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giovedì 21 agosto 2014

Al Rioco, Magenta

[edit: ha chiuso e riaperto varie volte con diversi nomi e gestioni diverse]

Si potrebbero fare un sacco di considerazioni qualunquiste del tipo "eh si vede che c'è crisi" sul fatto che Martedì 19 Agosto ci fosse la gente in coda fuori dalla pizzeria-ristorante Madreperla a Magenta, ma eviteremo. Il succo è che abbiamo fatto dietrofront e ci siamo recati nel semivuoto Al Rioco, davanti al Teatro Lirico, poco distante dalla stazione ferroviaria. Questo ristorante-pizzeria propone un menù chilometrico comprendente svariati piatti sia di carne che di pesce, oltre alle pizze e ai consueti primi e dessert. La sala è abbastanza grande, pulita, ma tuttto sommato anonima; i televisori sintonizzati su MTV sono presenti in tutti gli angoli, assicurandovi la visione e ascolto ininterrotti dei rapper tamarri di turno. Noi abbiamo preso solo la pizza: 6,50 Euro per un calzone e ben 9 Euro per una pizza ai calamari fritti, gustosi ma non certo abbondanti. Peccato poi per le birre medie a 4,5 l'una, i caffè a 1,5 e soprattutto il coperto a 2,50 Euro a persona, che definirei vergognoso.
Come detto, il locale è pulito, senza infamia nè lode, come il servizio. Una piccola nota su un comportamento che noto sempre più spesso da parte dei camerieri: ormai è consueto che il personale di sala indichi ai clienti il posto dove accomodarsi, ed è comprensibile che si voglia così ottimizzare la gestione dei coperti; l'altra sera, però, al Rioco c'era la sala semideserta quando siamo arrivati e ciò nonostante siamo stati fatti accomodare nel primo tavolino vicino al corridoio d'ingresso, sotto il televisore blaterante e a fianco dell'unica altra coppia presente in sala. Niente di male, eh, però siccome in seguito sono arrivati pochissimi altri avventori, avremmo potuto anche concederci il lusso di un tavolo migliore.
Insomma, pizze buone ma per il resto niente di memorabile. Ovviamente non avendo provato le "specialità" alla griglia su di esse non commentiamo.
Buon parcheggio a fianco del locale e nelle vicinanze.

domenica 17 agosto 2014

Quando la fame fa brutti scherzi

Si sa che la ricerca di un posto dove mangiare, ad Agosto, a Milano, può essere difficoltosa. Recentemente siamo caduti preda di due posti che non si sono rivelati all'altezza delle aspettative.
All'Old Wild West Express che si trova all'interno del Centro Commerciale Fiordaliso c'eravamo già stati, ma il richiamo dei nachos ha fatto sì che ci ricascassimo. Purtroppo, come nel 99% dei sedicenti "tex-mex", i suddetti nachos (in questo caso in variante "nachos machos" allo modica cifra di 7,50 Euro) non sono altro che le "patatine" del sacchetto (tipo le rodeo, tanto per capirsi), quindi qualcosa di molto lontano dall'originale. Oltre al solito allestimento di hamburger, fajitas e tacos, il menù propone anche delle insalatone non male. Essendo in due siamo finiti in un tavolino in una zona di passaggio degli sfreccianti camerieri, non il massimo del confort. La location, come immaginabile, è la baraonda tipica dei centri commerciali, e questo si sapeva; del "tex-mex" non c'è nemmeno più l'illusione, quindi, addio.
Metti invece una sera sui Navigli che minaccia temporale, e scarti la prima pizzeria che incontri, semivuota, ma entri nella seconda, la Fabbrica, sull'alzaia del Naviglio Grande al 70. Ti accoglie il frastuono dei clienti che chiacchierano, o più precisamente cercano di parlarsi alzando sempre di più la voce per superare il volume delle altre voci. Come recita il sito, "un ristorante senza fronzoli e sfarzi" dove sedersi gomito a gomito con gli altri avventori e godersi il rimbombo del soffitto altissimo. Pizza al tonno a 7,50 Euro, pizza tartufona (con una sventagliata di olio al tartufo) a ben 9,50; senza infamia né lode. Siamo fuggiti appena finito.

domenica 22 giugno 2014

Liguria 2013

Quando si dice "fuori tempo massimo": ormai sono passati 7-8 mesi dalla nostra ormai consueta permanenza autunnal-invernale in Liguria, e ho ancora qui tutti gli scontrini e biglietti da visita degli innumerevoli locali dove abbiamo ingurgitato le calorie che abbiamo poi senza successo cercato di bruciare in altrettanto innumerevoli camminate.
Siccome tra poco si parte per le ferie (montagna d'estate, mare d'inverno), vediamo se sfogliando il mazzo di foglietti esce qualcosa ancora degno di nota dopo tutto questo tempo. In ordine rigorosamente sparso, iniziamo col ricordo della serata "street food" di Alassio, dove per la modica cifra di 5 Euro ci si poteva accaparrare un piccolo scartoccino di fritto misto o altre specialità del luogo; idea simpatica, quella di passeggiare spiluccando per le viuzze o sulla spiaggia, ma esecuzione un po' troppo "VIP" per i nostri gusti (a volersi saziare con 5 Euro a scartoccino c'è da andare in bancarotta), dalla quale siamo quindi fuggiti a gambe levate.
La fuga ci ha quindi portato, fortunosamente e fortunatamente, all'Antica Osteria La Sosta di Laigueglia, dove per la modicissima cifra di 18 Euro a persona abbiamo mangiato bene, abbondantemente e tranquillamente in un bel ristorante rustico in un caruggio, senza vista mare ma con tanto calore. Esattamente l'opposto della folla e del servizio in guanti bianchi di Alassio, tanto per capirci. "Cucina tipica ligure" promossa a pieni voti, per quanto mi riguarda.

Ritornando più terra terra, il The Ranch di Pietra Ligure (in realtà sull'Aurelia all'ingresso di Loano) è una piccola steak house / tex mex col consueto assortimento di burritos, fajitas, tortillas, eccetera, senza infamia nè lode che offre anche un piattone-sfida che solo in pochi sono riusciti a terminare, ricevendo in premio la consumazione gratuita e l'onore di avere la propria foto affissa alle pareti. Solo per veri mangioni. Unico neo è la gestione un po' stramba dei posti a sedere, che relega le coppie negli angusti tavolini da due anche se il resto della sala è vuota. Prezzi non proprio economici, ma vista la carenza di offerta tex-mex in zona, si fa questo e altro per un piatto di nachos. Il locale offre anche una tessera a punti per i clienti affezionati. Facile parcheggio.

Abbiamo continuato con soddisfazione a servirci dalla pizzeria Mamma Mia (o come cavolo si chiama) nella piazzetta di Pietra Ligure; pizza alta, poca attesa e servizio alla buona.

Dietro segnalazione di un sedicente esperto della zona, abbiamo anche provato il Piccolo Bar di Calice Ligure, che fa della farinata -effettivamente molto buona- il suo cavallo di battaglia. Forse uno di quei posti che si è fatto una fama un po' sproporzionata rispetto all'effettivo valore della proposta gastronomica, ma che offre comunque un certo fascino di autentica rusticità, complice anche la tranquilla piazzetta su cui si affaccia. Prezzi non proprio popolari.

Non abbiamo potuto esimerci, come al solito, da un paio di visite al Doc di Borgio Verezzi, garanzia di classe, qualità e tante chiacchiere con lo chef. Un'occasione per rimanere aggiornati anche sulle benemerite iniziative collaterali gastronomico-culturali organizzate nel giardino adiacente, piccola oasi nella non più ridente Borgio. Si mangia pesce fresco, semplice e ben fatto, senza tanti fronzoli ma con tanta professionalità. Super come al solito

Un locale che invece forse si presta a qualche aspettativa di troppo è l'Arcafood di Loano, che fa bella mostra del logo Eataly e offre anche un negozio di alimentari di qualità per chi volesse farsi ingolosire e fosse disposto a farsi alleggerire non poco il portafoglio. L'errore che abbiamo compiuto è stato quello di scegliere, tra le tante proposte appetitose del menù, la pizza: il risultato è stata una lunga attesa e una pizza normale per un locale che invece vorrebbe offrire qualcosa di speciale. Lo riproveremo in futuro, scegliendo meglio. Si trova appena dopo il caruggio, verso la stazione, al piano terra di uno di quei brutti palazzi dell'edilizia ligure anni '60-'70 che hanno imbruttito tanti bei lungomare.

L'Ostaia Marchesi - Assaggi Brasiliani in via Boragine a Loano già dal nome lascia presagire un menù eclettico che svariona appunto dalla pizza al fritto misto ai piatti "esotici" in un locale comuque carino e tranquillo. Senza infamia nè lode.
A pochi passi di distanza, il nuovo Dai Munti au Mà, di cui ho un ricordo positivo ma molto annebbiato. Se non ricordo male ha sostituito una spaghetteria di poca fortuna.

Durante le nostre visite invernali, la location della Brasserie La Plancha non è francamente delle più attraenti, praticamente sotto la ferrovia, direttamente sulla strada e di fronte alla nuova marina di Loano, che vista la stagione è praticamente deserta. A dispetto delle scarse premesse (e anche di un servizio che non mi ha particolarmente affascinato), si mangia una cucina ligure buona e ben presentata.

Per quanto riguarda le pizzerie, il Castello di Pietra Ligure offre un'ampia sala abbastanza anonima e senza finestre, evidentemente più consigliabile a grandi gruppi che alle coppie in cerca di tranquillità, e offre un buon assortimento di pizze. La Betulla a Finale è un bel locale sul lungo mare, luminoso e ben arredato; La Marinella sul lungomare di Loano, tra la marina e il Kursaal, è un'altra onesta alternativa, col vantaggio di una rilassante vista direttamente sul mare. Il Portichetto, nei caruggi di Loano, è angusto ma tutto sommato accogliente, soprattutto se il tempo permette di sedersi nei pochi tavolini approntati all'esterno.

Segnalazioni particolari per: il Capanno sopra Ranzi, dove farsi un piatto di pesce non certo da alta cucina ma più che onesto con una bella vista sul mare; l'Osteria Sacripante, sul lungomare di Loano, proprio di fronte al palazzo Kursaal, dove concedersi una salutare pausa a base di cucina tradizionale e genuina, rivisitata il giusto per aggiungere quel pizzico di sorpresa e golosità che rende il pasto migliore.

Una veloce menzione per quanto riguarda i bar di Loano e zone limitrofe, che abbiamo provato estensivamente, pur ovviamente non potendo garantire esaustività: dopo innumerevoli prove, il bar L'Orologio, davanti ai bagni Florida, è risultato il più conveniente e allo stesso tempo uno di quelli che offre il servizio migliore.

Ultima, rapidissima, segnalazione per la pessima esperienza alla pizzeria Rino Mare, che si pubblicizza come locale per celiaci ma che offre pizze senza glutine solo su prenotazione, da effettuarsi entro le 18 (alle 18.10 ci hanno rimbalzati), e con sovrapprezzo. Comportamento pessimo, visto che entrambe le richieste (prenotazione e sovrapprezzo) sono del tutto ingiustificate. Croce sopra.

Cosa mi ricordo del Bagatto di Loano o del Bergallo di Verezzi? Ben poco. Me li appunto qui per ritornarci al prossimo giro.

Vietnamonamour, Milano

Abbiamo visitato il "Ristorante 1" di Vietnamonamour a fine Aprile, e ci siamo trovati molto bene. Questo ristorante / bed&breakfast dalla doppia location è gestito da una coppia vietnam-franco-italiana (dettagli sul sito) in modo molto cordiale e gentile. Il locale in via Pestalozza, vicino al metrò Piola è situato in una bella casa d'epoca e ospita i clienti in una piccola sala all'ingresso ma soprattutto nell'accogliente "giardino d'inverno", arredato e decorato gradevolmente con gusto tipicamente orientale. La cucina offre alcuni menù fissi (di terra, vegetariano, ecc.) per  liberarvi dall'imbarazzo della scelta tra i piatti più "esotici". I gusti sono originali ma delicati, ed è disponibile una buona scelta di vini italiani e francesi da abbinare, anche se vengono serviti anche cocktail, birre o thé.
Il locale è adatto sia a una tranquilla serata a due che a piccoli gruppi di amici; la sala "esterna" non è adatta per grandi tavolate e anzi rischia di diventare un po' rumorosa se completamente piena (consigliata la sera infrasettimanale). Come detto, i giovani che curano il servizio in tavola sono professionali e cordiali, e i due proprietari non si tirano indietro dal fare due chiacchiere.
Anche il conto non è particolarmente salato, vista la buona qualità e la bella location: 77 Euro in due, con cocktail, birra, dolce e caffè vietnamita (non proprio per tutti, ma da provare). Torneremo.

domenica 20 aprile 2014

Love Eat, Castellanza

Ieri, di passaggio a Legnano, abbiamo fatto una deviazione per pranzo a Castellanza al Love Eat "Italian Luxury Burger". Nel non ridente Corso Matteotti si trova questo locale che mantiene quanto promette nella sua denominazione: hamburger "di lusso" in un ambiente curato a metà tra l'enoteca alla moda (bottiglie e casse di vino da tutte le parti) e il ristorante vero e proprio. Belle foto di musicisti alle pareti, tavoli distanziati il giusto (il locale era comunque vuoto quando siamo arrivati noi a mezzogiorno), e servizio cordiale e professionale. Il menù consiste fortunatamente di due sole pagine, una dedicata agli antipasti e alla carne alla griglia, e l'altra ai burger, che si trovano sia un varianti sfiziose con la "classica" carne di vitello (ad esempio il mio charlie con feta e menta), sia con pollo, maiale o anche pesce. A parte la carta delle bevande, con una buona scelta di vini e birre. I prezzi, considerando gli ingredienti di qualità (ah! finalmente un hamburger con del pane come si deve!) e le buone porzioni, sono onesti, con i burger intorno ai 10 Euro, la birra alla spina a 5 e le patate fritte (vere fette di vere patate) a 4, soprattutto se confrontati con le porzioni mignon, il servizio un po' scontroso e l'abuso di salse di un locale milanese che abbiamo riprovato recentemente.
Nessun problema per il parcheggio, ce n'è uno davanti al kebabbaro poco distante.
Consigliato.

Edit 2017: ha chiuso.

sabato 5 aprile 2014

Trani a gogo

Doppia segnalazione per due posti, entrambi a modo loro così "vecchia Milano".
In quel di Corsico, ai margini del centro storico, vicino a vie dagli improbabili nomi floreali, si trova il Ristorante Primavera, destinazione ruspante per la pausa pranzo. Intorno al palazzo dove si trova il locale non è difficile trovare parcheggio; la sala si trova al primo piano e accoglie una clientela piuttosto stabile: tavolate di impiegati, gruppi di tre o quattro magutt o signori anziani solitari. Tutti quanti alle prese con generose porzioni di pasta al forno, fritto misto, risotti, cotolette, olive ascolane e tutto quanto compone il tipico menù di questi locali, i discendenti di quelle osterie alla buona che oggi non esistono più. Qualcuno ha aperto un ristorante e l'ha chiamato "hostaria" con l'acca davanti, o qualcuno ha aperto una birreria e gli ha dato un nome fintorustico tipo "taverna dei quattro galli", ma intendiamoci: nulla hanno a che fare con le vere osterie. Queste, o sono morte o si sono incrociate con generazioni di cuochi meridionali o cinesi, hanno subito le leggi e i regolamenti "moderni", hanno accolto la nuova clientela della metropoli e hanno imbastardato di conseguenza il menù, trasformandosi, appunto, in posti come il Primavera, dove il servizio è ancora famigliare e alla buona, non si fanno tante smancerie e si annaffia il pranzo in un mezzo litro di vino rosso sfuso o in una bottiglia da 66 di qualche birra rigorosamente non alla moda. L'arredamento è essenziale e modesto, "stile grancasa", alle pareti qualche panorama improbabile o qualche foto a tema calcistico. Non cercate qui il fascino della "vecchia Milano", perché appunto quella vecchia città è morta e sepolta sotto palazzoni anonimi tra Via del Gigli e Via delle Rose. Questo è l'autentico pranzo alla buona, col menù completo approssimativamente fisso intorno ai 9 Euro.
Il tuffo nel passato è garantito invece dalla Osteria Alla Grande, alla fine di Via delle Forze Armate. Già la stessa via è una specie di macchina del tempo, che inizia in quella che oggi è "milano milano" e via via si allontana dal centro e dal metrò, e a un certo punto scarta sulla destra e si tramuta in una stradina nel centro storico di Baggio. L'Osteria Alla Grande è un minuscolo locale con una ventina di coperti gomito a gomito, stracolmo di ogni sorta di paccottiglia d'antan e che trasuda di Milano di una volta ad ogni centimetro, a cominciare dai personaggi dietro il bancone, vegliardi testimoni di quando Baggio non era Milano, e la strada non era invasa dalle auto, e probabilmente, forse, davvero, come ci raccontano le canzoni di Gaber e Jannacci, qualcuno portava la chitarra e si passava la sera scolando barbera. Oggi si continua a mangiare (bene) salsiccia in umido con le verze, cotolette, e "rivisitazioni" varie di pastasciutte non proprio meneghine.
La settimana scorsa siamo capitati all'Osteria Alla Grande mentre un VIP aficionado del locale, Enzo Iacchetti, stava girando, sul posto, uno spot pubblicitario a favore del locale, e ovviamente tutta l'atmosfera gravitava attorno all'ospite d'eccezione. Ed ecco quindi che notiamo le foto alle pareti dove il Iacchetti è onnipresente, il poster delle Brigate Gastronomiche, la campagna Adotta Un Oste, e i vari motti di spirito, ovviamente del più greve, per rimanere in atmosfera. La presenza del VIP in questione ha creato (o forse ha smascherato) una finta atmosfera goliardica che mi ha un po' rovinato l'esperienza, peraltro positiva sotto tutti gli aspetti. Anche qui si paga poco e si mangia bene.
Che siate in vena di nostalgia per la Milano che non c'è più, o che siate di quelli che vanno in brodo di giuggiole quando riconoscono "ah ma quello là è il tizio che ogni tanto c'è in TV con Iacchetti!", l'Osteria Alla Grande fa per voi.

sabato 22 marzo 2014

Scotch club, Magenta

Su Via Milano, uscendo da Magenta, dotato di spettacolare vista sull'ospedale, si trova la pizzeria Scotch Club. L'abbiamo visitato ingolositi dalla promettente foto della pizza sulla pagina facebook del locale e non siamo rimasti delusi: crosta alta, morbida dentro e croccante fuori, e buoni ingredienti. La pizza Mundial82, con una spruzzata di pesto si faceva apprezzare da più di un avventore, nonostante il prezzo non proprio proletario di 9 Euro. Ma ormai si sa che si naviga su queste cifre anche in pizzeria. Il forno è al primo piano, dove c'è anche un maxischermo e un piccolo palco per le esibizioni musicali. Il locale non è grandissimo e non dà l'impressione di diventare troppo caotico anche quando pieno. Come detto, abbiamo provato solo la pizza, molto buona. Visti i prezzi, un Euro e mezzo per il servizio si poteva anche evitare. Il cameriere che ci ha servito è sempre stato sorridente e gentile, cosa purtroppo abbastanza rara.
Parcheggio non facilissimo nelle vie limitrofe.

Edit 2015: siamo tornati e la pizza è sempre molto buona, anche se questa volta mi ha lasciato un po' assetato, forse a causa dell'assenza del "maestro" al forno, il cui rimpiazzo non si è rivelato completamente all'altezza (non pretendo il retino, ma almeno un fermacapelli sarebbe stato opportuno).

Peyote Cafe, Magenta

Io mi ricordo, mi ricordo una volta di aver mangiato un piatto di nachos che non erano patatine del sacchetto, con del guacamole vero e del formaggio vero e dei fagioli come si deve. Quindi sono sicuro che esiste, solo che non si trova più. L'ennesima puntata della ricerca ci porta al Peyote Cafe, nella ridente zona industriale di Magenta, verso Robecchetto. Gli onion rings sono "magnum", e i nachos supreme sono un piattone non certo sopraffino ma sicuramente abbondante. I burritos sono una "rielaborazione" dell'originale, dove il guacamole, a dire della cameriera, è mischiato insieme al resto del ripieno, dove fanno la parte del leone delle inaspettate zucchine. C'è una buona offerta di birre e i prezzi sono tutto sommato onesti: 6,90 per il piattone di nachos e 6,50 per il burrito, 5 per le birre, niente coperto. Il locale ha due piani e uno spazio per tavoli all'esterno. Periodicamente ci sono serate musicali. L'arredamento cerca di essere più "tex mex" possibile, e anche se non c'entrano molto, gli LP incorniciati alle pareti sono un'idea simpatica. Il servizio è stato gentile e sollecito. Come al solito l'abbiamo provato in prima serata per evitare l'affollamento. Non certo il posto dove trovare l'autentica esperienza "tex mex", ma comunque un buon locale per una serata con gli amici.

Hamburgeria di Eataly, Novara

Edit 2021: chiuso.
 
Mangiarsi un buon hamburger all'interno di una libreria nel centro di Novara, ebbene sì. Il marchio Eataly è garanzia di ingredienti come si deve e articoli originali. Qui, oltre all'assortimento di hamburger, potete gustare insalatone e zuppe, oltre a poter fare acquisti di cibo e vini "eataly" e libri. Il locale si sviluppa su ben quattro livelli - piccolini ma accoglienti: al piano terra, la cassa col bar e il banco dei dolci, un paio di tavolini, gli scaffali col vino e altri cibi, alcuni "trespoli" su cui appoggiarsi per mangiare o leggere il quotidiano, e gli scaffali coi libri; al primo piano, la cucina; al secondo e terzo, ancora tavoli e libreria. Si ordina alla cassa e si riceve un "buzzer" che si metterà, appunto, a buzzerare quando il vostro ordine sarà pronto da ritirare al primo piano. Sacchetti di carta, posate compostabili e contenitori per il riciclo della plastica e del vetro. Abbiamo preso un buon hamburger di pollo con pane vero e patatine fritte vere, e una buona insalatona. I locali sono luminosi e accoglienti, anche se durante la nostra visita non c'erano molti avventori; purtroppo (o per fortuna?) la folla della pausa pranzo sembrava dirigersi verso i baretti più "classici" dotati di dehors dal quale potersi mettere in mostra, vista la giornata di sole.
Personale sorridente e gentile, location ideale come pausa pranzo durante una passeggiata in centro.
Una nota particolare per il caffè: uno dei vezzi distintivi di noi italiani (oltre a quello di essere tutti CT della Nazionale) è quello di essere tutti sedicenti esperti di caffè e di non perdere occasione per sindacare sulla bontà di questo o quel bar, di questo o quel barista, di questa o quella marca di macchine da caffè; io credo di essere abbastanza atipico sotto questo aspetto, nonostante confessi di avere anch'io qualcuna di queste demenziali convizioni tipo "l'espresso in Spagna non lo sanno fare", e proprio per questa ragione voglio sottolineare che è la prima volta che un caffè del bar (quello dell'Eataly, appunto) mi strappa un'esclamazione di sorpresa soddisfazione dopo il primo sorso. Buono. Il miglior caffè che abbia mai bevuto.

martedì 18 marzo 2014

piccola nota off topic

Mi fa morire dal ridere il fatto che i ristoratori dicano peste e corna di Tripadvisor solo quando si beccano qualche recensione negativa mentre nessuno fa una piega quando riceve 5 pallini da qualche dilettante grafomane sgrammaticato.


(giusto una piccola nota: io non sono sgrammaticato, non sono grafomane, e in quanto dilettante me ne sto alla larga da tripadvisor e compagnia).