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domenica 6 settembre 2015

Locanda di Orta, Orta San Giulio

Ammaliati da una recensione entusiasta sulla nostra guida dei ristoranti, ci siamo preparati a una seratona nel caratteristico centro di Orta, frequentato, come tutte le località di lago in Italia, da turisti in maggioranza stranieri, visto che gli italiani sono tutti in spiaggia a curare la tintarella e poi si sa che i ciottoli delle viuzze mal si associano ai tacchi alti obbligatori per la passeggiata serale.
La Locanda di Orta ha un "wine bar" al piano terreno e il vero e proprio ristorante al primo piano, oltre ad alcune camere e a un "bistrot" che non ho ben capito dove si trovi. Accidentalmente ci aggiudichiamo il tavolo sul balconcino affacciato sulla piazzetta di via Olina, mentre all'interno rimangono non più di una ventina di coperti.
La visita ci ha lasciato un po' di amaro in bocca, perché (visti i prezzi, soprattutto) alla Locanda di Orta è mancato quel piccolo non so che per potersi veramente dire un locale di classe e di alta cucina. Mi fanno sorridere quei siti di recensioni dove si mettono nello stesso mazzo pizzerie e sushi, trattorie e ristoranti di lusso, assegnando stelline o pallini come se fossero il giudizio definitivo e democratico che tutto contiene: ovviamente, invece, la soddisfazione del cliente dipende dalle aspettative del cliente stesso e dalle "pretese" del locale. Di pretese, la Locanda di Orta ne ha un bel po', purtroppo spesso disattese.
Siamo stati fatti accomodare dalla maitre/sommelier/cassiera (che non si è più vista dopo aver raccolto le ordinazioni del cibo) e serviti da un ragazzo giovanissimo e volenteroso che ci ha descritto per filo e per segno tutti i piatti. Messa in tavola impeccabile. Prima degli antipasti ci è stata servita una serie di amuse bouche stuzzicanti e molto buoni, per poi passare alle nostre ordinazioni: "compressione di calamaro" dove per 20 Euro il malcapitato cefalopode viene sottoposto a ignoti trattamenti dissociativi che lo trasformano in una specie di patè, buono; "crudo di fassone con caviale e salsa di ostriche" dove per 35 (trentacinque) Euro si assapora l'originale e gustoso accostamento su cinque o sei minuscoli assaggi di fassone. Primi: "fagottini" e "gnocchi di ricotta" a 22 Euro ciascuno, tutto molto buono ma meno che indimenticabile. Pane di panificiofamosodicuinonricordoilnome. Dolce: fetta di cheese cake a 15 Euro, come per il "lingotto pralinato", mattone di cioccolata che fa sorprendentemente a pugni con le minute porzioni e i delicati sapori dei piatti che l'hanno preceduto, rimanendo l'unico ricordo gustativo della serata. Al momento del caffè (5 Euro) non appare nessuna carta degli amari e quindi provo a chiedere prima un barolo chinato ("non ce l'abbiamo" - siamo in Piemonte, roba da scomunica) e poi una grappa ("le mando la sommelier", che non appare, per essere sostituita da un "la sommellier consiglia questa"). Bevuto il mezzo bicchierino (6 Euro) di grappa obbligata, ci avviamo alla cassa, buoni ultimi alle 21.30, dove attendiamo per un po' l'arrivo della maitre/sommellier/cassiera di cui sopra e paghiamo i nostri 178,50 Euro, purtroppo immeritati. Niente coperto, per fortuna.
Lasciando da parte le considerazioni più culinarie (porzioni minuscole, presenze "osé" come il suddetto lingotto), quando si fanno pagare certe cifre è necessaria, a mio parere, una maggiore attenzione al cliente, ad esempio assistendolo nella scelta dei vini o portando il conto al tavolo, o anche magari solo con un po' più di calore umano.

Pizza & fichi, Arona

Edit 2023: chiuso.

Non è facile trovare una pizzeria sul Lago Maggiore che ti accetti come cliente se torni poco prima delle 19 da una gita al Mottarone e hai già fame.
Alle 18.45 ci sediamo a uno dei tavolini sul lungolago della pizzeria Toio e Lella di Lesa: il personale, sulla porta del locale, è impegnato a mugugnare circa due turiste che hanno fatto l'affronto di sedersi a un tavolo per guardare le cartoline in attesa dell'apertura. Chiediamo a che ora apre il locale (le 19) e se nel frattempo è possibile usare il bagno; musi lunghi e risposte scocciate: ce ne andiamo (senza aver usato la sacra toilette).
Il secondo tentativo lo facciamo alla pizzeria da Aldo ad Arona: Il forno è già acceso, sono le 19. All'ingresso c'è un cameriere intento a sfogliare il giornale; non alza nemmeno lo sguardo: "apriamo alle 19.15". Un altro mi dice "e comunque deve chiedere a lui" indicando un tale dietro al bancone, impegnato al telefono, che non mi guarda nemmeno lui. Ce ne andiamo.
Poco più in là, nell'angolo opposto della piazza, troviamo finalmente qualcuno a cui non fa schifo incassare i soldi dei clienti che vogliono mangiare "presto": da Pizza & Fichi ci sono diversi tavoli fuori, su entrambi i lati della strada, e alcuni sono ovviamente già occupati. E' venerdì sera e i tavoli sono tutti prenotati per le 20.30, cosa che lascia agli "early bird" ampio spazio per mangiare con tranquillità. Servizio gentile, coperto a 2 Euro, un po' di fastidio ma neanche troppo causato dalle auto di passaggio, clientela principalmente straniera, garanzia di tranquillità anche in caso di tavolate con bambini. Le pizze sono buone e i prezzi nella media, anche considerando la località turistica: tonno e cipolle a 7 Euro, pizza "pittrice" a 8,50, birra media a 5. Forno a legna, ampia scelta di pizze e menù con carne alla brace e piatti vari ed eventuali. 

Ciccio Matto, Ossona

[Edit 2017: "Ciccio Matto" ora si trova ad Arluno. Qui c'è la pizzeria Santo Stefano 3]

Viale Europa è il vecchio tracciato della Provinciale che costeggia Ossona, dove il traffico è stato solo molto parzialmente ridotto dall'aggiunta di un tratto più lontano dalle case, e la pizzeria ristorante Ciccio Matto continua imperterrita a esporre la sua curiosa insegna su questo grigio tratto di padania. L'abbiamo infine provata: si riesce a parcheggiare in qualche modo grazie allo spazio ricavato di fronte al locale (è una pista ciclabile? boh!) e ci si può accomodare in uno dei tavoli all'esterno, cosa che però non abbiamo fatto, non per il temuto rumore proveniente dalla strada, ma per le zanzare particolarmente agguerrite. All'interno il locale esibisce la consueta cacofonia di colori con le parti spatolate azzurre a fianco di quelle rosse, e due televisioni accese e posizionate strategicamente in modo che non gli si possa sfuggire. Abbiamo preso la pizza (bufala e bismark), buona e forse un po' troppo sottile. C'è il consueto frigo di dolci della bindi e anche dei dolci fatti in casa che però ci è stato detto non erano ancora pronti (ci siamo presentati alle 19). La pizza è anche da asporto; il locale è ampio e il servizio gentile; ci sono due menù a 25 Euro di pesce o carne con scelte di antipasto, primo e secondo. Coperto a 1,5 Euro. Tutto sommato un locale come molti altri nella stessa categoria, un'opzione da non escludere per una pizza al volo ma nulla più, vista la location desolata. Non abbiamo purtroppo chiesto informazioni sull'origine del nome del locale (all'interno del quale peraltro campeggia una specie di arazzo della sfinge d'Egitto).

lunedì 24 agosto 2015

Due a Milano

A metà luglio abbiamo provato la Pizzeria Naturale, su Ripa di Porta Ticinese, praticamente di fronte al gettonato Mercato Metropolitano. Il locale è grande e ha anche una specie di dehors sul retro, un po' cupo a dir la verità. La pizza è buona anche se un po' caruccia (12 Euro la "Sabrina"); il servizio è simpaticamente caotico e dà l'idea di utilizzare camerieri alle prime armi e un sistema di ordinazioni piuttosto confusionario: armatevi quindi di santa pazienza. Parcheggio ovviamente complicato. Tutto sommato consigliabile, più di altre pizzerie limitrofe. 40 Euro in due, con tre birre e caffè.
Siamo recentemente anche tornati, dopo tanti anni, al ristorante greco Mykonos (anzi, "taverna greca") che si trova "sul deprimente Viale Monza" o "sul caratteristico naviglio Martesana" a seconda di quanto uno si sente di buon umore. Il locale è rustico il giusto e come detto la location ha il suo nostalgico fascino; il menù è ampio e contiene tutte le golosità della cucina greca (pita, insalate, gyros, verdure, ecc.) , senza alcuna concessione ad altri stili. Il servizio è gentile e tutto sommato sollecito. Senza aver prenotato, come capitato a noi, si può finire a tavola insieme ad altri commensali. Prezzi non proletari: 47 Euro in due con un piatto solo ciascuno più il dolce. Niente carte di credito, solo bancomat. Buono.


sabato 25 luglio 2015

Corte Visconti, Somma Lombardo

Siamo tornati dopo molto tempo alla Corte Visconti, ristorante d'alta qualità situato in una bella vietta del non ameno centro di Somma Lombardo, location che costringe a fantasiosi espedienti per trovare un parcheggio. Il locale ha due sale accoglienti e "calde", oltre a un piccolo dehors che purtroppo questa volta non abbiamo potuto goderci, a causa di un acquazzone.
Abbiamo mangiato e bevuto come al solito molto bene: "milanesine" di salmone per antipasto (piatto sostanzioso di mini-"cotolette"), shabu-shabu di filetto (preparazione giapponese rivisitata "all'italiana", con gran risultato) e club sandwich di maialino (buono e bello) come piatto principale. Buonissimo anche il dessert, mela caramellata. Pane e grissini fatti in casa (con dei gustosi bocconcini al curry), caffè servito con piccola pasticceria molto buona.. Il menù propone una selezione di interpretazioni interessanti e anche alcuni piatti di pesce. La preparazione, gli ingredienti e la presentazione sono curati, i prezzi nella media dei ristoranti di questo tipo, sui 13 Euro gli antipasti, intorno ai 20 i primi e i secondi.
Unico lato un po' deludente della serata è il conto, non tanto per l'entità (120 Euro in due, preventivati) ma per la mancanza di dettaglio: dopo aver "mancato" un paio di richieste dalla carta dei vini ("eh questo non ce l'ho") abbiamo scelto uno dei quattro vini dal prezzo ignoto propostici, e analogamente per i dolci abbiamo seguito le indicazioni a voce confidando che in effetti si trattasse delle "dolci tentazioni" in menù a 10 Euro; risultato: una ricevuta che segna solo due generici "menù degustazione" per la cifra sospettosamente "tonda" di 120 Euro totali. Sarà pure che chi visita ristoranti di questo tipo "non sta a guardare all'Euro", ma un po' più di precisione sarebbe apprezzata, per professionalità e correttezza.
Complimenti come al solito allo chef e un incoraggiamento al resto della gestione per fare ancora di meglio.

domenica 12 luglio 2015

Vacanze in Liguria

Raccolta degli scontrini raccolti in tre settimane di ferie a Camogli (e dintorni).

Iniziamo con una carrellata dei locali più informali, come bar e gastronomie: fatta una puntata a Genova per l'Acquario, abbiamo provato uno dei locali presenti nella zona del porto antico: il Fastfood, che si propone come una sorta di hamburgeria di qualità, non ci ha impressionati granché: servizio non "fast" pur col locale vuoto e panini non memorabili; prezzi onesti.
A Camogli, la gastronomia Sciuscià e Sciorbì in Via 20 Settembre prepara cestini per la spiaggia e vari piatti appetitosi. Il Bar Auriga sul lungomare accompagna i propri cocktail con abbondanti piatti di antipastini: consigliato per l'aperitivo (8 Euro). Ci siamo trovati bene anche al Cavalli Wine Bar, sempre sul lungomare, dove si può bere qualcosa come aperitivo ma anche gustarsi dei buonissimi dessert. L'unica esperienza che classificherei come "pessima" l'abbiamo avuta al bar La Cage Aux Folles, dove, dopo esserci bevuti un pessimo caffè servito da un barman col muso lungo fino a terra, si è svolta la seguente surreale "conversazione":
io: "quant'è?"
barman, guardando dall'altra parte: "due".
io metto i due euro sul bancone.
il barman non mi guarda
io: "buonasera".
il barman non risponde e non mi fa lo scontrino.
io esco.
Nella frazione Ruta di Camogli, invece, detta legge Da Nicco, costantemente preso d'assalto per colazioni, aperitivi e cene. Si mangia bene, i prezzi sono onesti, i camerieri gentili. Si possono anche comprare marmellate, vini, creme, salse e quant'altro. Proveniendo da Camogli si trova sulla destra appena prima della galleria per Santa Margherita, a fianco delle ambulanze dei volontari del soccorso.

Per quanto riguarda i ristoranti, a Camogli ci siamo concentrati sul lungomare e abbiamo provato:
La spaghetteria Il Portico dove, come ci si può aspettare, si possono mangiare buone pastasciutte ma anche antipasti di mare ben fatti. Il locale è piccolino e ci sono alcuni tavolini per due all'aperto. Primi a 8-9 Euro, coperto al prezzo ragionevole di 1,5 Euro, bottiglia di Corona a 3 Euro. Onesti.
Dalla parte opposta al Portico c'è La Piazzetta, un ristorante con qualche pretesa in più e una bella terrazza da cui gustarsi il tramonto dietro "l'isola" di Camogli. Buoni ma carucci gli antipasti (polpo grigliato e acciughe, 12 Euro cadauno), un po' deludenti le lasagne al pesto (consistenza della pasta un po' "del supermercato"), ben fatta la crema catalana. Il coperto sale a 2 Euro, totale 60 Euro in due più il vino.
A metà strada tra i due, il Bar Ristorante Pizzeria La Primula, dove abbiamo solo provato la pizza, che si conferma non essere il piatto forte della zona. Abbiamo visto transitare piatti di pesce sugli altri tavoli. Pizze a 8 Euro, coperto a 3 (e qui iniziamo a esagerare).
Poco distante, l'Osteria delle Pance si affaccia direttamente sulla spiaggia dove con amici abbiamo provato, tra l'altro, fritto misto e spaghetti allo scoglio dall'aria invitante e una pizzata non male. Coperto a 2 Euro e servizio rapido e gentile ("infatti il cameriere non è italiano" ha commentato qualcuno, riferendosi alla non proprio calorosa accoglienza riservataci altrove). Piatti sui 12-15 Euro.
Nella frazione San Rocco, che sovrasta Camogli, ci sono due ristoranti, uno dei quali è La cucina di Nonna Nina, dove ci siamo mangiati una buona ricciola nel piccolo dehors sul retro, oltre ai buoni antipasti. Ci siamo trovati bene ma i prezzi ovviamente lievitano rispetto agli standard delle "pizzerie", col pesce a 20 Euro a persona e gli antipasti sui 10 Euro, per un totale sui 90 Euro in due compreso del vino. Unico appunto è il menù scritto a mano e in dialetto, di difficile lettura per un italiano, figuriamoci per gli stranieri, che tra l'altro erano l'80% della clientela presente. Consigliato.
Allontanandosi da Camogli verso Santa Margherita, un paio di chilometri dopo la galleria c'è il Ristorante San Lorenzo (dalla frazione San Lorenzo Della Costa) dove ci siamo recati con grandi aspettative per una zuppa di pesce che ci era stata reclamizzata come imperdibile ma che si è rivelata alquanto scarsa, seppur buona. Il locale ha un dehors carino ma purtroppo affacciato su parcheggio e statale, e una sala, carina, al primo piano. Scontrino "forfait" con "2x 30 Euro Menù fisso" e tanti saluti. Non ci ha impressionato.
Scendendo a Santa Margherita ("Santa" per gli habitué) ogni ristorante è una potenziale trappola per turisti e ovviamente bisogna stare estremamente all'erta. Siamo finiti nell'unica pizzeria del lungomare (in realtà anche qui affacciati sull'Aurelia) non presa d'assalto, la Palma. Coperto a 3 Euro, pizza romana a 8, birra media a 6, caffè a 3. Adieu, Santa.

Coscienti di fare una follia che ci sarebbe costata carissima, ci mettiamo i vestiti della festa e prenotiamo in piazzetta a Portofino, al Chuflay (pron. "ciuflài"). Di ristoranti di classe dai prezzi stratosferici qualcuno ne ho visto, ma tutti, per una ragione o per l'altra, giustificavano la spesa: qui, no. All'interno suona un pianista; il dehors è diviso in due: una parte davanti al ristorante e una in un piccolo serraglio in mezzo alla piazzetta. Il servizio è apparentemente d'alta classe, ma al personale manca quel pizzico di portamento e attenzione al cliente che giustifica certi prezzi (coperto a 6 Euro). La clientela è composta principalmente da miliardari russi accompagnati da ventenni in minigonna o altre coppie altrettanto malamente assortite e cariche di borse di Fendi e Brunello Cucinelli. Mi vergogno a scrivere il conto totale, e mi limito a sottolineare l'orata da 114 Euro presentataci su un vassoio gigante e poi tramutatasi, dopo la pulizia, in due minuscole strisce di filettini ciascuno accompagnati da un altrettanto minuscolo piattino di anonime verdurine. Ricarichi deliranti sui vini e un conto finale di proporzioni fantozziane che, ripeto, non ho nemmeno il coraggio di scrivere. La dimostrazione che "prepararsi al peggio" a volte non è sufficiente.

Per rimettersi il cuore in pace con la Liguria e il mondo della ristorazione in generale, prenotiamo quindi alla Brinca di Ne, in Val Graveglia, fuori Lavagna. Qui la cucina (di terra, come si addice alla vera cucina ligure) è di alta qualità, i prezzi sono onesti e le porzioni sono abbondanti. Gran soddisfazione come al solito per l'antipasto misto (11 Euro - hurrà per la frisciulla al pesto!) e per i primi (ravioli cu tuccu, gnocchetti di farina di castagne, taglierini fatti a mano... tutti intorno alle stesse cifre). Unico lato negativo della serata, i bambini urlanti del tavolo a fianco. Un cartello all'ingresso di questa oasi di buona cucina avvisa che i cani non sono più accettati nel locale dopo qualche non meglio identificato grave incidente; la cordialità del signor Circella alla cassa mi ha fatto desistere dal richiedergli una politica analoga anche per i bambini maleducati. Andate alla Brinca fuori stagione e riappacificatevi con la cucina ligure.

Al portico, Pero

Brevissima segnalazione per questo bar-ristorante-pizzeria provato qualche settimana fa in pausa pranzo su suggerimento di colleghi che lavorano in zona Fiera-Expo. E' stata una piacevolissima sorpresa in quanto sia i piatti che le pizze si sono rivelati molto buoni e preparati con cura (il biglietto da visita recita "cucina italiana con prodotti di altissima qualità") e il servizio gentile e cordiale. Menù fisso a pranzo, alla carta a cena, aperitivi dalle 17. Il suddetto biglietto recita anche "a due passi dalla Fiera Rho-Pero ...vicinissimi all'Expo", che è veritiero se non lo si vuole prendere alla lettera, semplicemente perché "a due passi" dalla Fiera non c'è nulla, e nemmeno a quattro, e in sostanza dall'Expo o dalla Fiera a piedi non si va da nessuna parte. Il Portico è comunque in effetti vicinissimo alla zona Fiera, sulla statale del Sempione (attenzione perché il navigatore potrebbe portarvi alla Via Sommariva sbagliata: dirigetevi piuttosto verso via Cesare Battisti e prendete la traversa del sempione successiva verso milano); piano terra di un anonimo, assolato palazzo col suo assolato "parcheggio" davanti e il suo panorama padano di cantieri e i lotti di terreno inutilizzati intorno.
Un indirizzo da tenere a mente, un'oasi di cucina semplice e ben fatta in una zona depressa e deprimente.

Le Golf Wok Sushi, Novara

Non c'è molto da dire sul Le Golf, in quanto ricalca in tutto e per tutto il modello di all-you-can-eat a buffet italo-orientale di grandi dimensioni come ne stanno spuntando sempre di più. Situato in una non amena zona della periferia di Novara, sopra a un McDonald's e a fianco del palasport, il locale come detto è molto grande e offre tavoli, sufficientemente distanziati, per tutti i gusti: coppiette, famigliole, famiglione, compagnie di amici, tutti pronti a dare l'assalto ai buffet dove abbondano i fritti più dei classici piatti "da cinese", o il consueto banco di gamberi, spiedini e spiedoni da farsi grigliare al momento. C'è la fontana di cioccolato, un banco con formaggi e salumi, un banco col sushi e chissà cos'altro che sto dimenticando. Il problema maggiore è la masnada di sciure sgomitanti intorno ai banconi, che rendono difficoltoso al cliente novellino individuare i piatti più meritevoli di attenzione. Il menù-tovaglietta raccomanda, giustamente, di non sprecare il cibo.
Il locale è pulito e ordinato e il servizio (per portare le bevande e rimuovere i piatti svuotati) è impeccabile come al solito nei locali gestiti da cinesi. Buffet a 19 Euro, birra media a 4 Euro, più i caffè che ci sono stati offerti.

domenica 7 giugno 2015

Il ritrovo dei golosi, Tornavento

Edit 2019: il ristorante sembra finalmente essersi assestato con una nuova gestione e ora si chiama Della Villa.

Vecchia gestione 2015:
Un secondo ristorante si affaccia ora su Piazza Parravicino a Tornavento. Il target è ben diverso da quello del tradizionale Circolo preesistente, e per ora quest'ultimo non ha niente da temere: lo scorso 2 Giugno c'era una lunga coda per entrare, mentre i "nuovi arrivati" non riempivano ancora tutti i tavoli. Il Ritrovo Dei Golosi vuole proporre cucina più ricercata e presentata in maniera "elegante", offrendo diversi piatti di pesce in un menù composto da 4-5 scelte ognuno per antipasti, primi, secondi. Purtroppo la nostra prima visita non è stata delle migliori.
Cominciamo dai lati positivi:
La location è splendida. Sedersi all'aperto con la vista sulla valle del Ticino è un'occasione da non farsi scappare.
I "cefalopodi" dell'antipasto erano pochi ma buoni.
C'è un buon gelataio adiacente.
Fine.
La lista delle cose andate storte purtroppo è ben più lunga.
Pur avendo prenotato, ci abbiamo messo un'ora e mezza per mangiare un antipasto e un primo. I due camerieri correvano come matti ma l'impressione è che il collo di bottiglia fosse in cucina. All'uscita, abbiamo sentito il "caposala" giustificarsi con la cassiera borbottando qualcosa circa il fatto che fossero arrivate "30 persone tutte assieme"... Credo che se uno apre un ristorante e basa il suo business plan sul non avere la sala piena il 2 Giugno, beh... lo vedo male.
Per un ristorante di certe pretese come questo, almeno un foglietto con l'elenco dei vini uno se lo aspetterebbe, e invece: "il vino lo volete in bottiglia o al calice?"; "al calice. cosa avete?"; "abbiamo la marca xyz del Friuli, è buono, c'è bianco e rosso". Prezzo: ignoto.
Ma il punto più dolente di tutta l'esperienza sono i prezzi. Tre Euro tre di coperto per un tavolino traballante, un servizio volenteroso ma nulla più, un ritardo biblico e due cestini di pane, seppur buono. Sedici (16) scandalosi, ingiustificatissimi Euro per il minuscolo antipasto "tiepido di carciofi e cefalopodi" che consisteva in non più di tre seppioline e un carciofino a fette: buono, per carità, ma un ristorante come si deve un piatto del genere te lo offre come amuse bouche prima di iniziare. Dodici (12) Euro per una "calamarata pecorino e macedonia" senza infamia né lode, e quattordici (14) per le "mafaldine al ragù di quaglia, asparagi e asiago", dove si è raggiunto il vertice del ridicolo, in quanto le mafaldine sono state sostituite da dei radiatori, perché "con le mafaldine abbiamo avuto un problema" e poi "i radiatori si sposano meglio con l'asiago", formaggio che però non c'era! Un litro di naturale a 2,50.
Altro aspetto negativo è che, pur avendo a disposizione una piazza, il Ritrovo Dei Golosi riesce a farvi finire gomito a gomito col tavolo a fianco, di cui potrete ascoltare tutte le chiacchiere per ingannare l'attesa dei piatti.
Gesto di buona volontà alla cassa, dove i due calici di vino dal prezzo ignoto ci sono stati abbuonati, ma dove abbiamo dovuto sorbirci l'affermazione che "le mafaldine sono quasi uguali ai radiatori".
Prenotato per le 20 e scontrino fatto alle 21.41, fuggiti a gambe levate appena finiti i primi, ovviamente senza dolce né caffè.
Archiviamo sotto "serata storta" e ci vediamo l'anno prossimo; cucina e servizio da una parte e prezzi dall'altra devono tornare sullo stesso pianeta: o i primi diventano stellari, o i secondi tornano sulla terra.

Update: il 5 Settembre, festa del paese, il ristorante aveva il dehors chiuso e in due ore non abbiamo visto entrare un solo cliente.

Update: il 7 Maggio 2016, il ristorante era "chiuso per ferie" senza indicazione della data di riapertura.

Update: a inizio Giugno 2016, il locale era chiuso, alla ricerca di nuova gestione.

Update: a Maggio 2017, il locale ha riaperto.

Update: estate 2018, sembra aver nuovamente cambiato gestione.

martedì 2 giugno 2015

Ristorante Pizzeria Thomas e Stefano 2, Maddalena di Somma Lombardo

Maddalena è una piccola frazione di Somma Lombardo, affacciata sulla valle del Ticino, fatta di tre vie e situata a distanza di sicurezza dalla strada trafficata che dal capoluogo va a Malpensa. E' difficile passarci per caso, perché in pratica la strada finisce lì, e a quanto pare anche i ciclisti e i passeggiatori della domenica preferiscono rimanere sull'alzaia del Villoresi, che inizia poco più a monte.
Sprezzanti del pericolo, abbiamo deciso di provare l'unica (apparentemente) pizzeria del paese, situata ovviamente in piazza, di fronte all'unico bar. La sede numero 2 dell'impero targato "Thomas e Stefano" ha due ampie sale, di cui una chiaramente ricavata da quello che un tempo era probabilmente il dehors del circolino del paese. Domenica sera, giornata di elezioni, ci siamo accomodati in quest'ultima, insieme agli unici altri avventori, intenti a commentare la situazione politica sommese, e a Jim Carrey in televisione. Soffitto spiovente altissimo di travi scure, perlinato, poster e quadri sconclusionati alle pareti, tende rosse cangianti e una parete bianca enigmaticamente addobbata da cuori rossi pitturati a mano con la pennellessa, insomma la quintessenza della pizzeria arredata con poche pretese. Tutto il contrario di un locale di classe, ma proprio per questo più "umano".
C'è un'ampia scelta di pizze, tra cui alcune anche originali, oltre ad alcuni piatti elencati nel menù che altro non è che il classico pieghevole delle pizzerie d'asporto, genere artistico a sè col suo miscuglio di colori, caratteri e annunci da "Il martedì offerta a 5 Euro" a "Cenone di Capodanno".
Le due pizze, non male ma un po' unte, ci hanno fatto portato in dote un sonno più agitato del solito; con due birre e i caffè fanno 28 Euro.
In definitiva, una pizza onesta per chi vuole fuggire dal traffico e dai posti affollati.