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domenica 3 giugno 2018

P31, Magenta

"Brewery", spiedini, salamelle, giropizza, hamburger, birrazze, partite alla tv, musica dal vivo, battesimi e comunioni, insomma di tutto un po' in Via Pastrengo 31 a Magenta, ma anche qualche tentativo di menù un po' più "alto". Il rischio di ritrovarsi in mezzo alla festa di compleanno di Màicol e Sciàron è quindi altissimo, ma facendo attenzione nei giorni infrasettimanali si può invece godere di un locale molto grande, con un comodo parcheggio davanti e persino scovare qualche buon piatto.
Altrimenti, si va su facebook e si cerca il prossimo evento.

Enoteca Re di Coppe, Orta San Giulio

Una rapida ricerca internet per "aperitivi orta" restituisce la consueta lista interminabile di locali, che però ben presto si riduce a una shortlist di tre-quattro nomi che, un mercoledì sera di metà maggio, si restringe ulteriormente al solo Re di Coppe, coi suoi tavolini sulla via dove gli unici sparuti passanti sono alcuni habituè del locale e i gruppetti di turisti stranieri.
Ci si rifocilla coi taglieri, o la bagna cauda, o gli altri piatti caldi a menù, e ovviamente, essendo un'enoteca, una buona scelta di vini al bicchiere. All'interno, anche la possibilità di acquistare qualche prodotto tipico. Destinazione azzeccata per una serata rilassante da gustarsi decisamente fuori stagione o almeno non nel weekend, per evitare l'assalto delle italiche famigliole urlanti in vacanza.

Ristorante Rapanello, Lesa

Sembra facile trovare un tavolo libero senza aver prenotato una domenica a pranzo a inizio Maggio sul Lago Maggiore, ma non lo è. Siamo finiti appollaiati su un tavolo-trespolo del Rapanello, dove abbiamo potuto ammirare sia il lago che le acrobazie dei camerieri intenti ad attraversare la strada coi loro piatti, incuranti del traffico e del sottopassaggio vicino.
Si mangia praticamente sull'acqua, in un dehors a dir la verità non particolarmente affascinante ma pur sempre gradito. Si mangia bene, principalmente a base di pesce, con zuppe e griglie e crudi, peccato appunto essere praticamente sulla strada, visto che nelle vicinanze ci sono posti più attraenti. Tre Euro il coperto, secondi di pesce buoni e abbondanti ma pur sempre a 20 Euro.

Tre facce di Milano

Via Varesina non è certo una location top, e proprio per questo L'Immagine è una bella sorpresa. Le sale sono piccoline ma i tavoli ben disposti, e si mangia e beve bene, dal gnocco fritto agli gnocchi veri ai ravioli, dai filetti agli ossobuchi, con persino qualche buona pizza. Il tutto completato da una buona scelta di dolci, dalla frutta offerta come dessert e dai bon bon sempre presenti sul tavolo: non sarà facile coniugare la buona cucina con le cocacoline gommose o le toffee, ma l'idea è simpatica. Siamo non distanti da Viale Certosa e Viale Monte Ceneri, e la clientela è variegata grazie ai molti equipaggi aerei che soggiornano negli alberghi della zona. Parcheggio impossibile e coperto a 3 Euro sono gli unici aspetti negativi, bilanciati da un servizio cordiale e rapido e da un generoso arrotondamento sul conto finale.
Classificare La Tradizionale semplicemente come "pizzeria" sarebbe sicuramente riduttivo, ma non può non far sorridere la dicitura di "luogo anche per il cibo" che campeggia sul biglietto da visita: si sa che a Milano non si mangia, si degusta. non si beve, si sorseggia. eccetera. Quindi è chiaro che la Officina Enogastronomica SRL (questo il nome sociale!) di Via Bergognone faccia di tutto per essere all'altezza. Scovata dopo una visita al Mudec, La Tradizionale si ritaglia un giardino e una grande sala molto accoglienti, ideali per le serate estive. Non avendo esplorato il resto del menù, non possiamo che limitarci a lodare le pizze e il locale molto ben arredato. Decisamente una destinazione da appuntarsi.
Piazza 3 Torri è un pezzo di Nuova Milano sorto grazie alla demolizione di parte della vecchia zona Fiera, e la California Bakery, marchio che in città offre vari altri esercizi, si è stabilita anche qui per sfamare gli impiegati milanesimbruttiti delle aziende circostanti e i consumatori milanesimbruttiti dell'annesso centro commerciale. Facendo attenzione a scansare il grosso della folla e infilandosi in mezzo ai tavolini ci si può infine gustare i pancake, i toast guacamole e salmone e tutte le altre specialità da brunch. La location sembrerebbe dissuadere il grosso delle famigliole con poppanti che solitamente prende d'assalto i locali analoghi. C'è la metro e il parcheggio labirintico del centro commerciale.

domenica 1 aprile 2018

Pizzerie di provincia

Da quando "Da Gaetano", anni fa, da pizzeria d'asporto si era tramutato in La Terrazza l'avevamo provato solo una volta, rimanendo meno che impressionati. Purtroppo il giudizio è confermato. A Cuggiono, appena entrati in paese arrivando da Inveruno, La Terrazza si presenta in tutto il suo grigiore di palazzina anonima. Si parcheggia sul retro, e il locale offre due ampie sale nel più ortodosso degli stili di pizzeria italiana. Non abbiamo provato la cucina, ma da Gaetano si andava per la pizza. Adieu.
Piacevole sorpresa invece a Case Nuove, dove quelli che la sanno lunga vanno al Samarcanda, che nonostante la minacciosa dicitura di "restaurant + lounge bar" offre pizze più che degne e un locale un po' affollato ma tutto sommato accogliente. La vicinanza a Malpensa e la triste offerta alberghiera circostante garantiscono una clientela un po' più eterogenea (e persino internazionale!) del consueto famigliole + coppiette di tamarri + tavolate dell'ufficio/scuola + sparuti pensionati che affolla i locali analoghi. Bisognerà trovare l'opportuno contrario di ridente per definire posti come Case Nuove (la Treccani suggerisce "mesto"), anche se a onor del vero una sera di inizio marzo che sembrava novembre con la neve e la fanghiglia non è certo il miglior biglietto da visita. I prezzi sono onesti e non si lucra su caffè e amari. Una buona scoperta.

Brunch imbruttiti

A Milano, il brunch è imbruttito per definizione, anche quando non lo è. A Milano il brunch è una roba che ha poco a che fare col brunch, ma brunch come tutti sanno è una parola milanese ed è una parola imbruttita, e significa "pranzo in cui i piatti hanno nomi in inglese e ci sono le uova e soprattutto devono esserci famigliole coi passeggini che per chissà quale ragione devono portare dei poppanti a non mangiare piatti costosissimi allo scopo di avanzare pretese improbabili col personale di sala e passare il tempo a vociare in direzione dei suddetti bambini chiedendogli se preferiscono le uova alla cumberbatch o alla coque".
Detto ciò, abbiamo recentemente fatto il brunch al Taglio in via Vigevano (zona Porta Genova) e al Fuorimano in via Cozzi (Greco-Bicocca), locali accomunati dall'arguzia dei rispettivi URL, taglio.me e fuorima.no.
Mi ha convinto di più il Fuorimano, perché meno affollato, più spazioso (un vecchio capannone che per una volta non sa solo di vecchiocapannone), e perché al Taglio hanno fatto un po' di storie ad accettarci senza prenotazione, nonostante fosse prestissimo e lo scontrino che ho qui davanti testimonia che ci siamo tolti di torno alle 12.15, quando la gente iniziava ad arrivare.
Si mangia bene in entrambi i posti, e il Taglio, in una delle due salette, ha anche un bancone gastronomia e un bancone bar, ma esce vincitore il Fuorimano, dove -nuntio vobis gaudium magnum- i 20 Euro del brunch includono i refill delle bevande, che vengono invece conteggiate a parte al Taglio.
Al Fuorimano ci sono degli angoli con delle poltrone e dei libri, e quindi se siete degli imbruttiti perditempo zuzzurelloni potete comodamente zuzzurellare per ore ed ore. L'essere fuori mano sembra dissuadere le famigliole con poppanti, o forse siamo solo stati fortunati noi.

Etnici a Milano

La Parrilla è un "mexican restaurant & meat specialties" su Corso Sempione che promette musica ed eventi per famigliole e tamarri d'ogni età, e accoglie i clienti con l'overload cromatico tipico dei ristoranti messicani "ripuliti" di casa nostra, che in questo caso comprende anche il personale. Si mangia bene, anche se le fajitas erano decisamente troppo salate. Tutto quanto sembra fatto in casa, incluse le tortillas rimaste un po' crude.  Porzioni abbondanti. Otto euro per i nachos, sedici per l'enchilada. Da riprovare. Parcheggio ovviamente impossibile.
L'ineffabile Indian Restaurant Taste of India di Via Panfilo Castaldi 42 è stata una scoperta per via di voucher che altrimenti difficilmente avrebbe attirato la nostra attenzione. Il locale e il servizio sono estremamente alla buona, e la presenza di commensali di origine indiana dovrebbe garantire sulla qualità del cibo. Non si rimane certo a bocca aperta per le invenzioni dello chef, ma si va sul sicuro con l'usuale vasta scelta di piatti e di risi e naan per accompagnarli. Ci si sazia con meno di 30 Euro a testa e si gode delle spericolate traduzioni in italiano e inglese presenti nel menù. Via Castaldi è piena di ristoranti di ogni tipo e ovviamente parcheggiare è impossibile.
Eravamo stati al ristorante libanese Trattoria Accademia (in Via Accademia, 53) anni fa e il mio ricordo era migliore. Il locale è sempre lo stesso, arredato senza pretese e con vecchie foto del Libano alle pareti. Il cibo, pur essendoci limitati alle sole mezze (taboulè, hummus, moutabbal, ecc.), mi è sembrato senza infamia nè lode. Però quando uno è in crisi d'astinenza di hummus, bisogna provvedere. Il servizio è gentile e la zona un po' fuori mano permette di trovare parcheggio nelle vicinanze.

sabato 10 febbraio 2018

Molo 56, Pietra Ligure

Lo abbiamo snobbato per anni perché alla sera è sempre molto affollato e la dicitura "pizzeria" (con forno elettrico) ci scoraggiava. Abbiamo finalmente provato a pranzo questo piccolo ristorante al termine del lungomare di Pietra e siamo rimasti gradevolmente sorpresi! I prezzi non sono abbordabili per la classica pausa pranzo, ma le trofie con carciofi e calamaretti spillo a 20 Euro sono deliziose e arrivano in una bella porzione abbondante. Tutto quanto è stato perfetto: il cappon magro (accompagnato da tre gamberi freschissimi), il millefoglie di rombo, le capesante. Trascinati dalla bontà dei piatti, non abbiamo potuto esimerci dai dolci, anch'essi molto buoni, tortino alle amarene e cioccolato, e zabaglione al porto.
Il locale ha una quarantina di coperti, ben arredato, ed è molto luminoso grazie alle vetrate che fanno da pareti. Parcheggio a pagamento a pochi metri. Servizio professionale e discreto.
Si spendono sui 45-50 Euro a testa per un pranzo da re antipasto-primo-dolce, senza vino.

sabato 23 dicembre 2017

Sherbet, Corbetta

Bella scoperta nel centro storico di Corbetta questa gelateria-bistrò che fa cucina di qualità. Ogni piatto in menù ha un tocco di originalità, dall'antipasto vegetariano fritto-ma-non-fritto, all'uovo CBT, ai dolci. Si mangiano zuppe golose, pesce spada, anatra, si bevono birre artigianali e c'è anche una piccola scelta di buoni vini. Un menù della giusta lunghezza (non più di una quindicina di piatti) è garanzia di attenzione alla qualità prima che ad attirare frotte di clienti a tutti i costi. Non che si faccia fatica a riempire la piccola sala del locale, che avrà non più di una ventina di coperti. I prezzi non popolari (i secondi sui 16 Euro) non sembrano purtroppo scoraggiare le famigliole con bambini. 
Come da attese, originali e graditissimi i gelati. Servizio cordiale. Parcheggio complicato, meglio lasciare l'auto in piazza e fare due passi.

Calavera, Milano

Non ci siamo ancora. Il centro commerciale CityLife ha aperto da poco ed è comprensibile che i locali dell'area ristorazione stiano ancora aggiustando il tiro. Il Calavera è un sedicente "fresh mex", luminoso e accogliente, che non indugia sul tema funebre ma anzi limita il "mood" messicano solo a una serie di simpatici poster di film vintage di luchadores.
Non ci hanno entusiasmati nè l'enorme burrito (in parte tiepido, in parte freddo, 10 Euro) nè i tacos, e non si capisce perché pagare 1 Euro di coperto quando il coperto non c'è.
Il servizio è giovane e sollecito e ci sarà tempo per aggiustare le cose.