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domenica 28 settembre 2025

Posti cool a Milano

In Via Molino delle armi c'è il Ficopalo, dove la cucina siciliana viene declinata in modalità cool milanese con qualche tavolino nel minuscolo locale e qualche altro sul marciapiede dietro l'angolo vicino al parco. Si possono spiluccare piattini sui 5 euro o proposte più sostanziose sui 10, tutto molto buono. Che il bel tempo vi assista.

Il Riso e latte di via Camperio invece è in centrissimo ed è una piccola macchina del tempo che vi porta in un appartamento italiano degli anni 60-70 genialmente ricostruito con una serie infinita di piccoli e grandi accorgimenti. Ci siamo sbranati con grande soddisfazione una cotoletta gigante (30 euro che possono bastare anche per due persone). Il servizio è gentile e rapido ed è sorprendente come il minuscolo locale rimanga miracolosamente tranquillo e rilassante (forse grazie al fatto che gran parte degli avventori fossero turisti stranieri). Così a occhio i passeggini delle ormai immancabili e perniciose famigliole italiane non riuscirebbero nemmeno a entrare e men che meno a districarsi nel piccolo locale, il che è un gran bene. Per una volta, 3 euro di coperto sono giustificati.


Albergo ristorante Sole, Sesto Calende

Un bell'edificio sul lungofiume di Sesto Calende, il Sole offre sale calde e rustiche, come gran parte del cibo e del vino presente in menù. C'è anche un cortiletto interno. Si va dal pesce di lago al cinghiale, dal gnocco fritto ai risotti. Dolci fatti in casa, servizio gentile e sollecito, atmosfera famigliare degli hotel di una volta, prezzi nella norma. 

C'è un parcheggio gratuito all'altro capo del lungofiume.

domenica 14 settembre 2025

The bridge, Pontevecchio di Magenta

A metà agosto al The bridge (che si chiama così solo in virtù del fatto di trovarsi a Pontevecchio, ma non effettivamente in vicinanza del ponte) la sala interna non si usa perché l'aria condizionata non c'è (o non è stata accesa), e quindi si va nel cortiletto retrostante, "dehors" alquanto spartano, avendo cura di stare lontano dalla brace che lavora incessantemente. Noi non siamo fan della carnazza quindi ci siamo presi una buona, onesta pizza. Il servizio è cordiale, l'atmosfera molto (fin troppo) alla buona. Da riprovare in inverno per capire se la sala interna riesce a nobilitare l'atmosfera da "circolino" dei posti all'esterno. Si parcheggia in strada.

sabato 14 giugno 2025

Savona-Sanremo primavera 2025

I mesi di aprile e maggio in Liguria segnano il risveglio di bagnini e ristoratori  dal letargo invernale: escono dalle loro grotte e sono comprensibilmente scontrosi: devono procacciarsi il cibo e allo stesso tempo preparare sdraio, lettini, tavolini, frigoriferi e -soprattutto- i listini prezzi per l'arrivo dei primi turisti che approfittano dei vari ponti. Risulta quindi sempre più complesso destreggiarsi tra la folla crescente, scansare le fregature e scovare un po' di relax e buona cucina.

I RISTORANTI

Quest'anno abbiamo esplorato qualche nuovo indirizzo, con risultati alterni.

Casa Cristina sul lungomare di Ceriale ha qualche pretesa di cucina gourmet travestita da "ricette della nonna", ma non ci ha convinti del tutto. Prezzi altini. Da riprovare.

⭐L'Osteria di castel Gavone, dietro a Finale Ligure, è una delle scoperte più piacevoli: una bella sala, ma soprattutto tavoli all'aperto con una bella vista rilassante sulla valle sottostante, piatti ben fatti, servizio professionale e gentile. Parcheggio difficile, anche dovrebbero essere in arrivo alcuni posti auto aggiuntivi.

Bocciato invece Il Gabbiano di Alassio, provato una volta alla ricerca di una serata mondana. Clientela mediamente cafonricca, vista sul passeggio degli alassini sul lungomare, che è praticamente come guardare una sfilata d'alta moda. Prezzi stratosferici, servizio distratto, atmosfera abbastanza caotica a causa dei tavoli ravvicinati. Adieu.

⭐Altra bella scoperta ad Albenga: Le 5e25 è un bel ristorantino nel centro storico dove si spendono le stesse cifre del Gabbiano (sui 120 euro in due), ma si mangia e si beve bene, ci si rilassa davvero e il servizio è professionale e amichevole.

⭐Sorpresa clamorosa della stagione è la Rosa dei venti di Toirano, dove si spende meno della metà dei due ristoranti di cui sopra, e si prende primo, secondo e vino. Servizio e ambiente un po' vecchio stile, ma garanzia di qualità. Evviva!

Si confermano indirizzi sicuri Sciuscià e sciurbì a Toirano (anche se i prezzi sono lievitati) e Baccarà a Sanremo (tappa obbligata delle nostre serate mondane).

APERITIVI E ALTRI POSTI COOL

Ce ne vorrà ancora di tempo prima che in Liguria vengano offerti aperitivi "alla milanese" con buffet infiniti e cocktail come si deve, ma qualcosa inizia a vedersi. Il rooftop dell'hotel Jolly Roger a Pietra Ligure è un primo tentativo: non c'è il buffet ma una buona scelta di cocktail originali e un menù di aperitivi-cena ben fatti. Lo spazio sul rooftop è risicato, ma almeno finalmente c'è un posto con "vista mare" che vuol dire veramente "vista mare" e non "vista sul retro delle cabine degli stabilimenti balneari". Rimane demenziale che un hotel sull'Aurelia non abbia né un parcheggio né un marciapiedi per raggiungerlo, però, dai, coraggio!

Un altro che ci prova, nella splendida cornice del classico baretto dello stabilimento balneare, è il Bar Grifone sul lungomare di Pietra Ligure. Cocktail classici e taglieri per aperitivo, giusto il minimo sindacale, ma questo basta per essere preso d'assalto.

Anche la gelateria bar Rino di Loano, sul lungomare, è un'altra possibile destinazione per un aperitivo decente, come anche lo era l'Olivier's, poco distante, che ha appena cambiato gestione: vedremo.

Noi andiamo sempre sul sicuro coi taglieri del Nerea in pineta a Ceriale: non ci si riesce a fare cena, e spesso è necessario provvedere a un ordine ulteriore, ma è sempre una sicurezza.

Bella scoperta di questa stagione sono stati i Bagni Capo Mele a Laigueglia: l'atmosfera tiki è rilassante e invoglia a rifocillarsi a uno dei tavoli vista spiaggia. Bibite, birrazze e insalatone, qui non si fa certo cucina gourmet, ma la location è top.

PIZZE E AFFINI

⭐Bella scoperta lo Schiccherino a Boissano, che fuori stagione risulta più che tranquillo e proprio per questo merita una visita per una pizza onesta e il servizio gentile.

Indirizzi classici per noi sono Gianni a Ceriale, per la location tranquilla alla fine del lungomare, e Il Basilico a Loano, per la pizza migliore. Pizze al tegamino e farinata alla piadineria in via Doria a Loano.

Pat Pizza sul lungomare di Borghetto Santo Spirito è sempre affollatissimo. Al Portico di Toirano e alla Taverna di Ceriale si va non solo per le pizze ma anche (e forse soprattutto) per il resto della cucina, anche se noi non abbiamo ancora approfondito molto. 

lunedì 9 giugno 2025

Ristorante Sacro Monte, Orta San Giulio

Una piacevole sorpresa quasi in cima al Sacro Monte, soprattutto grazie alla posizione di questo ristorante, con una bella terrazza sul lago. Abbiamo mangiato fuori, sotto una tettoia che permette di godersi il panorama. Ci sono anche alcuni tavoli più a misura di aperitivo.

Il servizio era un po' distratto e alla buona, ma abbiamo mangiato bene, pasta ripiena, persico, vitello in crosta di pistacchi, tutti piatti senza troppe pretese da gourmet (a parte il prezzo) ma ben fatti. Conferma la buona impressione il salame di cioccolato fatto come si deve, vera cartina di tornasole dell'approccio della cucina.

Purtroppo i prezzi sono un po' troppo alti: 3 euro di coperto, secondi a 19, e salame al cioccolato a 5 euro sono a mio parere troppi per un locale di questo tipo. Grazie al cielo gli altoparlanti con la musica sono diretti verso l'esterno della tettoia: non si sentiva comunque nessun bisogno di una colonna sonora musicale in un posto del genere. Ma purtroppo queste (prezzi alti e musica indesiderata) sono scocciature ormai quasi inevitabili ovunque.

Si posteggia poco più in basso e si fanno cinque minuti a piedi: le signore coi tacchi sono pregate di stare a casa.

Pizzium, Busto Arsizio e Novara

Nella categoria "catene di pizzerie" Pizzium fa bella figura per i locali ben arredati e le buone pizze. Sia a Busto che a Novara il servizio è efficiente, anche se 2,50 euro per il coperto rimangono ingiustificati. A Novara si cerca di posteggiare in piazza (comunque sempre gremita) e a Busto c'è un parcheggio a 5 minuti a piedi.
Facendo la tessera fedeltà si riceve un dolce gratis.

martedì 1 aprile 2025

Due a Milano


The dream of the nineties is alive al Nowhere (anzi, Now.Here, "coffee and community"), a pochi passi dal parco delle basiliche, dove si servono cose come lo "smashed avo" o lo "scrambled bomb", ci sono sempre tavoli disponibili per i walk-in e non si serve zucchero. In realtà si mangia bene, e si fanno cose come scegliere tra il caffè "brasile" e il caffè "uganda", e si guarda la clientela composta fortunatamente da giovinastri intenti a farsi gli affari propri. Non si paga nemmeno tantissimo, per essere un posto centralissimo e hipsterissimo a Milano.

Le famigliole più o meno moleste, le comitive di pensionati e le coppiette più o meno attempate (che saremmo noi) possono invece andare tranquillamente al centro commerciale Merlata Bloom (un giorno dovrò indagare la ragione di questo nome anglocretino) e mangiare wursteloni o schnitzel varie al Löwengrube, serviti da malcapitati camerieri vestiti alla bavarese mentre la TV fa vedere la partita di pallone. "Kaiserschnitzel" (che a dispetto del nome è quella "piccola") a 14,50 euro e coperto a 2 euro lasciano un po' di amaro in bocca che la birra -buona- non riesce a sciacquare.

sabato 22 marzo 2025

God save the food, Milano

In Piazza del Carmine il GSTF accoglie all'interno e all'esterno famigliole, coppiette e turisti assortiti col suo menù variegato, dall'hummus ai pancakes, per un brunch o un lunch o qualsiasi altro tipo di pasto per milanesi moderni e cosmopoliti. Si sta strettini, ma se il dj non fa pasticci con la musica di sottofondo si riesce tutto sommato a rilassarsi. Con la bella stagione sarà meglio.

Le porzioni sono abbondanti e bisognerà ricordarsi di non lasciarsi prendere la mano. Prezzi milanesi, con coperto a 3 euro e il resto di conseguenza.

Al cavet 77, Tornaco

Esattamente in the middle of nowhere trovasi Tornaco e l'inaspettato Cavet 77, dove siamo stati per una serata a base di bagna cauda. A fine marzo l'atmosfera del locale è piacevolmente invernale, pur basata su un arredamento moderno con qualche tocco di stravaganza. 

Avendo provato solo il menù fisso (35 euro, vini esclusi) non possiamo dire molto altro oltre che ci siamo trovati bene, abbiamo bevuto bene e digerito bene, e il servizio è stato celere, professionale e cordiale senza strafare. La saletta che ci ha ospitati non era grande, ma coi tavoli ben distanziati; c'è un giardino esterno e una scala che porta al piano di sopra. Evviva evviva per la mancanza di musica di sottofondo e per la tv che ha proiettato il canale "camino" di Netflix tutta la sera.

Sicuramente da riprovare, nonostante non sia proprio dietro l'angolo, per assaggiare il resto del menù.


Merenpesca, Inveruno

Il Merenpesca ricalca la formula di altri locali della zona, pescherie tramutate in ristoranti dove si sceglie al bancone il piatto desiderato e poi si viene chiamati a ritirarlo quando pronto. Il ristoratore così risparmia sul servizio, e gli esperti di pesce possono dare sfoggio delle loro doti di individuazione della triglia più fresca o del mollusco più esotico.

L'esperimento fortunatamente qui è meno caotico che in altri casi, il locale è luminoso e tutto sommato tranquillo, nonostante il rischio di rimanere bloccati al bancone dietro uno dei suddetti esperti impegnato a verificare il pedigree di ogni singolo sgombro.

C'è un buon parcheggio all'ingresso. All'entrata si viene accolti da un inconfondibile "profumo" di mare che fortunatamente non ci si porta a casa attaccato ai vestiti.