisti. Qui ci sono i gamberi, la burrata, la bottarga, ma anche il gorgonzola, il lardo e il risotto, tutto unito e rivisitato con grande naturalezza e risultati da 10 in pagella.
Su tutto, in una serie di dessert già superlativa ("Tiramisud"), svetta il Pane Burro E Zucchero: per chi come me faceva merenda con la fetta di pane, una generosa spalmata di burro e un'altrettanto generosa spolverata di zucchero, la tentazione è irresistibile. Questa rivisitazione è da applauso, da lacrime agli occhi, da ovazione, da... ordinare due dessert perchè il primo che avevi scelto non era il Pane Burro E Zucchero.
Entusiasmo alle stelle per il Pane Burro E Zucchero.

domenica 26 febbraio 2017

Liguria 2016

Come al solito bisogna arrivare alla primavera per tirare le gastronomiche somme della consueta visita ligure autunnale. Lo spunto lo dà la gita di ieri e il pranzo all'Osteria del Buon Gusto sul lungomare di Finale, una nuova apertura che però non ci ha soddisfatti granché: baccalà mantecato, insalata di polpo e fritto misto di pesce tutti purtroppo non riusciti alla perfezione. Abbiamo mangiato all'esterno (1,5 Euro di coperto, purtroppo!) mentre l'interno del locale purtroppo condivide con le pizzerie vicine una pessima aerazione.
Tornando allo scorso ottobre-novembre, abbiamo fatto la conoscenza del ristorante Aqua, all'estremità sud di Varigotti, dove nonostante la serata morta (il locale, sul mare, merita la visita a pranzo) si è mangiato benone, mescolando Liguria e sud Italia. Si finisce facilmente sui 100 Euro in due.
A Finale, su Via Roma abbiamo provato l'Ambicò, positiva sorpresa per un locale che da fuori sembra non promettere molto ma che offre una buona cucina tipica, preparata e presentata con stile. Sicuramente da tenere d'occhio. Speriamo che i proprietari tolgano la fastidiosa TV appesa al soffitto: non sono mica venuto per guardarmi il telegiornale! Piatti sui 14-18 Euro.
A Finalborgo come al solito si mangia da re Ai Torchi, dove non si paga il coperto ma la cucina e quindi si finisce abbondantemente sopra i 100 Euro in due. Per metà della spesa si mangia cucina tipica nella location più ruspante della trattoria Invexendu, in piazza del Tribunale: cappon magro, zuppa di ceci, vino della casa e vai così, in compagnia di climber più o meno scapestrati. Promosso. [edit: ora il locale si chiama Da Gillo]
A Pietra, abbiamo provato la dimenticabile pizzeria Roxi, che non riesce assolutamente a scalzare dal nostro personalissimo trono la pizza al tagliere del Mamma Mia, nostra meta ricorrente.
In frazione Ranzi, la trattoria pizzeria da Piero offre una sala spartana ma panoramica affacciata sul mare di Loano e un forno a legna da cui escono pizze e farinate. C'è anche una cucina grazie alla quale si mangiano primi e secondi alla buona. Una viuzza (siamo dietro la Chiesa) separa la sala con vista dal resto del locale, che è qualcosa a metà tra un bar e la sala da pranzo dei proprietari. Una location sicuramente da valorizzare di più, ma che evidentemente campa più che decentemente grazie agli habitué della pizza da asporto e non.
Giù a Loano si confermano sempre affidabili nelle rispettive categorie il tex-mex del The Ranch sull'Aurelia e la gastronomia-diventata-trattoria Il Buon Boccone sul lungomare, dove si mangia genuino e il servizio è sempre sorridente. Alla ricerca di una buona pizza, l'abbiamo trovata all'Anema e Core, che purtroppo si trova nella non ridente piazza Assereto. Anche la piccola sala non invoglia molto il visitatore occasionale, ma la pizza napoletana è buona e "certificata" dalle innumerevoli icone di Totò e Peppino alle pareti.
Sul lungomare di Alassio si mangia la focaccia stile Recco e buone pizze al Clapsy e Clapsy Jeans, dove le dimensioni del locale garantiscono buone possibilità di trovar posto. La differenza tra i due locali è che uno fa il giropizza e l'altro no, se ben ricordo. Sono uno a fianco all'altro. Ci sono varie pizze originali e si mangia senza farsi rapinare, che ad Alassio è già un risultato.
In Calata Cuneo a Oneglia di Imperia ci siamo trovati bene al Pane e Vino, uno dei numerosi ristoranti affacciati sul porto. Ci siamo poi concessi un altro po' di lusso al ristorante Sarri di Porto Maurizio, dove purtroppo la sala diventa un po' più affollata di quanto ci piacerebbe, ma si fa gran cucina e si esce soddisfatti nonostante i piatti navighino verso i 20 Euro.

domenica 11 dicembre 2016

Carne e pesce a Milano

Cioè, Milano si fa per dire. Pesce Matto sta a Cesano Boscone, in Via Milano, d'accordo, ma non è certo Milanomilano. La zona non è ridente e il parcheggio è impossibile. Da fuori, a novembre, le vetrine sono completamente appannate, ci si avvicina e si vede un bancone del pesce e alcuni brutti ceffi che ci armeggiano intorno. Si entra e l'arredamento è minimale, pulito e luminoso ma giusto un gradino sopra il livello circolinodeldopolavoro. Però poi ci si scatena col menù di questa pescheria-friggitoria-spaghetteria che fa anche asporto e consegna a domicilio alla sera. Ovviamente, c'è solo pesce, in tutte le forme e in tutte le salse, dalla zuppa al fritto al burger alle crudité che oggi vanno tanto di moda. Ci viene in pausa pranzo il milanese più o meno imbruttito, e spesso si beve anche un bicchiere di vino, anche se poi la mappazza si fa sentire nell'afternoon all'office. Con 20 Euro ci si ingozza, con 15 si sta bene. Il servizio è sollecito e professionale. Evviva!
Al Muu House in viale Giulio Richard, invece, si mangiano "le migliori carni del mondo" - oh, lo dicono loro! Non sarà certo una sola visita al 28 di novembre a permettermi di addentrarmi in giudizi di merito su cotanto slogan. Il locale è gestito dalla stessa squadra che opera il bar tabacchi a fianco, e se arrivate poco prima delle 20 potrete assistere in diretta alla trasformazione da tabaccai a maitre, e al sorprendente riempimento del locale anche in un anonimo martedì sera. La zona purtroppo non è delle più ridenti e per fortuna il parcheggio sotto il cavalcavia è a pochi passi dal locale. Il locale è molto spazioso anche se un po' cupo e offre un po' di tutto (fino alle pizze!) oltre alle carni che dovrebbero essere il piatto forte. L'abbiamo provato con dei coupon molto convenienti coi quali ci siamo assicurati un antipasto misto di salumi e formaggi, un assaggio di primi (per la verità, una delle due pastasciutte sapeva un po' troppo di "orientale"...), alcuni assaggi di carne e calici di vino scelto tra una buona selezione. La formula del menù fisso ovviamente non è l'ideale per valorizzare la cucina di qualità o il rapporto qualità-prezzo, e quindi come detto non mi addentro in giudizi di merito, anche se la serata si è svolta senza alcun intoppo e ce ne siamo andati sazi e soddisfatti.

domenica 10 luglio 2016

Battipalo, Lesa

Sorprendentemente, un venerdì sera di luglio, il Battipalo di Lesa sul Lago Maggiore non era tutto esaurito, ed è un peccato, perché il posto merita, ma anche una fortuna, perché così ci si può godere con tranquillità un posto nel dehors sul Lago Maggiore. Il Battipalo, facile da trovare sul lungolago, è un ex imbarcadero che oggi offre un menù di gran qualità in una location tranquilla e romantica. La lista è varia ma non chilometrica, e offre diversi piatti di pesce di lago ma anche qualche piatto di mare e di carne. Come antipasto abbiamo preso le acciughe (un vero peccato di gola: buone e ben presentate, ma pur sempre 12 Euro per pane burro e acciughe, la merenda dei poveri) e l'"uovo croccante", preparato alla perfezione con le sue verdurine croccanti anch'esse. E poi, sempre all'insegna della cottura perfetta, la piovra (18 Euro) e un risotto (14) dai sapori sorprendenti. Anche la lista dei vini non è chilometrica ma mi pare offra diverse scelte per tutti i gusti. Il servizio è stato gentile e sollecito. Il coperto, 3 Euro, include un simpatico amouse bouche a base di mortadella e i cestini di buon pane. Altra golosità, tra i dolci molto invitanti, lo zabaione (7 Euro) che però non mi ha entusiasmato come speravo. Caffè a 2 Euro con biscottini e mini meringhe.
Si posteggia in mezzo alle auto di lusso a pochi metri dal ristorante, e poi si fa una passeggiata sul lungo lago. Arrivederci!

sabato 30 aprile 2016

Pier 52, Milano

No, niente a che fare col molo numero cinquantadue. E' che qui siamo al 52 di Via Piero della Francesca (più o meno, visto che si entra dietro l'angolo). La sala è spaziosa, luminosa e i tavoli imbanditi come si conviene a un ristorante di classe. Sono il pesce e i frutti di mare a farla da padrone (ogni Milanese Imbruttito sa benissimo che a Milano si mangia il pesce migliore d'Italia ecc. ecc.), con alcune deviazioni che incuriosiscono: abbiamo provato la "carrozza con mozzarella" e il carciofo pazzo con taleggio e tartufo. Le diciture un po' ridicole abbondano, dal bigolo (rigorosamente al singolare anche se per fortuna ce ne portano un piatto intero) mantecato alle acciughe, al gambero "planciato" (che poi se ho capito bene, vuol dire "alla griglia"). Tutto buono e presentato molto bene. Era Venerdì a pranzo, quindi il locale era deserto, il servizio è stato professionale e molto gentile. C'è una carta dei vini ben fornita ma non chilometrica, e una manciata di questi si possono avere anche al bicchiere (che ovviamente qui si chiama "calice"). Antipasti e Primi sui 12-14 Euro. Coperto a 3 Euro, gentilmente abbuonato alla cassa all'interno di uno sconto tutto sommato generoso. Si viaggia sui 50 Euro a testa, si mangia bene e ci si concede un po' di lusso, praticamente in centro a Milano.
Parcheggio ovviamente proibitivo.

sabato 26 marzo 2016

Liguria 2015

Ormai al quinto anno di soggiorno autunnale sulla riviera di ponente le "scoperte" si riducono di numero e ci si affida sempre di più ai locali provati negli anni precedenti.

Tra gli immancabili, nella categoria "ruspanti" ci sono sempre: la pizzeria Mamma Mia in Piazza Martiri della Libertà a Pietra, col suo ambiente rustico, il servizio gentile e la pizza al tagliere alta e morbida; il Buon Boccone a Loano, gastronomia per ghiottoni con tavoli all'aperto protetti dal vento; la pizzeria La Betulla a Finale, che quest'ultimo anno però ci ha lasciato un ricordo un po' troppo persistente sotto forma di odore di cucina e ci ha spinti verso l'adiacente I Sapori, che propone una buona pizza allo stracchino ma purtroppo non è risultata meno "profumata"; il tex-mex The Ranch tra Pietra e Loano, nel quale spesso risulta insiegabilmente difficile farsi assegnare un tavolo comodo anche quando il locale è vuoto; il Café des artistes a Pietra, il bar più carino della zona, dove sparlare dei passanti crogiolandosi al sole con un buon cappuccino.

Tra le novità: abbiamo provato la pizzeria La Lanterna ad Alassio, pizza non male e un locale troppo angusto ma praticamente sulla spiaggia; delusione per i prezzi salatissimi del ristorante-pizzeria Da Max sul lungomare di Pietra; panini ben fatti al bar La Playa a Borgio Verezzi, direttamente sul mare, a dire il vero l'unico punto di ristoro all'orizzonte dopo una passeggiata un po' impegnativa.

Salendo di livello, siamo tornati al ristorante Bei Gisela in Via Colombo a Finale dove con 30 Euro a testa si mangia e beve bene in un ambiente tranquillo e curato.
La sedicente "antica osteria" La Sosta a Laigueglia quest'anno ci ha invece convinti meno che in passato, con un menù a prezzo fisso da 20 Euro che però lasciava molto a desiderare per ingredienti (pesto anonimo) e porzioni (fritto misto sparuto); giornata no anche per il Ristorante Antica Osteria Saracena Del Bergallo (sic) dove menù, servizio e prezzi (92 Euro in due) non sono stati all'altezza della location e del panorama: piatti mancanti, servizio distratto, polpo, coniglio e ravioli tutti purtroppo abbastanza anonimi.

La new entry è l'Osteria Colla Micheri, nella frazione omonima di Andora, sopra Laigueglia, ottima scusa per una piccola gita con passeggiata a Capo Mele, offre un menù fisso a 25 Euro; 

Si fa grande cucina al ristorante La Voglia Matta nelle viuzze di Voltri, dove i prezzi lievitano di conseguenza ma si mantengono sui 50 Euro a testa; nelle vie del centro storico di Borgio abbiamo mangiato, tra l'altro, un cappon magro da applausi Da Casetta, con le sue due sale caratteristiche (sui 30-40 euro a testa); per concludere, è immancabile la visita al Doc di Borgio: gustarsi la tranquillità del sole di Novembre sul dehors della bella villa tra i profumi di mentuccia e di agrumi assaporando quel pesce che si scioglie in bocca non ha prezzo.


mercoledì 11 novembre 2015

Giappone e Caraibi, due veloci

Due segnalazioni veloci che avevo qui da un bel po'.

A Settembre abbiamo provato il sedicente ristorante cubano Il cantuccio di Felipe a Sesto Calende, "sedicente" perché una descrizione più opportuna sarebbe rhumeria (ammesso che la parola esista) e cucina di ispirazione caraibica, visto che di piatti tipicamente cubani non ne abbiamo visti. Si va dal pesce di mare all'aragosta alle tortillas, tutto buono, per carità, ma non entusiasmante. Il vero "piatto" forte è invece il rhum, di cui il titolare è grande appassionato e collezionista e sul quale vi saprà intrattenere ad libitum. Il padrone è celiaco e questo garantisce la cura della cucina fatta senza glutine come si deve. I prezzi non sono proletari: 3 Euro di coperto (caruccio, per un locale che tra l'altro è piccolino - fortunatamente le rhumerie non sono ancora prese d'assalto dalle famigliole con passeggino), rhum a 9 Euro, secondi piatti di pesce, abbondanti, a 20. La sala è calda e accogliente, "addobbata" dalle centinaia di bottiglie di rhum a disposizione; servizio cordiale. 190 Euro in quattro. La location è carina e consigliata per farsi una bella passeggiata sul lungolago.

A inizio Ottobre siamo invece stati all'Impero di Abbiategrasso, ristorante cinese-sushi rigorosamente preso d'assalto dalla numerosa clientela. Fortunatamente non stiamo parlando di uno di quei deleteri all-you-can-eat di cucina italo-orientale che ormai spuntano dappertutto, ma di un locale dove scoprire un ampio menù di sushi, tempura, teriyaki, zuppe, di buona qualità e a prezzi accessibili. Si parcheggia nelle vie limitrofe; prenotazione praticamente obbligatoria. Ristorante molto affollato che riesce comunque a rimanere relativamente tranquillo. Il contrasto con lo scontrino di Felipe è impietoso: all'Impero abbiamo speso 68 Euro in quattro, mangiando bene e a sazietà con anche 2 Euro di coperto.

domenica 12 luglio 2015

Vacanze in Liguria

Raccolta degli scontrini raccolti in tre settimane di ferie a Camogli (e dintorni).

Iniziamo con una carrellata dei locali più informali, come bar e gastronomie: fatta una puntata a Genova per l'Acquario, abbiamo provato uno dei locali presenti nella zona del porto antico: il Fastfood, che si propone come una sorta di hamburgeria di qualità, non ci ha impressionati granché: servizio non "fast" pur col locale vuoto e panini non memorabili; prezzi onesti.
A Camogli, la gastronomia Sciuscià e Sciorbì in Via 20 Settembre prepara cestini per la spiaggia e vari piatti appetitosi. Il Bar Auriga sul lungomare accompagna i propri cocktail con abbondanti piatti di antipastini: consigliato per l'aperitivo (8 Euro). Ci siamo trovati bene anche al Cavalli Wine Bar, sempre sul lungomare, dove si può bere qualcosa come aperitivo ma anche gustarsi dei buonissimi dessert. L'unica esperienza che classificherei come "pessima" l'abbiamo avuta al bar La Cage Aux Folles, dove, dopo esserci bevuti un pessimo caffè servito da un barman col muso lungo fino a terra, si è svolta la seguente surreale "conversazione":
io: "quant'è?"
barman, guardando dall'altra parte: "due".
io metto i due euro sul bancone.
il barman non mi guarda
io: "buonasera".
il barman non risponde e non mi fa lo scontrino.
io esco.
Nella frazione Ruta di Camogli, invece, detta legge Da Nicco, costantemente preso d'assalto per colazioni, aperitivi e cene. Si mangia bene, i prezzi sono onesti, i camerieri gentili. Si possono anche comprare marmellate, vini, creme, salse e quant'altro. Proveniendo da Camogli si trova sulla destra appena prima della galleria per Santa Margherita, a fianco delle ambulanze dei volontari del soccorso.

Per quanto riguarda i ristoranti, a Camogli ci siamo concentrati sul lungomare e abbiamo provato:
La spaghetteria Il Portico dove, come ci si può aspettare, si possono mangiare buone pastasciutte ma anche antipasti di mare ben fatti. Il locale è piccolino e ci sono alcuni tavolini per due all'aperto. Primi a 8-9 Euro, coperto al prezzo ragionevole di 1,5 Euro, bottiglia di Corona a 3 Euro. Onesti.
Dalla parte opposta al Portico c'è La Piazzetta, un ristorante con qualche pretesa in più e una bella terrazza da cui gustarsi il tramonto dietro "l'isola" di Camogli. Buoni ma carucci gli antipasti (polpo grigliato e acciughe, 12 Euro cadauno), un po' deludenti le lasagne al pesto (consistenza della pasta un po' "del supermercato"), ben fatta la crema catalana. Il coperto sale a 2 Euro, totale 60 Euro in due più il vino.
A metà strada tra i due, il Bar Ristorante Pizzeria La Primula, dove abbiamo solo provato la pizza, che si conferma non essere il piatto forte della zona. Abbiamo visto transitare piatti di pesce sugli altri tavoli. Pizze a 8 Euro, coperto a 3 (e qui iniziamo a esagerare).
Poco distante, l'Osteria delle Pance si affaccia direttamente sulla spiaggia dove con amici abbiamo provato, tra l'altro, fritto misto e spaghetti allo scoglio dall'aria invitante e una pizzata non male. Coperto a 2 Euro e servizio rapido e gentile ("infatti il cameriere non è italiano" ha commentato qualcuno, riferendosi alla non proprio calorosa accoglienza riservataci altrove). Piatti sui 12-15 Euro.
Nella frazione San Rocco, che sovrasta Camogli, ci sono due ristoranti, uno dei quali è La cucina di Nonna Nina, dove ci siamo mangiati una buona ricciola nel piccolo dehors sul retro, oltre ai buoni antipasti. Ci siamo trovati bene ma i prezzi ovviamente lievitano rispetto agli standard delle "pizzerie", col pesce a 20 Euro a persona e gli antipasti sui 10 Euro, per un totale sui 90 Euro in due compreso del vino. Unico appunto è il menù scritto a mano e in dialetto, di difficile lettura per un italiano, figuriamoci per gli stranieri, che tra l'altro erano l'80% della clientela presente. Consigliato.
Allontanandosi da Camogli verso Santa Margherita, un paio di chilometri dopo la galleria c'è il Ristorante San Lorenzo (dalla frazione San Lorenzo Della Costa) dove ci siamo recati con grandi aspettative per una zuppa di pesce che ci era stata reclamizzata come imperdibile ma che si è rivelata alquanto scarsa, seppur buona. Il locale ha un dehors carino ma purtroppo affacciato su parcheggio e statale, e una sala, carina, al primo piano. Scontrino "forfait" con "2x 30 Euro Menù fisso" e tanti saluti. Non ci ha impressionato.
Scendendo a Santa Margherita ("Santa" per gli habitué) ogni ristorante è una potenziale trappola per turisti e ovviamente bisogna stare estremamente all'erta. Siamo finiti nell'unica pizzeria del lungomare (in realtà anche qui affacciati sull'Aurelia) non presa d'assalto, la Palma. Coperto a 3 Euro, pizza romana a 8, birra media a 6, caffè a 3. Adieu, Santa.

Coscienti di fare una follia che ci sarebbe costata carissima, ci mettiamo i vestiti della festa e prenotiamo in piazzetta a Portofino, al Chuflay (pron. "ciuflài"). Di ristoranti di classe dai prezzi stratosferici qualcuno ne ho visto, ma tutti, per una ragione o per l'altra, giustificavano la spesa: qui, no. All'interno suona un pianista; il dehors è diviso in due: una parte davanti al ristorante e una in un piccolo serraglio in mezzo alla piazzetta. Il servizio è apparentemente d'alta classe, ma al personale manca quel pizzico di portamento e attenzione al cliente che giustifica certi prezzi (coperto a 6 Euro). La clientela è composta principalmente da miliardari russi accompagnati da ventenni in minigonna o altre coppie altrettanto malamente assortite e cariche di borse di Fendi e Brunello Cucinelli. Mi vergogno a scrivere il conto totale, e mi limito a sottolineare l'orata da 114 Euro presentataci su un vassoio gigante e poi tramutatasi, dopo la pulizia, in due minuscole strisce di filettini ciascuno accompagnati da un altrettanto minuscolo piattino di anonime verdurine. Ricarichi deliranti sui vini e un conto finale di proporzioni fantozziane che, ripeto, non ho nemmeno il coraggio di scrivere. La dimostrazione che "prepararsi al peggio" a volte non è sufficiente.

Per rimettersi il cuore in pace con la Liguria e il mondo della ristorazione in generale, prenotiamo quindi alla Brinca di Ne, in Val Graveglia, fuori Lavagna. Qui la cucina (di terra, come si addice alla vera cucina ligure) è di alta qualità, i prezzi sono onesti e le porzioni sono abbondanti. Gran soddisfazione come al solito per l'antipasto misto (11 Euro - hurrà per la frisciulla al pesto!) e per i primi (ravioli cu tuccu, gnocchetti di farina di castagne, taglierini fatti a mano... tutti intorno alle stesse cifre). Unico lato negativo della serata, i bambini urlanti del tavolo a fianco. Un cartello all'ingresso di questa oasi di buona cucina avvisa che i cani non sono più accettati nel locale dopo qualche non meglio identificato grave incidente; la cordialità del signor Circella alla cassa mi ha fatto desistere dal richiedergli una politica analoga anche per i bambini maleducati. Andate alla Brinca fuori stagione e riappacificatevi con la cucina ligure.

domenica 7 giugno 2015

Il ritrovo dei golosi, Tornavento

Edit 2019: il ristorante sembra finalmente essersi assestato con una nuova gestione e ora si chiama Della Villa.

Vecchia gestione 2015:
Un secondo ristorante si affaccia ora su Piazza Parravicino a Tornavento. Il target è ben diverso da quello del tradizionale Circolo preesistente, e per ora quest'ultimo non ha niente da temere: lo scorso 2 Giugno c'era una lunga coda per entrare, mentre i "nuovi arrivati" non riempivano ancora tutti i tavoli. Il Ritrovo Dei Golosi vuole proporre cucina più ricercata e presentata in maniera "elegante", offrendo diversi piatti di pesce in un menù composto da 4-5 scelte ognuno per antipasti, primi, secondi. Purtroppo la nostra prima visita non è stata delle migliori.
Cominciamo dai lati positivi:
La location è splendida. Sedersi all'aperto con la vista sulla valle del Ticino è un'occasione da non farsi scappare.
I "cefalopodi" dell'antipasto erano pochi ma buoni.
C'è un buon gelataio adiacente.
Fine.
La lista delle cose andate storte purtroppo è ben più lunga.
Pur avendo prenotato, ci abbiamo messo un'ora e mezza per mangiare un antipasto e un primo. I due camerieri correvano come matti ma l'impressione è che il collo di bottiglia fosse in cucina. All'uscita, abbiamo sentito il "caposala" giustificarsi con la cassiera borbottando qualcosa circa il fatto che fossero arrivate "30 persone tutte assieme"... Credo che se uno apre un ristorante e basa il suo business plan sul non avere la sala piena il 2 Giugno, beh... lo vedo male.
Per un ristorante di certe pretese come questo, almeno un foglietto con l'elenco dei vini uno se lo aspetterebbe, e invece: "il vino lo volete in bottiglia o al calice?"; "al calice. cosa avete?"; "abbiamo la marca xyz del Friuli, è buono, c'è bianco e rosso". Prezzo: ignoto.
Ma il punto più dolente di tutta l'esperienza sono i prezzi. Tre Euro tre di coperto per un tavolino traballante, un servizio volenteroso ma nulla più, un ritardo biblico e due cestini di pane, seppur buono. Sedici (16) scandalosi, ingiustificatissimi Euro per il minuscolo antipasto "tiepido di carciofi e cefalopodi" che consisteva in non più di tre seppioline e un carciofino a fette: buono, per carità, ma un ristorante come si deve un piatto del genere te lo offre come amuse bouche prima di iniziare. Dodici (12) Euro per una "calamarata pecorino e macedonia" senza infamia né lode, e quattordici (14) per le "mafaldine al ragù di quaglia, asparagi e asiago", dove si è raggiunto il vertice del ridicolo, in quanto le mafaldine sono state sostituite da dei radiatori, perché "con le mafaldine abbiamo avuto un problema" e poi "i radiatori si sposano meglio con l'asiago", formaggio che però non c'era! Un litro di naturale a 2,50.
Altro aspetto negativo è che, pur avendo a disposizione una piazza, il Ritrovo Dei Golosi riesce a farvi finire gomito a gomito col tavolo a fianco, di cui potrete ascoltare tutte le chiacchiere per ingannare l'attesa dei piatti.
Gesto di buona volontà alla cassa, dove i due calici di vino dal prezzo ignoto ci sono stati abbuonati, ma dove abbiamo dovuto sorbirci l'affermazione che "le mafaldine sono quasi uguali ai radiatori".
Prenotato per le 20 e scontrino fatto alle 21.41, fuggiti a gambe levate appena finiti i primi, ovviamente senza dolce né caffè.
Archiviamo sotto "serata storta" e ci vediamo l'anno prossimo; cucina e servizio da una parte e prezzi dall'altra devono tornare sullo stesso pianeta: o i primi diventano stellari, o i secondi tornano sulla terra.

Update: il 5 Settembre, festa del paese, il ristorante aveva il dehors chiuso e in due ore non abbiamo visto entrare un solo cliente.

Update: il 7 Maggio 2016, il ristorante era "chiuso per ferie" senza indicazione della data di riapertura.

Update: a inizio Giugno 2016, il locale era chiuso, alla ricerca di nuova gestione.

Update: a Maggio 2017, il locale ha riaperto.

Update: estate 2018, sembra aver nuovamente cambiato gestione.

sabato 14 febbraio 2015

La Gramola, Turbigo

CHIUSO

La Gramola vuole essere uno dei pochi ristoranti "eleganti" e di buon livello culinario della zona, grazie a un arredamento moderno e curato e una cucina di qualità e ben presentata.
Per i miei gusti, i menù si concentrano un po' troppo sul pesce, anche a causa del fatto che è difficile, in questa zona, definire una cucina "del territorio" e contemporaneamente "di classe". Come detto, tutti i piatti sono ben presentati e offrono anche qualche trovata golosa e originale, come l'utilizzo di liquirizia, menta o acciughe.
Il servizio è gentile e professionale; pane e grissini fatti in casa, anche se ritengo, come sempre, che il coperto (3 Euro) sarebbe da evitare. Una buona varietà di vini, con prezzi nella media. Antipasti e primi intorno ai 15 Euro, secondi sui 20. Menzione particolare anche per i dessert, buoni e originali. E' quindi facile superare i 100 Euro per due persone.
Situato sulla provinciale, in zona non particolarmente amena, il ristorante offre un piccolo percheggio sul retro e qualche posto auto davanti.
Rendere il menù un po' più "tipico" e meno dipendente da astici, rombi e vongole aggiungerebbe "personalità" a questo ristorante, innalzandolo con più decisione dal resto del panorama circostante.
Consigliato per una serata rilassante.

domenica 22 giugno 2014

Liguria 2013

Quando si dice "fuori tempo massimo": ormai sono passati 7-8 mesi dalla nostra ormai consueta permanenza autunnal-invernale in Liguria, e ho ancora qui tutti gli scontrini e biglietti da visita degli innumerevoli locali dove abbiamo ingurgitato le calorie che abbiamo poi senza successo cercato di bruciare in altrettanto innumerevoli camminate.
Siccome tra poco si parte per le ferie (montagna d'estate, mare d'inverno), vediamo se sfogliando il mazzo di foglietti esce qualcosa ancora degno di nota dopo tutto questo tempo. In ordine rigorosamente sparso, iniziamo col ricordo della serata "street food" di Alassio, dove per la modica cifra di 5 Euro ci si poteva accaparrare un piccolo scartoccino di fritto misto o altre specialità del luogo; idea simpatica, quella di passeggiare spiluccando per le viuzze o sulla spiaggia, ma esecuzione un po' troppo "VIP" per i nostri gusti (a volersi saziare con 5 Euro a scartoccino c'è da andare in bancarotta), dalla quale siamo quindi fuggiti a gambe levate.
La fuga ci ha quindi portato, fortunosamente e fortunatamente, all'Antica Osteria La Sosta di Laigueglia, dove per la modicissima cifra di 18 Euro a persona abbiamo mangiato bene, abbondantemente e tranquillamente in un bel ristorante rustico in un caruggio, senza vista mare ma con tanto calore. Esattamente l'opposto della folla e del servizio in guanti bianchi di Alassio, tanto per capirci. "Cucina tipica ligure" promossa a pieni voti, per quanto mi riguarda.

Ritornando più terra terra, il The Ranch di Pietra Ligure (in realtà sull'Aurelia all'ingresso di Loano) è una piccola steak house / tex mex col consueto assortimento di burritos, fajitas, tortillas, eccetera, senza infamia nè lode che offre anche un piattone-sfida che solo in pochi sono riusciti a terminare, ricevendo in premio la consumazione gratuita e l'onore di avere la propria foto affissa alle pareti. Solo per veri mangioni. Unico neo è la gestione un po' stramba dei posti a sedere, che relega le coppie negli angusti tavolini da due anche se il resto della sala è vuota. Prezzi non proprio economici, ma vista la carenza di offerta tex-mex in zona, si fa questo e altro per un piatto di nachos. Il locale offre anche una tessera a punti per i clienti affezionati. Facile parcheggio.

Abbiamo continuato con soddisfazione a servirci dalla pizzeria Mamma Mia (o come cavolo si chiama) nella piazzetta di Pietra Ligure; pizza alta, poca attesa e servizio alla buona.

Dietro segnalazione di un sedicente esperto della zona, abbiamo anche provato il Piccolo Bar di Calice Ligure, che fa della farinata -effettivamente molto buona- il suo cavallo di battaglia. Forse uno di quei posti che si è fatto una fama un po' sproporzionata rispetto all'effettivo valore della proposta gastronomica, ma che offre comunque un certo fascino di autentica rusticità, complice anche la tranquilla piazzetta su cui si affaccia. Prezzi non proprio popolari.

Non abbiamo potuto esimerci, come al solito, da un paio di visite al Doc di Borgio Verezzi, garanzia di classe, qualità e tante chiacchiere con lo chef. Un'occasione per rimanere aggiornati anche sulle benemerite iniziative collaterali gastronomico-culturali organizzate nel giardino adiacente, piccola oasi nella non più ridente Borgio. Si mangia pesce fresco, semplice e ben fatto, senza tanti fronzoli ma con tanta professionalità. Super come al solito

Un locale che invece forse si presta a qualche aspettativa di troppo è l'Arcafood di Loano, che fa bella mostra del logo Eataly e offre anche un negozio di alimentari di qualità per chi volesse farsi ingolosire e fosse disposto a farsi alleggerire non poco il portafoglio. L'errore che abbiamo compiuto è stato quello di scegliere, tra le tante proposte appetitose del menù, la pizza: il risultato è stata una lunga attesa e una pizza normale per un locale che invece vorrebbe offrire qualcosa di speciale. Lo riproveremo in futuro, scegliendo meglio. Si trova appena dopo il caruggio, verso la stazione, al piano terra di uno di quei brutti palazzi dell'edilizia ligure anni '60-'70 che hanno imbruttito tanti bei lungomare.

L'Ostaia Marchesi - Assaggi Brasiliani in via Boragine a Loano già dal nome lascia presagire un menù eclettico che svariona appunto dalla pizza al fritto misto ai piatti "esotici" in un locale comuque carino e tranquillo. Senza infamia nè lode.
A pochi passi di distanza, il nuovo Dai Munti au Mà, di cui ho un ricordo positivo ma molto annebbiato. Se non ricordo male ha sostituito una spaghetteria di poca fortuna.

Durante le nostre visite invernali, la location della Brasserie La Plancha non è francamente delle più attraenti, praticamente sotto la ferrovia, direttamente sulla strada e di fronte alla nuova marina di Loano, che vista la stagione è praticamente deserta. A dispetto delle scarse premesse (e anche di un servizio che non mi ha particolarmente affascinato), si mangia una cucina ligure buona e ben presentata.

Per quanto riguarda le pizzerie, il Castello di Pietra Ligure offre un'ampia sala abbastanza anonima e senza finestre, evidentemente più consigliabile a grandi gruppi che alle coppie in cerca di tranquillità, e offre un buon assortimento di pizze. La Betulla a Finale è un bel locale sul lungo mare, luminoso e ben arredato; La Marinella sul lungomare di Loano, tra la marina e il Kursaal, è un'altra onesta alternativa, col vantaggio di una rilassante vista direttamente sul mare. Il Portichetto, nei caruggi di Loano, è angusto ma tutto sommato accogliente, soprattutto se il tempo permette di sedersi nei pochi tavolini approntati all'esterno.

Segnalazioni particolari per: il Capanno sopra Ranzi, dove farsi un piatto di pesce non certo da alta cucina ma più che onesto con una bella vista sul mare; l'Osteria Sacripante, sul lungomare di Loano, proprio di fronte al palazzo Kursaal, dove concedersi una salutare pausa a base di cucina tradizionale e genuina, rivisitata il giusto per aggiungere quel pizzico di sorpresa e golosità che rende il pasto migliore.

Una veloce menzione per quanto riguarda i bar di Loano e zone limitrofe, che abbiamo provato estensivamente, pur ovviamente non potendo garantire esaustività: dopo innumerevoli prove, il bar L'Orologio, davanti ai bagni Florida, è risultato il più conveniente e allo stesso tempo uno di quelli che offre il servizio migliore.

Ultima, rapidissima, segnalazione per la pessima esperienza alla pizzeria Rino Mare, che si pubblicizza come locale per celiaci ma che offre pizze senza glutine solo su prenotazione, da effettuarsi entro le 18 (alle 18.10 ci hanno rimbalzati), e con sovrapprezzo. Comportamento pessimo, visto che entrambe le richieste (prenotazione e sovrapprezzo) sono del tutto ingiustificate. Croce sopra.

Cosa mi ricordo del Bagatto di Loano o del Bergallo di Verezzi? Ben poco. Me li appunto qui per ritornarci al prossimo giro.