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giovedì 4 agosto 2016

Capanna Gigliola, Laveno Mombello

Arrampicato sulla sponda lombarda del Lago Maggiore sta il Ristorante Gigliola, col suo gran prato da una parte e i tavolacci di legno affacciati sul lago dall'altra. La presentazione del posto sta tutta nella foto che campeggia sul suo sito web, un fenomenale scorcio di lago da rimirare e gustarsi con calma. Proprio a questo riguardo, avremmo fatto volentieri a meno di gran parte della musica trasmessa nel dehors, dei bambini urlanti e delle mamme starnazzanti del tavolo dietro di noi. E dire che c'ho anche provato a dirglielo al patron... "mi raccomando i bambini all'interno, eh!" però deve aver pensato che volevo fare una battuta. Peccato, perché di spazio all'interno ce n'è apparentemente in abbondanza. A parte gli scherzi, il servizio è alla buona e gentile, e i menù sono rustici e ruspanti, un trionfo di culatelli, speck, funghi, brasati, polente e via di questo passo. E se non ricordo male, pasta e confetture fatte in casa.
La location potrebbe sicuramente essere sfruttata di più e chissà quanti chef di lusso ci vorrebbero mettere le mani sopra, ma altrettanto certamente l'ambiente rustico esercita il suo fascino su una vasta gamma di clienti, dalle coppie romantiche, ai bikers, ad, appunto, le tavolate di famigliole urlanti. Insomma, ce n'è per tutti e la location (Frazione Casere) non proprio agevole da raggiungere invita a una fuga dalla calura e dalle folle estive, e, perché no, anche una gita invernale! Una volta raggiunto il ristorante, il parcheggio è ampio e agevole. Antipasti sui 9-10 Euro, primi sui 12, dolci sui 5. Si mangia bene e ci si gode lo spettacolo della natura.

domenica 10 luglio 2016

Battipalo, Lesa

Sorprendentemente, un venerdì sera di luglio, il Battipalo di Lesa sul Lago Maggiore non era tutto esaurito, ed è un peccato, perché il posto merita, ma anche una fortuna, perché così ci si può godere con tranquillità un posto nel dehors sul Lago Maggiore. Il Battipalo, facile da trovare sul lungolago, è un ex imbarcadero che oggi offre un menù di gran qualità in una location tranquilla e romantica. La lista è varia ma non chilometrica, e offre diversi piatti di pesce di lago ma anche qualche piatto di mare e di carne. Come antipasto abbiamo preso le acciughe (un vero peccato di gola: buone e ben presentate, ma pur sempre 12 Euro per pane burro e acciughe, la merenda dei poveri) e l'"uovo croccante", preparato alla perfezione con le sue verdurine croccanti anch'esse. E poi, sempre all'insegna della cottura perfetta, la piovra (18 Euro) e un risotto (14) dai sapori sorprendenti. Anche la lista dei vini non è chilometrica ma mi pare offra diverse scelte per tutti i gusti. Il servizio è stato gentile e sollecito. Il coperto, 3 Euro, include un simpatico amouse bouche a base di mortadella e i cestini di buon pane. Altra golosità, tra i dolci molto invitanti, lo zabaione (7 Euro) che però non mi ha entusiasmato come speravo. Caffè a 2 Euro con biscottini e mini meringhe.
Si posteggia in mezzo alle auto di lusso a pochi metri dal ristorante, e poi si fa una passeggiata sul lungo lago. Arrivederci!

sabato 2 luglio 2016

L'altra Isola, Milano

[Edit: CHIUSO]

Com'è stato possibile non aver ancora menzionato L'altra Isola? Trovate via Edoardo Porro, un piccolo viaggio indietro nel tempo, una minuscola capsula di vecchia Milano sia fuori che dentro questo ristorante, dove si fa, come recita il biglietto da visita senza fronzoli, "Cucina Lombarda", per davvero. I mondeghili d'antipasto, i risotti, l'ossobuco, la cotoletta, i brasati, le verze, i nervetti e, di stagione e su prenotazione, la cassoeula. Qua non si viene certo per l'ambiente elegante ma, semplicemente, per mangiar bene, magari a prezzi non proprio proletari (anzi, proprio cari, ahimé!), e sentirsi parte di una storia, culinaria e culturale, rappresentata dal venerando patron Gianni Borelli.
Da complottista quale sono, credo che L'altra Isola non sia osannata su guide e mass media quanto meriterebbe perché la sua cucina lombarda è preparata da uno staff completamente con gli occhi a mandorla, e si sa che purtroppo l'Italia è ancora piena di gente che pensa che l'etnia abbia qualcosa a che fare con le competenze professionali. E poi il Borelli non è mai andato in TV a fare il pagliaccio, e non perde tempo a fare il ruffiano coi milanesimbruttiti che vanno al ristorante per fare le foto ai piatti e prendono il risotto giallo perché la cotenna di maiale ci fa schifo.
Ma a noi checcefrega, andiamo all'Altra Isola a mangiare piatti lombardi perfetti e ad annegare le amarezze nello zabaione. Evviva!

martedì 28 giugno 2016

I 5 Campanili, Busto Arsizio

Che uno potrebbe mettersi in tangenziale, prendere l'A4 e poi gettarsi in pasto alla folla in visita alle opere di Christo sul Lago d'Iseo, oppure potrebbe decidere di fare retromarcia, assecondare la propria pigrizia e soddisfare il proprio appetito in questo angolo di tranquillità estiva in Via Maino a Busto Arsizio. Si è accolti con simpatia anche al nostro consueto orario "da pensionati" alle 12.15 (quando si dice "abbiamo tirato su la cler") e si mangia bene in questo bel ristorante del Buon Ricordo, con le sale dalle volte alte, i piatti esposti nel soffitto, i quadri e gli oggetti che arrivano da tutto il mondo, le bacheche coi liquori e il bel dehors.
Abbiamo provato una delle burrate affumicate e il polpo come antipasti, tutto fatto e presentato a regola d'arte, per poi passare al piatto simbolo del locale, i mini cannelloni di orata "in verticale", anche se è stato difficile scegliere da un menù che è un'esperienza a sè, sia per le ipnotiche descrizioni dei piatti ("Gabbia di sfoglia, croccante e calda, appena fatta, racchiude su una base di mousse di cioccolato con crema pasticcera una pallina di gelato di cioccolato, cru trinidad, sopra gentili fili di cioccolato fuso caldo") che per alcune "libere interpretazioni" ortografiche ("tartar", "briosc").


Come detto, complice una giornata feriale meteorologicamente perfetta e il locale semivuoto, il servizio è stato simpaticamente perfetto e la pausa pranzo è stata tra le più piacevoli.
Antipasto, primo, dolci (la suddetta gabbia di sfoglia e un'assortimento paradisiaco di cioccolati, anche se ci sarebbe da assaggiare tutto), caffè e liquore in ricevuta fanno 118 Euro in due, purtroppo senza dettaglio.
Chiude il Lunedì. Sicuramente da consigliare!

Hammy Bistrot, Magenta

Dove "Hammy" sta per "hamburger" "prosciutto", e "Bistrot" sta per "posto piccolo". Abbiamo provato questo nuovo localino a pochi passi dalla piazza centrale di Magenta a inizio Giugno, contemporaneamente a niente popò di meno che Sua Rotondità Edoardo Raspelli, che, arrivato evidentemente per tempo, sedeva in uno dei due-tre tavoli più comodi mentre noi ce ne stavamo appollaiati ma tutto sommato comodi poco più in là. Il locale appunto è piccolino ma non angusto, anche se c'è un certo rischio da iperaffollamento soprattutto in presenza di famigliole con bambini e passeggini, o quando, d'inverno, bisognerà anche far posto a cappotti, piumini e ombrelli.
All'Hammy si mangiano prosciutti ("prosciutteria con cucina"), salumi e svariati hamburger (abbiamo provato l'inconsueto Strolghino), corredati da un'opportuna scelta di vini (lambruschi, eccetera) e birre. Ingolositi, abbiamo anche gustato cheescake e crumble alle fragole, tutto ben fatto.
Il servizio è stato gentile e tutto sommato rapido e si è ben destreggiato negli spazi ridotti. Gli hamburger vanno sui 10 Euro, i dolci intorno ai 7; niente coperto, ma ci mancherebbe altro. E' praticamente indispensabile prenotare, visto che così a occhio ci saranno meno di una trentina di coperti, tutti gomito a gomito.
Una bella iniziativa che speriamo contribuisca a ravvivare un centro storico che a parte Piazza Liberazione è perlopiù desolato.
Posteggiare nelle vie adiacenti e farsi due passi.

domenica 8 maggio 2016

Ristorante Pizzeria Al Gambero, Somma Lombardo

Perché chiamare una pizzeria "al gambero"? Sarebbe affascinante indagare sull'origine dei nomi delle pizzerie, soprattutto questa, situata in uno stabile d'epoca un po' malridotto sulla statale (del Sempione) che attraversa Somma Lombardo. Come sarebbe affascinante indagare sulle vicende della coppia di gestori di origine cinese (o forse sarebbe meglio dire genericamente "orientali", che per quanto ne capiamo noi potrebbero essere coreani come giapponesi), e sulle loro scelte musicali (una compilation di guitar heros ci ha tenuto compagnia per tutto il tempo - dagli Zeppelin a Santana a Hendrix e anche un po' di hair metal). Purtroppo invece non sappiamo nulla riguardo la storia di questo ampio locale un po' buio (ma era una serata infrasettimanale) dall'arredamento demodé, nel quale abbiamo solo preso due pizze (senza infamia né lode, forse un po' sottili) in una di quelle sere dove sei in giro sperando di trovare un posto dove spender poco che non sia un all you can eat italo-cino-giapponese-sushi-wok-churrascaria preso d'assalto da orde di famigliole urlanti o minacciosi tamarri.
Il Gambero è la quintessenza della pizzeria dove le mamme non portano i bambini a fare la pizzata di classe, dove i tamarri di periferia non vanno a giocare ai videopoker, col perlinato alle pareti, una credenza della nonna capitata lì non si sa come, con una fila di amari che ormai credevi estinti dietro il bancone, un angolo buio dove probabilmente all'ora giusta c'è un gruppo di agguerriti pensionati che gioca a scopa all'asso, dove, per una ragione o per l'altra, si fanno pochi scontrini, ma il servizio è educato e gentile, e si riesce persino a posteggiare di fronte.

sabato 30 aprile 2016

Pier 52, Milano

No, niente a che fare col molo numero cinquantadue. E' che qui siamo al 52 di Via Piero della Francesca (più o meno, visto che si entra dietro l'angolo). La sala è spaziosa, luminosa e i tavoli imbanditi come si conviene a un ristorante di classe. Sono il pesce e i frutti di mare a farla da padrone (ogni Milanese Imbruttito sa benissimo che a Milano si mangia il pesce migliore d'Italia ecc. ecc.), con alcune deviazioni che incuriosiscono: abbiamo provato la "carrozza con mozzarella" e il carciofo pazzo con taleggio e tartufo. Le diciture un po' ridicole abbondano, dal bigolo (rigorosamente al singolare anche se per fortuna ce ne portano un piatto intero) mantecato alle acciughe, al gambero "planciato" (che poi se ho capito bene, vuol dire "alla griglia"). Tutto buono e presentato molto bene. Era Venerdì a pranzo, quindi il locale era deserto, il servizio è stato professionale e molto gentile. C'è una carta dei vini ben fornita ma non chilometrica, e una manciata di questi si possono avere anche al bicchiere (che ovviamente qui si chiama "calice"). Antipasti e Primi sui 12-14 Euro. Coperto a 3 Euro, gentilmente abbuonato alla cassa all'interno di uno sconto tutto sommato generoso. Si viaggia sui 50 Euro a testa, si mangia bene e ci si concede un po' di lusso, praticamente in centro a Milano.
Parcheggio ovviamente proibitivo.

venerdì 29 aprile 2016

MoMa, Sesto Calende

[Edit 2024: ha cambiato gestione e insegna]
Il MoMa è un piccolo ed elegante ristorante a pochi passi dall'estremo meridionale del lungo Ticino di Sesto. La sala, luminosa, avrà una ventina di coperti, ben distanziati tra loro, con altrettanti disponibili in dehors quando la stagione lo permette. Il menù è interessante e molti piatti giocano sul pesce, senza per fortuna volersi avventurare in esotismi inutili. Antipasti  e primi sui 15-18 Euro (delicata la battuta di gamberi, buono il risotto con scampi e tartufo, incurioscono gli gnocchi al cacao con cotechino), mentre i secondi navigano sui 20 Euro. Niente coperto, hurrà!
Abbiamo provato il MoMa a pranzo di Giovedì, col locale praticamente deserto e l'attenzione del servizio, gentile e professionale, tutta per noi. Decisamente una destinazione consigliata per assaggiare buona cucina e interessanti abbinamenti presentati con eleganza; una location vista lago è forse quel piccolo particolare che farebbe diventare il MoMa un locale eccellente. Qui si viene per "degustare", non certo per fare scorpacciate, quindi le porzioni sono in alcuni casi proprio piccoline, e vi "costringeranno" piacevolmente a una spesa finale non proprio da tutti i giorni; abbiamo speso circa 140 Euro in due, con una bottiglia di vino.
Parcheggio molto difficile, cogliete l'occasione per fare una passeggiata.

sabato 26 marzo 2016

Liguria 2015

Ormai al quinto anno di soggiorno autunnale sulla riviera di ponente le "scoperte" si riducono di numero e ci si affida sempre di più ai locali provati negli anni precedenti.

Tra gli immancabili, nella categoria "ruspanti" ci sono sempre: la pizzeria Mamma Mia in Piazza Martiri della Libertà a Pietra, col suo ambiente rustico, il servizio gentile e la pizza al tagliere alta e morbida; il Buon Boccone a Loano, gastronomia per ghiottoni con tavoli all'aperto protetti dal vento; la pizzeria La Betulla a Finale, che quest'ultimo anno però ci ha lasciato un ricordo un po' troppo persistente sotto forma di odore di cucina e ci ha spinti verso l'adiacente I Sapori, che propone una buona pizza allo stracchino ma purtroppo non è risultata meno "profumata"; il tex-mex The Ranch tra Pietra e Loano, nel quale spesso risulta insiegabilmente difficile farsi assegnare un tavolo comodo anche quando il locale è vuoto; il Café des artistes a Pietra, il bar più carino della zona, dove sparlare dei passanti crogiolandosi al sole con un buon cappuccino.

Tra le novità: abbiamo provato la pizzeria La Lanterna ad Alassio, pizza non male e un locale troppo angusto ma praticamente sulla spiaggia; delusione per i prezzi salatissimi del ristorante-pizzeria Da Max sul lungomare di Pietra; panini ben fatti al bar La Playa a Borgio Verezzi, direttamente sul mare, a dire il vero l'unico punto di ristoro all'orizzonte dopo una passeggiata un po' impegnativa.

Salendo di livello, siamo tornati al ristorante Bei Gisela in Via Colombo a Finale dove con 30 Euro a testa si mangia e beve bene in un ambiente tranquillo e curato.
La sedicente "antica osteria" La Sosta a Laigueglia quest'anno ci ha invece convinti meno che in passato, con un menù a prezzo fisso da 20 Euro che però lasciava molto a desiderare per ingredienti (pesto anonimo) e porzioni (fritto misto sparuto); giornata no anche per il Ristorante Antica Osteria Saracena Del Bergallo (sic) dove menù, servizio e prezzi (92 Euro in due) non sono stati all'altezza della location e del panorama: piatti mancanti, servizio distratto, polpo, coniglio e ravioli tutti purtroppo abbastanza anonimi.

La new entry è l'Osteria Colla Micheri, nella frazione omonima di Andora, sopra Laigueglia, ottima scusa per una piccola gita con passeggiata a Capo Mele, offre un menù fisso a 25 Euro; 

Si fa grande cucina al ristorante La Voglia Matta nelle viuzze di Voltri, dove i prezzi lievitano di conseguenza ma si mantengono sui 50 Euro a testa; nelle vie del centro storico di Borgio abbiamo mangiato, tra l'altro, un cappon magro da applausi Da Casetta, con le sue due sale caratteristiche (sui 30-40 euro a testa); per concludere, è immancabile la visita al Doc di Borgio: gustarsi la tranquillità del sole di Novembre sul dehors della bella villa tra i profumi di mentuccia e di agrumi assaporando quel pesce che si scioglie in bocca non ha prezzo.


sabato 27 febbraio 2016

Piquadro, Arona

Sul lungolago di Arona, attualmente disastrato dai lavori in corso e normalmente purtroppo assai trafficato, c'è questo piccolo ristorante, due sale e toilette al piano di sotto raggiungibile solo tramite scala a chiocciola, dove vecchi 33 giri fanno da sottopiatti e si mangia bene.
Oltre ai suddetti lavori in corso, l'atmosfera è stata un po' rovinata dai vari bambini piangenti presenti nella piccola sala (era domenica a pranzo), ma ormai è sempre più difficile sfuggire a questo supplizio. La presenza di famigliole è favorita dai prezzi relativamente economici: 8-9 Euro gli antipasti, 10-12 Euro i primi, sui 5 Euro i dessert. I piatti sono preparati e presentati con cura: noi abbiamo preso le alici croccanti e il flan di asparago per antipasto e due risotti di primo. Ci ha fatto sorridere il fatto che, a detta della persona alla cassa, la porzione del carnaroli lime e gamberi fosse particolarmente abbondante perché qualcuno si era lamentato (presumo online) delle porzioni scarse. Recentemente ho sentito diversi ristoratori commentare il bel da fare che hanno a rispondere a tutti i novelli esperti d'alta cucina che sono sbocciati online (probabilmente gli stessi che portano qui un bambino di 5 anni per fargli mangiare la pasta in bianco) e ciò non fa che confermare la mia opinione che siti come Tripadvisor, Yelp e simili siano una pessima idea.
Consiglio quindi agli avventori di provare il Piquadro in giorni infrasettimanali, e ai gestori di continuare a puntare sulla cucina di qualità e non sulle famigliole in gita, perché non avranno comunque problemi a riempire il locale.
La cucina, come si può vedere dal menù online, propone un ventaglio di "selezioni" variegate con una certa predilezione per il pesce di mare che spero si affievolisca col tempo. Coperto a 2 Euro, qualche bottiglia di vino è disponibile anche al bicchiere.
Ad Arona ovviamente il parcheggio è complicato: soprattutto nel fine settimana preparate un bel po' di monetine per il parchimetro, posteggiate appena arrivati in città e fate due passi.