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venerdì 11 novembre 2011

Trasferta in Liguria

Ritaglio un post completamente off topic per relazionare della nostra trasferta di un mese (Ottobre) in quel di Loano, dove abbiamo avuto modo di esplorare posti piu' o meno grezzi, piu' o meno di classe, fare qualche bella scoperta e avere anche qualche piccola delusione.

Cominciando dalle esperienze non proprio positive:
Ristorante Pizzeria bagni Sirena, Loano - Categoria: una pizzeria come tante - Giudizio: delusione
Nonostante la location tra le piu' ambite (sul lungomare, direttamente sulla spiaggia), la nostra esperienza in questa pizzeria ristorante e' stata negativa, principalmente a causa del servizio e delle porzioni scarse. Il problema del servizio e' la somma di tutte quelle piccole cose che ti rendono la permanenza sgradita: essere accolti senza un sorriso, doversi sbracciare per richiamare l'attenzione di un cameriere col muso tutta la sera, chiedere un'acqua minerale grande e vedersi portare due piccole (che costano di piu'), sentirsi chiedere "cosa volete di contorno col fritto misto?"... "boh, patatine fritte" diciamo noi e ce le portano immediatamente tipo antipasto, guardare gli altri che finiscono la pizza mentre stai aspettando tuo piatto, eccetera. La porzione del fritto misto, poi, e' ridicola e poco astutamente presentata in un piatto enorme. Pizza senza infamia ne' lode, come anche la zuppa di moscardini. Conto salatuccio. Siamo sul lungomare, quindi il parcheggio e' quello che e'. C'abbiamo fatto una croce sopra.


La Buca Di Bacco, Pietra Ligure - Ristorante per gli intenditori di pesce - Malinconia.

La Buca di Bacco, lodatissima sulla Guida di Massobrio (che peraltro non dimentica di menzionare la deludente location, un seminterrato - parcheggio ridottissimo) si e' rivelata una triste esperienza per noi. Questo e' un ristorante per 1) intenditori di pesce e 2) aficionados. Le due categorie suddette potranno fare i cordialoni col titolare, farsi consigliare il pescato del giorno, disquisire su cotture e condimenti, e godersi chissa' quali leccornie. Per noi, che non siamo ne' esperti ne' amici del padrone, e per giunta arriviamo anche un po' sul presto, col locale praticamente deserto, c'e' solo il menu "normale" e l'assistenza di una cameriera di poche parole. Tutto buono, per carita', e pasta cucinata rigorosamente al dente, ma alla fine sono 90 Euro che ti lasciano l'amaro in bocca. La cucina di un ristorante dovrebbe essere fruibile nello stesso modo sia dal curato del paese che dal turista di passaggio.








Passando alle belle sorprese, abbiamo:
Il Buon Boccone, Loano - Una gastronomia - Good!
Situata a fianco della panetteria Luparia, dove andare a rifornirsi di fugascin, questa minuscola gastronomia offre una serie di piatti pronti da consumare con un bicchiere di vino sui quattro tavolini situati all'esterno, affacciati sul lungomare. Le lasagne al pesto, il polpo, ma anche carne e dolci fatti in casa, serviti con un sorriso e la disponibilita' di un negozietto che dice "self service" ma che poi ti porta lo stesso tutto al tavolo. Si paga il giusto e si mangia bene, promosso!

Osteria Sacripante, Loano - Ristorantino di classe - Buonissimo

All'ingresso di Loano vecchia, subito dopo il rinnovato porto turistico e rimanendo sul lungomare, si susseguono diversi ristorantini, enoteche e baretti, tutti sinceramente abbastanza invitanti. Fortuna ha voluto che ci sedessimo a pranzo in questo Sacripante, il primo giorno di apertura dopo le ferie. Quattro-cinque primi, altrettanti secondi e dolci: un menu non sconfinato ma di quelli che vorresti provare tutto. Irresistibile il pane fatto in casa, come i dolci (la sacripantina!); proposte basate su ingredienti freschi e locali, con quel giusto pizzico di reinterpretazione che non guasta (il teriyaki di seppioline, tanto per dire), e il servizio cordiale di questa signora emigrata in riva al mare per far respirare l'aria buona al figlio che, a giudicare dal menu, oltre ad averne avuto giovamento di salute si e' anche trasformato in uno chef coi fiocchi. Scommetto che vedremo questo ristorantino prossimamente sulle guide che contano. Prezzi nella media, anzi economici se rapportati al livello della cucina e ai ristoranti "analoghi". Entusiasmo!





E per concludere, nella categoria "alta classe":

Ai Torchi, Finalborgo - Ristorante di lusso - "Vivo da re"
Per leggere della qualita' della cucina e del lusso del locale, basta cercare su qualunque guida. Aggiungiamo per chi non lo sapesse che  Finalborgo e' una destinazione deliziosa per una passeggiata e che vale la pena di prenderla alla larga, non dirigersi dritti verso il ristorante, e gustarsi a piedi -soprattutto fuori stagione- le stradine e le piazzette di questo angolo di Liguria del passato. Ai Torchi troverete tavoli ben distanziati, un ambiente di classe e una cucina di alto livello, dalla celebrata ricetta della ceviche alla "tavolozza del pittore", uno dei pochi piatti che abbiamo incontrato dove la presentazione ha richiesto una foto (che non metto qua per non rovinare la sorpresa). Qui la maitre (esistera' un femminile di maitre?) ha trattato tutti gli ospiti "democraticamente" e ci ha fatti sentire a nostro agio, contrariamente a quei locali (come descritto sopra) dove le attenzioni sono riservate solo alle autorita' locali o dove i titolari si aggirano sfuggenti circondati dall'aura di intoccabilita' del grande chef. Tutto buonissimo, seratona da re... come anche il conto.

Dulcis in fundo, il locale che ci ha "costretti" a tornare una seconda volta:
Il Cappello Di Guguzza, Toirano - Tempio della cucina - Entusiasmo alle stelle
Nel borgo medievale di Toirano, quasi invisibile finche' non gli passi davanti, se ne sta il Cappello Di Guguzza, regno di un architetto (in sala) e della moglie moldava (un genio in cucina), che elargiscono golosita' e curiosita' da tutto il mondo mentre costruiscono il loro progetto in Moldova. La selezione di "Non toccatemi il formaggio", le capesante americane, le grigliate di pesce e di carne, i bigoli col pesce e le nocciole, la focaccina di Guguzza, il prosciutto di mucca, la birra allo champagne, le Tentazioni di Guguzza per dessert, eccetera eccetera, e un menu che cambia frequentemente. Il tutto senza nemmeno dover subire le mini-porzioni che ogni tanto i ristoranti "di livello" decidono di propinare ai clienti: ho fatto l'errore di sottovalutare la grigliata di carne e ho dovuto ricorrere a un appetito ahime' d'altri tempi per non avanzare nulla. I tavoli distanziati il giusto (abbiamo persino passato indenni la tavolata con bambini a fianco), volte ad arco, mattoni a vista, libri e bottiglie in bella vista e un servizio professionale, dettagliato nelle spiegazioni senza essere invadente, buona musica scelta con accuratezza in sottofondo. Trionfatore incontrastato della nostra carrellata  ligure sia come qualita' che come rapporto qualita'/prezzo. Correte a mangiare al Cappello Di Guguzza appena potete, perche' tra pochi anni la fattoria sociale in Moldavia sara' pronta e i titolari ci si dedicheranno al 100%.

venerdì 21 ottobre 2011

L'oro del Ticino, Cuggiono

Edit 2021: chiuso.
 
Qualche settimana fa ho infine provato L'oro del Ticino, nella piazza principale di Cuggiono. Grazie alla posizione, c'e' qualche speranza di trovare parcheggio proprio davanti al locale. La proprieta' di questo locale e' la stessa della Pirogue di Castelletto di Cuggiono.
Oltre la saletta all'ingresso, il locale offre una bella sala, ben arredata, con soffitti a volta. La cucina offre sia pizze che piatti piu' "sofisticati", principalmente a base di pesce, con tutte le consuete scelte dalla zuppa di moscardini, al fritto, al branzino. L'esecuzione in ogni caso e' buona, anche se non al livello di un "ristorante di lusso" (la pasta alla bottarga era un po' troppo cotta, la zuppa di pesce un po' salata): l'oro del Ticino e' una buona scelta per chi cerca una serata dove non spendere un capitale, in un locale di buona atmosfera (insomma, non la solita trattoriaccia col perlinato), con un servizio professionale e cordiale il giusto (noi l'abbiamo visitato in una serata infrasettimanale, col locale semivuoto) e dove mangiare piatti da ristorante "vero" insieme a chi invece non va oltre la pizza. La perfetta descrizione di quello che noi chiamiamo ristorante "wannabe", in questo caso nell'accezione piu' positiva della categoria.
Il locale e' aperto anche per la pausa pranzo, coi consueti prezzi piu' "popolari" da menu' fisso.

mercoledì 5 ottobre 2011

Badaboom, Milano

Siamo sicuramente capitati al Badaboom in una serata (infrasettimanale) anomala, due o tre settimane fa, stando a quanto descrive la pagina Facebook del locale: Drink, Pizza & Show - L'esplosivo DISCO-PUB della zona "Arco della Pace", in quanto l'unico show presente era la cameriera vestita da cowboy e l'esplosivita' era unicamente fornita dai petardi che ogni tanto venivano sparati in prossimita' dell'ingresso. La TV appesa al soffitto trasmetteva MTV ma l'audio era quello di una compilation anni '80.
Il locale forniva -petardi a parte, appunto- la possibilita' di farsi due chiacchiere sufficientemente in santa pace e di mangiarsi una buona pizza al taglio, alta e soffice. Peccato per i prezzi, troppo alti, e il servizio non all'altezza, visto che nonostante fossimo i soli avventori della sala si doveva faticare non poco per attirare l'attenzione della cowgirl.
Andate su Facebook, guardatevi le foto, e se vi piace quel tipo di serata, andate al Badaboom. Altrimenti, una fetta di pizza al taglio ve la potete fare comodamente altrove.

sabato 24 settembre 2011

Pizzeria Piedigrotta, Varese

A detta di molti, questo locale offre la migliore pizza di Varese, e in effetti la qualita' degli ingredienti e del risultato finale e' veramente ottima. Questa pizzeria-ristorante serve la pizza alla napoletana, soffice il giusto. A fare la soddisfazione dei clienti e' la possibilita' di papparsi un'abbondante mozzarella di bufala (normale o affumicata) adagiata, intera, sulla pizza. Gran parte delle pizze vengono servite "scomposte", cioe' con alcuni degli ingredienti a parte, come il goloso bicchierino di stracciatella. Un piccolo tocco di originalita', che personalmente apprezzo sempre e puo' diventare la scusa per una visita. Il menu evidenzia abbondantemente l'utilizzo di ingredienti di alta qualita', e in rete si possono trovare ampie descrizioni e commenti a proposito.
Il locale e' da consigliare, con l'accortezza di evitare le serate di fine settimana, quando si fa affollatissimo: lo spazio all'interno e' ristretto e la sala sul fondo diventa molto rumorosa, mentre nonostante i tavoli nel corridoio siano separati tra loro dagli alti schienali delle panche, sarete soggetti al passaggio dei clienti in entrata e uscita e di quelli che stazionano in "coda", tra virgolette perche' in due metri quadri non ci si puo' certo accodare granche'.
Il servizio e' stato efficiente fino all'eccesso: c'e' uno stuolo di cameriere e credo siano passate tutte al nostro tavolo almeno una volta; in realta' comunque noi siamo usciti prima che la folla si facesse esorbitante, quindi non saprei garantire circa la tenuta del team sotto pressione.
I prezzi non sono proprio popolari. Anche i dolci sono da provare.

lunedì 5 settembre 2011

Osteria San Martino, Inveruno

Questa non e' una vera recensione, visto che la mia ultima visita risale a ormai piu' di un anno fa e purtroppo in quell'occasione non fu per nulla positiva.
Ero stato gia' una volta all'Osteria San Martino e devo dire che ne ero rimasto ben impressionato: il locale e' semplice ma accogliente, pareti bianche con quadri e foto d'epoca alle pareti, tavoli ben apparecchiati. Cucina tradizionale e ben fatta. Un ristorante sopra la media di questa zona gastronomicamente depressa.
L'anno scorso ci ho quindi portato a pranzo il mio capo, inglese, in visita di lavoro. Siamo arrivati un po' tardi (verso le 13.30) e gran parte dei piatti in menu' erano terminati, ma la cosa grave e' che lui si e' trovato in bocca un truciolo di latta proveniente dal risotto (probabilmente arrivato da qualche lattina di sugo) . L'ho mostrato al cameriere che ci ha guardati incredulo (cosa, questa, di per se' gia' irritante, come se quel truciolo l'avessi portato io da casa), l'ha portato in cucina ed e' sparito. Vista la situazione conclamata, ho ingenuamente pensato che non sarebbe stato necessario fare una scenata per ricevere non dico uno sconto, ma almeno delle scuse sentite. Invece, niente. Alla cassa, conto pieno e solo un commento borbottato riferito all'"incidente".

Un incidente puo' capitare a tutti, ci mancherebbe. Se all'Osteria San Martino l'avessero gestito un po' meglio, non avrebbero perso un cliente.

martedì 30 agosto 2011

Trotter, Milano

Venerdi' scorso, sui Navigli, ci e' risultato chiaro che le vacanze erano veramente finite e quindi siamo fuggiti dalla folla per approdare in questa pizzeria-ristorante sulla via verso casa.
Il Trotter si trova all'inizio di Via Novara e offriva tre tavolini sul marciapiede e tre affollate sale all'interno. A parte appunto l'eccessivo affollamento - di quelli dove quando cerchi di alzarti sbatti con la sedia contro la schiena del vicino - il locale e' carino, con mattoni a vista e foto d'epoca da "trattoria di lusso". Noi abbiamo provato solo due pizze, buone ma un po' troppo salate, mentre in realta' il menu "spinge" molto di piu' sul pesce. All'ingresso vi accoglieranno le teglie con gli antipasti, veramente invitanti. Anche i dolci, esposti, sono fatti in casa: noi abbiamo preso una generosissima fetta di torta di mele, molto buona.
Essendo arrivati dopo le 21.30, abbiamo trovato subito posto anche se tutto il locale era ancora pieno e come detto eravamo gomito a gomito con altri tre tavoli. Il peraltro cordiale cameriere ci ha anche pregati di stringerci in po' in modo da riuscire a "lanciare" le pizze alla tavolata a fianco.
A giudicare dalla clientela, il locale e' di quelli che s'e' fatto una certa fama e vanta un buon seguito di habitue', di quelli che -altro mio pregiudizio- ormai non fanno granche' piu' caso alla reale qualita' del posto. Al nostro arrivo, il patron ci ha celermente affidati a una cameriera per poi dedicarsi alla cura dei suddetti. Il servizio come detto e' stato molto cordiale ed efficiente.
Abbiamo pagato 46 Euro per una margherita, una bufala, tre birre e la fettazza di torta. Un po' caruccio.
Da evitare nei fine settimana causa affollamento; come detto la cucina e' sicuramente invitante e vale la pena farci un salto in un giorno feriale.

domenica 21 agosto 2011

Ristorante Lido, Angera

Siamo recentemente tornati al Ristorante dell'Hotel Lido di Angera. I motivi principali per andarci sono la bellissima vista sul lago, l'imperdibile antipasto caldo di mare, e in generale il pesce.
Il Lido e' poco fuori da Angera, offre un parcheggio un po' risicato e purtroppo non e' possibile raggiungere il lungolago del paese direttamente a piedi, ma sarete costretti a fare di nuovo i salti mortali per un parcheggio per la passeggiata post-pasto.
La sala del ristorante offre ampie vetrate per godere la vista sul lago (giusto di fronte c'e' il San Carlone), che da sola e' il piu' potente dei tranquillanti dopo una settimana di lavoro. Un accorgimento: a Giugno e Luglio il sole e' ancora alto alle 20, quindi conviene andare sul tardi onde evitare di essere accecati per tutta la durata della cena. 
Il menu e' pieno di proposte appetitose, con la benemerita possibilita' di abbinare vini al bicchiere ad ogni portata. In realta', in entrambe le nostre visite, il patron ci ha amorevolmente ma insistentemente distolti dal menu per consigliarci il pescato disponibile del giorno. Come detto, l'antipasto caldo di cozze, vongole e gamberi e' imperdibile e vorreste avere tutta la sera per fare scarpetta. Il pesce, delicato e ben preparato.
I dolci meritano un'altra menzione speciale, soprattutto i "misti" da 5 o 7 assaggi.
Il servizio in sala, oltre che dal loquace patron, e' garantito da alcuni ragazzi che si vede essere "del mestiere". I tavoli sono ben separati e l'ambiente e' tranquillo, complice anche la clientela non propriamente di teenager.
Centocinque euro in due il conto, con l'antipastone suddetto, due secondi di pesce, due dessert e una mezza bottiglia (altro punto a favore) di Vermentino.

venerdì 12 agosto 2011

Ti Ricordi, Milano

OK, siamo un po' fuori zona rispetto al target dichiarato di questo blog, pero' il Ti Ricordi merita una menzione speciale perche' l'abbiamo trovato aperto due giorni fa... la settimana prima di Ferragosto! Miracolo a Milano, direi. Il Ti Ricordi si trova in zona Maciachini, arrivando da Ovest conviene superare Piazzale Maciachini e girare a sinistra in Via Murat dopo un paio di semafori: il ristorante si trova sulla destra, all'angolo del numero civico 32. Praticamente di fronte, un buon numero di posti per parcheggiare.
In realta' eravamo in cerca di una buona pizzeria a Milano, e quindi non abbiamo provato altro. La pizza si e' rivelata buonissima, con la pasta croccante fuori e morbida dentro, con ingredienti come si deve. Mica per niente questo e' un ristorante, mica una pizzeria. Il servizio e' stato cordiale e professionale, anche se ci e' sembrato a volte un po' lentino, ma e' pur vero che siamo reduci da due settimane negli USA, dove ogni tre minuti passa un cameriere a chiedere come va. C'e' una sala, non grande, che puo' diventare probabilmente rumorosa in caso di presenza di una tavolata affollata, piu' una saletta davanti al forno delle pizze, un'altra saletta in un soppalco (della quale non abbiamo visto le dimensioni) e una scala che scende di sotto dove pero' dubito ci sia un'altra sala. Abbiamo anche preso una creme brulee all'arancio molto buona e delicata. Pizze tra i 7 e i 9 Euro, dolci sui 6 Euro. Grande scelta di vini. Consigliato!

giovedì 14 luglio 2011

La Pirogue, Cuggiono

[edit 2026: chiuso]

Siamo finalmente andati alla Pirogue, American Bar & Grill di Castelletto di Cuggiono. Come detto precedentemente, la location è molto bella, con la sala affacciata direttamente sul Naviglio Grande. Siamo arrivati di Venerdì sera, dopo le 21.30; il ristorante era quasi pieno (ci saranno una cinquantina di coperti, sufficientemente distanziati, che comunque non vi salverebbero dall'impatto di una eventuale tavolata rumorosa) e, forse perché eravamo affamati come lupi vista l'ora, il servizio s'è fatto attendere un po' più del dovuto. Il patron s'è comunque poi prodigato perfettamente, sia per quanto riguarda la cucina (dove ci ha caldamente indirizzati verso il grill) che per l'imponente spiegamento di zampironi per proteggerci da un furioso assalto di zanzare che si è calmato del tutto verso le 22.30. Nell'attesa della griglia ci sono state offerte delle polpettine di carne molto buone. Per antipasto, insalata di nervetti e taglieri di affettati, tutto più che soddisfacente. La griglia nel complesso ci ha soddisfatto, soprattutto con salsicce e bife argentino, mentre rimane un piccolo punto interrogativo per la fiorentina, che era per metà deliziosa e per metà un po' dura.
Il banco dei dolci offre varie torte che a occhio catalogherei come fatte in casa; la classica cioccolata e pere mi ha soddisfatto.
Circa il resto della cucina, che non abbiamo assaggiato, ho ricevuto pareri contrastanti, quindi il giudizio qui rimane sospeso. La Pirogue ha anche uno spazio aperitivi. In generale, un giudizio positivo ma non entusiasta. Categoria "wannabe".

martedì 5 luglio 2011

Ristorante La Corte, Pogliano Milanese

La nostra fidata Guida Critica E Golosa (che ribattezzo in questo istante "Guida Critica E Golosa Che Non Ci Tradisce Mai") qualche sera fa ci ha portati a festeggiare una bella notizia nella ridente (si fa ovviamente per dire) Pogliano Milanese. A pochi metri dalla Statale del Sempione (da qui il "ridente") c'è il Ristorante La Corte.
La "corte" in realtà è un piccolo ma carino cortiletto antistante l'ingresso del locale, occupato interamente da due auto posteggiate. Le possibilità di parcheggio, comunque, in zona non mancano. Il ristorante presenta due sale, di cui una ricavata da una veranda nella "corte" stessa, arredate con pochi oggetti di buon gusto, con ampi tavoli adeguatamente distanziati tra loro per garantire il giusto livello di privacy e comfort. Era venerdì sera (verso le 21, peraltro) ed eravamo tra i pochi avventori presenti.
Mi ha piacevolmente impressionato il servizio, professionale senza essere freddo, cordiale senza essere invadente o chiacchierone.
La cucina offre piatti di pesce, una buona offerta di carni e salumi, e qualche piatto "della tradizione" come il goloso risotto allo zafferano con fondo d'arrosto che è uno di quei piatti che non farà certo nouvelle cuisine ma che quando è fatto bene come in questo caso è un piacere unico per il palato. Abbiamo evitato i secondi, piuttosto impegnativi e ci siamo gustati rispettivamente il fiocco di culatello e il baccalà mantecato, entrambi "che si sciolgono in bocca". Altri piatti particolarmente invoglianti erano la sfoglia con radicchio e cipolla e fonduta, le tagliatelle col ragù d'anatra, i ravioli alle tre carni e la calamarata con pomodorini e sarde. Come spesso capita in queste zone della Lombardia, non si può certo parlare di cucina "tipica", ma non siamo certo qui a fare i puristi e pretendere coerenza filologica persino dai menù dei ristoranti: noi preferiamo un menù un po' eterogeneo ma sincero a certi ristoranti alla moda a base di spume, finto-sushi o altre diavolerie messe lì solo per far scena.
I prezzi sono nella media (cioè, per i miei gusti, sempre un po' troppo alti): siamo sui 10-12 euro per antipasti e primi, un po' di più per i secondi; i dolci sono sugli 8 euro. Il fatto che questi prezzi si possano definire "nella media" è il vero problema - a mio modestissimo parere - della ristorazione italiana e lombarda in particolare: dalle bettole ai ristoranti di valore tutti si sono sintonizzati intorno a queste cifre, provocando un appiattimento del panorama nel quale il circolino che ti fa tre etti di raviolacci unti e salati finisce allo stesso livello (di prezzo) del ristorante che ti fa degustare quattro ravioli di zucca dal sapore delicatissimo.
Alla Corte abbiamo bevuto una mezza bottiglia di Cabernet Sauvignon profumatissimo e un bicchiere di sherry che invece non m'ha molto convinto, ma d'altronde non sono per nulla un esperto in materia. Anche i dolci si sono rivelati molto buoni.
Insomma, la Corte è promossa a pieni voti!