Categorie

abbiategrasso (3) acqui (2) albairate (3) angera (4) aperitivo (3) appiano gentile (1) arese (1) arluno (3) arona (7) ascona (1) asmonte (1) assago (1) baggio (2) bar (1) bareggio (2) basiglio (1) bellinzago (1) bernate (2) bestazzo (1) birra (14) boffalora (3) bollate (2) bonarda (120) brinzio (1) brugherio (1) brunch (8) buonricordo (1) buscate (2) busto arsizio (4) cameri (1) camogli (1) cardano (1) carne (8) carpenzago (1) casale monferrato (1) case nuove (1) casorezzo (2) cassina nuova (1) castano (5) castellanza (1) castellazzo bormida (1) castellazzo di bollate (1) castelletto di cuggiono (5) castelletto ticino (1) casterno (1) cavaria con premezzo (1) celiachia (1) cerano (1) ceriale (1) cerro maggiore (2) champagne (40) cinese (9) cisano (1) cisliano (1) como (2) corbetta (7) cornate (1) corsico (3) cuggiono (10) dulzago (1) farinata (2) formazza (1) furato (1) gabiano (1) gaggiano (1) gallarate (5) galliate (2) gavirate (1) gelato (2) giapponese (1) greco (2) hamburger (6) Hors catégorie (1) indiano (2) intra (3) inveruno (5) kaputt (3) laveno mombello (2) legnano (4) lesa (2) levante (1) libano (4) Liguria (31) live (2) lonate pozzolo (6) luino (1) maddalena (1) magenta (22) malnate (1) malpensa (2) malvaglio (1) marcallo (1) Masone (1) meina (1) melzo (1) mergozzo (2) mesero (1) messicano (1) mex (17) milano (79) milanofiori (1) modena (1) morimondo (2) mxp (1) novara (9) oleggio castello (1) orta (3) ossona (5) ovada (1) pallanza (1) panperduto (1) pero (1) perù (1) pesce (30) piemonte (6) pietra ligure (1) pizza (115) pogliano (3) ponente (26) pontenuovo (2) pontevecchio (3) pregnana milanese (1) ranco (1) rescaldina (1) rho (1) riazzolo (1) robecchetto (4) robecco (6) romano (1) rozzano (2) sacconago (1) sardegna (1) sesto calende (4) settimo milanese (1) siria (1) somma lombardo (5) sozzago (1) stresa (10) sushi (4) svizzera (1) thai (1) tornaco (1) tornavento (6) trecate (1) trentino (2) trezzano (4) turbigo (5) valeggio sul mincio (1) varese (2) vegetariano (2) verbania (5) vietnam (1) vigano (1) vigevano (1) vittuone (4) wannabe (156)

venerdì 21 novembre 2014

Gyros Akropolis, Inveruno

Benvenuto il take away "fast food greco - carni alla griglia - specialità greche" a Inveruno, su via Marconi, la parallela alla provinciale che porta a Cuggiono. Questo take away è in realtà un localino abbastanza spazioso con sei o sette tavoli per consumare in loco, imbiancato di fresco nei consueti colori bianco e blu. Ai fornelli, personale grecoperdavvero coadiuvato dall'unico semi-parlante italiano alla cassa. I piatti, disponibili da asporto o con consegna a domicilio, sono il classico e vario assortimento di carni e insalate greche, dalle diverse pita all'halloumi, allo tzatziki, suvlaki, mussaka e anche qualche dolce. I piatti, a 10 Euro, sono porzioni abbondanti che sfamano comodamente due persone. Assortimento di birre e bevande di provenienza ellenica.
Prezzi onesti, decisamente consigliato!

martedì 4 novembre 2014

Trentino estate 2014

Con l'inizio di un piovoso Novembre, arriva infine il momento di un ricordo di questa piovosissima estate 2014 e del mese passato nel Tesino, in Trentino.

Iniziamo proprio dal Tesino: Castello, Pieve e Cinte.
L'albergo con ristorante-pizzeria Cima D'Asta si trova a Pieve all'ingresso del piccolo e carino borgo. Purtroppo ci è toccata un'attesa infinita e un servizio inesistente per ottenere infine due pizze senza infamia nè lode. Piccolo dehors anonimo per nulla panoramico e a rischio affollamento. Buon parcheggio proprio di fronte. Dimenticabile.

A Castello, in piazza, c'è la pizzeria-trattoria Crosara, le cui pizze, pur buone, ci hanno sempre lasciato assetatissimi. Buoni i dolci, gentile e rapido il servizio. Bel localino-stube, sempre tranquillo a Luglio. Non abbiamo provato la cucina. Parcheggio di fronte o a poca distanza.

Abbiamo purtroppo approfittato una volta sola del bar trattoria Tastavin, poco fuori da Castello sulla strada per il passo Brocon. Nonostante la bandiera austriaca che sventola all'ingresso e i tavolacci all'esterno che fanno un po' biker, all'interno c'è un accogliente locale dove, facendo attenzione a scansare le serate a base di pesce che a quanto pare vanno per la maggiore in zona, ci si può gustare dei buoni spatzle, gnocchi e altri buoni piatti montanari. Prezzi proletari, servizio gentile e comodo parcheggio. Consigliato.

In un'area che ci è parsa non propriamente votata al turismo estivo, il mio personalissimo premio "Una vita per il turismo" va al ristorante dell'albergo Alpina di Castello Tesino dove, nonostante un promettente "Bikers Welcome" affisso all'ingresso (voglio dire: lo sanno che potrebbe passare qualcuno di lì per caso ed entrare) siamo stati accolti col calore che di solito viene riservato al pistolero senza nome che entra nel saloon malfamato al suono degli speroni e posa la sua Colt sul bancone. Rimangono indelebilmente impresse nella memoria le patate al forno di contorno che erano finite "perché non mi aspettavooo...." dice la signora riferendosi all'inaspettata folla di turisti (noi due), e lo strudel "now you see it now you don't" che prima viene proposto a quelli del tavolo a fianco (che non lo prendono) e poi sparisce dalla lista che immediatamente dopo viene elencata a noi. Una cena talmente delirante da suscitare ilarità. Parcheggio difficoltoso.

Non lontano dall'altopiano del Tesino c'è il Rifugio Monte Lefre, bella e isolata località in cima al monte, raggiungibile con una stretta ma comoda stradina, dove mangiar buoni piatti tipici e, con un clima meno monsonico di quello della scorsa estate, farsi anche qualche bella escursione a piedi o una semplice passeggiata. All'interno, piccole salette modello stube e all'esterno un dehors spartano ma accogliente. Si vendono cartine dei sentieri, mieli, marmellate e altre bontà. Consigliato.

Fuori zona, abbiamo ritentato la Speckstube di Centa San Nicolò che tante soddisfazioni ci aveva dato l'anno scorso, alla quale però il cambio di gestione non ha giovato granché, vista la sterzata verso menù più eterogenei ed "esotici" che mal si adattano alla vocazione "ruspante" della location. La varietà dell'offerta non è sempre un lato positivo.

Siamo tornati anche alla Vecchia Fontana di Levico Terme, dove abbiamo mangiato "onestamente" come al solito, graziati anche dal clima non troppo caldo.

Un'escursione al Primiero ci ha portato al Ristorante L'Antica Rosa di Fiera, in posizione centralissima. Una piccola saletta, abbastanza angusta e calda, e prezzi non proprio popolari (14 Euro) per un "Piatto Tipico" di proporzioni dietetiche. Il rapporto qualità-quantità-prezzo è purtroppo deludente.

Appena fuori dalla galleria che da Canal San Bovo porta al Primiero, nella poco ridente località Busarel, si trova il ristorante Al Bus, che nonostante le premesse non entusiasmanti della location ci ha riservato una gradita sorpresa con le sue interpretazioni appetitose dei piatti tipici (risotto mele e limone!) e le salette accoglienti. Servizio cordiale e prezzi onesti fanno passare in secondo piano il fatto che il Busarel non è proprio il miglior posto dove farsi quattro passi dopo cena.


Per concludere, i capoluoghi. A Bolzano, complice la temperatura "da pianura" ci siamo rilassati sui tavolini all'aperto della Paulaner Stuben in Via Portici, sbranando golosi piatti di uova e speck. Strappa un sorriso anche qui l'attenzione al turista, con un cameriere freddo come un ghiacciolo e il camion della spazzatura che si fa largo a fatica tra i tavoli all'aperto all'ora di cena per raccogliere il suo carico.

A Trento, abbiamo trovato riparo dalla pioggia Al Volt, bottega storica trentina, dove abbiamo mangiato, strettini ma soddisfatti, tortel di patate e salumi in abbondanza, e abbiamo fatto anche due chiacchiere coi gestori. Prezzi giusti, viste le dosi e la qualità.






lunedì 13 ottobre 2014

AMOzzarella, Pogliano Milanese

Il recensore improvvisato spesso esagera coi superlativi o abusa delle iperboli, ma se dovessi descrivere il mio concetto di "girone dantesco" o "bolgia infernale" con un esempio, userei la pizzeria-ristorante Amozzarella di Pogliano. Il locale si trova direttamente sulla Statale del Sempione, pronto per essere preso d'assalto da orde di famigliole affamate.
Questa pizzeria accetta prenotazioni solo per le 19.30 o le 21.30 (altre antipatiche limitazioni di cui tener conto sono che i buoni pasto sono accettati solo a pranzo nei giorni feriali e che non vengono fatti conti separati): alcuni minuti fuori dal locale in attesa di amici in leggero ritardo ci hanno permesso di ammirare in tempo reale l'affascinante spettacolo delle sale che da deserte alle 19.29 si sono riempite fino alla massima capienza nel giro di un quarto d'ora. Il ritardo ci è probabilmente costato caro, in quanto abbiamo poi dovuto attendere ben un'ora per quattro pizze. Fatico a comprendere il meccanismo all'origine dell'attesa, visto che dopo aver ordinato abbiamo visto il personale servire tutti i tavoli (e fin qui tutto regolare, avendo ordinato per ultimi) e dopo di ciò un cameriere è venuto a scusarsi anticipatamente dicendoci che ci sarebbe stato ancora parecchio da attendere ("perché sai le pizzeeeee..." è stata la spiegazione ovviamente non seguita da alcun sconto per il disturbo).
L'attesa e poi la consumazione delle agognate pizze sono quindi trascorse accompagnate dal costante frastuono delle tavolate circostanti, composte per la maggior parte da famiglie con bambini piccoli urlanti (e genitori urlanti ai bambini di non urlare o variamente starnazzanti tra di loro), con una piccola percentuale di "compagnie" di amici adolescenti che al confronto sembravano monaci in preghiera. Essendo difficile anche intrattenere una conversazione coi compagni di tavolo, ho anche colto l'occasione per scaricare un'app che misura i decibel.  Ovviamente le birre sono arrivate subito e si sono rivelate dimenticabili tanto che pur avendole praticamente già terminate all'arrivo delle pizze nessuno ha chiesto il bis.
L'obbiettivo dei gestori è quello, evidente anche dal bizzarro sistema di "turni" di prenotazione, di stipare quanta più gente possibile nelle due non grandi sale (una interna e una specie di dehors che con le sue vetrate amplificava ulteriormente il baccano interno), fornendo praticamente solo grandi tavoli per compagnie numerose da incastrare gomito a gomito in ogni centimetro di spazio.
Tanto di cappello al caseificio annesso e alla mozzarella di produzione propria, per carità. Le pizze si sono rivelate molto buone, di quelle napoletane con la crosta alta e morbida, seppur senza far gridare al miracolo. Buoni anche i cannoli e gli altri dolci.
Alle 21.30 si è puntuale presentata la seconda ondata di avventori, che ovviamente dovevano in parte stazionare in mezzo al ristretto "ingresso" del locale, cioè praticamente sulle nostre spalle, con l'immaginabile "pressione" a liberare il tavolo il prima possibile. Da parte nostra, bevuto un pessimo caffè, abbiamo pagato e tolto il disturbo celermente, con l'implicita promessa, da parte mia, di non tornare mai più. 67 Euro in quattro. Ulteriore particolare antipatico che scopro solo ora è che il foglietto col conto che ci è stato fornito non è una ricevuta fiscale, ma reca anzi la dicitura "Ritirare la Ricevuta ... Grazie ..." (sic).
Il sistema dei turni facilita il parcheggio nelle immediate vicinanze. 

venerdì 10 ottobre 2014

El Guascoro, Robecco Sul Naviglio

Dopo esserci passati davanti innumerevoli volte, finalmente abbiamo provato (velocemente) questa pizzeria-trattoria situata in non felicissima posizione all'ingresso di Robecco arrivando da Magenta. La location, come detto, non è delle migliori, in quanto si passa davanti al locale solo in auto mentre probabilmente si sta cercando parcheggio per andare a farsi una passeggiata sul naviglio, ed è quindi comune non accorgersi nemmeno della sua presenza. Il locale è composto da una singola sala, arredata vecchio stile demodé, e durante la nostra visita siamo inoltre stati obbligati a sorbirci radio 105 o qualche altra roba del genere trasmessa dalle casse appese alle pareti.
Non abbiamo approcciato il menù della cucina, ma solo preso due pizze, abbastanza deludenti perchè molto unte e a quanto pare cotte al forno elettrico. 15,60 Euro per due pizze e 1 Euro a testa di coperto che ci saremmo ovviamente risparmiati volentieri.
Il locale non ci invita purtroppo a ritornare. Parcheggio non facile durante il fine settimana.

giovedì 21 agosto 2014

Al Rioco, Magenta

[edit: ha chiuso e riaperto varie volte con diversi nomi e gestioni diverse]

Si potrebbero fare un sacco di considerazioni qualunquiste del tipo "eh si vede che c'è crisi" sul fatto che Martedì 19 Agosto ci fosse la gente in coda fuori dalla pizzeria-ristorante Madreperla a Magenta, ma eviteremo. Il succo è che abbiamo fatto dietrofront e ci siamo recati nel semivuoto Al Rioco, davanti al Teatro Lirico, poco distante dalla stazione ferroviaria. Questo ristorante-pizzeria propone un menù chilometrico comprendente svariati piatti sia di carne che di pesce, oltre alle pizze e ai consueti primi e dessert. La sala è abbastanza grande, pulita, ma tuttto sommato anonima; i televisori sintonizzati su MTV sono presenti in tutti gli angoli, assicurandovi la visione e ascolto ininterrotti dei rapper tamarri di turno. Noi abbiamo preso solo la pizza: 6,50 Euro per un calzone e ben 9 Euro per una pizza ai calamari fritti, gustosi ma non certo abbondanti. Peccato poi per le birre medie a 4,5 l'una, i caffè a 1,5 e soprattutto il coperto a 2,50 Euro a persona, che definirei vergognoso.
Come detto, il locale è pulito, senza infamia nè lode, come il servizio. Una piccola nota su un comportamento che noto sempre più spesso da parte dei camerieri: ormai è consueto che il personale di sala indichi ai clienti il posto dove accomodarsi, ed è comprensibile che si voglia così ottimizzare la gestione dei coperti; l'altra sera, però, al Rioco c'era la sala semideserta quando siamo arrivati e ciò nonostante siamo stati fatti accomodare nel primo tavolino vicino al corridoio d'ingresso, sotto il televisore blaterante e a fianco dell'unica altra coppia presente in sala. Niente di male, eh, però siccome in seguito sono arrivati pochissimi altri avventori, avremmo potuto anche concederci il lusso di un tavolo migliore.
Insomma, pizze buone ma per il resto niente di memorabile. Ovviamente non avendo provato le "specialità" alla griglia su di esse non commentiamo.
Buon parcheggio a fianco del locale e nelle vicinanze.

domenica 17 agosto 2014

Quando la fame fa brutti scherzi

Si sa che la ricerca di un posto dove mangiare, ad Agosto, a Milano, può essere difficoltosa. Recentemente siamo caduti preda di due posti che non si sono rivelati all'altezza delle aspettative.
All'Old Wild West Express che si trova all'interno del Centro Commerciale Fiordaliso c'eravamo già stati, ma il richiamo dei nachos ha fatto sì che ci ricascassimo. Purtroppo, come nel 99% dei sedicenti "tex-mex", i suddetti nachos (in questo caso in variante "nachos machos" allo modica cifra di 7,50 Euro) non sono altro che le "patatine" del sacchetto (tipo le rodeo, tanto per capirsi), quindi qualcosa di molto lontano dall'originale. Oltre al solito allestimento di hamburger, fajitas e tacos, il menù propone anche delle insalatone non male. Essendo in due siamo finiti in un tavolino in una zona di passaggio degli sfreccianti camerieri, non il massimo del confort. La location, come immaginabile, è la baraonda tipica dei centri commerciali, e questo si sapeva; del "tex-mex" non c'è nemmeno più l'illusione, quindi, addio.
Metti invece una sera sui Navigli che minaccia temporale, e scarti la prima pizzeria che incontri, semivuota, ma entri nella seconda, la Fabbrica, sull'alzaia del Naviglio Grande al 70. Ti accoglie il frastuono dei clienti che chiacchierano, o più precisamente cercano di parlarsi alzando sempre di più la voce per superare il volume delle altre voci. Come recita il sito, "un ristorante senza fronzoli e sfarzi" dove sedersi gomito a gomito con gli altri avventori e godersi il rimbombo del soffitto altissimo. Pizza al tonno a 7,50 Euro, pizza tartufona (con una sventagliata di olio al tartufo) a ben 9,50; senza infamia né lode. Siamo fuggiti appena finito.

domenica 22 giugno 2014

Liguria 2013

Quando si dice "fuori tempo massimo": ormai sono passati 7-8 mesi dalla nostra ormai consueta permanenza autunnal-invernale in Liguria, e ho ancora qui tutti gli scontrini e biglietti da visita degli innumerevoli locali dove abbiamo ingurgitato le calorie che abbiamo poi senza successo cercato di bruciare in altrettanto innumerevoli camminate.
Siccome tra poco si parte per le ferie (montagna d'estate, mare d'inverno), vediamo se sfogliando il mazzo di foglietti esce qualcosa ancora degno di nota dopo tutto questo tempo. In ordine rigorosamente sparso, iniziamo col ricordo della serata "street food" di Alassio, dove per la modica cifra di 5 Euro ci si poteva accaparrare un piccolo scartoccino di fritto misto o altre specialità del luogo; idea simpatica, quella di passeggiare spiluccando per le viuzze o sulla spiaggia, ma esecuzione un po' troppo "VIP" per i nostri gusti (a volersi saziare con 5 Euro a scartoccino c'è da andare in bancarotta), dalla quale siamo quindi fuggiti a gambe levate.
La fuga ci ha quindi portato, fortunosamente e fortunatamente, all'Antica Osteria La Sosta di Laigueglia, dove per la modicissima cifra di 18 Euro a persona abbiamo mangiato bene, abbondantemente e tranquillamente in un bel ristorante rustico in un caruggio, senza vista mare ma con tanto calore. Esattamente l'opposto della folla e del servizio in guanti bianchi di Alassio, tanto per capirci. "Cucina tipica ligure" promossa a pieni voti, per quanto mi riguarda.

Ritornando più terra terra, il The Ranch di Pietra Ligure (in realtà sull'Aurelia all'ingresso di Loano) è una piccola steak house / tex mex col consueto assortimento di burritos, fajitas, tortillas, eccetera, senza infamia nè lode che offre anche un piattone-sfida che solo in pochi sono riusciti a terminare, ricevendo in premio la consumazione gratuita e l'onore di avere la propria foto affissa alle pareti. Solo per veri mangioni. Unico neo è la gestione un po' stramba dei posti a sedere, che relega le coppie negli angusti tavolini da due anche se il resto della sala è vuota. Prezzi non proprio economici, ma vista la carenza di offerta tex-mex in zona, si fa questo e altro per un piatto di nachos. Il locale offre anche una tessera a punti per i clienti affezionati. Facile parcheggio.

Abbiamo continuato con soddisfazione a servirci dalla pizzeria Mamma Mia (o come cavolo si chiama) nella piazzetta di Pietra Ligure; pizza alta, poca attesa e servizio alla buona.

Dietro segnalazione di un sedicente esperto della zona, abbiamo anche provato il Piccolo Bar di Calice Ligure, che fa della farinata -effettivamente molto buona- il suo cavallo di battaglia. Forse uno di quei posti che si è fatto una fama un po' sproporzionata rispetto all'effettivo valore della proposta gastronomica, ma che offre comunque un certo fascino di autentica rusticità, complice anche la tranquilla piazzetta su cui si affaccia. Prezzi non proprio popolari.

Non abbiamo potuto esimerci, come al solito, da un paio di visite al Doc di Borgio Verezzi, garanzia di classe, qualità e tante chiacchiere con lo chef. Un'occasione per rimanere aggiornati anche sulle benemerite iniziative collaterali gastronomico-culturali organizzate nel giardino adiacente, piccola oasi nella non più ridente Borgio. Si mangia pesce fresco, semplice e ben fatto, senza tanti fronzoli ma con tanta professionalità. Super come al solito

Un locale che invece forse si presta a qualche aspettativa di troppo è l'Arcafood di Loano, che fa bella mostra del logo Eataly e offre anche un negozio di alimentari di qualità per chi volesse farsi ingolosire e fosse disposto a farsi alleggerire non poco il portafoglio. L'errore che abbiamo compiuto è stato quello di scegliere, tra le tante proposte appetitose del menù, la pizza: il risultato è stata una lunga attesa e una pizza normale per un locale che invece vorrebbe offrire qualcosa di speciale. Lo riproveremo in futuro, scegliendo meglio. Si trova appena dopo il caruggio, verso la stazione, al piano terra di uno di quei brutti palazzi dell'edilizia ligure anni '60-'70 che hanno imbruttito tanti bei lungomare.

L'Ostaia Marchesi - Assaggi Brasiliani in via Boragine a Loano già dal nome lascia presagire un menù eclettico che svariona appunto dalla pizza al fritto misto ai piatti "esotici" in un locale comuque carino e tranquillo. Senza infamia nè lode.
A pochi passi di distanza, il nuovo Dai Munti au Mà, di cui ho un ricordo positivo ma molto annebbiato. Se non ricordo male ha sostituito una spaghetteria di poca fortuna.

Durante le nostre visite invernali, la location della Brasserie La Plancha non è francamente delle più attraenti, praticamente sotto la ferrovia, direttamente sulla strada e di fronte alla nuova marina di Loano, che vista la stagione è praticamente deserta. A dispetto delle scarse premesse (e anche di un servizio che non mi ha particolarmente affascinato), si mangia una cucina ligure buona e ben presentata.

Per quanto riguarda le pizzerie, il Castello di Pietra Ligure offre un'ampia sala abbastanza anonima e senza finestre, evidentemente più consigliabile a grandi gruppi che alle coppie in cerca di tranquillità, e offre un buon assortimento di pizze. La Betulla a Finale è un bel locale sul lungo mare, luminoso e ben arredato; La Marinella sul lungomare di Loano, tra la marina e il Kursaal, è un'altra onesta alternativa, col vantaggio di una rilassante vista direttamente sul mare. Il Portichetto, nei caruggi di Loano, è angusto ma tutto sommato accogliente, soprattutto se il tempo permette di sedersi nei pochi tavolini approntati all'esterno.

Segnalazioni particolari per: il Capanno sopra Ranzi, dove farsi un piatto di pesce non certo da alta cucina ma più che onesto con una bella vista sul mare; l'Osteria Sacripante, sul lungomare di Loano, proprio di fronte al palazzo Kursaal, dove concedersi una salutare pausa a base di cucina tradizionale e genuina, rivisitata il giusto per aggiungere quel pizzico di sorpresa e golosità che rende il pasto migliore.

Una veloce menzione per quanto riguarda i bar di Loano e zone limitrofe, che abbiamo provato estensivamente, pur ovviamente non potendo garantire esaustività: dopo innumerevoli prove, il bar L'Orologio, davanti ai bagni Florida, è risultato il più conveniente e allo stesso tempo uno di quelli che offre il servizio migliore.

Ultima, rapidissima, segnalazione per la pessima esperienza alla pizzeria Rino Mare, che si pubblicizza come locale per celiaci ma che offre pizze senza glutine solo su prenotazione, da effettuarsi entro le 18 (alle 18.10 ci hanno rimbalzati), e con sovrapprezzo. Comportamento pessimo, visto che entrambe le richieste (prenotazione e sovrapprezzo) sono del tutto ingiustificate. Croce sopra.

Cosa mi ricordo del Bagatto di Loano o del Bergallo di Verezzi? Ben poco. Me li appunto qui per ritornarci al prossimo giro.

Vietnamonamour, Milano

Abbiamo visitato il "Ristorante 1" di Vietnamonamour a fine Aprile, e ci siamo trovati molto bene. Questo ristorante / bed&breakfast dalla doppia location è gestito da una coppia vietnam-franco-italiana (dettagli sul sito) in modo molto cordiale e gentile. Il locale in via Pestalozza, vicino al metrò Piola è situato in una bella casa d'epoca e ospita i clienti in una piccola sala all'ingresso ma soprattutto nell'accogliente "giardino d'inverno", arredato e decorato gradevolmente con gusto tipicamente orientale. La cucina offre alcuni menù fissi (di terra, vegetariano, ecc.) per  liberarvi dall'imbarazzo della scelta tra i piatti più "esotici". I gusti sono originali ma delicati, ed è disponibile una buona scelta di vini italiani e francesi da abbinare, anche se vengono serviti anche cocktail, birre o thé.
Il locale è adatto sia a una tranquilla serata a due che a piccoli gruppi di amici; la sala "esterna" non è adatta per grandi tavolate e anzi rischia di diventare un po' rumorosa se completamente piena (consigliata la sera infrasettimanale). Come detto, i giovani che curano il servizio in tavola sono professionali e cordiali, e i due proprietari non si tirano indietro dal fare due chiacchiere.
Anche il conto non è particolarmente salato, vista la buona qualità e la bella location: 77 Euro in due, con cocktail, birra, dolce e caffè vietnamita (non proprio per tutti, ma da provare). Torneremo.

domenica 20 aprile 2014

Love Eat, Castellanza

Ieri, di passaggio a Legnano, abbiamo fatto una deviazione per pranzo a Castellanza al Love Eat "Italian Luxury Burger". Nel non ridente Corso Matteotti si trova questo locale che mantiene quanto promette nella sua denominazione: hamburger "di lusso" in un ambiente curato a metà tra l'enoteca alla moda (bottiglie e casse di vino da tutte le parti) e il ristorante vero e proprio. Belle foto di musicisti alle pareti, tavoli distanziati il giusto (il locale era comunque vuoto quando siamo arrivati noi a mezzogiorno), e servizio cordiale e professionale. Il menù consiste fortunatamente di due sole pagine, una dedicata agli antipasti e alla carne alla griglia, e l'altra ai burger, che si trovano sia un varianti sfiziose con la "classica" carne di vitello (ad esempio il mio charlie con feta e menta), sia con pollo, maiale o anche pesce. A parte la carta delle bevande, con una buona scelta di vini e birre. I prezzi, considerando gli ingredienti di qualità (ah! finalmente un hamburger con del pane come si deve!) e le buone porzioni, sono onesti, con i burger intorno ai 10 Euro, la birra alla spina a 5 e le patate fritte (vere fette di vere patate) a 4, soprattutto se confrontati con le porzioni mignon, il servizio un po' scontroso e l'abuso di salse di un locale milanese che abbiamo riprovato recentemente.
Nessun problema per il parcheggio, ce n'è uno davanti al kebabbaro poco distante.
Consigliato.

Edit 2017: ha chiuso.

sabato 5 aprile 2014

Trani a gogo

Doppia segnalazione per due posti, entrambi a modo loro così "vecchia Milano".
In quel di Corsico, ai margini del centro storico, vicino a vie dagli improbabili nomi floreali, si trova il Ristorante Primavera, destinazione ruspante per la pausa pranzo. Intorno al palazzo dove si trova il locale non è difficile trovare parcheggio; la sala si trova al primo piano e accoglie una clientela piuttosto stabile: tavolate di impiegati, gruppi di tre o quattro magutt o signori anziani solitari. Tutti quanti alle prese con generose porzioni di pasta al forno, fritto misto, risotti, cotolette, olive ascolane e tutto quanto compone il tipico menù di questi locali, i discendenti di quelle osterie alla buona che oggi non esistono più. Qualcuno ha aperto un ristorante e l'ha chiamato "hostaria" con l'acca davanti, o qualcuno ha aperto una birreria e gli ha dato un nome fintorustico tipo "taverna dei quattro galli", ma intendiamoci: nulla hanno a che fare con le vere osterie. Queste, o sono morte o si sono incrociate con generazioni di cuochi meridionali o cinesi, hanno subito le leggi e i regolamenti "moderni", hanno accolto la nuova clientela della metropoli e hanno imbastardato di conseguenza il menù, trasformandosi, appunto, in posti come il Primavera, dove il servizio è ancora famigliare e alla buona, non si fanno tante smancerie e si annaffia il pranzo in un mezzo litro di vino rosso sfuso o in una bottiglia da 66 di qualche birra rigorosamente non alla moda. L'arredamento è essenziale e modesto, "stile grancasa", alle pareti qualche panorama improbabile o qualche foto a tema calcistico. Non cercate qui il fascino della "vecchia Milano", perché appunto quella vecchia città è morta e sepolta sotto palazzoni anonimi tra Via del Gigli e Via delle Rose. Questo è l'autentico pranzo alla buona, col menù completo approssimativamente fisso intorno ai 9 Euro.
Il tuffo nel passato è garantito invece dalla Osteria Alla Grande, alla fine di Via delle Forze Armate. Già la stessa via è una specie di macchina del tempo, che inizia in quella che oggi è "milano milano" e via via si allontana dal centro e dal metrò, e a un certo punto scarta sulla destra e si tramuta in una stradina nel centro storico di Baggio. L'Osteria Alla Grande è un minuscolo locale con una ventina di coperti gomito a gomito, stracolmo di ogni sorta di paccottiglia d'antan e che trasuda di Milano di una volta ad ogni centimetro, a cominciare dai personaggi dietro il bancone, vegliardi testimoni di quando Baggio non era Milano, e la strada non era invasa dalle auto, e probabilmente, forse, davvero, come ci raccontano le canzoni di Gaber e Jannacci, qualcuno portava la chitarra e si passava la sera scolando barbera. Oggi si continua a mangiare (bene) salsiccia in umido con le verze, cotolette, e "rivisitazioni" varie di pastasciutte non proprio meneghine.
La settimana scorsa siamo capitati all'Osteria Alla Grande mentre un VIP aficionado del locale, Enzo Iacchetti, stava girando, sul posto, uno spot pubblicitario a favore del locale, e ovviamente tutta l'atmosfera gravitava attorno all'ospite d'eccezione. Ed ecco quindi che notiamo le foto alle pareti dove il Iacchetti è onnipresente, il poster delle Brigate Gastronomiche, la campagna Adotta Un Oste, e i vari motti di spirito, ovviamente del più greve, per rimanere in atmosfera. La presenza del VIP in questione ha creato (o forse ha smascherato) una finta atmosfera goliardica che mi ha un po' rovinato l'esperienza, peraltro positiva sotto tutti gli aspetti. Anche qui si paga poco e si mangia bene.
Che siate in vena di nostalgia per la Milano che non c'è più, o che siate di quelli che vanno in brodo di giuggiole quando riconoscono "ah ma quello là è il tizio che ogni tanto c'è in TV con Iacchetti!", l'Osteria Alla Grande fa per voi.